{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20100538,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20100538,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20100538,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20100538,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20100538,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20100538,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20100538,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20100538,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20100538,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20100538,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20100538,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20100538,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20100538,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20100538,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20100538,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20100538,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20100538,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20100538,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"10.538","BusinessType":4,"BusinessTypeName":"Iniziativa parlamentare","BusinessTypeAbbreviation":"Iv. pa.","Title":"Legge federale sugli ostacoli tecnici al commercio. Escludere le derrate alimentari dal campo d'applicazione del principio \u201cCassis de Dijon\u201d.","Description":null,"InitialSituation":"<p><b>Comunicato stampa della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale del 27.05.2014</b></p><p><b>Avvio della procedura di consultazione su una revisione della legge federale sugli ostacoli tecnici al commercio </b></p><p>Il 20 maggio 2014 la Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale ha accolto un progetto preliminare per una revisione della legge federale sugli ostacoli tecnici al commercio (LOTC) nel quadro dell'iniziativa parlamentare presentata il 17 dicembre 2010 dal consigliere nazionale Jacques Bourgeois (<a href=\"http://www.parlament.ch/i/suche/Pagine/geschaefte.aspx?gesch_id=20100538\">10.538</a>). Con l'entrata in vigore nel 2010 della revisione della LOTC, in Svizzera \u00e8 stato introdotto in maniera autonoma il principio \"Cassis de Dijon\". In virt\u00f9 di questo principio determinati prodotti, legalmente immessi in commercio in uno Stato membro dell'Unione europea (UE) o dello Spazio economico europeo (SEE), possono essere commercializzati anche in Svizzera senza condizioni supplementari. Nel settore delle derrate alimentari si applica un disciplinamento speciale che fa dipendere l'applicazione di questo principio da un'autorizzazione. Il progetto di legge in consultazione rappresenta un ritorno al vecchio sistema per il settore delle derrate alimentari e, di conseguenza, l'esclusione di queste ultime dal campo d'applicazione del principio \"Cassis de Dijon\". </p><p>Con la modifica della LOTC proposta la maggioranza della Commissione intende evitare un deterioramento degli elevati requisiti svizzeri in materia di qualit\u00e0 nel settore delle derrate alimentari. Una minoranza propone invece di non entrare in materia sul progetto ritenendo il principio \"Cassis de Dijon\" un importante strumento nella lotta contro gli elevati prezzi in Svizzera. </p><p>La Commissione mette in consultazione il progetto preliminare con un rapporto esplicativo fino al 29 agosto 2014. </p><p></p><p><b>Comunicato stampa della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale del 21.10.2014</b></p><p><a href=\"http://www.parlament.ch/i/suche/Pagine/geschaefte.aspx?gesch_id=20100538\">10.538</a><b> n Iv. Pa. Bourgeois. Legge federale sugli ostacoli tecnici al commercio. Escludere le derrate alimentari dal campo d'applicazione del principio Cassis de Dijon. </b></p><p>La Commissione ha analizzato i risultati della procedura di consultazione in esecuzione dell'iniziativa parlamentare <a href=\"http://www.parlament.ch/i/suche/Pagine/geschaefte.aspx?gesch_id=20100538\">10.538</a>. 16 Cantoni (AG, AI, BL, GE, JU, LU, NE, NW, OW, SG, SH, SO, TG, UR, VD, VS) si sono espressi a favore del progetto e 8 Cantoni (AR, BE, BS, GL, SZ, TI, ZG, ZH) vi si sono opposti. Fra i partiti, tre (PBD, I Verdi, UDC) hanno approvato il progetto mentre quattro (PPD, PLR, glp, PSS) l'hanno respinto. La Commissione ha deciso, con 15 voti contro 10, di sottoporre al Consiglio nazionale l'avamprogetto originale. La maggioranza della Commissione \u00e8 convinta che, per quanto riguarda il settore delle derrate alimentari, il principio Cassis de Dijon svilisca gli elevati standard di qualit\u00e0 e produzione offerti dalla Svizzera. Una minoranza respinge il progetto nel suo insieme e chiede di non entrare in materia sul medesimo, rilevando le potenzialit\u00e0 del suddetto principio per lottare contro i prezzi elevati in Svizzera. Il Consiglio nazionale tratter\u00e0 questo oggetto nella sessione primaverile del 2015. </p><p></p><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 21.01.2015</b></p><p><b>Escludere le derrate alimentari dal \"Cassis de Dijon\"? il Consiglio federale respinge l'iniziativa</b></p><p><b>Nel suo parere all'attenzione della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale, il Consiglio federale propone di respingere l'iniziativa parlamentare \"Legge federale sugli ostacoli tecnici al commercio. Escludere le derrate alimentari dal campo d'applicazione del principio Cassis de Dijon\". </b></p><p>L'iniziativa parlamentare 10.538 (\"Legge federale sugli ostacoli tecnici al commercio. Escludere le derrate alimentari dal campo d'applicazione del principio Cassis de Dijon\") era stata accolta dalla Commissione dell'economia e dei tributi di entrambe le Camere. </p><p>Nel suo parere, il Consiglio federale respinge l'iniziativa ritenendo che le richieste ivi contenute possano essere soddisfatte senza escludere le derrate alimentari dal campo di applicazione del principio \"Cassis de Dijon\". Non occorre dunque rinunciare a tale principio per gli alimenti. Adottato quale misura per eliminare gli ostacoli tecnici al commercio, il principio \"Cassis de Dijon\" incentiva la concorrenza e permette di contrastare gli elevati prezzi svizzeri. Escludere le derrate alimentari da tale principio significherebbe, tra l'altro, ridare slancio al turismo degli acquisti. In sede di consultazione l'iniziativa \u00e8 stata per lo pi\u00f9 respinta.</p><p>Il principio \"Cassis de Dijon\" \u00e8 stato introdotto in Svizzera nel 2010 nel quadro della revisione della legge federale sugli ostacoli tecnici al commercio (LOTC). Secondo tale principio, possono essere immessi in commercio in Svizzera senza subire modifiche i beni prodotti in base alle prescrizioni dell'UE e che sono stati legalmente immessi in commercio nell'UE. Per tenere conto delle particolari esigenze poste dalle derrate alimentari (sicurezza, etichettatura), prima di poter entrare in Svizzera in virt\u00f9 del principio \"Cassis de Dijon\" gli alimenti prodotti secondo prescrizioni estere necessitano inoltre di un'autorizzazione dell'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria.</p>","Proceedings":"<p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 15.09.2015</b></p><p><b>Escludere derrate alimentari da \"Cassis de Dijon\" </b></p><p><b>(ats) Il principio del \"Cassis de Dijon\" non deve pi\u00f9 valere per le derrate alimentari. Lo ha ribadito oggi il Consiglio nazionale approvando - con 105 voti a 71 e 11 astensioni - un'iniziativa parlamentare del consigliere nazionale Jacques Bourgeois (PLR/FR).</b></p><p>L'oggetto torna agli Stati, che in giugno avevano bocciato la proposta. Se la Camera dei cantoni dovesse ribadire il suo \"no\", la proposta sarebbe definitivamente accantonata.</p><p>Secondo la maggioranza - composta in modo trasversale da esponenti UDC, PPD e Verdi - l'importazione di questi prodotti dall'UE e la produzione in Svizzera di alimenti secondo standard europei rischia di pregiudicare le elevate esigenze di qualit\u00e0 richieste alle merci indigene.</p><p>In base al principio del \"Cassis de Dijon\", ci\u00f2 che \u00e8 legalmente fabbricato e messo in commercio nell'UE o nello Spazio economico europeo (SEE) pu\u00f2 essere venduto liberamente anche in Svizzera, senza sottostare ad ulteriori controlli, e anche se non rispetta le prescrizioni elvetiche. Per le derrate alimentari \u00e8 necessaria un'autorizzazione.</p><p>La legge - entrata in vigore nel 2010 - prevede anche che i fabbricanti elvetici che lavorano unicamente per il mercato interno possano produrre in Svizzera i loro prodotti seguendo le prescrizioni dei paesi dell'UE o del SEE. Le uniche norme elvetiche che devono essere rispettate sono quelle sulla protezione dei lavoratori e degli animali.</p><p>Pur ammettendo che la norma presenta lacune - riguardo in particolare alla possibilit\u00e0 di fabbricare in Svizzera secondo standard europei meno restrittivi - il ministro dell'economia Johann Schneider-Ammann si \u00e8 battuto invano contro l'iniziativa. \"Questo principio \u00e8 un segnale contro l'isola dei prezzi elevati in Svizzera\", ha affermato, sostenendo che \"la qualit\u00e0 dei prodotti non viene assolutamente messa a repentaglio\".</p><p>Nulla da fare. \"Gli obiettivi del principio del Cassis de Dijon non sono stati raggiunti e lo conferma un rapporto della Segreteria di Stato dell'economia (Seco): i consumatori non ci hanno guadagnato un bel niente\", ha replicato Markus Ritter (PPD/SG). \"Oltretutto non esiste reciprocit\u00e0 in questo ambito con l'UE\", ha aggiunto.</p><p></p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 24.09.2015</b></p><p><b>Cassis de Dijon continuer\u00e0 a valere per gli alimenti </b></p><p><b>(ats) Il principio del \"Cassis de Dijon\" continuer\u00e0 a valere anche per le derrate alimentari. \u00c8 quanto deciso oggi, con 23 voti contro 18 e una astensione, dal Consiglio degli Stati che ha definitivamente bocciato una iniziativa parlamentare depositata dal consigliere nazionale Jacques Bourgeois (PLR/FR) e approvata per ben due volte dalla Camera del popolo.</b></p><p>Col suo atto parlamentare, il Friburghese voleva escludere gli alimenti dal campo d'applicazione del \"Cassis de Dijon\" mediante una modifica della Legge sugli ostacoli tecnici al commercio (LOTC). </p><p>L'introduzione di tale principio in Svizzera \u00e8 stata approvata a met\u00e0 giugno del 2009 dalle Camere federali. La relativa normativa \u00e8 entrata in vigore il primo luglio 2010.</p><p>\"Il \"Cassis de Dijon\" non ha portato alcun vantaggio al portamonete dei consumatori\", ha sostenuto Luc Recordon (Verdi/VD). Ha per\u00f2 causato problemi di salute pubblica: alcuni chimici cantonali hanno dimostrato che certi prodotti non rispettano le prescrizioni elvetiche sul tenore di pesticidi. \"L'introduzione unilaterale di tale principio - ha poi aggiunto il Vodese - ha anche privato la Confederazione di una interessante moneta di scambio con l'Unione europea\".</p><p>In cinque anni l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) ha trattato solo una cinquantina di richieste. \"Ci\u00f2 dimostra che non c'\u00e8 una invasione di prodotti europei\", ha per\u00f2 sottolineato il relatore della commissione Roberto Zanetti (PS/SO). Optando per l'isolamento, \"si darebbe un cattivo segnale al momento sbagliato\", ha aggiunto.</p><p>Il consigliere federale Johann Schneider-Ammann ha da parte sua sostenuto la necessit\u00e0 di lasciare la scelta al consumatore. Il \"Cassis de Dijon\" \u00e8 anche un buon strumento per limitare il turismo degli acquisti, ha affermato il ministro delle finanze.</p><p>In base al principio del \"Cassis de Dijon\", ci\u00f2 che \u00e8 legalmente fabbricato e messo in commercio nell'UE o nello Spazio economico europeo (SEE) pu\u00f2 essere venduto liberamente anche in Svizzera, senza sottostare ad ulteriori controlli, e anche se non rispetta le prescrizioni elvetiche. Per le derrate alimentari \u00e8 necessaria un'autorizzazione.</p><p>La legge prevede anche che i fabbricanti svizzeri che lavorano unicamente per il mercato interno possano produrre in loco i loro prodotti seguendo le prescrizioni dei paesi dell'UE o del SEE. Le uniche norme elvetiche che devono essere rispettate sono quelle sulla protezione dei lavoratori e degli animali.</p>","DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Fondandomi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e dell'articolo 107 della legge sul Parlamento chiedo che le derrate alimentari vengano escluse dal campo d'applicazione del principio \"Cassis de Dijon\".</p>","ReasonText":"<p>Il principio \"Cassis de Dijon\" \u00e8 entrato in vigore il 1o giugno 2010 e l'Ufficio federale della salute pubblica l'ha gi\u00e0 ripetutamente applicato nel settore delle derrate alimentari per rilasciare le relative autorizzazioni. Allo stato attuale 11 autorizzazioni sono gi\u00e0 state rilasciate e altre 30 sono al vaglio delle autorit\u00e0. In 4 casi, contro l'autorizzazione \u00e8 stato interposto ricorso al Tribunale amministrativo federale, facendo leva essenzialmente sull'inganno ai danni del consumatore e sulla rimessa in discussione della strategia svizzera concernente i prodotti di qualit\u00e0. Queste problematiche sono disciplinate in particolare dall'articolo 16e capoverso 3 della legge: \"L'informazione sul prodotto e la presentazione dello stesso non devono dare l'impressione che il prodotto sia conforme alle prescrizioni tecniche svizzere.\" In questo ambito pone quindi dei problemi il fatto che prodotti elaborati in base a prescrizioni diverse possano essere messi in commercio sotto la stessa denominazione e possano quindi indurre in errore il consumatore.</p><p>A seguito dell'introduzione unilaterale di queste norme nel nostro Paese, le imprese svizzere utilizzano le ricette ammesse nell'Unione europea e mettono quindi a repentaglio la nostra strategia di qualit\u00e0. Le piccole aziende agricole della Svizzera possono infatti affrontare un mercato sempre pi\u00f9 libero solo facendo leva sulla qualit\u00e0 e sull'alto valore aggiunto dei loro prodotti. I produttori svizzeri non potranno mai essere concorrenziali sul mercato dei prodotti di massa. In questo contesto il sottoscritto ha recentemente depositato la mozione 09.3612, \"Strategia di qualit\u00e0 nell'agricoltura svizzera\", che \u00e8 stata accolta dal Consiglio federale e dalle Camere ed attualmente si trova in fase di attuazione. Non possiamo quindi accettare che questa strategia venga rimessa in discussione dall'applicazione del principio \"Cassis de Dijon\" nel settore delle derrate alimentari.</p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":null,"FederalCouncilProposal":null,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":null,"SubmittedBy":"Bourgeois Jacques","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1443052800000)\/","ResponsibleDepartment":8,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DEFR","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"15|55","Category":null,"Modified":"\/Date(1770756209593)\/","SubmissionDate":"\/Date(1292544000000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":4816,"SubmissionLegislativePeriod":48,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Economia|Agricoltura"}}