{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20133676,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20133676,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20133676,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20133676,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20133676,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20133676,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20133676,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20133676,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20133676,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20133676,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20133676,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20133676,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20133676,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20133676,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20133676,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20133676,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20133676,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20133676,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"13.3676","BusinessType":8,"BusinessTypeName":"Interpellanza","BusinessTypeAbbreviation":"Ip.","Title":"Mandato di negoziazione dubbio su un accordo quadro istituzionale con l'UE","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Il 21 agosto 2013 il Consiglio federale ha approvato il progetto per un mandato di negoziazione su questioni istituzionali con l'UE, in base al quale il diritto UE dovrebbe essere recepito in modo dinamico. In caso di controversie la CGUE deve redigere una perizia vincolante sull'interpretazione degli accordi. A questo proposito chiediamo al Consiglio federale:</p><p>1. Quali problemi concreti d'interpretazione del diritto sono sorti nell'ambito degli accordi bilaterali per rendere necessario un nuovo accordo quadro?</p><p>2. In quali dossier concreti sono sorti problemi d'interpretazione del diritto? Come sono stati risolti?</p><p>3. Secondo il Consiglio federale in futuro dove potrebbero sorgere problemi nell'ambito dell'interpretazione del diritto?</p><p>4. Attualmente vi sono casi di interpretazione del diritto irrisolti? Se s\u00ec, quali?</p><p>5. Perch\u00e9 il Consiglio federale continua a utilizzare tattiche misteriose (perizie riservate,\"non-papers\", consultazioni ristrette) nella gestione di questo tema problematico, di politica istituzionale e che riguarda profondamente la nostra democrazia?</p><p>6. Secondo il Consiglio federale come si presenter\u00e0 il recepimento dinamico del diritto UE nell'accordo quadro?</p><p>7. L'accordo quadro si applicher\u00e0 a quali accordi bilaterali?</p><p>8. Quali sono i timori del Consiglio federale riguardo alla libera circolazione delle persone e all'accordo sul traffico aereo, visto che vuole escludere proprio questi ambiti dall'accordo?</p><p>9. Pu\u00f2 garantire che in questo dossier non vengano effettuate concessioni materiali?</p><p>10. La recente prassi del Tribunale federale, secondo cui anche il diritto internazionale non vincolante prevale sul diritto nazionale, non fa pensare che una valutazione da parte della CGUE sia vincolante per l'interpretazione del diritto svizzero e che quindi anche una decisione voluta del Parlamento di creare basi giuridiche contro l'interpretazione UE non avrebbe ripercussioni concrete giuridiche e politiche?</p><p>11. Come giunge alla conclusione che la CGUE non giudica in modo vincolante, ma effettua solo perizie?</p><p>12. \u00c8 del parere che l'importanza istituzionale di un tale accordo quadro \u00e8 talmente grande da giustificare un referendum obbligatorio?</p><p>13. Con quali conseguenze concrete sar\u00e0 confrontata la Svizzera se un accordo istituzionale non verr\u00e0 concluso?</p>","ReasonText":null,"DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>1./3. Il Consiglio federale considera la via bilaterale l'unico strumento della politica europea in grado di garantire la prosperit\u00e0 del Paese senza pregiudicarne l'indipendenza. Dato quindi che anche la Svizzera ha interesse a consolidare il canale bilaterale, una nuova cornice istituzionale per le relazioni bilaterali \u00e8 giudicata necessaria per regolamentare le questioni relative al recepimento degli sviluppi normativi pertinenti dell'UE, alla sorveglianza dell'applicazione degli accordi, all'interpretazione degli accordi e alla risoluzione delle controversie. Grazie a questi strumenti la Svizzera potr\u00e0 concludere con l'UE nuovi accordi di accesso al mercato e garantire il costante aggiornamento dei suoi accordi bilaterali, evitando in questo modo un'erosione progressiva del suo accesso al mercato europeo, quale conseguenza della crescente difficolt\u00e0 di adeguare e applicare gli accordi in essere se \u00e8 mantenuto lo status quo. Chiarire il quadro istituzionale contribuir\u00e0 inoltre a migliorare in generale le relazioni tra la Svizzera e l'UE.</p><p>Di fatto l'interpretazione e l'applicazione degli accordi conclusi tra la Svizzera e l'UE comportano relativamente pochi problemi e il Consiglio federale non ritiene che la situazione sia destinata ad aggravarsi. L'UE chiede per\u00f2 che i meccanismi istituzionali prevedano in simili casi sistemi efficaci di risoluzione delle controversie. La divergenza sorta nel 2008 e rimasta irrisolta fino al 2013 ha pregiudicato pesantemente negli ultimi anni la qualit\u00e0 delle relazioni tra la Svizzera e l'UE: una riforma \u00e8 dunque l'unica soluzione per mantenere aperta e all'occorrenza approfondire la via bilaterale.</p><p>2./4. Le divergenze interpretative sono di regola trattate e risolte per via consensuale in seno alla commissione mista di competenza. Vi sono tuttavia questioni in cui le differenze persistono e sono motivo di disaccordo, come accaduto per alcuni aspetti delle misure di accompagnamento della Svizzera alla libera circolazione delle persone.</p><p>Uno degli obiettivi del nuovo accordo istituzionale \u00e8 ridurre le controversie e chiarirne la regolamentazione. Inoltre, offrirebbe non solo all'UE, ma anche alla Svizzera, strumenti supplementari per contestare determinate misure adottate dall'altra parte, giudicate contrarie agli accordi bilaterali. Per quanto concerne le misure di accompagnamento alla libera circolazione delle persone, il mandato di negoziazione stabilisce inoltre linee rosse vincolanti che i rappresentanti della Svizzera non possono superare nelle trattative istituzionali. L'obiettivo del Consiglio federale \u00e8 vedere riconfermate queste misure.</p><p>5. Nell'ambito delle negoziazioni internazionali, la tutela degli interessi della Svizzera impone una certa cautela nelle attivit\u00e0 di comunicazione pubblica. Sui colloqui istituzionali tra la Svizzera e l'UE e sul relativo progetto per un mandato di negoziazione il Consiglio federale ha invece seguito una linea di comunicazione aperta, a smentita di quanto affermato nell'interpellanza. In particolare, le decisioni del Consiglio federale riguardanti il progetto di mandato (sedute del 26 giugno 2013 e del 21 agosto 2013) sono state ognuna oggetto di conferenza stampa. In Internet sono reperibili altre informazioni sul progetto di mandato in esame e sulla strategia di medio termine del Consiglio federale, che a presente sta non solo svolgendo le consultazioni previste per legge (cantoni e Commissioni parlamentari di politica estera), ma ha deciso di informare anche i partner sociali. Il Consiglio federale ha inoltre tenuto aggiornati i partiti di governo nel quadro dei colloqui nella Casa von Wattenwyl. A conclusione delle negoziazioni istituzionali, il risultato sar\u00e0 posto in consultazione presso tutte le cerchie interessate. Spetter\u00e0 poi al Parlamento, e in ultima istanza al popolo svizzero, decidere con piena cognizione di causa, rispettando cos\u00ec pienamente le istituzioni della democrazia diretta.</p><p>6. Il Consiglio federale auspica un recepimento dinamico degli sviluppi del diritto dell'UE per garantire maggiore omogeneit\u00e0 e certezza del diritto degli accordi bilaterali. Ci\u00f2 significa che per qualsiasi nuovo recepimento dell'acquis comunitario in un accordo bilaterale la decisione spetter\u00e0 sempre alla Svizzera, nel rispetto delle disposizioni costituzionali e legislative sulla conclusione e l'applicazione dei trattati internazionali e dei diritti del Parlamento e del popolo (possibilit\u00e0 di referendum). Un recepimento automatico del diritto \u00e8 dunque escluso e il recepimento dinamico sar\u00e0 subordinato a una partecipazione appropriata della Svizzera all'elaborazione di siffatte regole nel quadro dei gruppi di esperti, presupposto per un considerevole miglioramento.</p><p>7.-9. Il nuovo accordo istituzionale si applicher\u00e0 agli accordi settoriali in essere e futuri relativi al mercato interno dell'UE. Va precisato che gli accordi esistenti non verranno rinegoziati e che i relativi obiettivi, campo di applicazione e contenuto rimarranno invariati. Il Consiglio federale vuole preservare in particolare le misure di accompagnamento all'accordo sulla libera circolazione delle persone e l'elevato livello di integrazione, efficienza e qualit\u00e0 del sistema svizzero dei trasporti pubblici. Per garantire questi elementi sono state fissate linee guida per la negoziazione.</p><p>10. La questione della relazione tra il diritto internazionale e il diritto nazionale \u00e8 stata oggetto dei rapporti del Consiglio federale del 5 marzo 2010 e del 30 marzo 2011. La recente giurisprudenza del Tribunale federale citata nell'interpellanza in esame riguarda la questione della conformit\u00e0 di una nuova disposizione della Costituzione federale con la Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU). Riferendosi all'ambito specifico dei diritti dell'uomo non pu\u00f2 essere applicata in maniera generale alla questione della relazione tra possibili perizie della CEDU e la legislazione federale nel settore dell'accesso al mercato interno europeo. Il Tribunale federale, conformemente alla sua giurisprudenza (\"Schubert\" e \"PKK\"), si riserva la facolt\u00e0 di applicare una legge federale che deroga a un trattato internazionale antecedente concluso dalla Svizzera, se il Parlamento lo ha accettato con piena cognizione di causa, con riserva del diritto internazionale vincolante (ius cogens) e delle garanzie internazionali in materia di diritti dell'uomo.</p><p>11. In base al futuro accordo istituzionale, la CGUE sarebbe competente per l'interpretazione del diritto dell'UE recepito negli accordi settoriali. Le sue perizie rese nel quadro di una procedura di risoluzione di una controversia adottata dalla commissione mista competente sarebbero vincolanti per l'interpretazione del diritto comunitario, ma non dovrebbero o potrebbero essere in s\u00e9 esecutive. Spetterebbe alle parti contrattuali, sulla base di queste perizie, dirimere le controversie con una soluzione decisa dalla commissione mista.</p><p>12. I requisiti per lo svolgimento di referendum facoltativi e obbligatori aventi a oggetto trattati internazionali sono sanciti nella Costituzione federale (art. 140 e 141). Il referendum obbligatorio \u00e8 previsto esclusivamente per gli accordi di adesione a organizzazioni per la sicurezza collettiva o a comunit\u00e0 sovranazionali. Il nuovo accordo istituzionale non comporter\u00e0 una simile adesione. Il Parlamento decider\u00e0 in merito al referendum applicabile nel suo decreto di approvazione dell'accordo istituzionale. Per poter determinare con certezza il referendum applicabile si dovr\u00e0 conoscere il tenore preciso del progetto di accordo e ci\u00f2 sar\u00e0 possibile solo a negoziazioni concluse.</p><p>13. A breve termine, l'assenza di una soluzione istituzionale ostacolerebbe fortemente la conclusione di un accordo sull'elettricit\u00e0 o le negoziazioni relative all'accordo sui prodotti chimici (REACH). Sarebbe inoltre pi\u00f9 difficile per la Svizzera mediare soluzioni favorevoli anche in altri dossier attualmente sul tavolo delle trattative (dossier di cooperazione: in particolare formazione, ricerca, MEDIA e dossier fiscali). A causa delle crescenti discrepanze tra le normative contenute negli accordi bilaterali e gli sviluppi dell'acquis comunitario, ci\u00f2 comporterebbe una crescente erosione dell'accesso al mercato dell'UE per gli operatori economici svizzeri, in quanto non vi sarebbe garanzia di un aggiornamento degli accordi in essere. A lungo termine, l'assenza di un accordo istituzionale impedirebbe in pratica la possibilit\u00e0 di concludere nuovi accordi di accesso al mercato con il principale partner economico e commerciale della Svizzera (nel 2012 il 65 per cento degli scambi commerciali sono stati realizzati con l'UE), risvolto contrario agli interessi economici del nostro Paese. D'altro canto non si pu\u00f2 escludere che in futuro si manifesti la necessit\u00e0 urgente di concludere nuovi accordi, per esempio in materia di accesso ai servizi finanziari. La Svizzera si troverebbe in tal caso sotto la pressione di negoziare \"con urgenza\" una soluzione istituzionale e ci\u00f2 potrebbe comportare risultati sfavorevoli.</p><p>Pertanto, rinunciare a regolamentare le questioni istituzionali non \u00e8 una soluzione, poich\u00e9 ci\u00f2 si tradurrebbe in un lento degrado dell'accesso al mercato dell'UE e di conseguenza della nostra attrattiva economica. Il Consiglio federale \u00e8 persuaso che solo con nuove regole istituzionali che rispettino il nostro ordinamento giuridico e la nostra sovranit\u00e0 riusciremo a consolidare la via bilaterale e a preservare la prosperit\u00e0 e l'indipendenza del nostro Paese.</p>  Risposta del Consiglio federale.","FederalCouncilProposal":8,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1384300800000)\/","SubmittedBy":"Gruppo dell'Unione democratica di Centro","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1443139200000)\/","ResponsibleDepartment":3,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento degli affari esteri","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFAE","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"10","Category":null,"Modified":"\/Date(1690528998150)\/","SubmissionDate":"\/Date(1378857600000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":4910,"SubmissionLegislativePeriod":49,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica europea"}}