{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20131045,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20131045,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20131045,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20131045,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20131045,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20131045,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20131045,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20131045,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20131045,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20131045,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20131045,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20131045,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20131045,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20131045,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20131045,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20131045,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20131045,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20131045,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"13.1045","BusinessType":18,"BusinessTypeName":"Interrogazione","BusinessTypeAbbreviation":"I","Title":"La povert\u00e0, un fattore che riduce la speranza di vita","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>\"Anche nei Paesi pi\u00f9 industrializzati, le persone meno ricche hanno una speranza di vita pi\u00f9 bassa e godono di una salute meno buona rispetto a quelle pi\u00f9 abbienti.\" Questa citazione \u00e8 tratta da un articolo del dottor Patrick Bodenmann et al., pubblicato nell'aprile 2009, in francese, nella \"Revue m\u00e9dicale suisse\". Anche Richard Wilkinson affronta questo argomento nel suo libro sulle gravi ripercussioni delle disuguaglianze sulla salute, dove si legge che \"all'interno di uno stesso Paese, le disuguaglianze in materia di salute sono la causa della differenza tra la speranza di vita delle classi agiate e quella delle classi svantaggiate\" e che \"... il livello di salute dipende innanzitutto da fattori di natura psicosociale e dalla qualit\u00e0 dell'ambiente sociale\" (L'in\u00e9galit\u00e9 nuit gravement \u00e0 la sant\u00e9, pag. 12 e pag. 13, traduzione dal francese).</p><p>La condizione sociale e la situazione economica sarebbero quindi tra i fattori di rischio pi\u00f9 importanti - se non addirittura i pi\u00f9 importanti - nell'evoluzione della salute di un individuo e andrebbero cos\u00ec ad incidere in modo considerevole sulla sua speranza di vita. Parte di questo contesto sono senz'altro, tra altri fattori, i comportamenti a rischio, un'alimentazione non equilibrata (mangiare cinque porzioni di frutta e verdura al giorno e nutrirsi in modo sano costa) e uno stress psicosociale cronico dovuto alla mancanza di riconoscimento e alle difficolt\u00e0 materiali e socioprofessionali. Per alcune categorie di persone l'accesso alle cure risulta difficile (secondo uno studio di Ginevra, il problema riguarderebbe una persona su cinque), in particolare nell'ambito delle cure dentarie; non a caso, del resto, lo stato dell'igiene orale \u00e8 considerato un attendibile indicatore di precariet\u00e0 sociale. Da queste riflessioni emerge chiaramente una questione fondamentale di giustizia sociale.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Come valuta la possibile incidenza negativa della povert\u00e0 sulla speranza di vita?</p><p>2. Per ridurre la povert\u00e0 esistono soluzioni semplici ed efficaci, quali ad esempio l'introduzione di salari minimi e il rafforzamento della rete sociale. Di fronte ad ingiustizie tali che in alcuni casi nemmeno la morte \u00e8 uguale per tutti, condivide l'opinione che l'aumento dei salari e la riduzione delle disuguaglianze dovrebbero costituire una priorit\u00e0 del nostro Paese?</p><p>3. Ritiene necessario intensificare le misure di promozione e prevenzione della salute presso i ceti sociali svantaggiati e garantire a tutti l'accesso alle cure dentarie?</p>","ReasonText":null,"DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>1. Diversi studi dimostrano che le persone socialmente svantaggiate presentano un rischio pi\u00f9 elevato di ammalarsi presto, di soffrire pi\u00f9 a lungo di una malattia e di morire prima. Ad oggi, tuttavia, manca una panoramica completa sulla correlazione tra la situazione sociale e la salute per quanto riguarda la Svizzera. Uno degli indicatori della posizione socioeconomica - e quindi anche della speranza di vita - \u00e8 il livello d'istruzione. A questo proposito, secondo il rapporto nazionale sulla salute del 2008 (Osservatorio svizzero della salute, Salute in Svizzera - Rapporto nazionale sulla salute 2008, Berna 2009, disponibile in versione integrale solo in francese e in tedesco), la differenza tra la speranza di vita del gruppo con il grado di formazione pi\u00f9 elevato e quella del gruppo con il grado di formazione pi\u00f9 basso, a partire dai 35 anni \u00e8 di sette anni per gli uomini e di quattro anni per le donne. Anche il rapporto sulla mortalit\u00e0 differenziale in Svizzera (Wanner/Lerch, Mortalit\u00e9 diff\u00e9rentielle en Suisse 1990-2005, UFAS, 2012, disponibile in francese con riassunto in italiano) dimostra che a un livello d'istruzione pi\u00f9 elevato corrisponde una speranza di vita maggiore.</p><p>2. Per il Consiglio federale \u00e8 importante abbattere le disuguaglianze promuovendo le pari opportunit\u00e0, in modo da ridurre il pi\u00f9 possibile, in Svizzera, il numero di persone che vive in condizioni di povert\u00e0. Per questo motivo, dal 2014 al 2018 la Confederazione attuer\u00e0 il programma nazionale di prevenzione e lotta alla povert\u00e0, che annovera tra i suoi obiettivi principali quello di migliorare le opportunit\u00e0 educative di bambini, giovani e adulti. Come conclude nel messaggio del 16 gennaio 2013 concernente l'iniziativa popolare \"per la protezione di salari equi (iniziativa sui salari minimi\", FF 2013 1073), il Consiglio federale non considera tuttavia il salario minimo una misura idonea per lottare contro la povert\u00e0. Non solo tale misura non interviene in modo mirato sul reddito disponibile, ma rischia anche di produrre effetti indesiderati, come la soppressione di posti di lavoro nei settori maggiormente interessati. Il Consiglio federale riconosce anche l'importanza di una rete sociale solida e ben sviluppata. Tuttavia, ritiene prioritario non tanto estendere il sistema di sicurezza sociale esistente, quanto garantirne la continuit\u00e0 e intervenire contro le disuguaglianze con correttivi mirati.</p><p>3. Tutti coloro che vivono in Svizzera devono avere opportunit\u00e0 equiparabili di essere sani, a prescindere da sesso, et\u00e0, origine e condizione sociale. Va per\u00f2 tenuto presente che la prevenzione e la promozione della salute sono di competenza dei cantoni. Il Consiglio federale li sostiene in quest'ambito con i programmi di prevenzione nazionale promossi dall'Ufficio federale della sanit\u00e0 pubblica e la Confederazione ha prorogato fino al 2017 il programma nazionale Migrazione e salute. Tra le priorit\u00e0 di politica sanitaria definite nel rapporto Sanit\u00e02020 adottato il 23 gennaio 2013, infine, il Consiglio federale menziona la necessit\u00e0 di intensificare gli sforzi a favore dei gruppi pi\u00f9 vulnerabili della popolazione. Come gi\u00e0 illustrato in diverse occasioni, il Consiglio federale non ritiene opportuno estendere l'elenco delle prestazioni a carico di un'assicurazione sociale ai costi per le cure dentarie, anche e soprattutto perch\u00e9 la cura dei denti costituisce una parte importante della prevenzione sanitaria, che \u00e8 di competenza cantonale.</p>  Risposta del Consiglio federale.","FederalCouncilProposal":8,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1377043200000)\/","SubmittedBy":"Fridez Pierre-Alain","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1377043200000)\/","ResponsibleDepartment":4,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento dell'interno","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFI","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"28|2841","Category":null,"Modified":"\/Date(1750804996730)\/","SubmissionDate":"\/Date(1371686400000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":4909,"SubmissionLegislativePeriod":49,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Questioni sociali|Salute"}}