{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043413,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043413,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043413,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043413,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043413,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043413,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043413,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043413,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043413,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043413,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043413,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043413,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043413,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043413,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043413,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043413,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20043413,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20043413,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"04.3413","BusinessType":5,"BusinessTypeName":"Mozione","BusinessTypeAbbreviation":"Mo.","Title":"Una politica industriale per la Svizzera","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Si incarica il Consiglio federale di concepire una politica industriale per la Svizzera a tutela dell'occupazione nel Paese e per rafforzare i vantaggi della sua piazza economica. Prendendo spunto dai cambiamenti strutturali che si profilano e dal pericolo che ne deriva per i posti di lavoro nonch\u00e9 da un'analisi dei vantaggi e degli svantaggi della piazza economica svizzera, la Confederazione deve definire insieme ai Cantoni le priorit\u00e0 di una politica industriale per i prossimi anni e le relative misure di incentivazione, che devono includere anche un preciso sfruttamento della ricerca e dello sviluppo. L'obiettivo da perseguire sar\u00e0 il rafforzamento della competitivit\u00e0 e della vitalit\u00e0 dell'industria svizzera nel confronto con i Paesi limitrofi e la protezione dei posti di lavoro nella concorrenza tra piazze economiche.</p>","ReasonText":"<p>Un avanzato processo di disindustrializzazione minaccia la Svizzera. Nei prossimi mesi solo nella Svizzera nordoccidentale si taglieranno migliaia di posti di lavoro. I Paesi circostanti, come al pari degli Stati Uniti e a differenza della Svizzera, non assistono passivi al fenomeno. Germania e Francia svolgono una politica industriale attiva nei settori di loro interesse. Per esempio, per considerazioni di politica industriale la Francia \u00e8 intervenuta contro la fusione di Aventis e Novartis. Il processo di ristrutturazione della Alstom viene seguito da vicino dallo Stato. Con il taglio di posti di lavoro nel settore del materiale rotabile ad opera della societ\u00e0 canadese Bombardier e prima ancora della tedesca Daimler-Chrysler i centri di produzione svizzeri risultano penalizzati rispetto a quelli in Germania proprio per la mancanza di una politica industriale (cfr. interpellanza concernente la Bombardier).</p><p>In Germania anche i L\u00e4nder perseguono attivamente una politica industriale per mantenere ed espandere l'occupazione nei settori con maggiori prospettive. Per esempio, la Baviera sostiene attivamente il settore IT, appoggiando anche la ricerca applicata (Frauenhofer Institute), fornendo capitale di rischio e praticando un'attiva politica di acquisizioni.</p><p>I 26 Cantoni sono troppo piccoli per poter intervenire in misura analoga: non possiedono la massa critica per praticare una politica efficace a sostegno della piazza economica.</p><p>Per fronteggiare la concorrenza europea alla nostra piazza economica, anche la Svizzera ha bisogno di una politica industriale attiva. Si invita il Consiglio federale ad analizzare i vantaggi della posizione della Svizzera come centro economico e a sviluppare insieme ai Cantoni una politica industriale accompagnata dalle debite misure di promozione della piazza economica. Politica industriale non deve per forza essere sinonimo di mantenimento delle strutture. Essa riunisce tutte le misure di politica economica utili a promuovere la piazza economica e a creare posti di lavoro, non si limita unicamente alla determinazione delle condizioni quadro della politica in materia di concorrenza.</p><p>La perdita di posti di lavoro reca sofferenza e intacca la sussistenza soprattutto dei salariati direttamente colpiti. La strategia del \"laissez-faire\", coscienziosa e rispettosa dell'ordinamento politico, non \u00e8 di alcun aiuto. Nella libera concorrenza tra piazze economiche si deve avere la certezza che i salariati in Svizzera hanno le stesse possibilit\u00e0 di salvaguardare il proprio posto di lavoro dei loro colleghi negli altri Paesi (limitrofi). Il che richiede una politica industriale ben precisa con lo sviluppo di misure e strumenti adeguati per la piazza economica.</p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>La storia recente dell'economia del nostro Paese \u00e8 effettivamente caratterizzata da un processo di disindustrializzazione, come si vede dalle cifre sull'occupazione nei diversi settori. Questa tendenza \u00e8 molto probabilmente destinata a perdurare come conseguenza della globalizzazione. Anche nel nostro Paese certe parti rimanenti del settore industriale saranno sempre meno presenti con la produzione, per lo meno se si tratta di processi produttivi nei quali il singolo lavoratore non influisce individualmente sulla creazione e sulla qualit\u00e0 del prodotto. Infatti, la standardizzazione della produzione industriale accompagnata dall'uso delle tecnologie dell'informazione consente di impiantare i centri produttivi ovunque. La Svizzera offre dei vantaggi comparativi per quanto riguarda management, ricerca &amp; sviluppo, marketing e comunicazione nonch\u00e9 nelle attivit\u00e0 produttive molto avanzate o adattate alle esigenze specifiche del cliente. Queste attivit\u00e0 resteranno anche in futuro in Svizzera e forse addirittura se ne aggiungeranno altre. Vengono per\u00f2 classificate in parte nel settore terziario, bench\u00e9 svolte per quello industriale. Il settore industriale corrispondente alla definizione tradizionale (un centro di produzione con tutti i servizi ad esso correlati in una data sede) diventer\u00e0 sempre pi\u00f9 raro in futuro. Nelle riflessioni sul futuro di un settore non bisogna considerare tanto i trasferimenti da un settore all'altro quanto i cambiamenti che hanno luogo al loro interno.</p><p>L'autrice della mozione aveva richiesto in un intervento precedente (postulato Leutenegger Oberholzer 02.3629) un'indagine su questo cambiamento strutturale nel settore interno. Il Dipartimento federale dell'economia, dando adempimento al postulato, ha commissionato cinque studi che saranno conclusi e pubblicati nel 2005. Sia i risultati intermedi di queste indagini sia le esperienze registrate all'estero mostrano con evidenza che ogni tentativo di un paese di influire sulle strutture esistenti, cio\u00e8 di solito di frenare o addirittura fermare il cambiamento strutturale mediante misure statali, produce risultati a lungo termine peggiori che se si fossero compiuti gli adeguamenti del caso. Nessuna autorit\u00e0 statale, infatti, ha una capacit\u00e0 superiore rispetto a un'impresa privata di stimare le prospettive di imprese o addirittura di interi rami economici. L'intervento dello Stato, che in passato veniva giustificato quasi sempre con la momentanea salvaguardia di posti di lavoro, nella stragrande maggioranza dei casi ha portato al sovvenzionamento protratto dell'impresa interessata o di tutto quel ramo economico. Una volta operato a spese dei contribuenti, questo intervento \u00e8 difficilmente revocabile in seguito per motivi politici, come insegnano gli esempi dell'industria del carbone, della cantieristica navale, della siderurgia e di molti altri settori. Il risultato \u00e8 che in questo modo con una decisione politica si riversano in settori non pi\u00f9 sostenuti dal mercato fondi che mancano invece ai settori con buone prospettive per il futuro. Il paese che pratica una politica di questo genere risulta cos\u00ec indebolito nella sua competitivit\u00e0. La miglior riprova di ci\u00f2 \u00e8 il tasso di disoccupazione notevolmente pi\u00f9 elevato in tutti i paesi che l'autrice della mozione cita quali esempi da seguire. Il Consiglio federale rifiuta dunque per principio un intervento statale per guidare il settore industriale, poich\u00e9 in questo consiste una politica industriale.</p><p>Per quanto concerne le misure proposte dall'autrice della mozione, il Consiglio federale vorrebbe ricordare che una promozione attiva della piazza economica viene praticata da anni, sia a livello federale sia in numerosi Cantoni. Con la revisione della legge sulla formazione professionale sono stati creati incentivi per permettere alla formazione professionale di reagire al cambiamento strutturale, in modo che le esigenze della societ\u00e0 dei servizi possano essere soddisfatte con flessibilit\u00e0 sul lato del capitale umano. La creazione di scuole universitarie professionali \u00e8 un altro modo di perseguire l'obiettivo di reagire alle esigenze del cambiamento strutturale mediante provvedimenti nel campo della formazione e in particolare per permettere alle PMI di allargare e approfondire sostanzialmente la base di capitale umano. La promozione della ricerca applicata nel nostro Paese non ha bisogno di essere reinventata. Gi\u00e0 con il decreto del Consiglio federale del 6 agosto 1943 (in esecuzione del decreto del luglio 1942 per la creazione di posti di lavoro) era stato introdotto il sostegno alla ricerca applicata, oggi noto sotto il nome di CTI. Con la legge federale sulle societ\u00e0 d'investimento in capitale di rischio, infine, \u00e8 stata creata nel 1999 la base per promuovere l'impiego di capitale di rischio grazie a sgravi fiscali e alla concessione di prestiti di rango subordinato. Tutte queste misure dimostrano in maniera inequivocabile che il Consiglio federale non si ostina a condurre una strategia di non intervento. Il Consiglio federale reputa quindi realizzata questa parte della mozione concernente l'adozione di misure.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.","FederalCouncilProposal":21,"FederalCouncilProposalText":"Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.","FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1095206400000)\/","SubmittedBy":"Leutenegger Oberholzer Susanne","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1150378360777)\/","ResponsibleDepartment":8,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DEFR","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"15","Category":null,"Modified":"\/Date(1779236704477)\/","SubmissionDate":"\/Date(1087516800000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":4704,"SubmissionLegislativePeriod":47,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Economia"}}