{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113366,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113366,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113366,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113366,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113366,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113366,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113366,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113366,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113366,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113366,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113366,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113366,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113366,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113366,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113366,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113366,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113366,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20113366,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"11.3366","BusinessType":5,"BusinessTypeName":"Mozione","BusinessTypeAbbreviation":"Mo.","Title":"Riportare sotto controllo il saldo migratorio","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Il Consiglio federale \u00e8 incaricato di sottoporre al Parlamento una modifica legislativa che permette di limitare il saldo migratorio annuo, sulla media di tre anni, allo 0,2 per cento della popolazione residente permanente svizzera.</p>","ReasonText":"<p>Negli ultimi anni l'immigrazione si \u00e8 sempre mantenuta a un livello molto elevato, mentre in proporzione l'emigrazione \u00e8 risultata limitata. Dal 2007 il saldo migratorio annuo \u00e8 stato superiore all'1 per cento della popolazione residente in Svizzera. Ci\u00f2 significa che dal 2007 la popolazione \u00e8 aumentata ogni anno dell'1 per cento a causa dell'immigrazione. \u00c8 incontestato che in determinati periodi un saldo migratorio positivo \u00e8 opportuno per le esigenze dell'economia. L'immigrazione di massa registrata negli ultimi quattro anni, in particolare dall'area europea, crea tuttavia problemi per il settore immobiliare, il sistema formativo, le assicurazioni sociali, le infrastrutture e anche per il settore di scottante attualit\u00e0 dell'energia. L'immigrazione va pertanto arginata stabilendo un tetto massimo del saldo migratorio. Occorre creare il corrispondente margine di manovra, se del caso anche adeguando accordi internazionali quali, per esempio, l'accordo sulla libera circolazione delle persone con l'UE.</p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>Nel 2010 il saldo migratorio della popolazione residente permanente \u00e8 stato pari a 64 803 persone, delle quali circa 42 000 provenivano da Paesi UE/AELS. La popolazione residente permanente in Svizzera era di circa 7,8 milioni di persone (stato aggiornato alla fine del 2009). Limitando l'immigrazione allo 0,2 per cento della popolazione residente permanente, il saldo migratorio annuo potrebbe attestarsi ad appena 15 600 persone, pari a un quarto circa del saldo migratorio del 2010.</p><p>L'accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) consente all'economia svizzera di reclutare lavoratori stranieri provenienti da Paesi UE/AELS in funzione del proprio fabbisogno. \u00c8 un fattore decisivo per la piazza economica svizzera, che negli ultimi anni ha registrato una forte domanda soprattutto di lavoratori altamente qualificati. L'immigrazione dai Paesi UE/AELS ha reagito alla recente recessione, riducendosi da oltre 73 000 persone a quasi 48 500 nel 2009 e 41 800 nel 2010 (popolazione residente permanente). Nel 2010 il saldo migratorio, pur restando positivo, si \u00e8 quindi ridotto del 43 per cento dal 2008. Anche l'immigrazione da Paesi terzi \u00e8 in calo: dal 2008 il saldo migratorio \u00e8 diminuito di quasi l'11 per cento (popolazione residente permanente). Il Consiglio federale prende sul serio i timori della popolazione.</p><p>Attualmente le ripercussioni dell'immigrazione legata all'ALC sull'infrastruttura dei trasporti, sul mercato dell'alloggio, sulla pianificazione del territorio e sull'integrazione sono infatti oggetto di un'analisi approfondita, ad esempio nell'ambito della risposta al postulato Girod (09.4301). Un saldo migratorio fisso sarebbe possibile soltanto reintroducendo i contingenti nei confronti dei cittadini dell'UE/AELS. La Svizzera dovrebbe quindi ripristinare nei confronti dell'UE/AELS una politica di ammissione gestita dalle autorit\u00e0. Vari studi mostrano tuttavia che una politica d'ammissione come quella del passato, gestita in primo luogo dalle autorit\u00e0, presenta seri inconvenienti.</p><p>La limitazione quantitativa dell'immigrazione chiesta dall'autore della mozione produrrebbe gravi ripercussioni sull'economia svizzera e isolerebbe il suo mercato del lavoro. Inoltre, l'ALC \u00e8 un accordo stipulato tra la Svizzera, la Commissione europea e gli Stati membri dell'UE, che non pu\u00f2 essere modificato unilateralmente dal nostro Paese. Il ripristino dei contingenti sarebbe chiaramente contrario agli impegni di diritto internazionale della Svizzera e alla via bilaterale da essa imboccata. La libera circolazione delle persone andrebbe dunque rinegoziata con l'UE, con tutte le conseguenze correlate. Inoltre, una tale decisione non corrisponderebbe alla volont\u00e0 del popolo svizzero, che in occasione di varie votazioni popolari ha approvato ad ampia maggioranza gli accordi bilaterali conclusi con l'UE.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.","FederalCouncilProposal":21,"FederalCouncilProposalText":"Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.","FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1314144000000)\/","SubmittedBy":"Wobmann Walter","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1317168000000)\/","ResponsibleDepartment":5,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento di giustizia e polizia","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFGP","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"2811","Category":null,"Modified":"\/Date(1690484891763)\/","SubmissionDate":"\/Date(1302739200000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":4818,"SubmissionLegislativePeriod":48,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Migrazione"}}