{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20003655,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20003655,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20003655,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20003655,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20003655,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20003655,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20003655,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20003655,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20003655,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20003655,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20003655,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20003655,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20003655,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20003655,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20003655,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20003655,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20003655,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20003655,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"00.3655","BusinessType":5,"BusinessTypeName":"Mozione","BusinessTypeAbbreviation":"Mo.","Title":"Volontariato","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Il Consiglio federale \u00e8 invitato a studiare e a prendere le misure necessarie per riconoscere, valorizzare e valutare le conoscenze e le esperienze (culturali, comportamentali ed esistenziali) acquisite in tutte le forme di lavoro non retribuito (attivit\u00e0 famigliare, attivit\u00e0 onoraria e volontariato) al momento di un'assunzione presso l'amministrazione federale.</p>","ReasonText":"<p>Il 5 dicembre 2000 \u00e8 stato inaugurato l'anno internazionale dei volontari 2001.</p><p>L'International Year of Volunteers-Forum organizzer\u00e0 manifestazioni in tutta la Svizzera per sensibilizzare la popolazione sull'importanza del volontariato in tutte le sue forme, per approfondire le relazioni fra lavoro retribuito e non retribuito, per riflettere sulla collaborazione tra persone che esercitano una professione in ambito sociale e i volontari, per conoscersi e festeggiare insieme.</p><p>Le cifre che il dottore Carlo Malaguerra dell'Ufficio federale di statistica (UFS) ha mostrato in occasione della cerimonia di apertura dell'anno dei volontari, sono molto interessanti: il 41 percento degli abitanti partecipa a forme di lavoro volontario; il 23 percento partecipa al volontariato non organizzato; il 26 percento si impegna in forme di volontariato organizzato. Gli uomini sono piuttosto attivi nelle organizzazioni sportive, culturali e politiche, mentre le donne fanno del volontariato informale: il 50 percento delle casalinghe presta servizi di mutua assistenza presso altre famiglie. Tutto questo lavoro vale 19,4 miliardi di franchi (5 percento del PIL).</p><p>A questo bisogna aggiungere il lavoro in seno alla famiglia, che \u00e8 anch'esso una forma di lavoro non retribuito, ma non sempre volontario: \u00e8 attribuito tradizionalmente \"ex officio\" alle donne.</p><p>Secondo uno studio dell'UFS (cfr. \"Du travail non pay\u00e9, mais pas sans valeur\", Neuch\u00e2tel, luglio 1999) il tempo consacrato ai lavori domestici e famigliari \u00e8 tutt'altro che trascurabile: in media le donne vi dedicano 31 ore a settimana e gli uomini 16. Le donne con figli pi\u00f9 piccoli di 15 anni sono quelle che sopportano il carico pi\u00f9 pesante, con una media di 52 ore a settimana. Se facessimo eseguire questi compiti da persone salariate, l'insieme del lavoro non remunerato costerebbe 215 miliardi di franchi l'anno, ci\u00f2 che rappresenta il 58 percento del prodotto interno lordo.</p><p>Si pu\u00f2 osservare che il lavoro volontario corrisponde quasi al 10 percento del volume del lavoro non retribuito e, di conseguenza, si pu\u00f2 ben dire che la maggioranza del lavoro non retribuito \u00e8 fornito dalle donne.</p><p>Oltre a ci\u00f2, non bisogna infine dimenticare che un numero sempre maggiore di donne esercita una professione, anche se ha figli.</p><p>Tutte queste attivit\u00e0 non remunerate, ma socialmente molto importanti, sono indispensabili per la nostra societ\u00e0: si potrebbe quasi affermare che sono la \"conditio sine qua non\" per la sopravvivenza stessa della nostra societ\u00e0.</p><p>Ma dov'\u00e8 allora il problema? Esso risiede nella constatazione che \u00e8 anche a causa di questa ripartizione ineguale delle attivit\u00e0 tra uomini e donne che queste, pur lavorando molto, hanno molto meno risorse finanziarie. In effetti, a causa del lavoro famigliare e sociale hanno meno possibilit\u00e0 sul mercato del lavoro, esercitano pi\u00f9 spesso un'attivit\u00e0 a tempo parziale e sono discriminate sul posto di lavoro, nella carriera e nella retribuzione.</p><p>Per superare questi problemi bisogna continuare con convinzione, da una parte, a eliminare le discriminazioni dirette e indirette (vedi la legge federale sulla parit\u00e0 dei sessi), e dall'altra, a realizzare a tutti i livelli una politica attiva che preveda misure positive che concretizzino le pari opportunit\u00e0 tra donne e uomini e che correggano cos\u00ec la sottorappresentanza strutturale delle donne in molti ambiti della nostra societ\u00e0. Sono misure che hanno lo scopo di ripartire pi\u00f9 equamente tra i sessi le opportunit\u00e0 nella vita e nel lavoro.</p><p>In questo importante compito la Confederazione ha una responsabilit\u00e0 speciale: come datore di lavoro pu\u00f2 dimostrare che esiste la possibilit\u00e0 di studiare e mettere in pratica misure specifiche con lo scopo di migliorare le possibilit\u00e0 delle donne sul mercato del lavoro. Una misura molto importante \u00e8 rappresentata dallo studio e dall'istituzione di un sistema di riconoscimento, di valorizzazione e di valutazione delle qualifiche acquisite nelle attivit\u00e0 non retribuite svolte nella famiglia, nella societ\u00e0, nelle chiese e nelle istituzioni. Queste attivit\u00e0 potrebbero finalmente godere dello stesso riconoscimento attribuito al lavoro remunerato. Le conoscenze e le esperienze dovrebbero essere valutate come qualifiche chiave.</p><p>In occasione dell'anno internazionale dei volontari la Confederazione ha cos\u00ec la possibilit\u00e0 di dare un segno importante dell'apprezzamento del lavoro dei volontari (uomini e donne); inoltre, dimostrerebbe concretamente il suo apprezzamento particolare per l'immenso lavoro delle donne - lavoro domestico, di cura, di assistenza, nell'ambito famigliare e del vicinato; custodia di bambini di terzi; volontariato sociale; presenza e partecipazione nelle organizzazioni femminili, sociali nonch\u00e9 nei partiti - e la sua disponibilit\u00e0 a riconoscerlo in occasione di un'assunzione presso l'amministrazione federale.</p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>Il Consiglio federale \u00e8 consapevole del grande valore deI lavoro di volontariato prestato in Svizzera da donne e uomini. Conosce le relative statistiche e cifre e sostiene le misure volte al riconoscimento e alla valorizzazione dello stesso. </p><p>Il datore di lavoro Confederazione s'impegna attivamente contro ogni genere di discriminazione, anche contro le penalizzazioni legate al sesso. Per promuovere le pari opportunit\u00e0 tra uomo e donna a livello aziendale esistono in seno all'amministrazione federale gi\u00e0 diversi strumenti, che si prefiggono il riconoscimento di esperienze di vita extraprofessionale.</p><p>Gi\u00e0 nelle sue \"Istruzioni concernenti il miglioramento della rappresentanza e della situazione professionale della donna nell'amministrazione generale della Confederazione\", emanate nel 1991, il Consiglio federale ha formulato il chiaro obiettivo che nel giudizio dell'equivalenza delle qualifiche nel caso di nomine e promozioni devono essere determinanti pure le attivit\u00e0 extraprofessionali, quali ad esempio i compiti di assistenza e la collaborazione in seno a istituzioni sociali.</p><p>Questo obiettivo \u00e8 stato ulteriormente concretizzato, dato che dal 1996 conformemente alle disposizioni di promozione (Condizioni di nomina e di promozione applicabili agli uffici dell'amministrazione generale della Confederazione) nel caso di nomina o promozione di collaboratori si pu\u00f2 tenere conto dell'esperienza di vita. Come esperienza di vita le disposizioni di nomina e di promozione citano, esplicitamente, le attivit\u00e0 familiari, di educazione e di assistenza nonch\u00e9 le attivit\u00e0 sociali.</p><p>Dall'inizio degli anni novanta l'amministrazione federale ha partecipato al progetto FHAB, che ha come contenuto il potenziale di qualificazione dell'attivit\u00e0 familiare e domestica e la sua importanza per la professione. Lo strumento che ne risulta \"ISQ-FHA, criteri di valutazione per l'intervista sul rilevamento delle qualifiche chiave\" contribuisce a censire in maniera mirata le qualifiche provenienti dai settori extraprofessionali, come l'attivit\u00e0 familiare e domestica, e a farli confluire nella scelta del personale nonch\u00e9 nelle decisioni sulla fissazione degli stipendi e sulle promozioni. Questo strumento \u00e8 stato presentato nel 1998 nell'ambito di un esperimento pilota condotto dall'Ufficio federale del personale in seno all'amministrazione federale. In questa occasione si \u00e8 rivelato che i servizi del personale degli uffici federali in gran parte hanno gi\u00e0 elaborato, soprattutto per la selezione del personale, metodi propri che corrispondono ai contenuti dello strumento ISQ-FHA e ai bisogni concreti di ogni ufficio federale. Dal 1998 il PF di Zurigo applica sistematicamente questo strumento per la selezione del personale, l'Ufficio federale di statistica lo applica dal 1999. Si progetta di mettere a disposizione di tutti i responsabili del personale e dei quadri negli uffici federali una versione elettronica dello strumento a titolo di complemento degli strumenti d'inchiesta finora impiegati.</p><p>Da anni la Confederazione cerca di motivare le donne all'inserimento rispettivamente al reinserimento nell'attivit\u00e0 lucrativa. Grazie alla sua ampia offerta di orari di lavoro flessibili e al suo sostegno per l'affidamento dei figli a persone al di fuori della famiglia, la Confederazione si rivela comparativamente un buon datore di lavoro. Nell'ambito dell'aumento del numero di donne nei quadri si esamina un ulteriore sviluppo dei modelli di lavoro e dei modelli di durata del lavoro, segnatamente pure del telelavoro. In questo modo, si spera di potere arricchire ulteriormente il potenziale dei collaboratori dell'amministrazione federale con l'esperienza di vita delle donne.</p><p>Conformemente alla legge federale sul personale le pari opportunit\u00e0 tra uomo e donna e la parit\u00e0 dei sessi rientrano tra gli obiettivi espliciti della politica del personale. Nell'ambito della realizzazione di questi obiettivi attraverso i dipartimenti e la Cancelleria federale, il Consiglio federale si dichiara disposto ad esaminare se esistono altre possibilit\u00e0 di modo che la tematica illustrata dall'autore della mozione possa essere inclusa negli obiettivi e possa eventualmente trasformarsi in strumenti concreti.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.","FederalCouncilProposal":2,"FederalCouncilProposalText":"Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.","FederalCouncilProposalDate":"\/Date(983318400000)\/","SubmittedBy":"Simoneschi-Cortesi Chiara","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1039737600000)\/","ResponsibleDepartment":7,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento delle Finanze","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFF","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"15|28","Category":null,"Modified":"\/Date(1712742343813)\/","SubmissionDate":"\/Date(976492800000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":4605,"SubmissionLegislativePeriod":46,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Economia|Questioni sociali"}}