{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113701,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113701,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113701,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113701,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113701,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113701,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113701,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113701,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113701,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113701,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113701,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113701,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113701,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113701,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113701,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113701,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20113701,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20113701,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"11.3701","BusinessType":5,"BusinessTypeName":"Mozione","BusinessTypeAbbreviation":"Mo.","Title":"Concludere un accordo monetario con la Cina e liberare gli esportatori dal vincolo del dollaro statunitense","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Il Consiglio federale \u00e8 incaricato di concludere un accordo monetario tra la Svizzera - che sarebbe il primo tra i Paesi europei a compiere un tale passo - e la Cina. In questo modo gli esportatori non saranno pi\u00f9 costretti a negoziare in dollari statunitensi le loro esportazioni destinate alla Cina.</p>","ReasonText":"<p>A causa dell'enorme deficit degli Stati Uniti il dollaro rischia il tracollo. Ci\u00f2 ha delle ripercussioni sugli esportatori svizzeri. Altri Paesi esportatori quali Singapore, Hong Kong, Corea o Argentina hanno stipulato degli accordi monetari con la Cina, grazie ai quali i loro esportatori non sono costretti a utilizzare il dollaro statunitense per gli scambi commerciali. In questo modo si hanno minori costi e rischi legati ai tassi di cambio. La Svizzera deve fare il massimo per offrire sostegno agli esportatori. La stipulazione di un accordo in materia monetaria tra Cina e Svizzera, prima tra tutti i Paesi in Europa, offrirebbe un grande sostegno alle aziende esportatrici nazionali in una questione per queste ultime cos\u00ec delicata.</p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>La Banca centrale cinese (People's Bank of China - PBoC) ha concluso accordi monetari bilaterali sotto forma di \"currency swap line\" con le banche centrali di diversi Paesi (tra i quali Hong Kong, Indonesia, Singapore, Malesia, Corea del Sud, Argentina, Kazakistan, Nuova Zelanda, Uzbekistan e Bielorussia). Questi accordi permettono alla Banca centrale di uno Stato partner di sostenere in caso di necessit\u00e0 le transazioni del settore privato nella valuta cinese (renminbi). Rispetto al commercio globale di ogni Stato membro, la maggioranza degli accordi monetari esistenti tra la PBoC e le banche centrali dei singoli Paesi membri si limitano a un importo piuttosto esiguo. Finora questi strumenti swap sono stati poco utilizzati e si continua a negoziare perlopi\u00f9 in dollari statunitensi.</p><p>Gli accordi monetari esistenti della PBoC con le banche centrali (principalmente dell'area asiatica) sono stati conclusi su iniziativa cinese. Obiettivo di questi accordi \u00e8 consentire al settore privato cinese di svolgere in renminbi parte degli scambi commerciali nei Paesi limitrofi. Questo offre vantaggi sia agli importatori sia agli esportatori cinesi. Se essi possono effettuare le transazioni in renminbi, sostengono costi di transazione minori e un rischio di cambio inferiore rispetto agli scambi commerciali in dollari statunitensi.</p><p>Per la Svizzera, invece, la conclusione di un accordo monetario con la Cina non elimina il rischio di cambio, ma lo trasferisce semplicemente dal dollaro statunitense al renminbi. Quest'ultimo \u00e8 ancora indirettamente vincolato al dollaro statunitense, ragion per cui ultimamente non solo il dollaro statunitense, ma anche la valuta cinese ha subito consistenti perdite di valore rispetto al franco svizzero. Di conseguenza, non sarebbe possibile eliminare il problema attuale della sopravvalutazione del franco svizzero e delle sue ripercussioni sugli esportatori svizzeri con un accordo monetario con la Banca centrale cinese.</p><p>Potenzialmente, a causa dell'attuale convertibilit\u00e0 limitata del renminbi, in caso di cambio da dollaro statunitense a renminbi, la Svizzera sarebbe confrontata con rischi valutari e costi di transazione addirittura maggiori. Ad esempio, in caso di evoluzione sfavorevole del corso di cambio si potrebbe difficilmente reagire con rapidi trasferimenti da renminbi ad altre valute, cosa che \u00e8 invece possibile per le valute liberamente convertibili come il dollaro statunitense. A causa delle grandi possibilit\u00e0 delle autorit\u00e0 cinesi di influire sul traffico di capitali e quindi sul corso di cambio del renminbi, esiste anche un rischio politico relativo all'evoluzione del corso di cambio.</p><p>Bisogna altres\u00ec osservare che nei Paesi che hanno gi\u00e0 stipulato un accordo monetario con la Cina, quest'ultima riveste un ruolo di partner commerciale molto pi\u00f9 importante che in Svizzera. Nonostante la Cina sia il partner principale della Svizzera in Asia e la sua importanza \u00e8 destinata ad aumentare, nel 2010 le esportazioni svizzere in Cina ammontavano solo al 4 per cento delle esportazioni totali.</p><p>Non si esclude che con la conclusione di un accordo monetario il commercio esterno svizzero trarrebbe vantaggi per il fatto che le aziende cinesi preferiscono gli scambi commerciali con imprese disposte a commerciare in renminbi. La posizione negoziale delle aziende svizzere rispetto ad altri concorrenti esteri potrebbe essere rafforzata da scambi commerciali in renminbi. Tuttavia, \u00e8 pressoch\u00e9 impossibile valutare e quantificare con precisione questi eventuali vantaggi. Inoltre, questi vantaggi potenziali non dovrebbero comportare neppure un obbligo esplicito o implicito a effettuare scambi commerciali in renminbi. Dovrebbe, infatti, anche essere possibile continuare a operare transazioni in altre valute. Per ragioni di ordine istituzionale sarebbe inaccettabile limitare le imprese commerciali private nella scelta della valuta privilegiata per gli affari internazionali.</p><p>Poich\u00e9 in linea di principio un accordo monetario con la Cina non riduce i rischi legati al corso di cambio per l'economia svizzera, ma addirittura potenzialmente li aumenta e poich\u00e9 attualmente sussiste incertezza per quanto concerne l'utilit\u00e0 di un tale accordo monetario, il Consiglio federale non ritiene opportuno stipulare un simile accordo con la Cina.</p><p>Inoltre non \u00e8 chiaro tramite quale istituzione potrebbe essere realizzato in pratica un simile accordo monetario. La conclusione di uno swap monetario per promuovere le esportazioni non \u00e8 compatibile con il compito della Banca nazionale svizzera (BNS) che consiste nella conduzione di una politica monetaria (cfr. art. 99 cpv. 2 Cost.). La BNS pu\u00f2 concludere autonomamente solo swap monetari a scopi di politica monetaria. A causa della sua indipendenza sancita dalla Costituzione, alla BNS \u00e8 vietato esplicitamente chiedere o accettare istruzioni dal Consiglio federale (cfr. legge federale sulla Banca nazionale svizzera - LBN art. 5 cpv.1 e 2 e art. 6). Poich\u00e9 \u00e8 esclusa la conclusione di un accordo monetario tramite la BNS, \u00e8 da chiedersi in che modo il Consiglio federale possa concludere un accordo monetario tra la Svizzera e la Cina.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.","FederalCouncilProposal":21,"FederalCouncilProposalText":"Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.","FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1314748800000)\/","SubmittedBy":"Hutter Markus","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1395100800000)\/","ResponsibleDepartment":7,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento delle Finanze","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFF","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"15|24","Category":null,"Modified":"\/Date(1690556928600)\/","SubmissionDate":"\/Date(1308268800000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":4819,"SubmissionLegislativePeriod":48,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Economia|Finanze"}}