{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20104139,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20104139,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20104139,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20104139,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20104139,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20104139,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20104139,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20104139,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20104139,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20104139,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20104139,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20104139,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20104139,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20104139,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20104139,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20104139,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20104139,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20104139,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"10.4139","BusinessType":8,"BusinessTypeName":"Interpellanza","BusinessTypeAbbreviation":"Ip.","Title":"FMI. Rischi per la Svizzera e adesione ai nuovi accordi di credito modificati","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Sembra che si stia tentando di riparare l'irreparabile. I contribuenti svizzeri dovrebbero spendere miliardi di franchi per una moneta ormai fallita. Per noi la stabilit\u00e0 in Europa \u00e8 evidentemente di enorme interesse, ma con questo modo di agire non si otterr\u00e0 un effetto duraturo.</p><p>1. In virt\u00f9 di quali basi legali questo decreto federale, che comporta vaste conseguenze politiche e finanziarie, non sottost\u00e0 al referendum sui trattati internazionali?</p><p>2. Si crea davvero stabilit\u00e0 producendo bolle sempre pi\u00f9 grandi? Questo modo di agire non potrebbe peggiorare notevolmente le conseguenze qualora le bolle scoppiassero? Per la sicurezza e la stabilit\u00e0 in Europa e della Svizzera, non sarebbe meglio procedere a una riforma radicale dell'euro (esclusione di taluni Paesi, separazione in euro nord-sud ecc.) volta a riconoscere che le disparit\u00e0 macroeconomiche esistenti all'interno dell'Europa non si possono cancellare con il costrutto dell'euro, inefficace e contrario alle leggi del mercato, e che cos\u00ec come \u00e8 concepito attualmente l'euro non pu\u00f2 funzionare?</p><p>3. Gli Stati della zona euro non sono troppo diversi l'uno dall'altro per avere una moneta comune?</p><p>4. Il Consiglio federale crede in un futuro dell'euro nella sua forma attuale?</p><p>5. La massa monetaria della Banca nazionale svizzera \u00e8 cresciuta quasi nella stessa misura di quella della Banca centrale statunitense e della Banca centrale europea. Il Consiglio federale non ravvisa, in questa politica monetaria ultraespansiva, un rischio per la stabilit\u00e0 e il benessere della Svizzera? In che modo ci si protegge da eventuali pericoli (ad es. rischi valutari, svalutazione monetaria ecc.)?</p><p>6. In questo contesto, quale ruolo svolgono i metalli preziosi per la sicurezza della valuta in Svizzera?</p><p>7. Con i miliardi di franchi concessi non si finanziano indirettamente soprattutto le smodate operazioni speculative di banche estere? Questi miliardi non servono semplicemente a pagare i prestiti di banche estere, soprattutto tedesche e francesi, che hanno messo tali prestiti a disposizione di Stati praticamente in bancarotta a tassi d'interesse eccessivi? Il Fondo monetario internazionale prevede una partecipazione dei creditori, sinora spesso adottata per gli Stati in bancarotta?</p><p>8. Quali garanzie fornisce il Fondo monetario internazionale per i miliardi di franchi che pretende dalla Svizzera?</p><p>9. Qual \u00e8 la responsabilit\u00e0 della Svizzera, in quanto Stato non membro dell'UE e Stato senza euro, nell'attuale crisi? Quali sono le responsabilit\u00e0 dei contribuenti svizzeri per le operazioni speculative delle banche estere? </p><p>10. E giusto che gli Stati economicamente brillanti debbano continuamente sorreggere Stati notoriamente gestiti in modo deficitario?</p>","ReasonText":null,"DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>1. Secondo l'articolo 141 capoverso 1 lettera d della Costituzione federale i trattati internazionali, come quello concernente la partecipazione della Svizzera ai nuovi accordi di credito (NAC) del Fondo monetario internazionale (FMI), sottostanno al referendum facoltativo (1) se sono di durata indeterminata e indenunciabili, (2) se prevedono l'adesione a un'organizzazione internazionale oppure (3) se comprendono disposizioni importanti che contengono norme di diritto o per l'attuazione dei quali \u00e8 necessaria l'emanazione di leggi federali. Come illustrato nel messaggio del Consiglio federale dell'8 settembre 2010, nel caso in questione tali condizioni non sono adempiute. I NAC sono di durata limitata e denunciabili e non prevedono l'adesione a un'organizzazione internazionale. I NAC non contengono n\u00e9 importanti norme di diritto, n\u00e9 la partecipazione della Svizzera ai NAC necessita l'emanazione di leggi federali. Per la Svizzera l'articolo 10 della legge sulla Banca nazionale costituisce gi\u00e0 una base legale per una relativa partecipazione della Banca nazionale svizzera (BNS) ai NAC. Oltre a ci\u00f2, la Confederazione non si assume obblighi finanziari nel quadro dei NAC. </p><p>2. L'attuale evoluzione dei mercati finanziari nella zona euro \u00e8 riconducibile alla difficile situazione relativa al bilancio di determinati Stati della zona euro e alla conseguente incertezza dei partecipanti al mercato. Le cause di tale evoluzione sono dovute, da un lato, alla portata straordinaria della recente crisi finanziaria e alle relative misure nazionali di stabilizzazione, dall'altro, agli elevati deficit strutturali di alcuni Stati della zona euro. Questa problematica del debito costituisce una sfida importante per l'UE. I programmi economici, negoziati da singoli Stati della zona euro con l'UE e il FMI, offrono l'opportunit\u00e0 di accelerare in questi Stati le necessarie misure di riforma e quindi di contribuire al ritorno a una politica finanziaria sostenibile. Le riforme volte a migliorare il quadro normativo relativo all'osservanza della disciplina fiscale e finanziaria di tutti gli Stati membri, avviate dall'UE, sono quindi positive. Un quadro normativo credibile e nel contempo ambizioso pu\u00f2 contribuire in maniera determinante a rafforzare la stabilit\u00e0 finanziaria nell'UE e nella zona euro. </p><p>Il ritiro di Stati dall'Unione monetaria europea non \u00e8 invece giuridicamente previsto. A seguito della mancanza di regole e meccanismi, una disgregazione del sistema euro comporterebbe numerose incertezze di vasta portata che si ripercuoterebbero in maniera grave sulla stabilit\u00e0 in Europa e sul sistema finanziario internazionale.</p><p>3. Esistono molti criteri che giustificano la costituzione di un'unione monetaria da parte di Stati come ad esempio l'apertura dell'economia nazionale, la mobilit\u00e0 di lavoro e di capitale oppure la volont\u00e0 politica d'integrazione. Gli Stati della zona euro adempiono - seppure non completamente - molti dei criteri che sostanzialmente giustificano la costituzione di un'unione monetaria. Si osserva inoltre che alcuni criteri possono essere adempiute soltanto in reazione a un'unione. Nella zona euro ci\u00f2 pu\u00f2 essere constatato ad esempio dall'interesse di tutti i partecipanti a una politica monetaria comune basata sulla stabilit\u00e0 dei prezzi. Nonostante questi progressi, in singoli Stati sono tuttora necessari miglioramenti durevoli per ridurre gli squilibri economici nella zona euro oppure in ambito di disciplina finanziaria, al fine di limitare gli effetti esterni negativi per gli altri Stati membri.</p><p>4. Al momento il Consiglio federale non ritiene necessario mettere in discussione il futuro dell'euro. Esso parte dal presupposto che gli Stati della zona euro mantengano una valuta comune. Le sfide attuali nella zona euro dovrebbero essere considerate come un'opportunit\u00e0 per armonizzare e rendere pi\u00f9 sostenibile la politica finanziaria futura.</p><p>5. Secondo l'articolo 5 della legge sulla Banca nazionale, la politica monetaria della BNS \u00e8 orientata alla stabilit\u00e0 dei prezzi. A tale scopo tiene conto dell'evoluzione congiunturale. Nell'ambito di questo compito la BNS contribuisce anche alla stabilit\u00e0 del sistema finanziario. L'ultima politica monetaria espansiva corrisponde quindi al mandato della BNS. In considerazione dell'incertezza dovuta alla recente crisi finanziaria, l'ampio approvvigionamento in liquidit\u00e0 dei mercati finanziari ha fornito un importante contribuito alla stabilit\u00e0. Gli interventi sul mercato valutario effettuati sin dal 2009 sono serviti nel contempo a limitare i rischi deflazionistici della massiccia svalutazione dell'euro. Per la sua stessa natura la costituzione di notevoli riserve monetarie \u00e8 legata a rischi di mercato. Per questo motivo la BNS costituisce accantonamenti per le riserve monetarie. La BNS pu\u00f2 agire contro eventuali rischi di inflazione assorbendo nuovamente la liquidit\u00e0 nei mercati finanziari, cosa che gi\u00e0 accade quando emette obbligazioni (bills della BNS) e operazioni di pensionamento titoli (Repo). Nella sua ultima valutazione della situazione nel dicembre 2010, la BNS ha inoltre lasciato intendere che nell'attuale situazione, connotata da una politica monetaria espansiva, sussiste a lungo termine una necessit\u00e0 di adeguamento. Conformemente al suo mandato, compete alla BNS decidere il momento adatto per aumentare i tassi direttori. </p><p>6. Con la nuova Costituzione federale, entrata in vigore il 1\u00b0 gennaio 2000, \u00e8 stato abolito il vincolo del franco all'oro nel diritto costituzionale. A livello legislativo, la sua soppressione \u00e8 stata attuata nella nuova legge federale sull'unit\u00e0 monetaria e i mezzi di pagamento, entrata in vigore il 1\u00b0 maggio 2000. L'abolizione del vincolo del franco all'oro permette alla BNS una valutazione conforme al mercato e un impiego flessibile delle sue riserve auree. Da allora le riserve auree hanno una funzione comparabile agli investimenti valutari della BNS. Esse hanno un effetto di rafforzamento della fiducia e sono inoltre adatte a diversificare le riserve monetarie poich\u00e9 proprio in tempi di crisi la domanda di oro tende a crescere fortemente e il suo valore ad aumentare.</p><p>7. L'obiettivo dei programmi decisi dal FMI (come quelli per sostenere la Grecia e l'Irlanda) \u00e8 promuovere un adeguamento politico-economico ordinato. In questo modo si fornisce un contributo alla stabilizzazione del sistema finanziario. Questi programmi non servono a finanziare le operazioni speculative delle banche tedesche e francesi. Secondo le statistiche pubbliche della Banca dei regolamenti internazionali, l'impegno finanziario delle suddette banche in Grecia e in Irlanda \u00e8 moderato rispetto ai loro crediti esteri complessivi. </p><p>Attualmente i programmi del FMI non prevedono misure volte a ristrutturare l'indebitamento pubblico dell'Irlanda e della Grecia. In linea di principio sarebbe auspicabile coinvolgere in modo regolato i creditori nel processo che mira alla soluzione della crisi, ci\u00f2 comporta tuttavia il pericolo di reazioni negative sui mercati finanziari che potrebbero ripercuotersi negativamente sull'attuale situazione comunque gi\u00e0 tesa. </p><p>8. Tramite il FMI la comunit\u00e0 internazionale pu\u00f2 concedere crediti a Paesi che si trovano in difficolt\u00e0 economica. Questi crediti sono per loro natura legati a rischi significativi, ma sono comunque sufficientemente sicuri grazie al ruolo e alla funzione del FMI. Infatti, in passato il FMI ha sempre ossequiato i suoi impegni nei confronti dei membri. Nella concessione di crediti del FMI, le richieste dei membri del FMI - concernenti la messa a disposizione della quota, la concessione di crediti bilaterali o di risorse mediante i NAC - non sussistono nei confronti dei Paesi che partecipano a un programma, bens\u00ec nei confronti del FMI. Il pericolo che queste richieste non vengano rispettate \u00e8 esiguo, poich\u00e9 una serie di strumenti del FMI contribuisce a ridurre i rischi relativi ai crediti concessi:</p><p>In primo luogo il FMI gode de facto di uno statuto di creditore privilegiato. I Paesi debitori adempiono i loro impegni sempre dapprima nei confronti del FMI, un dato di fatto che viene percepito dagli altri creditori privati e pubblici. In secondo luogo il FMI limita il volume dei suoi crediti e ha definito dei criteri secondo i quali viene determinato quali crediti possono superare questi limiti. In terzo luogo i programmi convenuti con i Paesi contengono condizioni severe che di regola vengono verificate trimestralmente. Il FMI pu\u00f2 sostanzialmente ridurre o negare l'aiuto previsto in caso di mancato adempimento delle condizioni del programma. In quarto luogo il FMI garantisce che le sue risorse vengano utilizzate correttamente dalle banche centrali dei Paesi di destinazione. I cosiddetti \"safeguards assessments\"affrontano nel contempo eventuali carenze nella \"gouvernance\". In quinto luogo il FMI costituisce riserve pari al 20 per cento delle risorse a sua disposizione dai mezzi finanziari ordinari e dalle linee di credito bilaterali (nonch\u00e9 dai NAC purch\u00e9 siano attivi). Alla fine di dicembre del 2010 queste riserve ammontavano a circa 110 miliardi di dollari. Il FMI costituisce infine accantonamenti che possono essere impiegati in caso di perdite. Siffatti accantonamenti, convertiti in franchi svizzeri, ammontano attualmente a circa 11 miliardi e devono essere aumentati a medio termine a circa 22 miliardi di franchi. </p><p>9. A seguito della rilevanza sistemica della sua piazza finanziaria e dell'avanzata integrazione dell'economia nazionale a quella mondiale, la Svizzera dipende da un sistema monetario e finanziario internazionale stabile. Soprattutto nel proprio interesse, la Svizzera contribuisce alla stabilit\u00e0 delle economie nazionali a lei vicine - come quelle della zona euro - nel limite delle sue possibilit\u00e0. I meccanismi di crisi della comunit\u00e0 internazionale, come ad esempio i NAC del FMI, consentono alla Svizzera di impiegare i suoi mezzi per l'aiuto monetario nel modo pi\u00f9 efficiente possibile e con rischi relativamente esigui e garantiscono che il suo sostegno finanziario sia vincolato a chiare richieste di riforme politico-economiche. </p><p>10. I programmi del FMI hanno lo scopo di avviare o concludere nei Paesi che partecipano a questi programmi l'attuazione di riforme che consentono tra l'altro di sviluppare a livello nazionale una politica finanziaria sostenibile. Grazie alla messa a disposizione di una perizia esterna di politica economica, i programmi contribuiscono in maniera determinante affinch\u00e9 gli Stati con deficit continui possano raggiungere un consolidamento del loro bilancio. La stretta correlazione tra il pagamento dei mezzi finanziari e il conseguimento delle fasi della riforma garantisce che i programmi di riforma vengano continuamente verificati. In questo modo \u00e8 possibile creare una struttura economica durevole e far fronte a medio termine alla necessit\u00e0 di sostegno degli Stati terzi.</p>  Risposta del Consiglio federale.","FederalCouncilProposal":8,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1297814400000)\/","SubmittedBy":"Reimann Lukas","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1300406400000)\/","ResponsibleDepartment":7,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento delle Finanze","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFF","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"15|24","Category":null,"Modified":"\/Date(1690543549193)\/","SubmissionDate":"\/Date(1292544000000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":4816,"SubmissionLegislativePeriod":48,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Economia|Finanze"}}