{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20103103,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20103103,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20103103,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20103103,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20103103,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20103103,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20103103,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20103103,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20103103,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20103103,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20103103,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20103103,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20103103,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20103103,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20103103,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20103103,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20103103,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20103103,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"10.3103","BusinessType":8,"BusinessTypeName":"Interpellanza","BusinessTypeAbbreviation":"Ip.","Title":"Scontare la pena nel Paese d'origine","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>I dati pi\u00f9 recenti sono allarmanti: nel 2009 il 70,2 per cento dei detenuti nelle nostre prigioni erano stranieri (a fronte del 69,7 per cento nel 2008). Raggiungendo il 91 per cento (a fronte dell'85,8 per cento nel 2008), il tasso di occupazione delle prigioni ha fatto registrare un nuovo record. \u00c8 palese che troppi stranieri delinquono in Svizzera, riempiendo le nostre carceri e cagionando costi molto elevati. In passato il Consiglio federale \u00e8 stato sollecitato a pi\u00f9 riprese a risolvere questo problema concludendo accordi (bilaterali) di riammissione con i relativi Paesi. Tre anni e mezzo fa il Consiglio federale aveva dichiarato, in risposta al consigliere nazionale Wobmann, che il protocollo addizionale del 2004 alla Convenzione del Consiglio d'Europa sul trasferimento dei condannati (risalente al 1983), il quale consente l'esecuzione della pena nel Paese d'origine anche senza il consenso del condannato, non era ancora stato ratificato dai Paesi da cui proveniva la maggior parte dei detenuti nelle nostre prigioni (all'epoca si parlava di Albania, Italia, Turchia e Portogallo). Il Consiglio federale ha inoltre dichiarato che si sarebbe occupato della questione. Tre anni e mezzo dopo si pongono i quesiti seguenti:</p><p>1. Per quali motivi dal 2004 soltanto quattro condannati sono stati trasferiti per scontare la pena nel Paese d'origine?</p><p>2. Quali Paesi i cui cittadini affollano gran parte delle nostre carceri hanno nel frattempo firmato la Convenzione sul trasferimento dei condannati e il relativo protocollo addizionale e quali Paesi non l'hanno ancora fatto?</p><p>3. Come intende agire il Consiglio federale, al di fuori di questo accordo multilaterale, affinch\u00e9 i Paesi da cui proviene la gran parte dei detenuti nelle prigioni svizzere riammettano tali delinquenti?</p><p>4. Sono condotte trattative bilaterali a tal fine? In caso affermativo, con quali Paesi? A che punto sono i negoziati? Sono gi\u00e0 previsti accordi?</p><p>5. Quando tali Paesi avanzano richieste nei confronti del nostro Paese, il Consiglio federale coglie l'occasione per illustrare l'interesse della Svizzera al trasferimento dei condannati, subordinando l'accoglimento della richiesta alla conclusione di un accordo di riammissione?</p><p>6. Circa cinque anni fa si \u00e8 ipotizzato la costruzione e la gestione di carceri all'estero per ridurre i costi per l'esecuzione delle pene. In seguito sono stati effettuati ulteriori accertamenti? In caso affermativo, con quale esito?</p>","ReasonText":null,"DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>Con la Convenzione del 21 marzo 1983 sul trasferimento dei condannati (convenzione di base; RS 0.343) si intende favorire gli interessi dell'amministrazione della giustizia in generale e inoltre agevolare il reinserimento sociale dei condannati. Negli ultimi anni il Consiglio federale ha profuso sforzi considerevoli per promuovere il trasferimento di condannati nei loro Paesi d'origine. Da un lato, le corrispondenti basi contrattuali sono state concordate con diversi Stati e, dall'altro, i Paesi che hanno gi\u00e0 ratificato la convenzione di base sono stati invitati a fare lo stesso con il relativo protocollo addizionale (RS 0.343.1). Questi provvedimenti non hanno tuttavia permesso di aumentare complessivamente il numero di condannati trasferiti all'estero. Inoltre, i trasferimenti all'estero sono pi\u00f9 o meno controbilanciati da quelli in Svizzera. Peraltro negli ultimi anni la quota di detenuti stranieri che stanno scontando la pena si aggirava attorno al 60 per cento (ossia a circa il 10 per cento in meno della percentuale di tutti i detenuti).</p><p>A titolo di complemento, il Consiglio federale risponde come segue alle domande poste:</p><p>1. In complesso, negli ultimi dieci anni in media circa 20 detenuti all'anno sono stati trasferiti all'estero e altrettanti in Svizzera per scontare la pena residua conformemente ai loro desideri. Grazie alla nuova possibilit\u00e0 di trasferire un condannato anche contro la sua volont\u00e0, istituita con il protocollo addizionale entrato in vigore per la Svizzera il 1\u00b0 ottobre 2004, le autorit\u00e0 svizzere hanno finora trasferito quattro persone all'estero. Nello stesso periodo cinque ulteriori richieste sono state presentate all'estero, tre delle quali sono divenute prive di oggetto (in seguito al ritiro da parte dell'autorit\u00e0 cantonale, dell'estradizione avvenuta parallelamente e del rilascio del condannato). Un trasferimento \u00e8 stato bloccato mediante decisione del 12 marzo 2009 del Tribunale federale, poich\u00e9 non erano disponibili informazioni sufficienti e attendibili sulle condizioni di detenzione nel Paese d'origine. Un caso \u00e8 tuttora pendente. </p><p>Pertanto, i condannati sono stati trasferiti nel loro Paese d'origine principalmente in virt\u00f9 della convenzione di base. I trasferimenti sia secondo la convenzione di base sia secondo il protocollo addizionale sottostanno tuttavia a severe restrizioni. In ogni caso un trasferimento entra in linea di conto soltanto previa approvazione delle corrispondenti autorit\u00e0 svizzere e straniere. Prima di fornire tale consenso occorre in particolare fare chiarezza, nella misura del possibile, sulla pena effettivamente da scontare nel Paese d'esecuzione e sugli aspetti del reinserimento sociale. Di norma tale procedura dura diversi mesi. Nella maggior parte dei casi il trasferimento non viene effettuato gi\u00e0 solo per il fatto che la pena residua da scontare non \u00e8 abbastanza elevata.</p><p>2. Tra gli Stati che non hanno ancora ratificato il protocollo addizionale da cui proviene gran parte dei detenuti nelle prigioni svizzere continuano a figurare l'Albania, l'Italia, il Portogallo e la Turchia. Inoltre, anche altri Stati membri del Consiglio d'Europa non hanno ancora ratificato il Protocollo addizionale (Andorra, Armenia, Azerbaigian, Bosnia e Erzegovina, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Monaco, che non ha ratificato nemmeno la convenzione di base).</p><p>3./4./5. Con alcuni Paesi balcanici (Kosovo, Macedonia, Montenegro, Serbia) si sono tenuti pertinenti colloqui, che hanno permesso di conseguire alcuni miglioramenti. Attualmente sono in corso i primi colloqui con il Kosovo in vista dell'elaborazione di un corrispondente accordo. Da un lato, un numero relativamente elevato di detenuti in Svizzera proviene da questo Paese e, dall'altro, il Kosovo non pu\u00f2 ratificare gli strumenti del Consiglio d'Europa a causa dell'opposizione di diversi Stati. </p><p>Tuttavia, in tutti i casi \u00e8 fatta salva la possibilit\u00e0 di rifiutare il trasferimento senza addurre motivi particolari. Inoltre, considerato che l'obiettivo principale del trasferimento consiste nel migliorare le possibilit\u00e0 di reinserimento sociale, questo ambito non si presta ad essere vincolato ad altri interessi.</p><p>6. La posizione del governo in merito all'esecuzione delle pene all'estero \u00e8 stata illustrata nel parere del Consiglio federale del 21 novembre 2001 in merito alla mozione 01.3608 Brunner Toni del 5 ottobre 2001. All'epoca non era stata ancora ipotizzata una partecipazione ai costi. Questa idea \u00e8 stata ripresa nella mozione Stamm Luzi 04.3178 del 19 marzo 2004, nel frattempo stralciata, che si riferiva esplicitamente agli sforzi profusi dall'Austria per finanziare un carcere in Romania, dove trasferire i condannati. Tuttavia, questi progetti non hanno potuto essere attuati e non sono noti esempi di altri Paesi che hanno finanziato carceri in altri Stati terzi.</p>  Risposta del Consiglio federale.","FederalCouncilProposal":8,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1274227200000)\/","SubmittedBy":"Rickli Natalie","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1317168000000)\/","ResponsibleDepartment":5,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento di giustizia e polizia","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFGP","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"12","Category":null,"Modified":"\/Date(1690550516040)\/","SubmissionDate":"\/Date(1268611200000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":4813,"SubmissionLegislativePeriod":48,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Diritto generale"}}