{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20063039,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20063039,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20063039,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20063039,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20063039,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20063039,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20063039,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20063039,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20063039,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20063039,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20063039,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20063039,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20063039,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20063039,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20063039,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20063039,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20063039,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20063039,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"06.3039","BusinessType":8,"BusinessTypeName":"Interpellanza","BusinessTypeAbbreviation":"Ip.","Title":"Protezione del patrimonio culturale tibetano. Come proseguire?","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Prego il Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale intende proseguire il suo impegno in favore della protezione del patrimonio culturale tibetano dopo il restauro, conclusosi con successo, del tempio di Ramoche a Lhasa?</p><p>2. Il Consiglio federale \u00e8 disposto, dopo aver consultato specialisti, a rinnovare il suo impegno finanziario in favore del restauro dei dipinti murali (tanto importanti quanto minacciati) del tempio di Lukang a Lhasa?</p><p>3. Quali sono i risultati dei promessi esami (interpellanza 03.3633) a sostegno della conservazione di tessili preziosi (tanka) e di manoscritti antichi?</p><p>4. In che misura le autorit\u00e0 cinesi attuano le raccomandazioni emanate dall'Unesco nel luglio del 2003 sulla scorta di un rapporto peritale e quali sono i risultati del rapporto richiesto dall'Unesco relativo ai progressi fatti nell'ambito della tutela dei beni culturali?</p><p>5. Il Consiglio federale condanna l'inasprimento della repressione nei monasteri tibetani ed \u00e8 disposto a intervenire in favore del rispetto delle tradizioni e dei diritti religiosi?</p>","ReasonText":"<p>In occasione del suo viaggio a Lhasa nell'ottobre del 2004 il consigliere federale Pascal Couchepin ha spiegato di aver scelto di restaurare il tempio di Ramoche tra l'altro per il rispetto dei diritti religiosi. Il restauro sostenuto dalla Svizzera con 200 000 franchi si \u00e8 concluso con successo alla fine di settembre del 2005. In tal modo la Svizzera ha potuto fornire un contributo modesto ma importante alla salvaguardia del patrimonio culturale di Lhasa, citt\u00e0 il cui carattere storico \u00e8 stato ampiamente distrutto in questi ultimi anni dagli occupanti cinesi e deturpato da nuove costruzioni inadeguate.</p><p>Tuttavia, lo scopo perseguito dal Consiglio federale, ossia favorire con il restauro anche il rispetto dei diritti religiosi e dell'educazione nei monasteri, tradizionale in Tibet, non \u00e8 stato raggiunto. Al contrario, i monaci del monastero di Lhasa e dei dintorni sono sempre pi\u00f9 spesso vittime di una repressione spietata. Nel tempio di Ramoche ad esempio non \u00e8 pi\u00f9 permesso accogliere studenti al di sotto dei 18 anni, e questo contrariamente alla tradizione. Certo, il tempio pu\u00f2 ora essere visitato, ma le autorit\u00e0 cinesi continuano a impedire ai monaci di seguire il loro modo di vita tradizionale. </p><p>Rimane quindi ancora molto da fare affinch\u00e9, da un lato, il prezioso patrimonio culturale non venga distrutto e dall'altro affinch\u00e9 i Tibetani possano continuare a praticare il buddismo nel rispetto. Il Consiglio federale \u00e8 pregato di proseguire la sua azione avviata in questo senso in collaborazione con l'Unesco, con i suoi propri periti e con gli specialisti tibetani sul posto. Nel lungo dialogo condotto con la Cina sui diritti dell'uomo occorre esigere con fermezza che il dritto all'autodeterminazione del popolo tibetano in materia religiosa sia infine rispettato. Questo diritto \u00e8 infatti uno dei diritti fondamentali dell'uomo.</p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>1. Il contributo della Svizzera al restauro di una parte del tempio di Ramoche a Lhasa ammonta a 100 000 franchi nel 2004 e 97 000 franchi nel 2005 versati nel quadro del sostegno svizzero alla tutela del patrimonio culturale mondiale, uno dei compiti principali dell'Unesco. La Svizzera ad esempio ha finanziato l'attivit\u00e0 dell'Unesco in Indonesia (il tempio di Borobudur), a Venezia e nello Yemen (la citt\u00e0 di Sana'a). Nel 2006 si prevede di restaurare una casa tradizionale nella valle del Bamiyan in Afghanistan. Di solito, la stessa localit\u00e0 non ottiene i finanziamenti per due anni successivi.</p><p>Grazie alla partecipazione costante alle attivit\u00e0 dell'Unesco per la tutela del patrimonio mondiale, la Svizzera offre un contributo di politica estera che mostra la nostra solidariet\u00e0 internazionale in un settore importante, strettamente connesso all'identit\u00e0 culturale. Dato il mandato universale dell'Unesco, la Svizzera non si pu\u00f2 permettere di concentrare le proprie attivit\u00e0 in un unico luogo. Tuttavia non si escule la possibilit\u00e0 di un ulteriore sostegno al patrimonio culturale tibetano.</p><p>2. Nel quadro della preparazione dell'impegno svizzero a Lhasa sono stati esaminati vari progetti riguardanti lo storico palazzo di Potala (conservazione di vecchi manoscritti, thankas o pitture murali). Per varie ragioni il progetto \"Ramoche\" sembrava il pi\u00f9 adeguato e gli sforzi della Svizzera vi si sono concentrati. Come riferito al punto 1, il finanziamento di esperti \u00e8 possibile solo nell'ambito di un pi\u00f9 ampio progetto di sostegno, come quelli svolti dall'Unesco. Tuttavia, a lungo termine non si esclude di ritornare a Lhasa.</p><p>L'ambasciatore della Svizzera a Beijing, che alla fine di aprile ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione per il tempio di Ramoche, ha colto l'occasione del soggiorno in Tibet per visitare il tempio di Lukhang. L'amministrazione federale ha cos\u00ec ottenuto informazioni supplementari su quanto \u00e8 necessario fare per il restauro e su quanto \u00e8 possibile trovare a Lhasa.</p><p>3. Nel 2003 il Consiglio federale si era impegnato soprattutto ad esaminare la possibilit\u00e0 di un contributo alla conservazione dei thankas. Si \u00e8 per\u00f2 dovuto constatare che il contributo della Svizzera al tempio di Ramoche ha esaurito le risorse disponibili degli uffici coinvolti: non \u00e8 dunque stato possibile esaminare pi\u00f9 in dettaglio altre possibilit\u00e0 di contribuire concretamente ad altri progetti in Tibet. \u00c8 necessario ricordare che le risorse disponibili non devono essere disperse al fine di garantirne l'efficacia. Suddividere le risorse su progetti diversi in Tibet sarebbe controproducente.</p><p>4. Da svariati anni il complesso storico del palazzo di Potala a Lhasa, l'unico monumento culturale nell'elenco del patrimonio mondiale nella regione autonoma del Tibet (dal 1994), \u00e8 studiato ad intervalli regolari dal comitato competente. Nel 2005 il comitato ha preso atto delle misure prese per migliorare la struttura del monumento e del patrimonio culturale in generale. Queste misure hanno potuto eliminare la minaccia diretta (sviluppo controllato di progetti di urbanizzazione, misure e regolamenti per la protezione degli edifici storici di Lhasa, divieto di demolizione degli edifici storici, management turistico). Ciononostante il comitato ha formulato ulteriori raccomandazioni con le quali potenziare soprattutto il coordinamento tra le istituzioni di protezione dei monumenti, integrare meglio la tutela del patrimonio culturale nei progetti di sviluppo, garantire la qualit\u00e0 delle misure di conservazione e restauro di edifici storici tradizionali, promuovere uno sviluppo sostenibile del turismo e sensibilizzare la popolazione e i turisti al valore del patrimonio culturale.</p><p>La Repubblica popolare cinese \u00e8 stata invitata a elaborare entro il 1\u00b0 febbraio 2007 un rapporto sullo stato di conservazione del patrimonio culturale in cui presenta i progressi nell'applicazione delle raccomandazioni affinch\u00e9 il comitato del patrimonio mondiale possa esaminarlo nell'estate 2007.</p><p>Il restauro del tempio di Ramoche fa luce su sfide in parte contraddittorie che il Tibet deve affrontare: da una parte l'esigenza di uno sviluppo economico con il quale migliorare le condizioni di vita della popolazione spesso colpita da estrema povert\u00e0, con i conosciuti fenomeni concomitanti quale la precaria situazione sanitaria e la modesta durata probabile della vita; dall'altra la protezione della cultura tradizionale e dell'identit\u00e0 tibetana.</p><p>5. La Svizzera considera il Tibet come parte della Cina e il Consiglio federale segue con attenzione la situazione della popolazione tibetana. La protezione e la difesa dei diritti delle minoranze rientrano nelle priorit\u00e0 della politica per i diritti umani della Svizzera. Il nostro Paese si basa sulle norme di diritto internazionale in vigore e d\u00e0 particolare importanza alla non discriminazione, al rispetto e allo sviluppo dell'identit\u00e0 di minoranze e alla loro partecipazione ai processi decisionali. Il Consiglio federale condanna i limiti imposti alla libert\u00e0 di religione e ad intervalli regolari comunica questa posizione alle autorit\u00e0 cinesi. I diritti delle minoranze e la libert\u00e0 di religione rappresentano inoltre elementi essenziali nel dialogo sui diritti umani in corso tra la Svizzera e la Cina; l'ultimo ciclo di questo dialogo \u00e8 stato portato a termine recentemente. La situazione della minoranza tibetana e in particolare la protezione dell'identit\u00e0 religiosa e dei diritti sono un argomento centrale di questo dialogo. Durante i colloqui con il ministro cinese degli affari esteri Li Zhaoxing, il 2 febbraio 2006 a Berna, il capo del Dipartimento federale degli affari esteri ha affrontato espressamente la questione della \"campagna di educazione patriottica\" in corso attualmente nella regione autonoma del Tibet spiegando ai nostri partner cinesi le preoccupazioni della Svizzera.</p><p>Il restauro del tempio di Ramoche, un contributo al rispetto della variet\u00e0 culturale e religiosa del Tibet, deve essere compreso come un elemento fondamentale del sostegno alla pace, ai diritti umani ed allo sviluppo sostenibile. \u00c8 necessario sottolineare che i lavori sono stati eseguiti in stretta collaborazione tra esperti stranieri e tibetani e facendo ricorso agli artigiani del posto che grazie a questo incarico possono conseguire e sviluppare le conoscenze tecniche professionali.</p>  Risposta del Consiglio federale.","FederalCouncilProposal":8,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1149033600000)\/","SubmittedBy":"Graf Maya","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1151054577953)\/","ResponsibleDepartment":3,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento degli affari esteri","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFAE","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"8|2831","Category":null,"Modified":"\/Date(1690545386627)\/","SubmissionDate":"\/Date(1141862400000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":4711,"SubmissionLegislativePeriod":47,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica internazionale|Cultura"}}