{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20073740,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20073740,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20073740,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20073740,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20073740,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20073740,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20073740,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20073740,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20073740,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20073740,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20073740,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20073740,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20073740,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20073740,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20073740,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20073740,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20073740,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20073740,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"07.3740","BusinessType":8,"BusinessTypeName":"Interpellanza","BusinessTypeAbbreviation":"Ip.","Title":"Scambio di certificati per la riduzione delle emissioni di CO2","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>La Svizzera deve raggiungere la neutralit\u00e0 climatica, ovvero un \"impatto zero\" sul clima, e a tal fine deve impegnarsi a livello internazionale a ridurre del 100 per cento le proprie emissioni. \u00c8 quanto proposto dalla consigliera federale Leuthard. Questo obiettivo dovr\u00e0 essere raggiunto sia mediante lo scambio di certificati di emissione che attraverso progetti di riduzione del CO2 nei Paesi industrializzati e in quelli in via di sviluppo. L'Unione europea ha introdotto un sistema di scambio di certificati di emissione e, in tale ambito, ha attributo a ogni Stato membro una determinata quantit\u00e0 di diritti di emissione che poi possono essere assegnati dallo Stato stesso alla propria industria nazionale. Dalle esperienze effettuate con i certificati di emissione \u00e8 tuttavia emersa tutta una serie di problemi.</p><p>Si chiede pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali settori dell'economia sono coinvolti nello scambio di quote di emissioni?</p><p>2. Come vengono assegnate le quote di riduzione per le singole imprese? Sono fissate in base ai settori?</p><p>3. Qual \u00e8 il valore di riferimento per il calcolo delle quote di riduzione? Le attuali emissioni di CO2?</p><p>4. I diritti di emissione vengono attribuiti gratuitamente o mediante asta?</p><p>5. I partecipanti allo scambio di quote di emissioni ricevono certificati per l'intera quantit\u00e0 di CO2 emessa?</p><p>6. Lo scambio di quote di emissioni sar\u00e0 accompagnato ogni anno da un inasprimento della quota di riduzione?</p><p>7. In che modo il Consiglio federale intende garantire che le compensazioni di CO2 nei Paesi in via di sviluppo si traducano effettivamente in misure di riduzione e che progetti di aiuto allo sviluppo non vengano dichiarati come compensazioni?</p><p>8. Sono previste compensazioni anche entro i confini nazionali?</p><p>9. Chi organizza e chi controlla questo scambio di quote di emissioni?</p><p>10. Attraverso quale piattaforma verranno scambiati i certificati di emissione a livello internazionale?</p>","ReasonText":null,"DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>Il sistema svizzero di scambio di quote di emissioni \u00e8 in fase di allestimento insieme alla tassa sul CO2 sui combustibili, che sar\u00e0 riscossa a partire dal 1\u00b0 gennaio 2008. Per l'integrazione nel sistema di scambio europeo si dovr\u00e0 stipulare una convenzione con l'Unione europea. I primi contatti a livello tecnico hanno gi\u00e0 avuto luogo. Per quanto riguarda l'allestimento del suo sistema, la Svizzera pu\u00f2 trarre vantaggio dalle esperienze fatte nell'UE.</p><p>1.-6. Il sistema di scambio di quote di emissioni dell'UE prevede l'adesione vincolante di centrali elettriche, raffinerie di petrolio, cementifici, acciaierie e vetrerie. L'assegnazione dei diritti di emissione per il periodo dal 2008 al 2012 avviene secondo un piano di allocazione nazionale che viene stabilito dai Paesi membri dell'UE e approvato dalla Commissione europea. Quale valore di riferimento per la fissazione degli obiettivi di riduzione vale, di regola, il livello di emissioni di CO2 registrato nel 2005. L'assegnazione avviene secondo l'obiettivo di riduzione che le aziende sono tenute a rispettare. I Paesi membri dell'UE assegnano gratuitamente almeno il 90 per cento dei diritti di emissione. All'asta pu\u00f2 essere messo fino a un massimo del 10 per cento delle quote di emissione assegnate. Durante il periodo di adempimento non \u00e8 previsto un inasprimento degli obiettivi di riduzione.</p><p>7. I progetti di riduzione delle emissione previsti nei Paesi in via di sviluppo (il cosiddetto Clean Development Mechanism, progetti CDM) devono seguire un ciclo progettuale chiaramente definito, regolato nelle disposizioni esecutive del Protocollo di Kyoto. Prima dell'assegnazione dei certificati da parte del consiglio esecutivo del CDM, un servizio di controllo indipendente e accreditato controller\u00e0 la documentazione progettuale e la riduzione dei gas serra. Determinante sar\u00e0 al riguardo la prova che si tratta di progetti supplementari la cui realizzazione non sarebbe in ogni caso entrata in linea di conto. I progetti CDM devono dapprima essere approvati dagli Stati coinvolti. In Svizzera, l'utilizzazione dei meccanismi flessibili \u00e8 affidata al settore privato. I timori che i progetti di aiuto allo sviluppo possano essere dichiarati come compensazioni di emissioni sono pertanto infondati. Nel 2004, nell'ambito di un incontro ad alto livello del comitato per l'assistenza allo sviluppo, l'OCSE ha deciso che i mezzi previsti per la cooperazione allo sviluppo non possono essere utilizzati come strumento di compensazione delle emissioni. Le agenzie allo sviluppo si sono impegnate a rispettare tale principio.</p><p>8. Al momento, le compensazioni a livello nazionale sono finanziate per esempio dalla fondazione per il centesimo del clima. Anche i potenziali gestori di centrali a gas a ciclo combinato devono compensare le emissioni nel proprio Paese. Le aziende che chiedono di essere esentate dalla tassa sul CO2 devono impegnarsi nei confronti della Confederazione a ridurre le emissioni dei loro impianti. Ai fini del raggiungimento degli obiettivi possono per\u00f2 computare una quantit\u00e0 limitata di certificati acquistati all'estero.</p><p>9. Ogni credito di emissione \u00e8 contrassegnato da un numero di serie e pu\u00f2 essere identificato senza alcun equivoco. Un servizio di controllo internazionale (International Transaction Log) esamina ogni singolo trasferimento di quote di emissioni. Gli Stati partecipanti devono allestire un registro nazionale dello scambio di quote di emissioni. Il registro nazionale svizzero \u00e8 tenuto e gestito dall'UFAM.</p><p>10. Lo scambio dei certificati di emissione \u00e8 gestito da varie borse (ad es. la European Energy Exchange EEX, Lipsia; la European Climate Exchange ECX, Londra; Powernext, Parigi). Tuttavia, avviene anche fuori borsa, dove, ad esempio, viene gestito da broker. Ai vari mercati hanno accesso in modo equo tutte le parti interessate.</p>  Risposta del Consiglio federale.","FederalCouncilProposal":8,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1200441600000)\/","SubmittedBy":"Gruppo dei Verdi","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1253860453287)\/","ResponsibleDepartment":9,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DATEC","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"52","Category":null,"Modified":"\/Date(1690542523350)\/","SubmissionDate":"\/Date(1191542400000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":4718,"SubmissionLegislativePeriod":47,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Ambiente"}}