{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20081080,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20081080,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20081080,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20081080,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20081080,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20081080,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20081080,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20081080,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20081080,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20081080,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20081080,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20081080,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20081080,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20081080,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20081080,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20081080,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20081080,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20081080,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"08.1080","BusinessType":18,"BusinessTypeName":"Interrogazione","BusinessTypeAbbreviation":"I","Title":"Accordo di indennit\u00e0 con l'ex Unione sovietica","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>La Svizzera aveva condotto trattative di indennit\u00e0 con l'ex Unione sovietica. Esse riguardavano l'indennizzo di agricoltori, ingrassatori di maiali e casari svizzeri insediatisi nella Prussia orientale, ma che a causa dell'invasione sovietica avevano perso tutti i loro averi. Il 1\u00b0 dicembre 1990 la Svizzera e l'Unione sovietica avevano firmato un accordo di indennit\u00e0. Tale accordo, a causa della successiva dissoluzione dell'Unione sovietica, non ha pi\u00f9 potuto per\u00f2 essere ratificato, di modo che la questione dell'indennit\u00e0 \u00e8 rimasta irrisolta.</p><p>In una lettera inviata il 26 febbraio 1997 a Kurt Streit, a suo tempo fuggito dalla Prussia orientale, il DFAE scriveva che in quel momento non vi era alcuna speranza che le trattative giungessero a buon fine, poich\u00e9 la Russia era confrontata con una profonda crisi economica, finanziaria e politica. Oggi, a dieci anni di distanza, ci\u00f2 non \u00e8 pi\u00f9 il caso.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale se non ritiene che sia giunto il momento di riprendere le trattative di indennit\u00e0.</p>","ReasonText":null,"DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>Il Consiglio federale pu\u00f2 confermare che il 1\u00b0 dicembre 1990 fu firmato un accordo di indennit\u00e0 fra la Svizzera e l'Unione sovietica: attraverso di esso avrebbero dovuto essere indennizzati i danni al patrimonio svizzero nei territori che erano divenuti sovietici a seguito della seconda guerra mondiale e che, in alcuni casi, appartenevano alla Prussia orientale. L'accordo prevedeva un'indennit\u00e0 globale di 5,75 milioni di franchi, importo che corrisponde a circa il 10 per cento delle richieste inizialmente avanzate dalla Svizzera. L'accordo, dopo la dissoluzione dell'Unione sovietica, non \u00e8 mai stato ratificato n\u00e9 rinegoziato. L'indipendenza di Estonia, Lettonia e Lituania, i tre Stati baltici in cui si trovava la parte pi\u00f9 cospicua - per numero e per valore - dei beni svizzeri interessati dalle nazionalizzazioni dell'era comunista, \u00e8 una delle ragioni principali di questa evoluzione. Questi tre Stati hanno infatti emanato leggi di riprivatizzazione che prevedono la restituzione e la concessione di indennit\u00e0 agli ex proprietari stranieri. Per quel che riguarda le perdite patrimoniali nei territori della Prussia orientale, all'epoca dei negoziati con la Svizzera l'Unione sovietica aveva indicato che praticamente tutte queste perdite erano da considerarsi danni di guerra e per questa ragione aveva riconosciuto solo un'indennit\u00e0 insignificante.</p><p>Nel corso del 2007 il Consiglio federale, nell'ambito del suo esame delle relazioni con la Russia, si \u00e8 occupato anche della questione riguardante le indennit\u00e0. Il paragone con altri Stati che si trovano confrontati con analoghi casi di indennit\u00e0 non lascia intravedere sbocchi favorevoli verso una soluzione sostanziale della questione. Il fatto che le richieste d'indennit\u00e0 si basino su avvenimenti ormai molto lontani nel tempo costituisce un fattore supplementare che rende difficile il negoziato e l'attuazione di un accordo. Inoltre, l'interesse per la questione legata all'indennit\u00e0 si \u00e8 notevolmente ridotto fra le persone coinvolte. Negli scorsi anni, solo poche di loro hanno chiesto informazioni in merito. Considerati tutti questi fattori, sembrano assai esigue le possibilit\u00e0 di giungere a un accordo che risulti soddisfacente, che offra cio\u00e8 a chi ne ha diritto un'indennit\u00e0 che non sia solo simbolica ma significativa dal punto di vista finanziario. Nell'ambito di una valutazione globale delle relazioni fra Svizzera e Russia, il Consiglio federale ha deciso di rinunciare a compiere ulteriori sforzi in tal senso. All'inizio del 2008, per ragioni di trasparenza, il DFAE ha informato per scritto le persone che negli ultimi cinque anni si sono rivolte all'amministrazione federale in relazione al dossier riguardante l'indennit\u00e0 nella Prussia orientale, informandole sulla ponderazione degli interessi in gioco effettuata dal Consiglio federale.</p>  Risposta del Consiglio federale.","FederalCouncilProposal":8,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1225238400000)\/","SubmittedBy":"Fehr Hans-J\u00fcrg","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1225238400000)\/","ResponsibleDepartment":3,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento degli affari esteri","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFAE","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"8","Category":null,"Modified":"\/Date(1750802448303)\/","SubmissionDate":"\/Date(1221696000000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":4805,"SubmissionLegislativePeriod":48,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica internazionale"}}