{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113197,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113197,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113197,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113197,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113197,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113197,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113197,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113197,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113197,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113197,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113197,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113197,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113197,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113197,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113197,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113197,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113197,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20113197,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"11.3197","BusinessType":6,"BusinessTypeName":"Postulato","BusinessTypeAbbreviation":"Po.","Title":"Subordinare l'aiuto bilaterale allo sviluppo al rispetto della libert\u00e0 di religione","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Il Consiglio federale \u00e8 invitato a valutare la possibilit\u00e0 di far dipendere l'aiuto bilaterale allo sviluppo dal rispetto sostanziale della libert\u00e0 di religione e di credo applicando il principio di proporzionalit\u00e0.</p>","ReasonText":"<p>Le persecuzioni religiose sono innumerevoli e i cristiani ne sono le principali vittime. In molti Paesi musulmani, ma anche altrove, come in Corea del Nord o in India, migliaia di loro sono pesantemente discriminati, messi in prigione o persino assassinati a causa della loro fede. Queste persecuzioni minacciano gravemente la libert\u00e0 per antonomasia, ossia quella di religione, definita da Papa Benedetto XVI \"la libert\u00e0 delle libert\u00e0\".</p><p>Gli attentati sanguinosi perpetrati contro i cristiani copti d'Egitto, l'assassinio del ministro pachistano per le minoranze religiose e migliaia di altre persecuzioni violente commesse quotidianamente testimoniano lo scandalo del mancato rispetto della libert\u00e0 di religione.</p><p>\"Christian Solidarity International\" e altre organizzazioni umanitarie cristiane interconfessionali di difesa dei diritti dell'uomo rendono note le persecuzioni religiose e le azioni meritorie intraprese per portare aiuto alle vittime. Nel suo rapporto 2010, l'opera cattolica internazionale \"Aiuto alla Chiesa che soffre\" afferma che 200 milioni di cristiani non godono della libert\u00e0 religiosa.</p><p>Dinanzi a questo fenomeno inammissibile, le democrazie liberali dovrebbero integrare nelle loro priorit\u00e0 un impegno serio in favore del rispetto della libert\u00e0 di religione, cos\u00ec come definita dall'articolo 18 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo: \"Ogni individuo ha diritto alla libert\u00e0 di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libert\u00e0 di cambiare di religione o di credo, e la libert\u00e0 di manifestare, isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell'insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell'osservanza dei riti.\"</p><p>Subordinare l'aiuto bilaterale allo sviluppo al rispetto della libert\u00e0 religiosa potrebbe contribuire a diminuire le sofferenze di migliaia di persone perseguitate. In Svizzera, la DSC stessa fonda la propria politica di cooperazione allo sviluppo sulla promozione della democrazia, dei diritti dell'uomo e dello Stato di diritto.</p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>Secondo l'articolo 54 della Costituzione federale, la Confederazione contribuisce ad aiutare le popolazioni nel bisogno e a lottare contro la povert\u00e0 nel mondo, a far rispettare i diritti umani e a promuovere la democrazia, ad assicurare la convivenza pacifica dei popoli nonch\u00e9 a salvaguardare le basi naturali della vita. La promozione dei diritti dell'uomo \u00e8 un obiettivo della politica estera svizzera. </p><p>La libert\u00e0 di religione e la protezione delle minoranze etniche e religiose sono parte integrante della politica dei diritti dell'uomo della Svizzera. Per difendere e rafforzare la libert\u00e0 di culto, ma anche per prevenire ogni forma d'intolleranza religiosa, la Svizzera partecipa attivamente ai lavori degli organi competenti delle organizzazioni internazionali quali l'ONU e l'OSCE e sostiene in questo contesto risoluzioni prese dal Consiglio dei diritti dell'uomo e dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Come sottolineato dal Consiglio federale nel proprio messaggio concernente la prosecuzione delle misure di promozione civile della pace e di rafforzamento dei diritti dell'uomo 2012-2016, il rispetto dei diritti dell'uomo \u00e8 un fattore di cui tener conto nell'ambito di tutte le attivit\u00e0 che la Svizzera svolge all'estero. Per accentuare il valore di questo obiettivo universale, si \u00e8 deciso in particolare di sollevare la questione dei diritti dell'uomo con maggior sistematicit\u00e0 sia a livello bilaterale, sia a livello multilaterale. Anche a livello bilaterale la Svizzera riprende regolarmente i temi della libert\u00e0 di religione e dei diritti delle minoranze. Il Consiglio federale sollecita i Paesi interessati a rispettare i diritti delle minoranze etniche e religiose e soprattutto ad abolire le leggi sulla blasfemia. Chiede inoltre che gli Stati, in cui gruppi estremisti commettono attentati e massacri contro i cristiani e altre minoranze, intraprendano tutto ci\u00f2 che \u00e8 in loro potere per impedire tali atti e per tradurre in giustizia i responsabili. </p><p>Anche la cooperazione svizzera allo sviluppo si orienta alle norme riguardanti i diritti dell'uomo e insiste sul principio della non discriminazione. Il rispetto dei diritti dell'uomo, compresa la libert\u00e0 di religione, \u00e8 considerato un elemento chiave per raggiungere uno sviluppo sostenibile utile a tutti i gruppi della popolazione. Nell'ambito della cooperazione allo sviluppo la Svizzera offre anche un sostegno diretto contro l'emarginazione delle minoranze. L'aiuto a commissioni indipendenti dei diritti dell'uomo e a ombudsman, che promuovono e proteggono i diritti e ne seguono l'attuazione, fa parte dei mezzi utilizzati in questo ambito. Inoltre, la Svizzera migliora le conoscenze sui diritti dell'uomo a livello di popolazione e sensibilizza e sostiene le autorit\u00e0 affinch\u00e9 si assumano il compito di promuovere e proteggere i diritti dell'uomo.</p><p>L'obiettivo della cooperazione svizzera allo sviluppo non consiste nel sostenere i governi, bens\u00ec la popolazione. Occorre aiutare le popolazioni svantaggiate nei propri sforzi di sviluppo. La forma e il grado di cooperazione con le autorit\u00e0 dipendono dalle condizioni concrete nei Paesi partner. Se un governo non dispone delle strutture democratiche necessarie per una cooperazione efficace, quest'ultima avviene soprattutto con le organizzazioni non governative o direttamente con le organizzazioni delle popolazioni interessate.</p><p>Spesso il sostegno delle popolazioni svantaggiate ed escluse \u00e8 particolarmente necessario e utile, soprattutto se la situazione \u00e8 precaria per quanto riguarda la democrazia, i diritti dell'uomo e lo Stato di diritto. Una sospensione della cooperazione allo sviluppo colpirebbe soprattutto gli appartenenti alle minoranze religiose, ovvero coloro che gi\u00e0 soffrono in seguito alle condizioni sfavorevoli.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.","FederalCouncilProposal":20,"FederalCouncilProposalText":"Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.","FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1322006400000)\/","SubmittedBy":"Graber Jean-Pierre","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1323648000000)\/","ResponsibleDepartment":3,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento degli affari esteri","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFAE","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"8|2831","Category":null,"Modified":"\/Date(1690487477473)\/","SubmissionDate":"\/Date(1300320000000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":4817,"SubmissionLegislativePeriod":48,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica internazionale|Cultura"}}