{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=19953035,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=19953035,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=19953035,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=19953035,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=19953035,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=19953035,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=19953035,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=19953035,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=19953035,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=19953035,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=19953035,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=19953035,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=19953035,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=19953035,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=19953035,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=19953035,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=19953035,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":19953035,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"95.3035","BusinessType":8,"BusinessTypeName":"Interpellanza","BusinessTypeAbbreviation":"Ip.","Title":"Futuro della Sezione della Svizzera italiana dell'Istituto svizzero di pedagogia per la formazione professionale (ISPFP).","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Chiediamo al Consiglio federale come prospetta il futuro della Sezione della Svizzera italiana dell'Istituto svizzero di pedagogia per la formazione professionale (ISPFP): intende continuare a sostenere i suoi sforzi per rispondere alle esigenze dell'area italofona in materia di formazione dei docenti di scuole professionali e per sviluppare le sue attivit\u00e0, in modo che la minoranza italofona possa disporre della stessa offerta didattica degli altri due gruppi linguistici?</p>","ReasonText":"<p>La qualit\u00e0 della formazione professionale, il suo adattamento all'evoluzione tecnica e culturale dipendono dal grado di preparazione e di aggiornamento dei docenti del ramo. Sotto questo profilo, la Sezione della Svizzera italiana dell'ISPFP svolge una funzione fondamentale nell'area italofona, contribuendo a creare le condizioni di base per un'economia regionale dinamica.</p><p>L'istituzione della Sezione come organismo indipendente e il suo successivo sviluppo fino ad oggi sono stati possibili anche grazie all'impegno delle autorit\u00e0 federali competenti, le quali hanno risposto positivamente ad una legittima aspirazione della Svizzera italiana. Il Cantone Ticino ha pure contribuito al consolidamento di questa struttura, assumendo una parte dei costi.</p><p>Ora la situazione in cui versano le finanze federali suscita per\u00f2 inquietudini sul futuro della Sezione. Gi\u00e0 attualmente, con effettivo e preventivo bloccati, essa si trova a dover far fronte ai suoi compiti, per esempio l'abilitazione dei docenti,.Interpellation Weder Hansj\u00fcrg 1652 N23 juin 1995 con mezzi limitatissimi. Lo svolgimento delle sue attivit\u00e0 appare gravemente pregiudicato, se la Confederazione non dovesse pi\u00f9 assicurare il suo indispensabile sostegno, vanificando cos\u00ec gli sforzi congiunti di autorit\u00e0 federali e cantonali. Gli interpellanti auspicano che la Confederazione si impegni a garantire alla Sezione della Svizzera italiana dell'ISPFP, anche in futuro, i mezzi necessari allo sviluppo e al completamento dell'offerta didattica, affinch\u00e9 anche la minoranza italofona disponga, nell'ambito della formazione professionale, delle stesse possibilit\u00e0 della Svizzera romanda e della Svizzera tedesca.</p><p></p><p>Risposta del Consiglio federale del 31 maggio 1995</p><p>Il Consiglio federale attribuisce notevole importanza alle questioni che riguardano la formazione in generale e a quelle relative alla formazione professionale in particolare. Investire nella formazione, significa innanzitutto investire nel futuro. Simili investimenti contribuiscono considerevolmente a fornire a una societ\u00e0 i mezzi necessari per far fronte al cambiamento sempre pi\u00f9 rapido e a influire attivamente su tali mutamenti. Le risorse disponibili devono pertanto essere impiegate con la maggiore efficacia possibile; il Consiglio federale considera questo principio un compito e al tempo stesso un obbligo. In altre parole, ci\u00f2 significa che i mezzi devono essere ripartiti equamente, tenendo conto della specificit\u00e0 die bisogni dei diversi beneficiari. Gi\u00e0 al momento dell'ampliamento dell'Istituto svizzero di pedagogia per la formazione professionale (ISPFP), il Consiglio federale si era basato su questo genere di considerazioni.</p><p>Con la creazione, nel 1991, di una sezione autonoma dell'ISPFP a Lugano, la Confederazione ha ampiamente sviluppato la formazione degli insegnanti delle scuole professionali della Svizzera italofona, formazione impartita in precedenza a Losanna. In tal modo, l'impegno a favore della formazione degli insegnanti delle scuole professionali della Svizzera italiana \u00e8 superiore a quello delle altre regioni linguistiche. Tra il 1990 e il 1994, la quota delle spese dell'Istituto per la Svizzera italiana \u00e8 passata dal 14,5 al 20,5 per cento, ossia a circa 1,1 milioni di franchi. I compiti dell'Istituto sono assunti in loco da tre funzionari e 14 persone che lavorano sulla base di un contratto di lavoro a tempo parziale o su mandato. Paragonato alla proporzione degli apprendisti di lingua italiana nel nostro paese, che \u00e8 dell'8,7 per cento (Ufficio federale di statistica, anno scolastico 1993/94), l'impegno della Confederazione a favore degli insegnanti delle scuole professionali italofone rimane comunque considerevole.</p><p>In seguito alla precaria situazione delle finanze federali, anche l'ISPFP si vede costretto a concentrare le sue risorse sui principali bisogni in materia di formazione. Ne consegue che, a prescindere dalle regioni linguistiche, l'Istituto pu\u00f2 per esempio trovarsi nell'impossibilit\u00e0 di rispondere positivamente alla totalit\u00e0 delle domande di formazione e di perfezionamento degli insegnanti delle scuole professionali. Questa concentrazione di risorse non pu\u00f2 naturalmente essere effettuata a scapito dell'una o dell'altra regione del paese, per cui lo sforzo importante fornito a favore della Sezione italofona dell'Istituto sar\u00e0 salvaguardato nella sua sostanza e - per quanto concerne l'ordine di grandezza - mantenuto nelle proporzioni attuali. Il Consiglio federale \u00e8 fiducioso che questa situazione non comporter\u00e0 perdite dal profilo della qualit\u00e0 della formazione e del perfezionamento degli insegnanti delle scuole professionali. Vista la particolarit\u00e0 della sua situazione economica e culturale, esso intende inoltre assicurare al Cantone Ticino che continuer\u00e0 a riservare particolare attenzione ai suoi problemi e ai suoi bisogni in tutti gli ambiti, incluso quello della formazione professionale.</p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>Il Consiglio federale attribuisce notevole importanza alle questioni che riguardano la formazione in generale e a quelle relative alla formazione professionale in particolare. Investire nella formazione, significa innanzitutto investire nel futuro. Simili investimenti contribuiscono considerevolmente a fornire a una societ\u00e0 i mezzi necessari per far fronte al cambiamento sempre pi\u00f9 rapido e a influire attivamente su tali mutamenti. Le risorse disponibili devono pertanto essere impiegate con la maggiore efficacia possibile; il Consiglio federale considera questo principio un compito e al tempo stesso un obbligo. In altre parole, ci\u00f2 significa che i mezzi devono essere ripartiti equamente, tenendo conto della specificit\u00e0 die bisogni dei diversi beneficiari. Gi\u00e0 al momento dell'ampliamento dell'Istituto svizzero di pedagogia per la formazione professionale (ISPFP), il Consiglio federale si era basato su questo genere di considerazioni.</p><p>Con la creazione, nel 1991, di una sezione autonoma dell'ISPFP a Lugano, la Confederazione ha ampiamente sviluppato la formazione degli insegnanti delle scuole professionali della Svizzera italofona, formazione impartita in precedenza a Losanna. In tal modo, l'impegno a favore della formazione degli insegnanti delle scuole professionali della Svizzera italiana \u00e8 superiore a quello delle altre regioni linguistiche. Tra il 1990 e il 1994, la quota delle spese dell'Istituto per la Svizzera italiana \u00e8 passata dal 14,5 al 20,5 per cento, ossia a circa 1,1 milioni di franchi. I compiti dell'Istituto sono assunti in loco da tre funzionari e 14 persone che lavorano sulla base di un contratto di lavoro a tempo parziale o su mandato. Paragonato alla proporzione degli apprendisti di lingua italiana nel nostro paese, che \u00e8 dell'8,7 per cento (Ufficio federale di statistica, anno scolastico 1993/94), l'impegno della Confederazione a favore degli insegnanti delle scuole professionali italofone rimane comunque considerevole.</p><p>In seguito alla precaria situazione delle finanze federali, anche l'ISPFP si vede costretto a concentrare le sue risorse sui principali bisogni in materia di formazione. Ne consegue che, a prescindere dalle regioni linguistiche, l'Istituto pu\u00f2 per esempio trovarsi nell'impossibilit\u00e0 di rispondere positivamente alla totalit\u00e0 delle domande di formazione e di perfezionamento degli insegnanti delle scuole professionali. 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