{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083255,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083255,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083255,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083255,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083255,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083255,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083255,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083255,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083255,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083255,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083255,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083255,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083255,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083255,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083255,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083255,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083255,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20083255,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"08.3255","BusinessType":8,"BusinessTypeName":"Interpellanza","BusinessTypeAbbreviation":"Ip.","Title":"Protezione per i cristiani perseguitati","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>1. In seguito alla sentenza emanata nel 2006 dalla commissione di ricorso in materia d'asilo, anche la persecuzione non statale \u00e8 considerata un motivo d'asilo. Da allora quante domande d'asilo sono state presentate adducendo la motivazione di una persecuzione non statale? Quante sono state accolte?</p><p>2. Negli ultimi anni in quante domande d'asilo \u00e8 stata addotta quale motivazione la persecuzione statale o non statale per motivi religiosi? In quante per la fede cristiana? In quante per la conversione alla religione cristiana?</p><p>3. Per quanto concerne il suo impegno a favore dei cristiani perseguitati, il Consiglio federale rinvia sempre alla sua politica universale in materia di diritti umani (cfr. interpellanza Studer Heiner 00.3115). In quale caso concreto il Consiglio federale si \u00e8 adoperato in particolar modo a favore dei cristiani in colloqui bilaterali o multilaterali?</p><p>4. Di quali misure di pressione dispone la Svizzera per indurre Paesi terzi a proteggere maggiormente le persone perseguitate a causa del loro credo?</p><p>5. Il Consiglio federale \u00e8 disposto a considerare l'adozione di sanzioni economiche nei confronti di un Paese che viola manifestamente la libert\u00e0 di religione?</p><p>6. Il Consiglio federale \u00e8 disposto a istituire, al di fuori della normale procedura d'asilo, un contingente supplementare per le persone perseguitate per motivi religiosi (in particolare per i cristiani)?</p><p>7. In che misura la rappresentanza svizzera presso il Consiglio dei diritti dell'uomo dell'ONU contribuisce a far condannare Paesi in cui le persone sono perseguitate a causa della loro fede cristiana?</p>","ReasonText":"<p>\u00c8 inammissibile che l'articolo 18 della Convenzione ONU dei diritti dell'uomo rappresenti sempre pi\u00f9 una farsa. Se la libert\u00e0 di religione non \u00e8 garantita, ci\u00f2 si ripercuote negativamente anche su molti altri diritti umani.</p><p>Per quanto concerne le persone perseguitate per motivi religiosi, tre su quattro sono cristiani. Oggigiorno un cristiano su dieci \u00e8 discriminato, perseguitato se non addirittura minacciato di morte. Tale situazione riguarda direttamente 200 milioni di cristiani in tutto il mondo. Un Paese di tradizione cristiana dovrebbe adoperarsi a favore di persone che sono discriminate o la cui esistenza \u00e8 addirittura minacciata a causa delle loro convinzioni religiose.</p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>La libert\u00e0 di religione \u00e8 parte integrante della politica svizzera in materia di diritti dell'uomo. Discriminazioni di minoranze religiose o violazioni dei loro diritti non sono tollerabili. Nella sua politica in materia di rifugiati il Consiglio federale, in linea con l'Agenzia ONU per i rifugiati (ACNUR), applica il principio secondo cui nessun gruppo sociale, etnico o religioso deve godere di un trattamento preferenziale per la concessione della protezione. In merito alle singole domande poste dall'autore dell'interpellanza, il Consiglio federale risponde come segue:</p><p>1./2. Le possibilit\u00e0 tecniche della statistica UFM non consentono di trarre conclusioni sui motivi o sugli autori di persecuzioni. Pertanto non \u00e8 possibile determinare il numero preciso dei richiedenti l'asilo che fanno valere una persecuzione da parte di terzi e/o motivi religiosi. \u00c8 invece possibile osservare che il numero di richiedenti che fanno valere una persecuzione per motivi religiosi non \u00e8 rilevante in rapporto alle domande complessive presentate in Svizzera. Finora l'esame delle domande presentate da persone di fede cristiana provenienti da Iraq, Afghanistan, Pakistan, Iran, Eritrea ed Egitto hanno comportato la concessione dell'asilo solo in pochi casi.</p><p>3. Nei rapporti bilaterali la Svizzera ricorre allo strumento del dialogo sui diritti dell'uomo e affronta la questione della libert\u00e0 religiosa nei rispettivi colloqui con Cina, Vietnam e Iran. Inoltre il Consiglio federale osserva con grande attenzione la situazione delle minoranze cristiane in diversi Paesi, come ad esempio l'Algeria. Al fine di tutelare e promuovere la libert\u00e0 religiosa, ma anche di prevenire qualsiasi forma di intolleranza religiosa, a livello multilaterale la Svizzera siede attivamente nei competenti organi di organizzazioni internazionali quali l'ONU (si veda la risposta 7) o l'OSCE.</p><p>4. Il diritto pubblico internazionale costituisce il fondamento della politica svizzera in materia di diritti dell'uomo e quindi la base per gli interventi in Paesi terzi. La Svizzera pu\u00f2, ad esempio per via diplomatica, esortare gli Stati che non rispettano la libert\u00e0 di religione a osservare il diritto internazionale. Pu\u00f2 criticare eventuali violazioni del diritto anche in seno a organizzazioni o organi internazionali, anche se nel caso di violazioni gravi e sistematiche dei diritti umani l'unica soluzione sensata \u00e8 un intervento coordinato della comunit\u00e0 internazionale.</p><p>5. Il Consiglio federale riconosce che in determinati casi pu\u00f2 essere opportuno emanare sanzioni economiche per imporre obblighi di diritto internazionale, incluso il rispetto dei diritti umani fondamentali. Se adottate dal Consiglio di sicurezza dell'ONU, tali sanzioni sarebbero applicate anche dalla Svizzera. Negli anni scorsi la Svizzera si \u00e8 associata a pi\u00f9 riprese anche a sanzioni economiche emanate dall'UE. Per contro, per il Consiglio federale l'adozione unilaterale di provvedimenti economici non \u00e8 n\u00e9 mirata n\u00e9 efficace.</p><p>6. Dal 1998 la Svizzera ha sospeso l'ammissione di gruppi di rifugiati secondo l'articolo 56 della legge sull'asilo. Sono tuttavia esaminate, caso per caso, richieste individuali presentate dall'ACNUR.</p><p>Per quanto concerne l'ammissione supplementare di persone perseguitate per motivi religiosi (in particolare di cristiani), occorre considerare che una tale prassi potrebbe di fatto equivalere a una discriminazione. Se gli Stati stabilissero in anticipo contingenti per specifiche categorie di persone secondo criteri quali razza, religione, cittadinanza, appartenenza a un determinato gruppo sociale o idee politiche, e accogliessero o respingessero i rifugiati unicamente in base a tale criterio, potrebbero sorgere disparit\u00e0 di trattamento e ingiustizie. Inoltre, se come richiesto la Svizzera istituisse un contingente supplementare e accogliesse determinate persone perseguitate per motivi religiosi, altri gruppi religiosi potrebbero esigere il medesimo trattamento. L'ammissione di gruppi di rifugiati dovrebbe essere volta principalmente a reinstallare i rifugiati esistenti bisognosi di protezione e non a offrire un trattamento preferenziale a minoranze religiose. Pertanto, il Consiglio federale non \u00e8 attualmente disposto a istituire, al di fuori della normale procedura d'asilo, un contingente supplementare per le persone perseguitate per motivi religiosi (in particolare per i cristiani).</p><p>7. In seno al Consiglio dei diritti dell'uomo e all'Assemblea generale dell'ONU la Svizzera esorta a trattare nello stesso modo tutte le forme di discriminazione e intolleranza religiose, e sostiene la protezione della libert\u00e0 di credo e di coscienza quale diritto fondamentale individuale.</p>  Risposta del Consiglio federale.","FederalCouncilProposal":8,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1219795200000)\/","SubmittedBy":"Donz\u00e9 Walter","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1223047706387)\/","ResponsibleDepartment":5,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento di giustizia e polizia","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFGP","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"12|2811|2831","Category":null,"Modified":"\/Date(1690537030937)\/","SubmissionDate":"\/Date(1211932800000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":4804,"SubmissionLegislativePeriod":48,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Diritto generale|Migrazione|Cultura"}}