{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043191,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043191,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043191,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043191,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043191,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043191,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043191,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043191,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043191,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043191,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043191,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043191,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043191,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043191,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043191,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043191,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043191,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20043191,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"04.3191","BusinessType":8,"BusinessTypeName":"Interpellanza","BusinessTypeAbbreviation":"Ip.","Title":"Test dell'Aids per i richiedenti l'asilo","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Nel gennaio 2004 si \u00e8 appreso dalla stampa che l'UFSP intendeva sottoporre i richiedenti l'asilo al test dell'Aids. Anche se questi test sono eseguiti su base volontaria, non \u00e8 da escludere che, alla luce dell'attuale clima politico in materia d'asilo, possano poi diventare obbligatori.</p><p>Questo progetto solleva alcune domande che rivolgo al Consiglio federale:</p><p>1. L'esecuzione sistematica del test dell'Aids non si \u00e8 mai rivelata efficace ai fini della prevenzione, pertanto quali vantaggi ci si pu\u00f2 attendere da un tale progetto per la salute dei diretti interessati e della popolazione in generale?</p><p>2. Se i vantaggi previsti sono notevoli, perch\u00e9 sottoporre al test unicamente i richiedenti l'asilo e non anche altre persone provenienti da Paesi con un alto tasso di contagio da HIV?</p><p>3. Quali ripercussioni potrebbe avere il risultato del test? Non c'\u00e8 il rischio che, dinnanzi ad un ri-sultato negativo, la persona interessata si senta al sicuro e non prenda le necessarie precauzioni? In che misura le persone che risultassero sieropositive potrebbero beneficiare dell'assistenza, della consulenza e delle cure adeguate? Il Consiglio federale \u00e8 disposto a stanziare i fondi per consentire a queste persone di essere seguite individualmente?</p><p>4. Apparentemente la Francia rilascia ai migranti sieropositivi un permesso di soggiorno rinnovabile annualmente sulla base di un esame medico, grazie al quale possono accedere al mercato del lavoro, alle cure mediche e ad abitazioni sussidiate. Il Consiglio federale \u00e8 a conoscenza di questa prassi e ritiene possibile introdurla anche nel nostro Paese?</p><p>5. Il Consiglio federale pu\u00f2 garantire che i richiedenti l'asilo sieropositivi non siano rispediti imme-diatamente nel loro Paese, dove molto spesso non hanno accesso alle triterapie? Non ritiene inoltre che la paura e la diffidenza suscitate dalle possibili conseguenze possano spingere i richiedenti l'asilo a rifiutare il test, in contraddizione con lo scopo preventivo perseguito dal progetto?</p><p>6. Il Consiglio federale non teme che l'annuncio di una simile misura possa provocare un'ulteriore stigmatizzazione dei richiedenti l'asilo in generale e dei cittadini africani in particolare? In tal modo non si d\u00e0 l'impressione di voler attribuire a queste persone la responsabilit\u00e0 della malattia e della diffusione del virus nel nostro Paese? Coinvolgendo solo una determinata categoria di migranti non si corre il rischio di veicolare un'immagine negativa dei richiedenti l'asilo agli occhi della popola-zione?</p>","ReasonText":null,"DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>Dal 2001, il numero di test HIV positivi dichiarati \u00e8 di nuovo in aumento. Dall'esame delle notifiche di laboratorio pervenute all'UFSP emerge che una proporzione notevole di tale aumento riguarda migranti provenienti in particolare da Paesi subsahariani.</p><p>In virt\u00f9 del nuovo Programma nazionale HIV/Aids 2004-2008, adottato il 26 novembre 2003 dal Consiglio federale, i migranti costituiscono uno dei cinque principali gruppi target della campagna di prevenzione.</p><p>In materia di test HIV, le autorit\u00e0 federali si richiamano (anche per quanto riguarda la popolazione svizzera residente) alle raccomandazioni relative al \"Voluntary Counselling and Testing\" (VCT, consulenza e test su base volontaria) del Programma comune delle Nazioni Unite per l'HIV/Aids (UNAIDS) e dell'Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 (OMS). Il Programma nazionale HIV/Aids 2004-2008 parte dal presupposto che un numero probabilmente crescente di persone si sottoponga al test HIV soltanto dopo la comparsa di sintomi associabili all'Aids. Questo vale soprattutto per i migranti che hanno un minore accesso alle informazioni e ai servizi di consulenza rispetto alla maggioranza della popolazione svizzera. Attualmente, nei centri di registrazione della Confederazione e nei centri di transizione dei Cantoni \u00e8 disponibile in diverse lingue l'opuscolo dell'UFSP dal titolo \"Cosa sono Aids e HIV?\". Non vi \u00e8 invece la possibilit\u00e0 di ottenere una consulenza o di effettuare un test degli anticorpi.</p><p>Dato che l'offerta d'informazione in materia di HIV/Aids non ha raggiunto sufficientemente i richiedenti l'asilo, l'UFSP e l'UFR hanno incaricato un gruppo di lavoro congiunto di esaminare se e in quale misura sia possibile sensibilizzare maggiormente questo gruppo mediante informazioni e consulenze mirate, nonch\u00e9 la possibilit\u00e0 di sottoporsi al test HIV. I risultati sono attesi ancora prima della fine della primavera 2004.</p><p>Le proposte dell'UFSP, riprese nel gennaio del 2004 dai media, riguardavano la possibilit\u00e0 di migliorare la prevenzione in materia di Aids e non l'eventualit\u00e0 di sottoporre i richiedenti l'asilo ad un test obbligatorio. Le opinioni concordano sul fatto che, nonostante il test HIV non abbia di per s\u00e9 alcun effetto preventivo, la possibilit\u00e0 di sottoporvisi, associata ad una corretta informazione sull'argomento e a una consulenza prima e dopo l'esame incida chiaramente sull'attenzione delle persone nei confronti dei rischi di contagio.</p><p>Il Consiglio federale risponde alle domande come segue:</p><p>1. Le autorit\u00e0 federali non prevedono di introdurre test obbligatori o sistematici, ma esaminano attualmente le possibilit\u00e0 per migliorare la prevenzione in materia di HIV. E questo \u00e8 oggetto di studio da parte dell'UFSP e dell'UFR, le cui conclusioni dovrebbero essere rese note ancora prima della fine della primavera 2004. </p><p>Nell'ottica della sanit\u00e0 pubblica \u00e8 importante che la prevenzione in materia di Aids poggi sui principi della strategia d'apprendimento, secondo la quale ognuno \u00e8 responsabile per s\u00e9. Un simile approccio presuppone che tutti dispongano delle conoscenze necessarie sull'infezione, sui rischi connessi e sulle possibilit\u00e0 di proteggersi (cfr. Programma nazionale HIV/Aids 2004-2008, pag. 10).</p><p>2. La campagna STOP AIDS si rivolge ai viaggiatori in partenza dalla Svizzera per destinazioni ad alta prevalenza di HIV, dove potrebbero contrarre l'infezione.</p><p>3. L'effetto di un test HIV effettuato su base volontaria \u00e8 lo stesso sia tra i richiedenti l'asilo che tra la popolazione residente permanente in Svizzera. Affinch\u00e9 il test abbia un effetto preventivo, la consulenza effettuata prima e dopo l'esame, in sintonia con i criteri VCT, assume un'importanza fondamentale indipendentemente dal risultato. Durante il loro soggiorno in Svizzera, le persone sieropositive devono beneficiare, nell'ambito dell'assistenza fornita nel quadro della medicina individuale a carico dell'assicurazione malattie obbligatoria, di un trattamento pari a quello di cui gode la popolazione con dimora fissa.</p><p>4. La Francia accorda un permesso di soggiorno a tempo determinato alle persone malate di Aids, la cui domanda di asilo \u00e8 stata respinta. Dopo l'introduzione di questa misura, non \u00e8 stata osservata un'affluenza significativa di cittadini dell'Africa subsahariana: solo il 6% delle persone di questo gruppo interpellate nell'ambito di una rilevazione svolta negli ospedali dell'Ile de France hanno ammesso di essere immigrati in Francia unicamente per beneficiare del diritto di soggiorno per ragioni mediche (cfr. Lot, Florence et al. 2004: Parcours sociom\u00e9dical des personnes orginaires d'Afrique subsaharienne atteintes par le VIH, prises en charge dans les h\u00f4pitaux de l'Ile de France, 2002).</p><p>La prassi svizzera non \u00e8 paragonabile a quella francese. Se a un richiedente non viene concesso l'asilo, deve essere esaminata la questione dell'esecuzione della procedura d'allontanamento, per verificare se essa \u00e8 ammissibile, adeguata e possibile. Nell'esame dell'adeguatezza in linea di principio si deve tener conto anche degli aspetti legati alla salute. Tuttavia, il Consiglio federale tiene a sottolineare che l'introduzione di un diritto di soggiorno automatico per persone malate di Aids non entra in linea di conto.</p><p>5. In generale non esiste alcuna correlazione tra una malattia o una terapia in corso e la concessione dell'asilo. Come riferito al punto 4, deve essere esaminata la possibilit\u00e0 di eseguire la procedura d'allontanamento. Durante la consulenza precedente il test vengono affrontate anche le possibili conseguenze dei risultati, allo scopo di superare paura e diffidenza.</p><p>6. Il Consiglio federale ha preso atto dello scetticismo espresso pubblicamente e concorda con l'autrice dell'interpellanza nel sostenere che in generale le misure di prevenzione e i test HIV non devono esercitare effetti discriminanti in alcun ambito, pertanto nemmeno tra i richiedenti l'asilo: un aspetto a cui UFSP e UFR dedicano la massima attenzione nell'ambito dei lavori congiunti in corso.</p>  Risposta del Consiglio federale.","FederalCouncilProposal":8,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1085529600000)\/","SubmittedBy":"Men\u00e9trey-Savary Anne-Catherine","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1143209819320)\/","ResponsibleDepartment":4,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento dell'interno","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFI","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"2811|2841","Category":null,"Modified":"\/Date(1690551870770)\/","SubmissionDate":"\/Date(1079654400000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":4702,"SubmissionLegislativePeriod":47,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Migrazione|Salute"}}