{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20124263,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20124263,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20124263,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20124263,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20124263,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20124263,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20124263,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20124263,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20124263,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20124263,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20124263,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20124263,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20124263,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20124263,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20124263,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20124263,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20124263,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20124263,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"12.4263","BusinessType":5,"BusinessTypeName":"Mozione","BusinessTypeAbbreviation":"Mo.","Title":"Controlli al confine quale provvedimento contro le ondate di furti con scasso e l'aumento della criminalit\u00e0","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Il Consiglio federale \u00e8 incaricato di reintrodurre i controlli al confine svizzero conformemente all'articolo 23 in combinato disposto con l'articolo 26 del codice frontiere Schengen nonch\u00e9 all'articolo 7 capoverso 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr; RS 142.20).</p>","ReasonText":"<p>In tutta la Svizzera l'aumento dei furti con scasso \u00e8 considerevole, soprattutto nelle regioni di confine. Secondo la polizia, la forte crescita \u00e8 dovuta principalmente alle bande organizzate, i cosiddetti \"turisti del crimine\". Anche il traffico di droga e altre attivit\u00e0 criminali hanno registrato un forte incremento, dovuto, secondo gli specialisti, ai confini permeabili. L'accordo di Schengen ha notevolmente facilitato il passaggio delle frontiere ai criminali.</p><p>Il codice frontiere Schengen (art. 23 in combinato disposto con l'art. 26) prevede la possibilit\u00e0 di effettuare controlli al confine quando la sicurezza interna o l'ordine pubblico sono minacciati. Oggi ci troviamo di fronte a questa situazione. Bande di ladri straniere organizzano furti con scasso in Svizzera. A ci\u00f2 si aggiunge l'aumento della piccola criminalit\u00e0 da parte dei richiedenti l'asilo. Gli assicuratori attestano un incremento a due cifre nelle notifiche di danni dovuti a furti con scasso.</p><p>Diversi Stati sono ricorsi alla possibilit\u00e0 di reintrodurre i controlli al confine in occasione di importanti manifestazioni politiche o sportive, attentati terroristici o ondate di rifugiati. Non la Svizzera. \u00c8 vero che i controlli di polizia (risposta del CF alla domanda 12.5474) all'interno del territorio svizzero possono essere rafforzati. Ciononostante l'accordo di Schengen limita fortemente le possibilit\u00e0 e il margine di manovra del vorpo delle guardie di confine (Cgcf) nell'ambito dei controlli al confine. L'incremento della criminalit\u00e0 \u00e8 talmente drastico che il massimo margine di manovra possibile deve ora essere sfruttato a favore della reintroduzione dei controlli al confine nel quadro dell'accordo di Schengen.</p><p>Secondo uno studio realizzato dal sito \"Geld.de\", la Svizzera \u00e8 diventata la roccaforte dei furti di tutt'Europa. La statistica sulla criminalit\u00e0 dimostra che nel 2011 sono stati registrati 65 172 furti con scasso! Ci\u00f2 corrisponde a 180 furti con scasso al giorno o a uno ogni otto minuti. I furti registrati sono stati addirittura 213 173. Quindi, in Svizzera, viene commesso un furto (denunciato) ogni 2,5 minuti. Tendenza al rialzo. Nel 2012 i furti con scasso sono nuovamente aumentati! In diversi cantoni si parla addirittura di raddoppio. Per la sicurezza del Paese \u00e8 assolutamente necessario agire!</p><p>Circa il 60 per cento degli accusati sono stranieri. Senza controlli al confine le bande straniere possono entrare e uscire dalla Svizzera liberamente. Al Cgcf devono essere conferite maggiori competenze nell'ambito della prevenzione della criminalit\u00e0.</p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>Ai sensi dell'articolo 23 del codice frontiere Schengen la reintroduzione temporanea dei controlli delle persone alle frontiere interne \u00e8 permessa solo in via eccezionale e in caso di grave minaccia all'ordine pubblico o alla sicurezza interna. Tale presunta minaccia deve essere concreta e prevedibile.</p><p>L'evento deve colpire lo Stato che intende reintrodurre i controlli al confine in maniera talmente seria da distinguersi nettamente dalla situazione negli altri Stati Schengen. Il Consiglio federale ritiene che per la Svizzera non \u00e8 questo il caso: attualmente non sussiste alcuna minaccia alla sicurezza interna o all'ordine pubblico. Pertanto, la reintroduzione dei controlli delle persone alle frontiere interne non \u00e8 n\u00e9 necessaria n\u00e9 possibile da un punto di vista legale.</p><p>Considerate le attuali circostanze non \u00e8 possibile constatare un aumento del tasso di criminalit\u00e0 in Svizzera riconducibile all'associazione a Schengen. La lotta mirata alla criminalit\u00e0 transfrontaliera nel quadro dei provvedimenti ordinari di polizia di sicurezza, come gi\u00e0 oggi viene praticata (controlli di polizia mobili nell'area di confine, collaborazione con le autorit\u00e0 di polizia dei Paesi vicini, operazioni di polizia mirate) \u00e8 molto pi\u00f9 efficace dei controlli capillari che, alla fine, risulterebbero superficiali e non proporzionati al rischio.</p><p>Anche nel caso di una reintroduzione dei controlli sistematici delle persone ai sensi dell'articolo 23 del codice frontiere Schengen non sarebbe possibile controllare sistematicamente tutti i 1881 chilometri del confine svizzero. Questo non era possibile gi\u00e0 prima dell'adesione a Schengen. Le capacit\u00e0 del Cgcf non sono state destinate a tale scopo. Inoltre, considerata l'entit\u00e0 dei flussi transfrontalieri, gli ostacoli che potrebbero sorgere nell'ambito del traffico delle merci e dei frontalieri sarebbero molto seri. Il traffico nelle aree urbane vicine al confine ne sarebbe fortemente colpito, come chiaramente dimostrato gi\u00e0 nel 2004 da un breve inasprimento dei controlli in Germania nei confronti della Svizzera.</p><p>Alle frontiere interne svizzere non vengono pi\u00f9 effettuati controlli delle persone sistematici e indipendenti dai sospetti dovuti solo al passaggio del confine. Contrariamente agli Stati membri dell'UE, ai confini nazionali svizzeri continuano a essere effettuati controlli doganali, perch\u00e9 la Svizzera non fa parte dell'unione doganale dell'UE. Nell'ambito dei controlli doganali il Cgcf, per motivi di sicurezza o in caso di sospetto di polizia, pu\u00f2 continuare ad effettuare controlli delle persone. Nel quadro di controlli concertati, il Cgcf pu\u00f2 effettuare in ogni momento anche controlli mirati delle persone nell'area di confine. Questi ultimi permettono di verificare se una persona soggiorna o \u00e8 entrata legalmente in Svizzera. In alcuni casi tali controlli possono avere come conseguenza l'allontanamento.</p><p>Il Consiglio federale \u00e8 per\u00f2 consapevole dell'elevato numero di furti con scasso e prende molto seriamente la situazione, soprattutto per ci\u00f2 che concerne l'area di confine. Tenendo conto della crescita della criminalit\u00e0 transfrontaliera, il Cgcf ha aumentato il proprio effettivo nelle regioni di Ginevra e del Ticino (vedi risposta del Consiglio federale alla mozione 12.3071). La situazione relativa alla sicurezza nell'area di confine va seguita attentamente e, dove necessario, vanno attuate ulteriori misure in collaborazione con i cantoni interessati.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.","FederalCouncilProposal":21,"FederalCouncilProposalText":"Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.","FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1360713600000)\/","SubmittedBy":"Reimann Lukas","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1366156800000)\/","ResponsibleDepartment":7,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento delle Finanze","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFF","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"9|12","Category":null,"Modified":"\/Date(1690550876540)\/","SubmissionDate":"\/Date(1355443200000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":4906,"SubmissionLegislativePeriod":49,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica di sicurezza|Diritto generale"}}