{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=19973455,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=19973455,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=19973455,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=19973455,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=19973455,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=19973455,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=19973455,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=19973455,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=19973455,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=19973455,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=19973455,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=19973455,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=19973455,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=19973455,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=19973455,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=19973455,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=19973455,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":19973455,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"97.3455","BusinessType":8,"BusinessTypeName":"Interpellanza","BusinessTypeAbbreviation":"Ip.","Title":null,"Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":null,"ReasonText":null,"DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>1. Dal cessate il fuoco del 6 settembre 1991 tra Fronte Polisario e Marocco l'ONU si adopera per organizzare e osservare un referendum nel Sahara occidentale, in applicazione delle sue risoluzioni e di quelle dell'OUA. Tale sforzo si iscrive nell'ambito della Missione delle Nazioni Unite per l'Organizzazione di un Referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO). La realizzazione pratica di questo scrutinio, fallito finora a causa della complessit\u00e0 politica del conflitto, ha conosciuto uno sviluppo positivo al termine dei negoziati diretti di Houston (14 - 16 settembre 1997) organizzati sotto l'egida di James Baker, l'inviato personale del Segretario generale delle Nazioni Unite per il Sahara occidentale.</p><p>Il Consiglio federale ha preso atto con soddisfazione dei recenti sviluppi intervenuti in un dossier rimasto a lungo bloccato. Esso ricorda il proprio sostegno al piano di pace dell'ONU e l'importanza accordata in passato alla questione del Sahara occidentale (invio di un'unit\u00e0 sanitaria dal settembre del 1991 all'agosto del 1994 nel quadro della MINURSO; aiuti a carattere umanitario; messa a disposizione dell'Ambasciatore J. Manz dal secondo semestre del 1990 alla fine del 1991, quale rappresentante speciale del Segretario generale dell'ONU per il Sahara occidentale). Di conseguenza, il Consiglio federale spera che i disaccordi esistenti tra le parti possano essere risolti rapidamente e che il referendum sia organizzato in un prossimo futuro.</p><p></p><p>2. Allo scopo di migliorare l'efficacia della politica di pace della Svizzera e   cercando di coniugare le direttive obbligatorie con la flessibilit\u00e0 indispensabile per questo settore d'attivit\u00e0, il 4 dicembre 1995 il Consiglio federale ha adottato il programma d'orientamento politico e finanziario denominato \"Azioni della Svizzera nell'ambito della promozione della pace per il periodo 1996 - 1999\". Tenendo conto degli insegnamenti e delle esperienze degli anni precedenti e volendo aumentare l'impatto dell'azione svizzera concentrando i mezzi a disposizione, il testo definisce le modalit\u00e0 d'azione da privilegiare, suddivide le competenze di bilancio e designa  zone geografiche prioritarie. Alla zona Medio Oriente e Africa subsahariana \u00e8 cos\u00ec destinato il 30 per cento dei fondi gestiti da DFAE e DMF, mentre il 50 per cento del totale \u00e8 impiegato a favore della zona OSCE.</p><p></p><p>Dall'inizio di quest'anno, abbiamo optato per un forte impegno in Medio Oriente, dove la Svizzera svolge un ruolo attivo in seno alla TIPH, Temporary International Presence in the City of Hebron, missione di presenza internazionale il cui mandato sar\u00e0 probabilmente rinnovato nel 1998. Ulteriori partecipazioni ad azioni di promozione della pace e finanziamento di operazioni dell'ONU completano l'azione promossa dalla Svizzera nella zona in questione.</p><p></p><p>Mezzi pi\u00f9 importanti sono destinati a iniziative in ex-Iugoslavia, in particolare in Bosnia e in Croazia, dove il DMF spiega l'unit\u00e0 logistica dei berretti gialli a sostegno delle missioni dell'OSCE. Per mantenere la coerenza della nostra politica e l'efficacia delle nostre azioni, \u00e8 quindi improbabile che possiamo impegnarci nuovamente nel Sahara occidentale in un'azione di ampiezza paragonabile a quella svolta dal 1991 al 1994. Tuttavia, il Consiglio federale non esclude di partecipare a una breve azione civile di sostegno al momento del referendum.</p><p></p><p>3. Si potr\u00e0 contemplare la partecipazione della Svizzera a una missione d'osservazione elettorale alle seguenti condizioni: l'ONU dovr\u00e0 essere il solo coordinatore dell'operazione; dovr\u00e0 garantire che verr\u00e0 sottoposto un unico rapporto di valutazione; una domanda ufficiale andr\u00e0 sottoposta alla Svizzera. Un contingente di osservatori svizzeri, reclutati tra il pool di esperti istituito per rispondere a domande di questo genere, sar\u00e0 allora messo a disposizione dell'ONU. Le sue dimensioni e la sua composizione saranno oggetto di un'ulteriore decisione e dipenderanno dall'entit\u00e0 dell'operazione e dalle necessit\u00e0 di personale su cui l'ONU dovr\u00e0 informarci nella sua domanda ufficiale.</p><p></p><p>4. Dallo scoppio delle ostilit\u00e0 nel dicembre del 1975 la regione di Tindouf, nel sud-ovest algerino, ha conosciuto un importante afflusso di rifugiati dal Sahara occidentale; gran parte di essi \u00e8 confinata da oltre 18 anni in una regione desertica dal clima estremamente rigido e la loro sopravvivenza dipende soprattutto dall'aiuto internazionale, in particolare dall'aiuto alimentare. Questa popolazione (180'000 persone) attualmente \u00e8 ripartita in quattro campi a ridosso delle frontiere internazionali.</p><p></p><p>La Svizzera sostiene le attivit\u00e0 dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), e in occasione del ritorno dei rifugiati sar\u00e0 disposta a studiare le modalit\u00e0 della loro reintegrazione. Nel 1991 essa ha inoltre finanziato per un importo di 4 milioni di franchi le attivit\u00e0 della Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO). Dal 1987 la Svizzera appoggia le attivit\u00e0 del Comitato svizzero di sostegno al popolo del Sahara occidentale (SUKS) con un importo annuo di 700'000 franchi. Queste ultime consistono in laboratori di produzione - confezione, pelletteria - nonch\u00e9 in programmi alimentari specializzati a favore dei gruppi pi\u00f9 vulnerabili (coppia madre - figlio) messi in atto dalla Mezzaluna rossa del Sahara occidentale.</p><p></p><p>In futuro, la Divisione aiuto umanitario e ASC proseguir\u00e0 il proprio sostegno a favore dei rifugiati del Sahara occidentale, che si concentrer\u00e0 sulle attivit\u00e0 dei programmi dell'UNHCR e del PAM, e su quelle appoggiate dal Comitato svizzero di sostegno al popolo del Sahara occidentale, soprattutto quando permettono d'accrescere il suo livello di autosufficienza (artigianato, orticoltura ecc.).</p><p></p><p>5. Il Consiglio federale precisa che nessun accordo politico \u00e8 in fase di preparazione o sul punto di essere firmato con il Regno del Marocco. Sul piano economico e commerciale, un accordo di libero scambio \u00e8 stato firmato il 19 giugno 1997 tra i Paesi dell'AELS e il Marocco. Affinch\u00e9 sia ratificato, sar\u00e0 presentato alle Camere federali nel quadro del prossimo rapporto sulla politica economica esterna. L'accordo ha lo scopo di permettere al Marocco di continuare il suo processo di sviluppo verso un'economia di mercato e di evitare un'eventuale discriminazione dei Paesi dell'AELS rispetto all'UE, con la quale il Marocco ha gi\u00e0 concluso un accordo d'associazione. Perseguendo il rafforzamento dei suoi legami con i Paesi mediterranei, nel quadro della dichiarazione comune firmata il 15 maggio 1997 dal ministro Driss Jettou e dal consigliere federale Jean-Pascal Delamuraz la Svizzera ha manifestato l'intenzione di rafforzare la sua cooperazione con il Marocco in materia di promozione degli investimenti, degli scambi commerciali e del trasferimento di tecnologie rispettose dell'ambiente. Gli accordi che permetteranno di rendere operativa la collaborazione in questi tre settori sono in fase di preparazione e di negoziazione e saranno verosimilmente firmati nel corso dei prossimi mesi. Il Consiglio federale ritiene che attualmente non sia opportuno sospendere questi negoziati, e cos\u00ec facendo sanzionare le autorit\u00e0 marocchine, mentre negli ultimi mesi esse hanno dato prova di una nuova volont\u00e0 di dialogo che fa ben sperare in un prossimo accordo sul piano di pace proposto dall'ONU.</p>  Risposta del Consiglio federale.","FederalCouncilProposal":8,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":"\/Date(879897600000)\/","SubmittedBy":"Aguet Pierre","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(890352000000)\/","ResponsibleDepartment":3,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento degli affari esteri","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFAE","IsLeadingDepartment":true,"Tags":null,"Category":null,"Modified":"\/Date(1763103301130)\/","SubmissionDate":"\/Date(876268800000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":4509,"SubmissionLegislativePeriod":45,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":null}}