{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20063827,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20063827,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20063827,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20063827,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20063827,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20063827,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20063827,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20063827,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20063827,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20063827,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20063827,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20063827,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20063827,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20063827,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20063827,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20063827,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20063827,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20063827,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"06.3827","BusinessType":8,"BusinessTypeName":"Interpellanza","BusinessTypeAbbreviation":"Ip.","Title":"Genocidio nel Darfur. Tradurre in giudizio i responsabili","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>1. In che modi il Consiglio federale ritiene di poter contribuire a garantire lo svolgimento di inchieste sulle violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale bellico e ad assicurare che i responsabili siano tradotti in giudizio e le vittime ascoltate? In quali modi la Svizzera pu\u00f2 intensificare il suo appoggio alle inchieste della Corte internazionale penale?</p><p>2. Quali misure sono state prese dalla Svizzera per attuare le sanzioni mirate pronunciate dall'ONU? In che modo la Svizzera pu\u00f2 influire sul Consiglio di sicurezza dell'ONU affinch\u00e9 esso adotti sanzioni mirate contro altri responsabili della situazione catastrofica degli abitanti del Darfur? La Svizzera intende prendere misure pi\u00f9 incisive in cooperazione con altri Stati nel caso in cui il Consiglio di sicurezza - ad esempio a causa della posizione della Cina o della Russia - non fosse disposto ad adottare sanzioni mirate contro altri responsabili delle atrocit\u00e0 nel Darfur? A tale scopo, il Consiglio federale intende basarsi anche sulle sue conoscenze specifiche della situazione?</p><p>3. Con la modifica del Codice penale svizzero del 13 dicembre 2002 anche la Svizzera ha sancito l'imprescrittibilit\u00e0 dei crimini contro l'umanit\u00e0 e dei crimini ritenuti gravi conformemente alle Convenzioni di Ginevra sulla protezione delle vittime della guerra. Inoltre \u00e8 prevista la possibilit\u00e0 di perseguire penalmente le persone che commettono all'estero crimini particolarmente gravi proscritti dalla comunit\u00e0 giuridica internazionale. Queste disposizioni sono applicabili ai responsabili della situazione umanitaria catastrofica nel Darfur? Quali inchieste sono previste?</p>","ReasonText":"<p>Nella regione di Darfur nel Sudan meridionale \u00e8 in corso la pi\u00f9 grande catastrofe umanitaria degli ultimi anni con massicce violazioni dei diritti dell'uomo. Sino ad oggi da 200 000 a 400 000 persone sono decedute a causa di atti di violenza o sono morte di fame o per sfinimento. 2 milioni di donne, uomini e bambini hanno perso la loro dimora e quasi 4 milioni di persone non sono in grado di provvedere alla propria alimentazione. Il governo sudanese continua a collaborare con le milizie Janjawid che assalgono e saccheggiano in modo mirato villaggi, uccidono e mettono in fuga i civili e violentano sistematicamente le donne.</p><p>Sino ad oggi i crimini commessi nel Darfur non sono stati oggetto di perseguimento penale. Nella sua risoluzione 1593 del 31 marzo 2005 il Consiglio di sicurezza dell'ONU ha deciso, in base al capitolo VII dello Statuto delle Nazioni Unite, di sottoporre la situazione nel Darfur al procuratore della Corte penale internazionale (CPI) all'Aia. La CPI ha avviato un'inchiesta volta a identificare gli autori delle violazioni dei diritti umani nel Darfur e intende entro il mese di febbraio 2007 sollevare accusa contro i responsabili delle atrocit\u00e0 ivi commesse. Il 25 aprile 2006 il Consiglio di sicurezza dell'ONU ha deciso un divieto di viaggio nei confronti di due capi dei ribelli, un capo delle Janjawid e un ex ufficiale delle forze aeree responsabili di violazioni dei diritti umani nel Darfur, e ha ordinato il congelamento di tutti i conti intestati a queste persone all'estero. La cerchia dei responsabili delle atrocit\u00e0 nel Darfur \u00e8 per\u00f2 molto pi\u00f9 ampia.</p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>1. Il perseguimento penale dei responsabili delle atrocit\u00e0 commesse nel Darfur compete innanzitutto alle autorit\u00e0 sudanesi. Tale competenza potrebbe essere assunta dalla Corte penale internazionale solo nella misura in cui le autorit\u00e0 sudanesi non volessero o non fossero in grado di intervenire. Gi\u00e0 nell'autunno 2004 la Svizzera ha sostenuto l'idea di proporre al Consiglio di sicurezza dell'ONU di affidare alla CPI un mandato relativo al Darfour. In virt\u00f9 della legge federale sulla cooperazione con la Corte penale internazionale, la Svizzera \u00e8 in grado di rispondere in modo completo e senza indugio a eventuali richieste di collaborazione o di assistenza giuridica presentate dalla CPI. Dal punto di vista della Svizzera, la piena indipendenza e la libert\u00e0 d'inchiesta della CPI garantiscono l'idoneit\u00e0 della Corte ad assumere la propria importante funzione in modo mirato ed efficiente. Dopo l'istituzione della CPI la Svizzera si \u00e8 attivamente impegnata per il conseguimento di tale obiettivo.</p><p>2. La Svizzera applica le sanzioni dell'ONU in virt\u00f9 della legge federale del 22 marzo 2002 sull'applicazione delle sanzioni internazionali (legge sugli embarghi). Il Consiglio federale precisa le modalit\u00e0 di attuazione delle sanzioni mediante ordinanza e nel caso del Sudan ha emanato il 25 febbraio 2005 l'ordinanza che istituisce provvedimenti nei confronti del Sudan (RS 946.231.18), in applicazione delle risoluzioni 1556 (2004) e 1591 (2005) del Consiglio di sicurezza dell'ONU. Il 10 maggio 2006 si \u00e8 poi provveduto a inserire nel relativo allegato i nomi delle quattro persone menzionate nella risoluzione 1672 del 25 aprile 2006. Il Consiglio federale ritiene che attualmente il Consiglio di sicurezza rappresenti l'istanza pi\u00f9 idonea e legittimata a ordinare efficaci sanzioni nel caso relativo al Sudan. Le decisioni del Consiglio di sicurezza sono vincolanti dal punto di vista del diritto internazionale e beneficiano di un'autorit\u00e0 universale di cui altri organi non dispongono. Nell'ambito dell'attivit\u00e0 presso le Nazioni Unite, la Svizzera cercher\u00e0 di garantire il mantenimento delle pressioni internazionali nei confronti del governo del Sudan.</p><p>3. Gi\u00e0 da vari anni la Svizzera ha dichiarato l'imprescrittibilit\u00e0 di determinati crimini particolarmente gravi, come i crimini contro l'umanit\u00e0 e i crimini di guerra. Il Codice penale consente inoltre alle autorit\u00e0 svizzere di perseguire reati commessi da stranieri all'estero, in particolare nel caso di crimini che la Svizzera si \u00e8 impegnata in ambito internazionale a perseguire. Anche dopo la revisione del Codice penale \u00e8 per\u00f2 necessario che la persona incriminata si trovi in Svizzera e non possa essere estradata. In tal caso le autorit\u00e0 penali svizzere darebbero avvio a un'inchiesta.</p>  Risposta del Consiglio federale.","FederalCouncilProposal":8,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1174003200000)\/","SubmittedBy":"Maury Pasquier Liliane","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1229644800000)\/","ResponsibleDepartment":3,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento degli affari esteri","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFAE","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"8","Category":null,"Modified":"\/Date(1763111107500)\/","SubmissionDate":"\/Date(1166572800000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":4715,"SubmissionLegislativePeriod":47,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica internazionale"}}