{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20133059,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20133059,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20133059,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20133059,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20133059,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20133059,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20133059,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20133059,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20133059,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20133059,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20133059,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20133059,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20133059,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20133059,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20133059,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20133059,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20133059,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20133059,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"13.3059","BusinessType":8,"BusinessTypeName":"Interpellanza","BusinessTypeAbbreviation":"Ip.","Title":"Competitivit\u00e0 delle imprese svizzere ad alto consumo energetico nel contesto europeo","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Alla luce della sempre maggiore concorrenza fra le piazze economiche, il Consiglio federale \u00e8 incaricato di paragonare la tassazione sull'energia e sulla rete applicata alle aziende svizzere ad alto consumo energetico (ad es. industria dell'acciaio e della carta, parchi chimici e poli petrolchimici) con le condizioni quadro in vigore sulle principali piazze economiche europee. </p><p>1. Per quali tasse sull'energia e sulla rete le imprese ad alto consumo energetico nelle principali piazze economiche europee (D, F, I, NL) godono di sgravi fiscali?</p><p>2. Quali sono i modelli di partecipazione e di sgravio fiscale indiretti messi a punto in Europa (D, F, I, NL) per ridurre i costi energetici dell'industria?</p><p>3. A quanto ammontano questi sgravi all'incirca all'anno?</p><p>4. Qual \u00e8 la situazione in Svizzera, a titolo di confronto?</p><p>5. Quali sono i progetti futuri di tassazione dell'energia e dell'utilizzo della rete nei Paesi summenzionati?</p><p>6. L'accordo bilaterale con l'UE nel settore elettrico rischia di aumentare la pressione fiscale sulle industrie ad alto consumo energetico?</p><p>7. Come valuta il Consiglio federale la distorsione della concorrenza a sfavore delle industrie ad alto consumo energetico svizzere e quale strategia intende seguire?</p>","ReasonText":"<p>In Germania, in Francia, in Italia e in altri Paesi europei le industrie ad alto consumo di elettricit\u00e0 beneficiano di sgravi fiscali considerevoli sull'energia. I progetti volti a diminuire la pressione fiscale o a incentivare la partecipazione consentono di procurarsi energia a prezzi inferiori a quelli applicati sul mercato. Secondo uno studio realizzato in materia, in Germania le industrie ad alto consumo energetico hanno potuto beneficiare complessivamente di una riduzione delle tasse per le energie rinnovabili di 2,08 miliardi di euro nel 2010 e di 2,315 miliardi di euro nel 2011. In funzione delle caratteristiche di consumo, \u00e8 inoltre possibile beneficiare di ulteriori sgravi sulle tariffe di utilizzazione della rete. Le differenze tra le varie politiche energetiche applicate nei diversi poli industriali causano una distorsione della concorrenza a sfavore delle imprese svizzere. Vista la situazione normativa, in futuro in Svizzera si delinea un aumento di questo tipo di tasse, situazione che accentuer\u00e0 ulteriormente gli svantaggi concorrenziali. Nell'interesse di una sana competizione tra le varie piazze economiche europee, la Svizzera deve riflettere su come affrontare queste sfide.</p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>1. In Germania le imprese ad alto consumo energetico sono praticamente esonerate dal pagamento della tassa EEG (equivalente al supplemento sui costi di trasporto della rete riscosso in Svizzera, che serve a finanziare tra l'altro la rimunerazione a copertura dei costi per l'immissione in rete di energia elettrica, RIC), visto che versano solo un importo residuo pari a 0,05 centesimi d'euro per chilowattora. In Francia tali imprese sono raggruppate nel consorzio Exeltium e, sotto la sorveglianza dell'autorit\u00e0 europea in materia di concorrenza, hanno stipulato un partenariato con la societ\u00e0 elettrica nazionale francese (EDF). Il consorzio Exeltium assume una parte dei rischi legati all'evoluzione dei prezzi e al volume della produzione di elettricit\u00e0 e, in contropartita, beneficia di diritti di prelievo di elettricit\u00e0 garantiti a condizioni vantaggiose. L'Italia ha introdotto soprattutto tariffe speciali per determinati tipi di impresa. Ci\u00f2 non \u00e8 tuttavia in sintonia con le disposizioni applicabili agli aiuti statali del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE; prima del 31 d\u00e9cembe 2009: Trattato CE), motivo per cui in diverse occasioni la Commissione europea ha obbligato l'Italia a pagare multe e a chiedere la restituzione degli sgravi accordati indebitamente. I Paesi Bassi, invece, stanno elaborando attualmente un sistema per esonerare le imprese ad alto consumo di elettricit\u00e0 da tasse supplementari sulla rete di trasporto, analogamente a quanto avviene in Svizzera e in Germania.</p><p>2.-5. Qui di seguito sono illustrati in sintesi i modelli di sgravio e/o di partecipazione nonch\u00e9 i progetti futuri di tassazione dell'energia e dell'utilizzo della rete in Germania, Francia e Italia. Nella misura del possibile si proceder\u00e0 a un confronto con la situazione in Svizzera. Per quanto concerne i Paesi Bassi, il governo \u00e8 in attesa della messa a punto di un sistema di sgravio per le imprese ad alto consumo energetico, elaborato da D-Cision, TU Delft e ECN. Le relative cifre saranno rese pubbliche nell'estate 2013, motivo per cui non \u00e8 possibile contemplare i Paesi Bassi nella presente risposta.</p><p></p><p>Germania - Esoneri dal pagamento delle tasse sull'ambiente e richiesta di creazione di un fondo dell'energia elettrica</p><p></p><p>Come avviene in Svizzera con il supplemento sui costi di trasporto della rete, anche in Germania le imprese ad alto consumo di elettricit\u00e0 sono esonerate parzialmente dal pagamento della tassa per la promozione dell'energia da fonti rinnovabili (tassa EEG). Nel 2013 ci\u00f2 interesser\u00e0 circa 94 terawattora, ossia il 20 per cento circa del consumo complessivo di elettricit\u00e0. Per potere beneficiare dell'esonero parziale, il consumo minimo deve essere pari a un gigawattora l'anno e la quota dei costi di elettricit\u00e0 sul valore aggiunto lordo (intensit\u00e0 dell'elettricit\u00e0) deve essere almeno del 14 per cento. In contropartita le imprese che beneficiano di questo sgravio in Germania devono disporre di un sistema di gestione dell'energia certificato, in grado di rilevare e valutare il potenziale di risparmio energetico. Sotto questo punto di vista la regolamentazione svizzera \u00e8 meno severa: non \u00e8 stabilito alcun consumo minimo e i costi dell'elettricit\u00e0 devono corrispondere al 10 per cento del valore aggiunto lordo (se il Parlamento accetter\u00e0 l'iniziativa parlamentare 12.400, potranno beneficiare dell'esonero persino le aziende a partire da un'intensit\u00e0 elettrica del 5 per cento). Attualmente in Svizzera beneficiano di un rimborso parziale del supplemento sui costi di trasporto della rete circa trenta imprese con un consumo di circa 2,5 terawattora, ossia il 4 per cento del consumo complessivo di elettricit\u00e0. Per il rimborso non \u00e8 richiesta nessuna controprestazione. Se il Parlamento adotter\u00e0 l'iniziativa parlamentare 12.400, in futuro potranno beneficiare del rimborso circa 300-600 imprese con un consumo pari a 5-7 terawattora, ossia il 10 per cento circa del consumo complessivo di elettricit\u00e0. L'iniziativa parlamentare 12.400 prevede tuttavia una controprestazione sotto forma di accordo sugli obiettivi stipulato con la Confederazione e di investimento in provvedimenti di efficienza energetica nella misura del 20 per cento della somma rimborsata a partire dal 1\u00b0 gennaio 2014. A partire dal 2012, a determinate condizioni, in Germania i grandi consumatori di energia elettrica possono chiedere l'esonero dal pagamento del corrispettivo per l'utilizzazione della rete presso la Bundesnetzagentur (BNetzA). La condizione per l'accordo dell'esonero \u00e8 un consumo annuo minimo di 10 000 megawattora e 7000 ore di utilizzo (consumo annuo diviso la potenza massima utilizzata) presso un punto di prelievo. Tuttavia tale esonero, introdotto soltanto nel 2012 sulla base del cosiddetto articolo paragrafo 19-Umlage dell'ordinanza sulla rimunerazione della rete (Stromnetzentgeltverordnung) e finanziato attraverso le tariffe elettriche, \u00e8 stato dichiarato nullo il 6 marzo 2013 dalla corte di appello di D\u00fcsseldorf perch\u00e9 manca una base legale valida. Anche l'esonero dal pagamento della tassa EEG accordata dalla Germania alle imprese ad alto consumo energetico \u00e8 attualmente oggetto di una procedura di verifica degli aiuti statali da parte della Commissione europea. Non \u00e8 pertanto sicuro che tali misure potranno continuare a sussistere nella forma attuale. Sono pertanto previste modifiche dell'attuale regime tedesco di tassazione dell'energia e dell'utilizzo della rete. Il governo ha gi\u00e0 prospettato l'eventualit\u00e0 di modificare l'articolo paragrafo 19 incriminato.</p><p></p><p>Francia - Transizione ritardata verso il mercato libero e modello di cooperazione</p><p></p><p>Dal mese di giugno 2007 la Commissione europea indaga in modo approfondito sugli aiuti statali non autorizzati accordati dalla Francia. Fino a met\u00e0 2010 la Francia ha applicato il sistema Tartam (tarif r\u00e9glement\u00e9 transitoire d'ajustement du march\u00e9), che garantiva prezzi fissi per ogni segmento di clientela, dalle economie domestiche ai grandi consumatori, sull'insieme del territorio. Concepita inizialmente quale soluzione provvisoria nella fase transitoria del passaggio al libero mercato, tale sistema \u00e8 stato prorogato nel tempo e sostituito solo nel 2010, su pressione dell'UE. Le tariffe basse venivano finanziate attraverso le tasse applicate a tutti i produttori e i consumatori di elettricit\u00e0. Il nuovo sistema NOME (nouvelle organisation des march\u00e9s de l'\u00e9lectricit\u00e9) si limita a fissare solo i prezzi applicabili alle economie domestiche. Al pi\u00f9 tardi entro il 2015 i grandi consumatori dovranno coprire il proprio fabbisogno sul libero mercato. L'EDF \u00e8 inoltre obbligata a vendere alla concorrenza capacit\u00e0 di produzione pari a 100 terawattora.</p><p>Il modello di cooperazione tra le imprese ad alto consumo energetico e la EDF \u00e8 unico nel suo genere e rappresenta una particolarit\u00e0 francese. Le imprese assumono determinati rischi di produzione della societ\u00e0 EDF e si assicurano, come controprestazione, forniture di elettricit\u00e0 a condizioni favorevoli sul lungo periodo. Nonostante il modello Exeltium sia stato sviluppato su proposta dello Stato francese, gli accordi sui quali esso poggia sono di natura privata. La Commissione europea ha seguito l'elaborazione degli accordi e li ha dichiarati conformi alle disposizioni applicabili agli aiuti statali nell'UE.</p><p>Il consorzio \u00e8 stato creato nel 2006 da sei grandi imprese ad alto consumo di elettricit\u00e0 nei settori della chimica, dell'acciaio e dell'alluminio (Air Liquide, ArcelorMittal, Arkema, Rio-Tinto-Alcan, Rhodia e Solvay); nel frattempo esso raggruppa una trentina di imprese. Il consorzio investe nelle unit\u00e0 di produzione nucleare della EDF, assumendo una parte dei rischi legati alla costruzione, all'esercizio e alla commercializzazione di tali impianti. In contropartita, le imprese possono prelevare elettricit\u00e0 a condizioni favorevoli. La prima fase di attivit\u00e0 di Exeltium \u00e8 stata finanziata con un credito pari a 1,8 miliardi di euro accordato da un gruppo di banche (Soci\u00e9t\u00e9 G\u00e9n\u00e9rale, BNP Parisbas, Cr\u00e9dit Agricole et Natixis). I membri del consorzio hanno diritto complessivamente a 148 terawattora di elettricit\u00e0 sull'arco di 24 anni. Ci\u00f2 corrisponde a circa 6,2 terawattora l'anno, ossia all'1,2 per cento dell'attuale consumo del Paese. Secondo fonti non ufficiali, l'attuale prezzo di fornitura \u00e8 di 42 euro/megawattora, ossia circa 5 euro/megawattora in pi\u00f9 rispetto all'attuale tariffa regolamentata applicata alle imprese ad alto consumo di elettricit\u00e0, tariffa che dovr\u00e0 tuttavia essere rinegoziata tra qualche anno. Le forniture hanno avuto inizio il 1\u00b0 maggio 2010 e continueranno presumibilmente fino al 30 aprile 2034.</p><p></p><p>Italia - Multe e restituzioni ordinate dalla Commissione europea</p><p></p><p>Nel novembre 2007 la Commissione europea, sulla base delle disposizioni applicabili agli aiuti statali del trattato CE (dal 1\u00b0 dicembre 2009: TFUE), ha decretato che gli aiuti pari a circa 80 milioni di euro accordati dall'Italia sotto forma di tariffe speciali per l'elettricit\u00e0 non erano compatibili con il mercato interno europeo e che i beneficiari dovevano restituire le relative somme. La tariffa speciale \u00e8 applicata ai siti di produzione di ThyssenKrupp (acciaio), Cementir (cemento) e Terni Nuova industrie Chimiche (chimica) in Umbria. Introdotta nel 1962, rappresentava all'origine un'indennit\u00e0 per l'espropriazione di una centrale idroelettrica. In seguito a un'indagine approfondita, avviata nel luglio 2006, la Commissione ha tuttavia stabilito che il mantenimento della tariffa speciale fino al 2010 non poteva pi\u00f9 essere considerato una forma di indennit\u00e0, ma che costituiva un aiuto statale e non aveva altro effetto che di migliorare la competitivit\u00e0 dei suoi beneficiari. Questo tipo di aiuto provoca una distorsione della concorrenza e degli scambi commerciali tra gli Stati membri ed \u00e8 pertanto vietato dal TFUE.</p><p>Dopo un attento esame iniziato nel luglio 2006, nel novembre dello stesso anno la Commissione europea ha decretato che gli aiuti statali concessi dall'Italia al produttore di alluminio Alcoa sin dal 2006 non erano in sintonia con le disposizioni applicabili agli aiuti statali del trattato CE (dal 1\u00b0 dicembre 2009: TFUE). Le tariffe speciali per l'elettricit\u00e0 che l'Italia ha concesso all'impresa dal 2006 al 2010 per le fonderie di alluminio in Sardegna e nel Veneto hanno contribuito unicamente a ridurre i costi di produzione dell'impresa, senza altre giustificazioni. Esse hanno conferito all'azienda un vantaggio ingiusto nei confronti dei concorrenti che non hanno potuto beneficiare di tali condizioni. La Commissione ha pertanto sollecitato l'Italia a interrompere le sovvenzioni illecite e a fare restituire all'impresa Alcoa una parte degli aiuti accordati.</p><p>La Commissione europea ha inoltre esaminato gli aiuti statali concessi alle imprese metallurgiche Portovesme, ILA e Euralluminia sotto forma di tariffe elettriche sovvenzionate. Nel febbraio 2011 la Commissione li ha dichiarati incompatibili con le disposizioni applicabili agli aiuti statali del trattato CE. L'Italia deve ora sollecitare i beneficiari a restituire quasi 18 milioni di euro. Ricerche approfondite condotte dalla Commissione hanno dimostrato che tali aiuti statali contribuivano unicamente a ridurre i costi di produzione delle imprese metallurgiche e che, di conseguenza, ne miglioravano la competitivit\u00e0, senza per\u00f2 rispondere ad alcun obiettivo di interesse generale. La Commissione ha inoltre vietato l'applicazione di tariffe simili, decisa nel 2005, sempre alle imprese summenzionate nonch\u00e9 al produttore di cloro Syndial.</p><p>6./7. L'accordo in materia di energia elettrica dovr\u00e0 regolare il commercio transfrontaliero, autorizzando un accesso reciproco al mercato. Viste le negoziazioni in corso e l'entit\u00e0 delle conseguenze per l'economia energetica, al momento non \u00e8 possibile stimare se i costi per le imprese ad alto consumo energetico aumenteranno a causa dell'accordo. Si pu\u00f2 tuttavia partire dal presupposto che nel caso della stipula di un accordo in materia di energia elettrica le regole sul mercato elettrico svizzero saranno armonizzato con quelle in vigore nell'UE (level playing field).</p><p>Il Consiglio federale reputa importante mantenere il livello di competitivit\u00e0 dei settori ad alto consumo energetico svizzeri sul mercato internazionale. Ci\u00f2 non pu\u00f2 tuttavia avvenire solo sotto forma di sgravi, quali i rimborsi dei supplementi sui costi di trasporto della rete, ma richiede in particolare migliori condizioni quadro sotto il profilo politico-economico. Anche le imprese ad alto consumo energetico stesse devono essere interessate a consolidare la propria competitivit\u00e0 a lungo termine, effettuando investimenti in misure volte ad aumentare l'efficienza energetica.</p><p>Il Consiglio federale sottolinea anche il carattere transfrontaliero del commercio dell'energia. Su un mercato svizzero sempre pi\u00f9 liberalizzato, i prezzi dipendono largamente dagli sviluppi internazionali. Un elemento centrale per le imprese ad alto consumo di elettricit\u00e0 in Svizzera \u00e8 la possibilit\u00e0, in virt\u00f9 della legge sull'approvvigionamento elettrico (LAEI; RS 734.7), di scegliere liberamente il fornitore di energia elettrica. In questo contesto va osservato che questo tipo di impresa, visti i quantitativi di energia necessari, pu\u00f2 sempre negoziare prezzi individuali direttamente con il fornitore di elettricit\u00e0, di regola pi\u00f9 vantaggiosi. Inoltre, possono essere presi in considerazione anche fornitori esteri e ci\u00f2 garantisce in linea di massima gi\u00e0 oggi le stesse condizioni rispetto alla concorrenza europea. Il medesimo principio \u00e8 applicato anche alle emissioni di gas a effetto serra. Le grandi imprese ad alto consumo energetico in Svizzera sono gi\u00e0 integrate nel sistema di scambio di quote di emissioni. Il sistema svizzero \u00e8 stato concepito in modo che fosse il pi\u00f9 compatibile possibile con il sistema europeo. L'obiettivo \u00e8 ora di integrare il sistema svizzero di scambio di quote di emissioni in quello europeo.</p>  Risposta del Consiglio federale.","FederalCouncilProposal":8,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1369785600000)\/","SubmittedBy":"Buttet Yannick","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1371772800000)\/","ResponsibleDepartment":9,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DATEC","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"15|66","Category":null,"Modified":"\/Date(1690537746950)\/","SubmissionDate":"\/Date(1362960000000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":4907,"SubmissionLegislativePeriod":49,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Economia|Energia"}}