{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20013612,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20013612,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20013612,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20013612,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20013612,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20013612,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20013612,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20013612,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20013612,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20013612,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20013612,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20013612,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20013612,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20013612,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20013612,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20013612,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20013612,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20013612,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"01.3612","BusinessType":8,"BusinessTypeName":"Interpellanza","BusinessTypeAbbreviation":"Ip.","Title":null,"Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":null,"ReasonText":null,"DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>Il ravvicinamento dei paesi europei ha fatto dell'Europa un unico spazio geografico, e non pi\u00f9 singole nazioni o regioni, all'interno del quale il crimine si muove e sempre pi\u00f9 spesso i criminali agiscono a livello sopranazionale. Oggi una nazione da sola non pu\u00f2 pi\u00f9 garantire la propria sicurezza interna, e gli attentati dell'11 settembre 2001 lo hanno ampiamente dimostrato.</p><p></p><p>In base a questa consapevolezza, il Consiglio federale da anni ha intrapreso i passi necessari per promuovere la cooperazione con le autorit\u00e0 straniere sia a livello di polizia e di giustizia, sia nell'ambito dei servizi d'informazione mediante accordi bilaterali o multilaterali; anche se lo standard di sicurezza della Svizzera, paragonato alla situazione internazionale, \u00e8 oggigiorno molto alto. </p><p></p><p>Il Consiglio federale prende posizione come segue sulle domande dell'interpellante:</p><p></p><p>Ad domande 1 e 2</p><p></p><p>Nel contesto della creazione di uno \"Spazio di libert\u00e0, sicurezza e giustizia\", l'UE da tempo mette l'accento sul rafforzamento della cooperazione nella lotta alla criminalit\u00e0 internazionale e in particolare al crimine organizzato. Cos\u00ec gli strumenti pi\u00f9 disparati sono in corso di pianificazione o di realizzazione o allora sono gi\u00e0 in funzione (per es. Europol, Ufficio di lotta anti-truffa OLAF, \"Schengen\", magistrato di collegamento, Rete giudiziaria europea, Eurojust, procuratore europeo). In seguito agli avvenimenti dell'11 settembre l'UE ha preso diverse misure supplementari con lo scopo particolare di lottare pi\u00f9 efficacemente contro il terrorismo internazionale. </p><p></p><p>Non essendo membro dell'UE, la Svizzera non partecipa direttamente a questi strumenti e a queste misure. Tuttavia, nella lotta contro la criminalit\u00e0 internazionale, la Svizzera lavora gi\u00e0 attualmente in stretta collaborazione con le autorit\u00e0 estere, a differenti livelli:</p><p></p><p>- Interpol: le basi legali dell'attuale cooperazione in materia di polizia sono raccolte in gran parte nello Statuto dell'Organizzazione internazionale di polizia criminale. La cooperazione con Interpol ha fatto le sue prove nel corso degli ultimi anni. Interpol \u00e8 un canale a cui ricorrere per diffondere informazioni di polizia, domande di collaborazione, ma anche avvisi di ricerca e di assistenza giudiziaria. La cooperazione con Interpol permette inoltre di sviluppare nuove strategie di lotta contro il crimine, come ad esempio lo studio compiuto sul finanziamento del terrorismo concernente il \"Gruppo islamico armato\". La Svizzera intende proseguire e approfondire la sua cooperazione con Interpol. </p><p></p><p>- Agenti di collegamento: agenti di collegamento dell'Ufficio federale di polizia (UFP), previsti per facilitare il perseguimento penale, sono insediati in diversi paesi europei e d'oltre-atlantico. Attualmente la Svizzera possiede agenti di collegamento in Francia (Lione), Stati Uniti (Washington), Germania (Wiesbaden) e Repubblica Ceca (Praga). Si sta esaminando se estendere ad altri paesi questa rete di agenti di collegamento e in quali. </p><p></p><p>- Accordi bilaterali concernenti la cooperazione transfrontaliera in materia di polizia: la Svizzera ha concluso degli accordi bilaterali di cooperazione in materia di polizia con tutti i paesi a lei confinanti. Gli accordi conclusi con Italia (1\u00b0 maggio 2000), Francia (1\u00b0 ottobre 2000), Austria e Liechtenstein (1\u00b0 luglio 2001) sono gi\u00e0 in vigore. L'accordo concluso con la Germania dovrebbe parimenti entrare in vigore nel corso dei prossimi mesi. Gli accordi di cooperazione permettono di eseguire osservazioni transfrontaliere e di mettere in opera il diritto di seguito (in questo campo l'accordo concluso con l'Italia non va cos\u00ec lontano come con gli altri paesi). La creazione di centri comuni di cooperazione doganale e in materia di polizia di Chiasso e Ginevra costituisce l'elemento centrale degli accordi conclusi tra Francia e Italia. Gli agenti attivi in seno a questi centri comuni possono lavorare in gruppi e scambiare le informazioni ricevute nell'ambito della loro attivit\u00e0. Questi due centri di cooperazione saranno operativi a partire dalla primavera del 2002. </p><p></p><p>- Partenariato dei paesi alpini in materia di sicurezza (PAS): la Svizzera ha dato avvio a una cooperazione informale ma stretta in materia di sicurezza con la Germania, la Francia, l'Italia, l'Austria e il Liechtenstein. Questo \"partenariato dei paesi alpini in materia di sicurezza\" riunisce settori quali l'immigrazione clandestina, le reti di passatori, la tratta degli esseri umani, il riciclaggio di denaro e l'estremismo. Esso serve soprattutto a scambiare idee ed esperienze riguardanti questi settori, come pure a ottimizzare la cooperazione esistente sul piano operativo. </p><p></p><p>- Servizi d'intelligence: Un denso scambio d'informazioni \u00e8 in atto da alcuni decenni tra il servizio svizzero d'informazioni interne, posto in seno al Servizio di analisi e prevenzione (UFP), e gli interlocutori europei. Questo scambio d'informazioni ha dato buone prove. </p><p></p><p>Parallelamente alle forme di cooperazione transfrontaliera esistenti in materia di lotta alla criminalit\u00e0 internazionale, sono attualmente in corso dei negoziati per la partecipazione diretta della Svizzera a determinati strumenti dell'UE nel campo della sicurezza interna. </p><p></p><p>- Europol: Europol \u00e8 un ufficio centrale incaricato di lottare contro precise forme di criminalit\u00e0 internazionale e in particolare contro il terrorismo. Il suo compito principale \u00e8 quello di riunire, registrare e analizzare informazioni e di trasmetterne i risultati ai servizi d'informazione degli Stati membri. La Svizzera e l'Europol hanno previsto di siglare un accordo di cooperazione.</p><p>- \"Schengen\": nell'ottica della libera circolazione delle persone all'interno dell'UE, \"Schengen\" prevede la soppressione dei controlli alle frontiere interne. La soppressione dei controlli \u00e8 accompagnata da una serie di misure di sicurezza, in particolare il rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne, una politica di visti e asilo comune, il miglioramento della cooperazione tra le polizie a livello transfrontaliero, il rafforzamento della collaborazione tra le autorit\u00e0 giudiziarie, nonch\u00e9 lo scambio di informazioni relative a persone o oggetti ricercati o a persone indesiderate, grazie al \"Sistema d'informazione Schengen\" (SIS). Il SIS \u00e8 un sistema di ricerca di polizia internazionale computerizzato che permette la ricerca di persone e oggetti su tutto il territorio dell'UE. L'uso di un sistema di questo genere pu\u00f2 rivelarsi utile anche nella lotta al terrorismo. Un'adesione a \"Schengen\" permetterebbe tra l'altro alla Svizzera di avere accesso ai dati del SIS. L'adesione a Schengen permetterebbe inoltre di ottimizzare la cooperazione transfrontaliera tra la polizia e di armonizzare la politica dei visti.</p><p>- La partecipazione del nostro paese al dispositivo di sicurezza di Schengen e alla politica d'asilo e d'immigrazione dell'UE permetterebbe di impedire che, all'interno dell'Europa, la Svizzera diventi una porta aperta all'immigrazione clandestina e il crocevia della criminalit\u00e0 organizzata transfrontaliera e del terrorismo internazionale. La partecipazione permetterebbe inoltre di garantire alla Svizzera di far parte di un sistema moderno ed esteso di lotta contro il crimine e di essere coinvolta nel suo futuro sviluppo. In linea generale, l'adesione a \"Schengen/Dublino\" costituirebbe senza ombra di dubbio un interesse per la sicurezza svizzera. Il 25 giugno 2001 il Consiglio dell'UE ha deciso di discutere con la Svizzera una possibile adesione a \"Schengen\". Il 27 giugno 2001 il Consiglio federale ha licenziato un mandato di negoziato preliminare. Da allora hanno avuto luogo i primi colloqui esplorativi presso la Commissione europea e alcuni Stati membri dell'UE. Al momento entrambe le parti stanno lavorando ad un negoziato definitivo.</p><p>- Affinch\u00e9 la Svizzera non perda l'opportunit\u00e0 di far parte del moderno ed esteso sistema di lotta contro il crimine dell'UE \u00e8 indispensabile che sia rinforzata la sua collaborazione giudiziaria e di polizia con l'Unione. Tuttavia quasi tutte le possibilit\u00e0 di cooperazione bilaterale e multilaterale sono state in gran parte utilizzate. Va detto inoltre che gli accordi bilaterali di polizia non sono in alcun modo paragonabili alle prospettive offerte da un'adesione a \"Schengen\" e al SIS. Schengen va infatti molto pi\u00f9 lontano nella lotta al terrorismo. Solo una partecipazione diretta della Svizzera al dispositivo di sicurezza dell'UE permetter\u00e0 di migliorare ulteriormente la cooperazione a livello europeo.</p><p></p><p>Ad domanda 3</p><p></p><p>L'istituzione di un ordine di arresto europeo rientra fra le misure legislative prese dal Consiglio europeo in seguito agli avvenimenti dell'11 settembre. Quest'ordine permetter\u00e0 alle autorit\u00e0 giudiziarie di uno Stato membro dell'UE di consegnare direttamente alle autorit\u00e0 di un altro paese membro una persona ricercata (procedura d'estradizione semplificata). Non si conosce ancora la forma di questo nuovo ordine di arresto europeo; le modalit\u00e0 sono in esame al Consiglio \"Giustizia e interni\".</p><p>L'introduzione di questo strumento sembra non avere ripercussioni importanti sulle relazioni tra l'UE e la Svizzera. Nell'ambito dell'estradizione e dell'assistenza giudiziaria, la Svizzera infatti intrattiene gi\u00e0 buone relazioni con tutti gli Stati dell'UE, grazie agli accordi intervenuti con questi ultimi. L'assistenza giudiziaria a questi paesi \u00e8 gi\u00e0 garantita dal diritto interno svizzero. D'altro canto sembra poco probabile che l'introduzione di un ordine di arresto europeo apporti una miglioria significativa alle prestazioni di assistenza giudiziaria fornite dagli Stati membri dell'UE alla Svizzera. </p><p>\u00c8 importante infatti notare che alcuni paesi europei, dato il loro diritto di procedura, oggi non possono rispondere alle domande d'assistenza giudiziaria o d'estradizione di altri paesi o di farlo entro termini ragionevoli.</p><p>Allo stato attuale, l'ordine di arresto europeo \u00e8 previsto come un elemento indipendente da Schengen. Se la Svizzera aderisse a \"Schengen\", non dovrebbe quindi riprendere automaticamente l'ordine d'arresto europeo.</p><p></p><p>Ad domanda 4</p><p></p><p>Come abbiamo gi\u00e0 detto, da decenni la cooperazione tra il servizio d'informazione interno svizzero e i suoi omologhi europei, \u00e8 esaustiva e collaudata. Il Consiglio federale \u00e8 convinto che l'intensificazione degli scambi d'informazione prevista dai servizi d'informazione degli Stati membri dell'UE non avr\u00e0 conseguenze negative per la Svizzera; visto che i contatti tra l'UE e la Svizzera sono gi\u00e0 intensi e data anche la gi\u00e0 stretta cooperazione tra i servizi d'informazione.</p><p></p><p>Il Consiglio federale non teme che l'istituzione di squadre investigative comuni causi pregiudizi alla Svizzera. Gi\u00e0 oggi, nell'ambito dell'assistenza amministrativa e giudiziaria internazionale, le indagini vedono coinvolti agenti di diversi paesi. Gli agenti svizzeri all'estero (sulla base dell'ordinamento giuridico del paese estero) e gli agenti esteri in Svizzera (sotto la direzione svizzera) continueranno ad essere operativi.</p><p></p><p>Il maggiore inconveniente \u00e8 rappresentato dall'impossibilit\u00e0 della Svizzera di partecipare allo scambio automatizzato d'informazioni di polizia via SIS. Questo sistema \u00e8 considerato dagli specialisti degli Stati membri come elemento portante e indispensabile nella lotta contro la criminalit\u00e0 internazionale. Anche i servizi di polizia giudiziaria svizzeri sono chiaramente a favore di una partecipazione al SIS. Tuttavia l'accesso al SIS pu\u00f2 essere garantito alla Svizzera solo nell'ipotesi di un'adesione a \"Schengen\". A lungo termine, anche la non adesione alla task force composta dai capi di polizia europei e alla formazione comune delle forze di polizia (Scuola di polizia europea) potrebbero costituire per la Svizzera uno svantaggio.</p><p></p><p>Ad domanda 5</p><p>Su scala europea l'Europol assume un ruolo sempre pi\u00f9 importante nella lotta contro il terrorismo. Nel suo programma annuale per il 2002, la lotta contro il terrorismo rappresenta uno dei compiti principali. In seno all'Europol nei prossimi mesi dovrebbe essere istituito un gruppo di esperti in materia di lotta al terrorismo. Inoltre dall'anno prossimo l'Europol dovrebbe creare delle squadre investigative comuni in collaborazione con i servizi competenti degli Stati membri.</p><p>Come abbiamo gi\u00e0 menzionato, la Svizzera e l'Europol sono in procinto di firmare un accordo di cooperazione. I negoziati si sono conclusi con successo il 18 settembre. La firma dell'accordo di cooperazione dovrebbe avere luogo la prossima primavera. L'Assemblea federale dovrebbe trattare il testo nel corso del 2002.</p><p></p><p>La Svizzera pu\u00f2 trarre vantaggio dall'accordo da diversi punti di vista. Europol funziona come centro di smistamento d'informazioni per gli Stati membri e per gli stati terzi che hanno firmato un accordo di cooperazione, nel campo della grande criminalit\u00e0 internazionale, ivi compreso il terrorismo.</p><p>Una volta in vigore l'accordo di cooperazione, la Svizzera avr\u00e0 la possibilit\u00e0 di prendere parte a questo scambio di informazioni. L'accordo prevede tra l'altro lo scambio di agenti di collegamento. Infine la Svizzera sar\u00e0 ampiamente informata in futuro dall'Europol sui nuovi metodi di lotta contro il crimine e avr\u00e0 la possibilit\u00e0 di accedere ai diversi rapporti dell'Europol sulla situazione e l'analisi del pericolo.</p><p></p><p>Il sistema d'informazione dell'Europol non \u00e8 paragonabile al SIS. Innanzitutto lo scambio d'informazioni in seno all'Europol si limita infatti a determinati ambiti della criminalit\u00e0 internazionale. In secondo luogo in seno all'Europol non \u00e8 previsto l'accesso diretto alle banche dati. Le informazioni necessarie vengono comunicate dall'Europol su richiesta speciale. Ecco perch\u00e9 l'accordo di cooperazione con l'Europol non potr\u00e0 sostituire un'adesione a \"Schengen\".</p><p></p><p>Ad domanda 6</p><p>Gi\u00e0 prima degli attentati dell'11 settembre gli aeroporti svizzeri vantavano di elevati standard di sicurezza. I controlli dei passeggeri e dei bagagli a mano sono effettuati con apparecchi sofisticati, i bagagli registrati sono verificati al 100% da un sistema di controllo complesso e in gran parte automatizzato. Grazie a queste misure di sicurezza la Svizzera \u00e8 all'avanguardia. In seguito agli attentati dell'11 settembre 2001 i controlli di sicurezza, effettuati in maniera standard, sono stati rinforzati sulla base della nuova situazione di pericolo.</p><p></p><p>Il programma nazionale di sicurezza dell'aviazione svizzera segue a grandi linee le raccomandazioni della Conferenza europea dell'aviazione civile (CEAC), alla quale appartengono, oltre al nostro paese in qualit\u00e0 di membro fondatore, 37 altri paesi europei. Le misure prese dall'UE nel campo dell'aviazione in seguito agli avvenimenti dell'11 settembre si basano in gran parte sulle raccomandazioni della CEAC. Tali raccomandazioni devono essere precisate e integrate nel diritto europeo per divenire vincolanti.</p><p></p><p>Il controllo reciproco delle misure di sicurezza negli aeroporti \u00e8 nato da un'iniziativa svizzera presa nel quadro nella CEAC. Il metodo di questo programma di audit \u00e8 stato sviluppato negli scorsi anni sotto la direzione svizzera. All'inizio di quest'anno \u00e8 stato lanciato in seno alla CEAC un programma di sorveglianza la cui partecipazione \u00e8 facoltativa. L'UE ha potuto agire rapidamente in questo campo grazie ai lavori preparatori e all'esperienza della CEAC. Dopo la decisione delle misure europee per il rafforzamento della sicurezza nell'aviazione, si tratta adesso di evitare che vi siano sovrapposizioni tra il programma CEAC gi\u00e0 in funzione e l'analogo sistema dell'Unione.</p>  Risposta del Consiglio federale.","FederalCouncilProposal":8,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1007078400000)\/","SubmittedBy":"Suter Marc Fr\u00e9d\u00e9ric","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1065139200000)\/","ResponsibleDepartment":5,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento di giustizia e polizia","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFGP","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"9","Category":null,"Modified":"\/Date(1712744403267)\/","SubmissionDate":"\/Date(1002240000000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":4609,"SubmissionLegislativePeriod":46,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica di sicurezza"}}