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In tale rapporto esso afferma che i diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto sono premesse indispensabili per la stabilit\u00e0 politica nei Paesi in sviluppo e che riducono le probabilit\u00e0 di conflitti violenti sia all'interno di tali Paesi sia verso l'esterno. Esso rileva inoltre che il mantenimento della sicurezza e della pace non riguarda solo misure di cooperazione allo sviluppo in senso stretto, bens\u00ec anche l'insieme delle nostre relazioni politiche, economiche e sociali con i Paesi del Sud. </p><p></p><p>Nonostante sia nato in rapporto ai Paesi del Sud, questo modo di vedere vale anche per le relazioni con i Paesi in transizione dell'Europa dell'Est e della CSI.</p><p></p><p>In questo senso la Svizzera ha preso parte anche alle discussioni concettuali dell'OCSE sui temi dello sviluppo e della pace e nel maggio 1997 ha aderito ai principi elaborati congiuntamente con altri 17 Paesi. Inoltre, la Svizzera partecipa attivamente ai lavori concettuali del Comitato per l'aiuto allo sviluppo dell'OCSE. Attualmente si \u00e8 concordi nel definire quale compito principale della cooperazione allo sviluppo e della cooperazione con i Paesi dell'Est la trasformazione pacifica e ordinata dei Paesi in sviluppo e di quelli in transizione. Nello stesso tempo, tuttavia, i progetti di cooperazione devono fare i conti con le diverse realt\u00e0 nei Paesi partner e quindi anche con le divergenti aspirazioni sociali che, in alcuni casi, possono degenerare in conflitti aperti. \u00c8 questo il motivo per cui recentemente, in seno all'Amministrazione federale, sono stati svolti diversi lavori di fondo al fine di meglio comprendere le cause profonde delle situazioni di crisi e di guerra nonch\u00e9 di sviluppare degli strumenti che rilevino tempestivamente le crisi.</p><p></p><p>Per quanto riguarda l'effettivo orientamento dell'impegno politico in favore della pace nei Paesi in sviluppo e nei Paesi dell'Europa dell'Est e della CSI, svolge un ruolo fondamentale la discussione sullo sviluppo sostenibile. Nel quadro degli sforzi internazionali compiuti per attuare le decisioni prese alla Conferenza sull'ambiente e sullo sviluppo di Rio nel 1992, \u00e8 divenuto sempre pi\u00f9 evidente che la gestione pacifica dei conflitti \u00e8 indispensabile ai fini di uno sviluppo sostenibile, ma che lo sviluppo sostenibile \u00e8 a sua volta il presupposto principale per una convivenza non violenta, sia all'interno di uno Stato sovrano sia tra uno Stato e l'altro. In questo senso il Consiglio federale, nell'ambito della sua Strategia per uno sviluppo sostenibile in Svizzera del 9 aprile 1997, ha deciso di analizzare pi\u00f9 in dettaglio il rapporto tra lo sviluppo sostenibile e la politica di sicurezza e, con un margine di tempo di dieci anni per la loro attuazione, di presentare proposte finalizzate a un impiego ancora migliore delle sinergie esistenti tra le politiche economiche, sociali, ambientali e di sicurezza.</p><p></p><p>Su questa base, l'ufficio competente ha avviato lavori preparatori allo scopo di integrare il contributo della cooperazione allo sviluppo e della cooperazione con i Paesi dell'Est in una politica svizzera globale per la pace. In queste riflessioni rientrano da un lato gli sforzi compiuti per lottare contro le cause strutturali e a lunga scadenza dei conflitti (prevenzione dei conflitti), ma anche, dall'altro, l'ampio lavoro di ricostruzione fisica, sociale e istituzionale volto alla gestione dei conflitti (\"ricostruzione\" e \"riabilitazione\"). Inoltre, le possibilit\u00e0 nell'ambito dell'aiuto umanitario in materia di politica della pace dovranno essere rivedute e ridefinite alla luce delle sfide costituite dalle nuove forme assunte dai conflitti negli anni Novanta. I lavori svolti in funzione del contributo della cooperazione allo sviluppo e della cooperazione con i Paesi dell'Est dovranno infine permettere di affrontare la problematica del rapporto con altri ambiti delle relazioni estere della Svizzera - vedi ad esempio la politica economica estera o la politica di sicurezza in senso stretto - e di rilevare eventuali problemi di coerenza.</p><p></p><p>Per rendere conto degli sforzi compiuti in questa direzione, rimandiamo al rapporto sulla sicurezza e lo sviluppo sostenibile. Tale rapporto, che dovr\u00e0 essere sottoposto per approvazione al Parlamento nel corso del 2000, dar\u00e0 l'opportunit\u00e0 di approfondire la questione in modo appropriato.</p>  Risposta del Consiglio federale.","FederalCouncilProposal":8,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":"\/Date(951264000000)\/","SubmittedBy":"Fehr Jacqueline","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(951264000000)\/","ResponsibleDepartment":3,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento degli affari esteri","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFAE","IsLeadingDepartment":true,"Tags":null,"Category":null,"Modified":"\/Date(1750804304163)\/","SubmissionDate":"\/Date(945129600000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":4601,"SubmissionLegislativePeriod":46,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":null}}