{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20073804,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20073804,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20073804,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20073804,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20073804,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20073804,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20073804,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20073804,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20073804,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20073804,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20073804,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20073804,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20073804,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20073804,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20073804,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20073804,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20073804,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20073804,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"07.3804","BusinessType":8,"BusinessTypeName":"Interpellanza","BusinessTypeAbbreviation":"Ip.","Title":"Rilanciare il processo di adesione all'Unione europea","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Il Consiglio federale non ritiene pi\u00f9 che l'adesione all'Unione europea (UE) sia un obiettivo strategico e privilegia chiaramente la via bilaterale. \u00c8 pertanto invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Ritiene che gli accordi bilaterali e settoriali firmati sinora e quelli attualmente in preparazione costituiscano un'opzione realista a media e lunga scadenza?</p><p>2. In caso di risposta affermativa, che cosa pensa delle continue minacce costituite dai referendum per le relazioni tra la Svizzera e l'UE?</p><p>3. In caso di risposta negativa, perch\u00e9 attendere prima di rilanciare il processo d'adesione?</p>","ReasonText":"<p>Molti esempi recenti (accordo MEDIA, riesportazioni, Cassis de Dijon, divergenze fiscali, ecc.) mostrano che la via bilaterale e settoriale diviene sempre pi\u00f9 difficilmente praticabile, e questo ancor pi\u00f9 perch\u00e9 i nuovi Paesi membri dell'UE non sostengono lo statuto particolare concesso alla Svizzera. Gli sforzi profusi dalla Svizzera al fine di negoziare con i membri dell'UE corrispondono ai risultati ottenuti? Quali sono i costi? Gli accordi settoriali possono essere moltiplicati all'infinito?</p><p>In Svizzera gli oppositori all'adesione all'UE si servono del referendum per far credere che sulle relazioni tra la Svizzera e l'UE pesi una continua minaccia che rende questa via difficile e pericolosa. E se tutto il castello di carte crollasse in seguito a un no del popolo nel settore della libera circolazione delle persone?</p><p>Soltanto un'integrazione di fatto all'UE consentir\u00e0 alla Svizzera di beneficiare in modo stabile della crescita del grande mercato europeo e degli standard sociali europei, spesso pi\u00f9 elevati delle norme elvetiche (durata del lavoro, lavoro a tempo parziale, comitati d'impresa europei, informazione, consultazione e partecipazione dei lavoratori, ecc.). Inoltre, soltanto l'adesione consentir\u00e0 alla Svizzera di partecipare appieno al processo decisionale europeo, fatto che dovrebbe soddisfare il popolo svizzero cui \u00e8 caro il sistema dei diritti popolari, in particolar modo se verr\u00e0 introdotto il referendum costruttivo. Riassumendo, pi\u00f9 la Svizzera segue la via bilaterale, pi\u00f9 rende fragili le sue relazioni con l'UE e pi\u00f9 si marginalizza nel suo statuto particolare. Cos\u00ec facendo si isola sempre pi\u00f9 dal resto del continente.</p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>1. Come descritto nel rapporto 2006 sulla politica europea, il Consiglio federale reputa che attualmente il proseguimento della cooperazione bilaterale con l'UE rimanga lo strumento pi\u00f9 adatto a difendere gli interessi della Svizzera nei confronti dei suoi principali partner. Il Consiglio \u00e8 federale intende dunque proseguire su questa strada, che ha dato buoni risultati e che gode di un chiaro sostegno del popolo svizzero. Per il Consiglio federale, la via bilaterale rimarr\u00e0 lo strumento migliore per difendere gli interessi del Paese, sempre che continuino, tra le altre, ad essere adempite le condizioni seguenti:</p><p>a. la Svizzera gode di un grado di partecipazione alla presa delle decisioni nel quadro degli accordi bilaterali con l'UE e di un margine di manovra per condurre le sue politiche autonome che vengono percepiti come sufficienti;</p><p>b. nella conduzione della sua politica nei confronti degli Stati terzi, l'UE \u00e8 disposta a trovare con la Svizzera soluzioni per mezzo di accordi bilaterali settoriali;</p><p>c. le condizioni quadro economiche non evolvono in senso sfavorevole alla Svizzera.</p><p>Il Consiglio federale \u00e8 tuttavia conscio che le sue relazioni con l'UE evolvono, come del resto evolve l'UE stessa. Se questi parametri dovessero cambiare, converrebbe allora riesaminare la situazione e, se necessario, adattare i nostri strumenti di politica europea. In questo senso, l'adesione rimane un'opzione a lungo termine.</p><p>2./3. Come gi\u00e0 esposto dal Consiglio federale nella sua risposta del 14 febbraio 2007 all'interpellanza del gruppo liberale-democratico 06.3651, \"Garantire a livello interno l''acquis' della via bilaterale\", gli accordi bilaterali su cui si fondano le nostre relazioni con l'UE comportano effettivamente taluni elementi di insicurezza. Si tratta da un lato della cosiddetta \"clausola ghigliottina\", che vincola sul piano giuridico tra di loro i diversi accordi bilaterali I. Tale clausola implica in particolare che un rifiuto da parte del popolo Svizzera dell'estensione dell'accordo sulla libera circolazione delle persone ai nuovi Stati membri dell'Unione potrebbe avere per conseguenza, in caso di susseguente denuncia dell'accordo da parte di quest'ultima, la denuncia dell'insieme degli accordi bilaterali I. Il rifiuto nel 2009 di prorogare l'accordo sulla libera circolazione delle persone porrebbe automaticamente fine agli accordi bilaterali I. Un secondo importante fattore di insicurezza \u00e8 costituita dalla clausola contenuta nell'accordo di associazione a Schengen, secondo cui detto accordo pu\u00f2 essere denunciato se l'UE e la Svizzera non trovano soluzioni soddisfacenti in seguito alla mancata ripresa da parte di quest'ultima di uno sviluppo dell'\"acquis di Schengen\". Queste due clausole sono state approvate dal Parlamento in piena conoscenza di causa e quest'ultimo ha del resto chiesto di sottoporre a referendum facoltativo le decisioni relative all'accordo sulla libera circolazione delle persone. Alla luce della sua continua evoluzione, la via bilaterale costituisce un processo dinamico che procede in conformit\u00e0 alle norme costituzionali vigenti. Per la Svizzera, ogni nuovo passo sulla via bilaterale rappresenta una sfida. Anche se pu\u00f2 rimettere in questione alcune di queste tappe, l'esercizio dei diritti popolari permette per\u00f2 di legittimare i passi fatti e di consolidare la nostra politica europea.</p>  Risposta del Consiglio federale.","FederalCouncilProposal":8,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1203465600000)\/","SubmittedBy":"Rennwald Jean-Claude","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1260489600000)\/","ResponsibleDepartment":3,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento degli affari esteri","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFAE","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"10","Category":null,"Modified":"\/Date(1690510055557)\/","SubmissionDate":"\/Date(1197936000000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":4801,"SubmissionLegislativePeriod":48,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica europea"}}