{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043145,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043145,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043145,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043145,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043145,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043145,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043145,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043145,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043145,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043145,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043145,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043145,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043145,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043145,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043145,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043145,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043145,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20043145,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"04.3145","BusinessType":8,"BusinessTypeName":"Interpellanza","BusinessTypeAbbreviation":"Ip.","Title":"Violazione dei diritti dell'uomo. Limitazione delle possibilit\u00e0 di agire in giustizia","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. La posizione adottata dal DFAE nel caso esposto pi\u00f9 in avanti (cfr. motivazione) corri-sponde ai propositi del governo Bush e delle associazioni economiche statunitensi. Che cosa ha spinto il DFAE, e in particolare la Direzione del diritto internazionale pubblico, ad adottare tale posizione contro cui si ergono attualmente le principali organizzazioni internazionali di difesa dei diritti dell'uomo, le importanti organizzazioni che rappresen-tano la societ\u00e0 civile nonch\u00e9 giuristi di fama internazionale specializzati nel settore dei diritti dell'uomo? </p><p>2. Il DFAE era cosciente dell'importanza strategica di tale caso? Perch\u00e9 le implicazioni in materia di diritti dell'uomo non sono state prese in considerazione o perch\u00e9 sono state sottovalutate? Chi \u00e8 stato consultato? In quale modo si forma l'opinione pubblica per quanto concerne il merito e gli aspetti politici del caso? I responsabili del DFAE erano a conoscenza delle decisioni precedenti (del 1993) di un gruppo di lavoro delle Nazioni Unite e delle decisioni di un gruppo di lavoro della commissione giuridica interamericana concernente il caso Alvarez-Machain?</p><p>3. Il DFAE pu\u00f2 formulare precisamente la sua politica e i suoi obiettivi politici per quanto concerne l'ATCA (Alien Tort Claims Act)? Chi deve essere privato della possibilit\u00e0 di agire in giudizio e contro chi non deve pi\u00f9 essere possibile intentare un'azione in giusti-zia? I diritti delle vittime di violazioni dei diritti dell'uomo non dovrebbero in linea di massima prevalere sulle pretese derivanti dalla sovranit\u00e0 degli Stati? Se la risposta \u00e8 ne-gativa, in quali casi non devono prevalere?</p><p>4. Malgrado tutte le obiezioni nei confronti dell'ATCA il presente caso non pu\u00f2 in nessun caso essere preso quale esempio. La US-Drug Enforcement Agency (DEA) ha manife-stamente violato un trattato tra gli USA e il Messico. Il modo in cui l'attore (Alvarez-Machain) \u00e8 stato trasportato negli Stati Uniti \u00e8 assolutamente arbitrario e illegale. Non si capisce perch\u00e9 Alvarez-Machain non dovrebbe essere indennizzato per il trattamento il-legale subito. Per quale ragione il DFAE ha firmato un documento secondo il quale il ca-so Alvarez-Machain non concerne in nessun modo gli Stati Uniti? Perch\u00e9 il DFAE, se te-neva assolutamente a immischiarsi in questo affare, non ha seguito le orme della com-missione dell'UE? Quest'ultima ha infatti inviato un Amicus Curiae Brief in cui sottoli-neava che non intendeva esprimere un parere nel merito del caso, ma che intendeva e-sprimere un'opinione critica sull'ATCA alla luce del diritto internazionale pubblico.</p><p>5. Nell'Amicus Curiae Brief - documento firmato anche dalla Svizzera - sono citati ampi estratti dell'Amicus Curiae Brief contro le azioni giudiziarie relative all'apartheid redatta dal governo sudafricano all'attenzione della corte statunitense competente su richiesta del governo americano. Gran parte di tale documento figura in allegato. Il DFAE trova legit-timo fare riferimento a un parere del governo sudafricano che attualmente \u00e8 vigorosa-mente combattuto dalle organizzazioni che difendono gli interessi della societ\u00e0 civili in Sudafrica e che inoltre \u00e8 stato scritto su richiesta del governo USA? \u00c8 corretto presumere che il DFAE non si limita a pronunciarsi su una questione di diritto internazionale pub-blico, ma che prende anche posizione sulle azioni in giudizio relative all'apartheid senza doverlo dichiarare apertamente?</p>","ReasonText":"<p>Il 24 gennaio di quest'anno, a nome del DFAE, la Direzione del diritto internazionale pubbli-co e le autorit\u00e0 omologhe del Regno Unito e dell'Australia hanno firmato congiuntamente un documento del tipo denominato Amicus Curiae Brief e l'hanno indirizzato alla Corte suprema degli Stati Uniti d'America. Il caso in questione - in cui il governo americano ha negato al cit-tadino messicano Humberto Alvarez-Machain il diritto di intentare un'azione in giudizio con-tro un agente incaricato dalla Drug Enforcement Agency (cfr. allegato) - determiner\u00e0 se in fu-turo il diritto di promuovere azione appartenente alle vittime di gravi violazioni dei diritti dell'uomo sar\u00e0 fortemente limitato negli USA. Oltre la Svizzera, la Gran Bretagna e l'Australia, sono innanzitutto le associazioni economiche statunitensi a impegnarsi in favore di siffatte limitazioni. Viceversa, numerose organizzazioni di difesa dei diritti dell'uomo, statunitensi o internazionali, sono contrarie a queste restrizioni; il loro parere \u00e8 condiviso inoltre dagli spe-cialisti dei diritti dell'uomo e dalle organizzazioni che si occupano della responsabilit\u00e0 sociale delle imprese. Fra gli altri (per la lista completa vedi sotto)  si possono menzionare: Amnesty international, le World Organisations Against Torture, Mary Robinson, ex Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti dell'uomo dal 1997 al 2002, Richard Goldstone, ex giudice al tribunale costituzionale sudafricano ed ex procuratore del Tribunale penale delle Nazioni Uni-te per l'ex Jugoslavia e il Ruanda, alcuni diplomatici americani di alto livello, un centinaio di professori di giurisprudenza e varie organizzazioni rappresentative della societ\u00e0 civile quali il Congresso mondiale ebraico, International Center for Corporate Accountability, OECD Watch, Oxfam International, TransAfrica Forum, Jubilee South Africa, Christian Aid e Hu-man Rights Watch. Per quanto concerne la Svizzera, Trial e la Dichiarazione di Berna sono pure cofirmatari.</p><p>Considerato che \u00e8 la prima volta che la Corte suprema \u00e8 chiamata a decidere in merito a un'azione in giudizio per violazione dei diritti dell'uomo presentata da una vittima straniera, vi \u00e8 in gioco molto di pi\u00f9 del singolo caso. Il parere del DFAE riveste un'importanza politica non trascurabile ed pertanto di interesse pubblico.</p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>Generalit\u00e0</p><p>Il 23 gennaio 2004 la Svizzera ha depositato, insieme alla Gran Bretagna e all'Australia, una richiesta scritta (amicus curiae brief) presso la Corte Suprema americana. Si trattava di attirare l'attenzione del tribunale supremo statunitense sul pericolo di un'applicazione del diritto americano contraria al diritto internazionale pubblico. In concreto si tratta dell'Alien Tort Statute\" (ATS), una legge sulla giurisdizione competente per le richieste di indennizzo in caso di violazione del diritto internazionale all'estero.</p><p>Per facilitare la comprensione vengono descritti gli antefatti del caso, bench\u00e9 questi non siano determinanti per la questione giuridica che si pone. La procedura dinanzi alla Corte Suprema risale al sequestro avvenuto in Messico di un cittadino messicano sospettato di aver torturato e ucciso un trafficante di droga americano. Il sequestratore, pure cittadino messicano, ha agito su mandato della polizia antidroga americana. Il Messicano accusato di omicidio \u00e8 stato prosciolto e, avvalendosi dell'ATS, ha citato in giudizio il suo compatriota per il risarcimento dei danni. Quello che importa alla Svizzera non \u00e8 tanto l'esito del caso in quanto tale, quanto piuttosto la constatazione generale fatta dinanzi l'autorit\u00e0 di primo grado secondo cui l'ATS costituirebbe una base legale per portare dinanzi ai tribunali civili americani qualsiasi violazione del diritto internazionale commessa ovunque nel mondo, senza che vi sia la necessit\u00e0 di provare l'esistenza di un legame con gli Stati Uniti. Non si tratta di un intervento politico, ma di una forma di parere giuridico usuale nella prassi giudiziaria americana. Un intervento simile \u00e8 stato fatto dalla Commissione europea a nome della Comunit\u00e0 europea.</p><p>L'ATS, una legge del 1789, prevede che tutte le azioni civili per violazioni del diritto internazionale pubblico generale o di trattati internazionali conclusi dagli Stati Uniti sono di competenza dei tribunali federali e non dei tribunali dei vari Stati dell'Unione. La legge non descrive invece quali sono le condizioni di ricevibilit\u00e0 di siffatte azioni civili. Per molto tempo tale questione non ha avuto nessuna importanza pratica. \u00c8 soltanto dagli anni '80 del secolo scorso che i tribunali federali americani hanno registrato un numero crescente di azioni civili che non avevano un criterio di collegamento con gli USA (nessun reato commesso nel Paese, n\u00e9 all'estero con coinvolgimento di un proprio cittadino). Si tratta di processi contro persone (fisiche o giuridiche) e non contro Stati.</p><p>Alcuni Stati e la Comunit\u00e0 europea hanno osservato questi sviluppi con grande preoccupazione. Tali sviluppi rafforzano una nota tendenza del diritto procedurale americano ad ammettere competenze extraterritoriali, ossia una prassi contraria alle regole del diritto internazionale pubblico sulle delimitazioni delle competenze giudiziarie tra gli Stati.</p><p>L'interpretazione dell'ATS sostenuta nella sentenza Sosa c/Alvarez-Machain tende a introdurre negli USA una sorta di principio di universalit\u00e0 nelle corrispondenti azioni civili. In tal modo, potenzialmente tutte le pretese civili del mondo, fondate su una violazione del diritto internazionale pubblico, potranno essere trattate dai tribunali americani. Tale principio di universalit\u00e0 esiste nel diritto penale internazionale in caso di alcuni crimini gravi (genocidio, crimini di guerra, crimini contro l'umanit\u00e0, in particolare la tortura), ma non nel diritto civile. Ci si pu\u00f2 porre la domanda se una regola di diritto civile analoga dovrebbe essere introdotta a livello internazionale. Una simile norma dovrebbe tuttavia essere discussa dall'intera comunit\u00e0 degli Stati e, se del caso, essere concordata, e non risultare dall'atto unilaterale di un solo Stato.</p><p>Il Consiglio federale prende posizione come segue per quanto concerne le diverse domande dell'interpellante:</p><p>Ad n. 1</p><p>La richiesta svizzera presentata alla Corte Suprema degli USA ha perseguito un unico obiettivo, ossia evitare un'interpretazione estensiva dell'ATS contraria al diritto internazionale pubblico. L'\"amicus curiae brief\" segue la linea costante della politica del Consiglio federale, che consiste nell'opporsi all'applicazione extraterritoriale del diritto nazionale.</p><p>Ad n. 2 e 3</p><p>Fra le migliaia di casi che ogni anno le sono sottoposti, la Corte Suprema sceglie solo quelli che le sembrano particolarmente importanti. Le possibilit\u00e0 che si possa pronunciare sul campo di applicazione dell'ATS sono pertanto esigue. Il DFAE ha deciso di intervenire poich\u00e9 il caso specifico potrebbe rivestire un'importanza particolare per l'interpretazione dell'ATS.</p><p>La richiesta della Svizzera esprime il timore di un'applicazione giuridica extraterritoriale minacciosa e nel contempo anche l'aspettativa che il tribunale, per quanto concerne l'interpretazione dell'ATS, rispetti i limiti del diritto internazionale pubblico. Anche se le motivazioni delle organizzazioni dei diritti dell'uomo concernenti l'apertura dell'azione civile negli USA sono lodevoli, questo non pu\u00f2 essere il mezzo adeguato per poter perseguire negli Stati Uniti violazioni dei diritti umani per mezzo di una giurisdizione extraterritoriale. Ci si pu\u00f2 porre la domanda se in futuro una regola di diritto civile analoga dovrebbe essere introdotta in diritto internazionale pubblico, accanto al principio di universalit\u00e0 esistente in diritto penale. Per il chiarimento della responsabilit\u00e0 individuale in caso di sospetto di violazioni gravi dei diritti umani occorrerebbe fissare severi standard procedurali. Le procedure penali in cui devono essere rispettati i principi fondamentali quali la presunzione di innocenza, i diritti della difesa, il principio della legalit\u00e0 del diritto penale ecc. sembrano pi\u00f9 adeguati rispetto alle procedure di diritto civile che oppongono due parti in causa. Per questo il principio dell'universalit\u00e0 conosciuto nel diritto penale non deve essere trasposto nel diritto civile senza esame preliminare.</p><p>Ad n. 4</p><p>La richiesta svizzera presentata alla Corte Suprema degli USA si riferisce, come gi\u00e0 menzionato, al pericolo di un'applicazione estensiva del diritto americano contraria al diritto internazionale pubblico. La questione se esiste un diritto dell'attore al risarcimento civile dei danni nei confronti del convenuto o eventualmente se esiste il diritto di proporre un'azione di responsabilit\u00e0 dell'attore contro gli USA non \u00e8 assolutamente oggetto dell'\"amicus curiae brief\". Il fatto che il DFAE si sia deciso, unitamente con la Gran Bretagna e l'Australia, a intervenire in questa procedura \u00e8 dovuto alla circostanza secondo cui la Corte Suprema si \u00e8 incaricata dell'interpretazione controversa dell'ATS.</p><p>Ad n. 5</p><p>La menzione delle azioni in giustizia sudafricane serve semplicemente da esempio per la problematica della giurisdizione extraterritoriale menzionata. Non \u00e8 vero che l'\"amicus curiae brief\" cercava di pronunciarsi nel merito di tali azioni. La ragione principale della richiesta a cui ha partecipato la Svizzera \u00e8 la difesa del diritto internazionale pubblico e la protezione del nostro ordinamento giuridico. Tale auspicio non \u00e8 solo svizzero, ma anche europeo; esso supera ampiamente il caso concreto di applicazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.","FederalCouncilProposal":8,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1085529600000)\/","SubmittedBy":"Hollenstein Pia","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1143209560270)\/","ResponsibleDepartment":3,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento degli affari esteri","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFAE","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"8","Category":null,"Modified":"\/Date(1690545384267)\/","SubmissionDate":"\/Date(1079568000000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":4702,"SubmissionLegislativePeriod":47,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica internazionale"}}