{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20114211,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20114211,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20114211,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20114211,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20114211,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20114211,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20114211,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20114211,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20114211,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20114211,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20114211,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20114211,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20114211,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20114211,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20114211,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20114211,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20114211,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20114211,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"11.4211","BusinessType":8,"BusinessTypeName":"Interpellanza","BusinessTypeAbbreviation":"Ip.","Title":"La piazza mediatica svizzera","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>La piazza mediatica svizzera si trova in una fase di forte mutamento. La fruizione delle informazioni avviene in misura sempre maggiore tramite Internet, computer o smartphone, senza confini spaziali o temporali. Le emittenti televisive, radiofoniche e la stampa, in passato chiaramente distinte, si trovano ora tutte a usare Internet come canale di comunicazione. Da una parte ci\u00f2 pone nuove sfide a livello dei contenuti, obbligando le imprese mediatiche svizzere (tanto quelle private che la SRG SSR) a operare in modo multimediale (video, interviste, interazione, ecc.), per far fronte alla sempre pi\u00f9 forte internazionalizzazione del mercato dell'informazione. Dall'altra parte, questa tendenza si riflette in una diversa ripartizione degli investimenti per la pubblicit\u00e0:</p><p>- Nel mercato pubblicitario i nuovi operatori internazionali come google e facebook concorrono per gli introiti pubblicitari e aumentano costantemente la loro quota di mercato.</p><p>- Nella stampa svizzera i ricavi delle inserzioni tendono a diminuire, perch\u00e9 sempre pi\u00f9 investimenti sono indirizzati all'estero. Inoltre, il potenziale per la pubblicit\u00e0 on line \u00e8 troppo limitato (pochi spazi pubblicitari) per compensare queste perdite.</p><p>- Per quanto riguarda la pubblicit\u00e0 televisiva, la quota delle finestre straniere (RTL, Sat1, Pro7, TF1, M6) aumenta in modo massiccio per effetto della prossimit\u00e0 linguistica a Germania, Francia, Austria e Italia. Questa offerta entra in concorrenza con i canali televisivi e la stampa nazionali.</p><p>Alla luce di quanto precede, chiediamo al Consiglio federale di rispondere alla seguente domanda:</p><p>Quale strategia persegue il Consiglio federale per promuovere la piazza mediatica svizzera nel suo insieme? Ovvero sostenere il giornalismo svizzero sia nei media privati, che pubblici (SRG SSR), affinch\u00e9 il nostro Paese possa contare su un panorama mediatico competitivo e di qualit\u00e0.</p>","ReasonText":null,"DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>Il Consiglio federale \u00e8 conscio dell'importanza fondamentale della piazza mediatica in Svizzera ed esprime grande comprensione per la richiesta dell'autore dell'interpellanza. Soltanto i media efficienti, di alta qualit\u00e0, e allo stesso tempo in grado di far fronte alla concorrenza, sono nella condizione di assolvere la loro importante funzione politica di carattere nazionale e sociale.</p><p>In questo momento i media stanno attraversando un radicale cambiamento strutturale. La digitalizzazione e le opportunit\u00e0 di Internet influiscono profondamente sulle modalit\u00e0 di comunicazione mediatica. Ci\u00f2 determina tra le altre cose l'arrivo sul mercato di nuovi attori che vanno a concorrere con i media tradizionali per la propria fetta di pubblico. Se la stampa, la radio e la televisione vogliono continuare a svolgere anche in futuro il proprio ruolo, devono necessariamente assimilare questi cambiamenti e arrivare a proporsi su Internet in modo adeguato.</p><p>In questo contesto l'attuale legge federale sulla radiotelevisione (LRTV; RS 784.40) stabilisce che la SSR pu\u00f2 presentare un'offerta editoriale finanziata mediante i proventi del canone di ricezione anche in Internet, nella misura in cui \u00e8 necessario per adempiere il suo mandato di programma (art. 25 cpv. 3 lett. b LRTV). Questo regolamento esplica la convinzione che la SSR deve rimanere competitiva, in particolare nei confronti delle grandi reti televisive internazionali molto amate dal pubblico svizzero. Se la loro offerta di programmazione \u00e8 affiancata dalla presenza su Internet, e cos\u00ec facendo rafforzano la propria presenza sul mercato, ci\u00f2 deve essere possibile anche per la SSR (messaggio del 18 dicembre 2002 concernente la revisione totale della lLRTV; FF 2003 1518).</p><p>Il Consiglio federale \u00e8 consapevole che l'offerta on line della SSR finanziata con i proventi del canone potrebbe fare concorrenza a attori privati sulla piazza elvetica. \u00c8 nell'interesse della variet\u00e0 editoriale che si raggiunga un rapporto equilibrato tra gli interessi e le funzioni delle aziende mediatiche private da una parte e quelli della SSR dall'altra. Ci\u00f2 vale tanto per il settore editoriale quanto per lo sfruttamento commerciale dei nuovi canali mediatici. Il Consiglio federale parte dal presupposto che debbano essere primariamente gli attori svizzeri interessati a cercare soluzioni in modo collaborativo nel quadro della normativa vigente, nella prospettiva di un comune sviluppo in Internet, proficuo sia dal punto di vista editoriale che economico.</p><p>In relazione alle finestre pubblicitarie svizzere su reti televisive straniere menzionate nell'intervento, il Consiglio federale \u00e8 dell'avviso che la Svizzera abbia un margine di manovra assai limitato in questo ambito. Queste finestre, che di fatto conducono a una sostanziosa migrazione di fondi pubblicitari all'estero, sono consentite da accordi internazionali sottoscritti dalla Svizzera in materia di televisione transfrontaliera. Il Consiglio federale ha ampiamente illustrato questo quadro normativo nella sua risposta del 23 novembre 2011 all'interpellanza Berbera 11.3936, \"Finestre pubblicitarie svizzere sulle reti televisive estere. Clamoroso autogol per i media svizzeri?\".</p><p>Nel suo rapporto del 29 giugno 2011 \"Mantenere la pluralit\u00e0 della stampa\" (<a href=\"http://www.news.admin.ch/NSBSubscriber/message/attachments/23506.pdf\">http://www.news.admin.ch/NSBSubscriber/message/attachments/23506.pdf</a>), il Consiglio federale ha illustrato nel dettaglio le questioni e gli aspetti inerenti alla piazza mediatica svizzera. Il rapporto, stilato in adempimento del postulato Fehr Hans-J\u00fcrg 09.3629 e del postulato della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale 09.3980, traccia i mutamenti strutturali attualmente in corso nel settore dei media e mostra le tendenze di sviluppo del paesaggio mediatico svizzero che alla luce della pluralit\u00e0 e della qualit\u00e0 dei media potrebbero rivelarsi problematiche a medio-lungo termine. Il collegio intende procedere tra quattro anni a una nuova valutazione sullo stato dei media in Svizzera, momento in cui trarr\u00e0 la sua decisione, nel caso in cui l'impegno profuso degli operatori del mercato non si fosse rivelato sufficiente a garantire anche in futuro le prestazioni mediatiche indispensabili dal punto di vista della politica nazionale e democratica.</p>  Risposta del Consiglio federale.","FederalCouncilProposal":8,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1329868800000)\/","SubmittedBy":"Bieri Peter","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1331769600000)\/","ResponsibleDepartment":9,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DATEC","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"34","Category":null,"Modified":"\/Date(1690489841390)\/","SubmissionDate":"\/Date(1324598400000)\/","SubmissionCouncil":2,"SubmissionCouncilName":"Consiglio degli Stati","SubmissionCouncilAbbreviation":"CS","SubmissionSession":4901,"SubmissionLegislativePeriod":49,"FirstCouncil1":2,"FirstCouncil1Name":"Consiglio degli Stati","FirstCouncil1Abbreviation":"CS","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Media e comunicazione"}}