{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083155,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083155,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083155,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083155,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083155,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083155,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083155,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083155,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083155,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083155,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083155,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083155,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083155,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083155,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083155,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083155,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083155,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20083155,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"08.3155","BusinessType":8,"BusinessTypeName":"Interpellanza","BusinessTypeAbbreviation":"Ip.","Title":"Ritiro della Svizzera dalla Conferenza mondiale contro il razzismo Durban II?","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>La Conferenza mondiale contro il razzismo organizzata dall'ONU a Durban nel 2001 \u00e8 stata macchiata da un'ondata di odio antisemita e della condanna dei Paesi occidentali. Per il primo semestre del 2009 \u00e8 prevista un'analoga conferenza intitolata Durban II. Tutto fa temere che la nuova conferenza sar\u00e0 oggetto delle derive constatate nel 2001. Gi\u00e0 sin d'ora alcuni Paesi, come il Canada, gli Stati Uniti e la Francia, hanno preso in considerazione di ritirarsi da questa conferenza, e a ragion veduta. Nell'ambito delle nuove iniziative e delle soluzioni pratiche previste in occasione di questa nuova conferenza, l'Iran intende far \"cessare la diffamazione delle religioni\". \u00c8 inoltre previsto l'intervento del relatore speciale dell'ONU, Doudou Di\u00e8ne, secondo il quale qualsiasi critica all'uso del burqa sarebbe la manifestazione di un comportamento razzista. Le nuove norme antirazziste in gestazione nell'ambito di questa conferenza hanno un obiettivo chiaro: stigmatizzare i Paesi che, come la Francia, adottano leggi destinate a garantire la laicit\u00e0 o che, come la Danimarca, tollerano che la stampa pubblichi caricature di Maometto. In tal modo, minano la libert\u00e0 d'espressione, ma anche la libert\u00e0 religiosa che garantisce la possibilit\u00e0 di credere o non credere e di cambiare religione. Una conferenza che cerca di legittimare la posizione di simili criteri, assimilare la bestemmia al razzismo, mettere fuori legge il diritto di criticare la religione e intende inserire la legge religiosa nel diritto internazionale costituisce una regressione dalle conseguenze nefaste.</p><p>Alla luce di quanto esposto, il Consiglio federale, in considerazione della tradizione democratica e della neutralit\u00e0 della Svizzera, del suo impegno per la libert\u00e0 d'espressione e la parit\u00e0 dei diritti, intende ritirarsi dalla Conferenza di Durban II?</p>","ReasonText":null,"DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>Nel 2001, a Durban, la Svizzera ha partecipato attivamente alla Conferenza mondiale contro il razzismo, la xenofobia e l'intolleranza che ne deriva. Al termine della conferenza i 163 Stati partecipanti hanno approvato una dichiarazione e un programma d'azione. La delegazione svizzera si era fortemente impegnata per raggiungere un simile risultato consensuale. Il documento finale tratta le ragioni delle forme storiche e contemporanee di razzismo, incita all'aiuto alle vittime e propone sia misure per la prevenzione del razzismo, della discriminazione razziale, della xenofobia e dell'intolleranza, sia strategie a livello internazionale e nazionale per raggiungere la parit\u00e0 di trattamento tra tutti gli esseri umani. Il programma d'azione si rivela uno strumento concreto per la lotta contro il razzismo e comprende una serie di esigenti misure in quest'ambito.</p><p>Con la risoluzione 61/149 (\u00a733), approvata consensualmente, l'Assemblea generale dell'ONU ha deciso di convocare nel 2009 una conferenza che esamini la messa in atto della dichiarazione e del programma d'azione di Durban. In primo luogo saranno esaminati i progressi compiuti nella lotta contro il razzismo e di seguito saranno discusse le misure ancora necessarie per attuare completamente gli impegni presi a Durban nel 2001. La lotta contro il razzismo costituisce una priorit\u00e0 per la Svizzera e per questa ragione il Consiglio federale ritiene necessaria una conferenza d'esame per valutare i progressi realizzati e le sfide ancora da affrontare.</p><p>Un comitato preparatorio, che ha gi\u00e0 iniziato a lavorare nello scorso mese d'agosto, \u00e8 incaricato di elaborare un progetto d'ordine del giorno e di documento finale per la conferenza d'esame. La Svizzera partecipa attivamente ai negoziati in corso e ritiene, come i suoi partner occidentali, che la Conferenza d'esame debba valutare i progressi compiuti e i passi ancora da compiere per adempiere gli impegni assunti nel 2001 a Durban. Non si tratta dunque di organizzare una nuova conferenza mondiale sul razzismo e di contrarre nuovi impegni in materia. La Svizzera ritiene prioritaria la messa in atto degli impegni presi nel 2001 e appoggia questa posizione in seno al comitato preparatorio.</p><p>La Svizzera si oppone pertanto alla presa in considerazione di nuovi temi e impegni che non figurano gi\u00e0 nella dichiarazione e nel programma d'azione, come la diffamazione delle religioni, una tematica gi\u00e0 ampiamente coperta dall'articolo 120 del Patto internazionale sui diritti civili e politici, che proibisce in particolare qualsiasi incitamento all'odio razziale o religioso. Inoltre, va tenuto presente che i diritti dell'uomo non proteggono la religione in quanto tale, ma il diritto alla libert\u00e0 religiosa di ogni individuo e garantiscono la protezione di quest'ultimo contro ogni discriminazione, compresa quella religiosa. La libert\u00e0 di opinione ed espressione \u00e8 uno dei fondamenti essenziali di una societ\u00e0 democratica ed \u00e8 un importante indicatore del grado di garanzia dei diritti della persona e delle libert\u00e0 fondamentali. Come affermato dal commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, (Hammarberg Thomas, commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, \"Rapport annuel d'activit\u00e9s 2007\", Strasburgo, aprile 2008) la libert\u00e0 di opinione permette di mettere in luce problemi sociali, controllare le azioni di chi esercita il potere e favorire la tolleranza. Questi valori devono pertanto essere protetti e promossi, anche se ci\u00f2 significa dover accettare commenti discutibili da parte dei media (Idem). La libert\u00e0 di opinione pu\u00f2 tuttavia sottostare a determinate restrizioni, definite negli articoli 19 e 20 del patto internazionale sui diritti civili e politici. La Svizzera non pu\u00f2 perci\u00f2 tollerare una limitazione alla libert\u00e0 di opinione ed espressione basata su considerazioni non citate nel Patto.</p><p>Poich\u00e9 i negoziati sull'ordine del giorno della conferenza d'esame e del suo documento finale sono ancora in corso, \u00e8 per ora prematuro pronunciarsi sulla partecipazione della Svizzera. Al momento, quest'ultima prende parte attivamente ai lavori di preparazione e difende le summenzionate posizioni. La partecipazione della Svizzera alla conferenza e i suoi contributi in merito saranno decisi al momento opportuno.</p>  Risposta del Consiglio federale.","FederalCouncilProposal":8,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1212105600000)\/","SubmittedBy":"Freysinger Oskar","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1213372103367)\/","ResponsibleDepartment":3,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento degli affari esteri","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFAE","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"8|12","Category":null,"Modified":"\/Date(1690546809213)\/","SubmissionDate":"\/Date(1205884800000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":4802,"SubmissionLegislativePeriod":48,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica internazionale|Diritto generale"}}