{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083197,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083197,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083197,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083197,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083197,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083197,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083197,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083197,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083197,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083197,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083197,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083197,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083197,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083197,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083197,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083197,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083197,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20083197,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"08.3197","BusinessType":8,"BusinessTypeName":"Interpellanza","BusinessTypeAbbreviation":"Ip.","Title":"Roche e Novartis in Cina. Commercio di organi di detenuti giustiziati","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>1. Come fa il Consiglio federale ad accertarsi che le nuove basi legali cinesi del 2007 vengano effettivamente applicate? Come pu\u00f2 assicurarsi di ricevere informazioni ufficiali e trasparenti sull'applicazione della pena di morte e la gestione dei trapianti di organi in Cina?</p><p>2. Come pu\u00f2 controllare le aziende Roche e Novartis (produttrici di medicamenti che riducono fortemente il rigetto degli organi trapiantati) dal profilo delle loro responsabilit\u00e0 sociali e del rispetto dei diritti umani? Come pu\u00f2, in particolare, istituire un quadro vincolante che permetta di disciplinare e di controllare le attivit\u00e0 di queste aziende?</p><p>3. Vi \u00e8 compatibilit\u00e0 fra la rigida legislazione in materia di trapianti in Svizzera e il sostegno fornito da aziende svizzere alla delocalizzazione del problema in un Paese terzo? Ai pazienti che potrebbero beneficiare di un trapianto sono comunicate le informazioni disponibili?</p>","ReasonText":"<p>Le interpellanze Ruth Gonseth (98.3345) e Luc Recordon (06.3349) hanno sollevato il problema dell'utilizzazione di organi prelevati dai cadaveri di prigionieri giustiziati in Cina. Finora la situazione non \u00e8 per niente cambiata. Recenti articoli di giornale, le testimonianze di rappresentanti di ONG e le dichiarazioni del relatore speciale dell'ONU sulla tortura evidenziano come il commercio lucrativo prosegue impunemente nonostante il governo cinese si sia impegnato a stroncarlo. Nel 2005 il viceministro cinese della sanit\u00e0 avrebbe ammesso che la maggioranza degli organi proverrebbero da detenuti giustiziati e questo nonostante il divieto del commercio di organi adottato dalla Cina gi\u00e0 nel 1996. Le nuove basi legali del 2007 dovrebbero produrre i loro effetti, anche se la loro applicazione potrebbe essere problematica per la mancanza di trasparenza in materia di pena di morte e di trapianti di organi. La nuova legge prevede inoltre il libero consenso del donatore che deve aver ricevuto tutte le informazioni necessarie. Questa disposizione \u00e8 particolarmente problematica nel caso di condannati a morte dal momento che questi ultimi si trovano in un vicolo cieco. Da un punto di vista etico \u00e8 inammissibile che aziende svizzere - Novartis \u00e8 membro del Global Compact e della Business Leaders Initiative on Human Rights (BLIHR) - possano commercializzare i propri medicamenti senza essersi preventivamente accertate della provenienza irreprensibile degli organi destinati al trapianto. Queste aziende devono stabilire un comune codice di comportamento, esigere le garanzie necessarie e mettere a disposizione dell'ONU i dati che consentano di sapere a quali ospedali cinesi forniscono medicamenti, i quantitativi forniti e il numero di organi che vi sono prelevati. </p><p>D'intesa con il governo cinese, il Consiglio federale deve impegnarsi attivamente a trovare una soluzione duratura per porre fine al commercio di organi.</p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>1. Compete innanzitutto alle autorit\u00e0 cinesi applicare la nuova legislazione cinese sui trapianti di organi. Esse devono vigilare in particolare sul rispetto degli obblighi sottoscritti dalla Cina nel quadro del diritto internazionale dei diritti dell'uomo. Le autorit\u00e0 svizzere, dal canto loro, seguono con attenzione la questione dell'applicazione della pena di morte e della gestione dei trapianti di organi in Cina, nonostante le difficolt\u00e0 a ottenere informazioni complete in materia. Questa mancanza di trasparenza \u00e8 un tema affrontato regolarmente dalla Svizzera nel quadro del dialogo sui diritti umani che intercorre con la Cina.</p><p>2. Anche in questo caso, la responsabilit\u00e0 di proteggere e promuovere i diritti umani spetta ai singoli Stati. Tuttavia, a causa in particolare delle nuove realt\u00e0 indotte dalla globalizzazione, si \u00e8 instaurato un dibattito sulla questione della responsabilit\u00e0 degli attori non statali in questo ambito. Le autorit\u00e0 svizzere si impegnano a sensibilizzare tutti gli attori della societ\u00e0 - fra cui le aziende - sulla necessit\u00e0 di rispettare i diritti dell'uomo e migliorare la coerenza e la complementariet\u00e0 fra politica economica e politica dei diritti dell'uomo.</p><p>Dal canto loro, le aziende sono tenute a rispettare la legislazione dei Paesi nei quali operano. Per quanto riguarda lo spirito di responsabilit\u00e0 di cui devono dar prova nelle loro attivit\u00e0 (Corporate Responsability), possiamo ricordare iniziative internazionali ampiamente condivise che anche la Svizzera sostiene e contenenti raccomandazioni molto ampie dei governi alle aziende che operano a partire dal loro territorio, nonch\u00e9 corrispondenti meccanismi statali di applicazione (segnatamente le linee guida dell'OCSE destinate alle imprese multinazionali  e la dichiarazione tripartita di principi sulle imprese multinazionali e la politica sociale dell'Organizzazione internazionale del lavoro).</p><p>Come gi\u00e0 evidenziato nel nostro parere sulla mozione 06.3591 (Convenzione ONU in materia di corporate accountability), il rapporto finale dell'incaricato speciale del Segretario generale dell'ONU per le questioni inerenti ai diritti dell'uomo e alle imprese transnazionali e altre imprese economiche, John Ruggie, dovrebbe fornire gli elementi oggettivi per un dibattito sulla responsabilit\u00e0 degli Stati nella regolamentazione e nel controllo delle imprese.</p><p>3. Le aziende menzionate producono medicamenti necessari a prevenire il rigetto degli organi trapiantati. Per ragioni etiche \u00e8 difficile vietare loro la vendita di questi medicamenti, poich\u00e9 un tale provvedimento metterebbe in pericolo la vita di numerose persone che hanno beneficiato di un trapianto. Questi medicamenti non sono all'origine degli abusi commessi in materia di trapianti; sarebbe assai cinico sostenere che senza di essi i trapianti sarebbero impossibili perch\u00e9 gli organi per il trapianto verrebbero rigettati. </p><p>Il Consiglio federale ritiene quindi che la vendita di questi medicamenti non sia assimilabile a una delocalizzazione del problema in un altro Paese. </p><p>Informare in tal senso tutti i potenziali beneficiari di un trapianto in Svizzera esulerebbe dal quadro delle informazioni mediche fornite ai candidati a un trapianto prima della loro iscrizione sulla lista d'attesa. D'altro canto, i medici sono gi\u00e0 oggi tenuti a informare i pazienti sull'illegalit\u00e0 di certe pratiche qualora vengano loro chieste informazioni in merito. Anche la stampa e altri canali di informazione generale diffondono informazioni su questo tema.</p>  Risposta del Consiglio federale.","FederalCouncilProposal":8,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1212710400000)\/","SubmittedBy":"M\u00fcller Geri","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1213372135790)\/","ResponsibleDepartment":3,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento degli affari esteri","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFAE","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"8|2841","Category":null,"Modified":"\/Date(1690486256210)\/","SubmissionDate":"\/Date(1205971200000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":4802,"SubmissionLegislativePeriod":48,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica internazionale|Salute"}}