{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083415,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083415,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083415,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083415,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083415,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083415,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083415,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083415,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083415,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083415,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083415,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083415,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083415,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083415,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083415,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083415,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20083415,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20083415,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"08.3415","BusinessType":8,"BusinessTypeName":"Interpellanza","BusinessTypeAbbreviation":"Ip.","Title":"Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>- Intende firmare prossimamente la Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie e avviare la procedura di approvazione parlamentare?</p><p>- Che cosa occorrer\u00e0 fare affinch\u00e9 la Svizzera possa ratificare la convenzione?</p>","ReasonText":"<p>La Convenzione internazionale sulla protezione dei lavoratori migranti \u00e8 il trattato globale pi\u00f9 recente in materia di diritti dell'uomo. Riafferma l'importanza dei principi generali sanciti dai trattati internazionali ed enuncia esplicitamente i diritti dei lavoratori migranti e dei loro famigliari. </p><p>Finora 37 Stati hanno firmato e in parte anche ratificato tale convenzione. </p><p>La convenzione esige inequivocabilmente il riconoscimento indiscriminato a tutti i lavoratori migranti dei diritti umani da essa enunciati. Impone la parit\u00e0 di trattamento tra i cittadini dello Stato firmatario e i migranti che soggiornano in maniera regolare nel Paese. Prevede altres\u00ec disposizioni per categorie speciali di lavoratori stranieri, come ad esempio i frontalieri e i lavoratori stagionali. Inoltre chiede agli Stati contraenti di adoperarsi per garantire ai lavoratori migranti e ai loro famigliari in situazione irregolare le medesime condizioni di vita e di lavoro di cui beneficiano i lavoratori migranti in situazione regolare. Tali condizioni devono in particolare essere conformi alle norme in materia di salute e ai principi inerenti alla dignit\u00e0 umana. Con il rinnovo e l'estensione della libera circolazione delle persone, la Svizzera continuer\u00e0 ad accogliere e inviare lavoratori migranti. I diritti di queste persone devono assolutamente essere protetti. Secondo un rapporto della Svizzera sull'attuazione del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, il nostro Paese applica solo parzialmente il principio della parit\u00e0 di trattamento tra i lavoratori. </p><p>Nel settembre 2003, rispondendo a un'interrogazione del consigliere nazionale Paul Rechsteiner, il Consiglio federale ha spiegato che sarebbe opportuno attendere l'adozione della legge sugli stranieri prima di pensare a ratificare la convenzione. Visto che i dibattiti parlamentari sono ormai conclusi occorre ora esaminare la questione della ratifica di questa convenzione.</p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>Come ha gi\u00e0 spiegato nella sua risposta del 10 settembre 2003 a un'interrogazione ordinaria del consigliere nazionale Paul Rechsteiner (03.1079), il Consiglio federale ritiene problematica per svariati motivi la firma da parte della Svizzera della Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie.</p><p>Anzitutto la convenzione prevede di attribuire ai lavoratori migranti, a prescindere dal fatto che siano in situazione regolare o irregolare, le medesime condizioni di lavoro di cui godono i cittadini dello Stato contraente. In tal modo la Svizzera potrebbe essere costretta ad accordare un diritto di dimora temporaneo a lavoratori migranti in situazione irregolare, affinch\u00e9 possano far valere in giudizio i loro diritti nei confronti del datore di lavoro. Introducendo diritti che vanno oltre i diritti dell'uomo, la convenzione potrebbe favorire un aumento del numero di lavoratori migranti clandestini nonostante le misure previste per arginare la migrazione illegale.</p><p>A tale proposito, \u00e8 importante rilevare che la nuova legge federale sugli stranieri (LStr; RS 142.20) entrata in vigore il 1\u00b0 gennaio 2008 non ha modificato sostanzialmente le disposizioni in materia di regolarizzazione degli stranieri clandestini (sans papiers). Il legislatore si \u00e8 limitato essenzialmente a sancire nella LStr la prassi gi\u00e0 in vigore. Dai dibattiti parlamentari \u00e8 emerso che un allentamento di queste disposizioni \u00e8 fuori questione. Il popolo svizzero e la totalit\u00e0 dei cantoni hanno in seguito confermato la linea tracciata dal legislatore approvando la LStr in occasione della votazione del 24 settembre 2006. La legislazione attuale non \u00e8 dunque compatibile con le esigenze della convenzione. Occorre anche rammentare che conformemente alla sua prassi la Svizzera non firma trattati internazionali fintanto che non \u00e8 sicura di poterli poi ratificare e trasporre nel diritto nazionale.</p><p>Inoltre, come sottolineato nella risposta all'interrogazione ordinaria summenzionata (03.1079), il Consiglio federale rileva che molti degli importanti diritti garantiti nella parte della convenzione concernente le persone in situazione regolare sono gi\u00e0 contemplati da trattati ratificati dalla Svizzera. Si tratta della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libert\u00e0 fondamentali (RS 0.101), del Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali (RS 0.103.1) nonch\u00e9 del Patto internazionale relativo ai diritti politici (RS 0.103.2). Le disposizioni sui diritti dell'uomo sono applicabili anche alle persone la cui presenza non \u00e8 regolarizzata.</p><p>Del resto, occorre aggiungere che l'accordo sulla libera circolazione delle persone concluso tra la Svizzera, da una parte, e la Comunit\u00e0 europea, dall'altra, nonch\u00e9 la Convenzione AELS riveduta garantiscono ai cittadini degli Stati contraenti un accesso al mercato del lavoro e condizioni sociali praticamente equivalenti a quelle di cui beneficiano i cittadini svizzeri. Inoltre, la LStr ha migliorato considerevolmente lo statuto di soggiorno dei lavoratori di Paesi terzi regolarmente ammessi sul mercato svizzero del lavoro.</p><p>Infine, il Consiglio federale rileva che la convenzione, adottata il 18 dicembre 1990 dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, \u00e8 entrata in vigore il 1\u00b0 luglio 2003 dopo aver ottenuto la firma e la ratifica del numero minimo di Stati necessario alla sua entrata in vigore. Finora \u00e8 stata ratificata da 37 Paesi tra cui figurano soltanto due Stati membri dell'OCSE (Messico e Turchia) e nessuno Stato membro dell'UE o dell'AELS.</p><p>Il Consiglio federale ritiene dunque che le condizioni per la firma e la ratifica della convenzione non siano date e non intende, a breve o medio termine, avviare una procedura in tal senso.</p>  Risposta del Consiglio federale.","FederalCouncilProposal":8,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1221004800000)\/","SubmittedBy":"Schenker Silvia","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1223047811140)\/","ResponsibleDepartment":5,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento di giustizia e polizia","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFGP","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"2811","Category":null,"Modified":"\/Date(1690494804053)\/","SubmissionDate":"\/Date(1213315200000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":4804,"SubmissionLegislativePeriod":48,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Migrazione"}}