{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20134221,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20134221,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20134221,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20134221,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20134221,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20134221,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20134221,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20134221,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20134221,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20134221,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20134221,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20134221,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20134221,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20134221,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20134221,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20134221,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20134221,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20134221,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"13.4221","BusinessType":8,"BusinessTypeName":"Interpellanza","BusinessTypeAbbreviation":"Ip.","Title":"Conseguenze della libera circolazione delle persone per i cantoni di confine. In quali ambiti \u00e8 necessario intervenire?","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Il Consiglio federale \u00e8 incaricato di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. In che modo \u00e8 possibile armonizzare meglio l'applicazione delle prescrizioni nazionali nelle regioni di confine in collaborazione con i cantoni interessati?</p><p>2. Il Consiglio federale \u00e8 disposto a rivedere ed eventualmente a ottimizzare il meccanismo dell'obbligo di notifica per i frontalieri, i prestatori di servizi indipendenti e i lavoratori distaccati?</p><p>3. Il Consiglio federale ritiene che sia possibile verificare in modo pi\u00f9 accurato il rispetto dell'obbligo di notifica al confine, ad esempio aumentando il numero degli ispettori?</p><p>4. In che modo \u00e8 possibile intensificare i controlli sui salari dei prestatori di servizi stranieri?</p><p>5. Come \u00e8 possibile garantire il rispetto delle prescrizioni svizzere relative alla legge sul lavoro (per es. sicurezza e salute sul posto di lavoro)?</p><p>6. Il Consiglio federale \u00e8 a conoscenza di casi di corruzione nelle regioni di confine riguardanti prestatori di servizi stranieri? Se s\u00ec, \u00e8 disposto a intervenire a livello governativo?</p><p>7. Il Consiglio federale ritiene fattibile organizzare insieme alla SECO una campagna di sensibilizzazione per le imprese svizzere delle zone di confine al fine di superare le difficolt\u00e0 dovute alla diversa concezione del lavoro?</p>","ReasonText":"<p>I cantoni svizzeri di confine subiscono in maniera particolarmente forte le conseguenze dell'accordo sulla libera circolazione delle persone con l'Unione europea. I cittadini comunitari che trovano un posto di lavoro o esercitano una libera professione in Svizzera ma risiedono in un Paese limitrofo non sono soggetti a contingentamento. Negli ultimi anni nel nostro Paese si \u00e8 registrato un aumento costante del numero di frontalieri, prestatori di servizi indipendenti e lavoratori distaccati stranieri. Queste persone sono attirate dai salari molto alti e dalla stabilit\u00e0 economica. Le regioni di confine devono fare i conti con una situazione contraddittoria. Da un lato infatti, essendo disposti ad accettare salari pi\u00f9 bassi, i frontalieri e i lavoratori indipendenti e distaccati provenienti dall'estero fanno molta concorrenza alla manodopera e alle aziende locali. Dall'altro, per\u00f2, questi lavoratori forniscono un contributo essenziale all'economia dei cantoni di confine, che sfruttano la situazione a loro vantaggio. Per questi motivi riteniamo urgente ottimizzare l'applicazione delle misure collaterali in queste regioni.</p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>1. L'attuazione delle misure collaterali compete alle commissioni tripartite cantonali (CT) e alle commissioni paritetiche (CP). Il legislatore ha scelto questo sistema attuativo - duale e decentrato - perch\u00e9 le autorit\u00e0 esecutive hanno una conoscenza pi\u00f9 approfondita della situazione relativa al mercato del lavoro nei loro cantoni rispettivamente nei loro rami d'attivit\u00e0. Si tratta di una struttura attuativa che comporta specificit\u00e0 operative cantonali e settoriali e richiede interventi di armonizzazione. Per questa ragione, il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) e la Segreteria di Stato dell'economia (SECO), in collaborazione con i cantoni e le parti sociali, nel 2012 hanno avviato un progetto su scala nazionale diretto a migliorare le modalit\u00e0 di lavoro delle CP e ottimizzare la collaborazione tra autorit\u00e0 esecutive cantonali e organi paritetici. Le misure in questione (ad es.: audit, corsi di formazione, prescrizioni relative ad aspetti formali e materiali) sono in corso d'attuazione.</p><p>2. In collaborazione con i cantoni e gli organi preposti all'attuazione delle misure collaterali, la Confederazione opera costantemente per migliorare sotto il profilo tecnico e materiale la procedura elettronica di notifica.</p><p>3. L'obbligo di notifica consente agli ispettori di svolgere controlli sul luogo di lavoro. Si tratta di un aspetto importante per il rilevamento delle infrazioni delle disposizioni in materia di salari minimi o delle offerte abusive di salari inferiori a quelli usuali. Il rispetto dell'obbligo di notifica viene in primo luogo verificato dagli ispettori cantonali incaricati dei controlli inerenti alle misure di accompagnamento. Il numero di ispettori per cantone \u00e8 stabilito nell'accordo di prestazioni sottoscritto dagli organi preposti all'attuazione e dalla SECO, che si assume il 50 per cento dei costi relativi ai salari degli ispettori. Nel contempo anche gli ispettori che si occupano della lotta al lavoro nero possono verificare la regolarit\u00e0 della notifica e trasmettere alle autorit\u00e0 cantonali preposte all'immigrazione le informazioni relative ad eventuali infrazioni dell'obbligo di notifica affinch\u00e9 vengano sanzionate. Anche il corpo delle guardie di confine ha accesso al sistema d'informazione centrale sulla migrazione (SIMIC), e pu\u00f2 cos\u00ec verificare l'avvenuta notifica.</p><p>Nel quadro dell'accordo di prestazioni relativo alle misure collaterali si tiene conto della particolare situazione in cui si trovano i cantoni di confine. Inoltre la SECO se necessario pu\u00f2 prendere in esame un'intensificazione dei controlli nelle regioni di confine. Ad esempio, nel 2012 per Ginevra e Ticino sono stati prescritti 500 rispettivamente 250 controlli in pi\u00f9. Controlli di persone effettuati su vasta scala in relazione all'obbligo di notifica non sono previsti n\u00e9 dalle disposizioni dell'Accordo di Schengen n\u00e9 nel quadro dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone Svizzera-UE.</p><p>4. Attualmente viene gi\u00e0 controllata all'incirca la met\u00e0 dei prestatori di servizi notificati. Gli organi di controllo sono tenuti a non controllare pi\u00f9 volte nel corso del medesimo anno le aziende che hanno gi\u00e0 dimostrato di rispettare le condizioni salariali e lavorative in uso in Svizzera. Devono invece concentrare i loro sforzi sui prestatori di servizi che sono attivi per la prima volta in Svizzera o che in passato si sono messi in luce negativamente. Le autorit\u00e0 esecutive e gli organi paritetici cantonali possono inoltre definire altre priorit\u00e0 in relazione ai controlli e intensificare i controlli dei prestatori di servizi esteri. Perci\u00f2 se necessario \u00e8 possibile rafforzare in modo mirato le attivit\u00e0 di controllo. Anche la SECO nel quadro degli accordi di prestazione pu\u00f2 stabilire un aumento dei controlli. Ci\u00f2 \u00e8 avvenuto, ad esempio, nel 2013 per i settori ausiliari dell'edilizia della Svizzera occidentale e per il settore della metalcostruzione.</p><p>5. Se gli ispettori preposti alle misure collaterali rilevano infrazioni della legge sul lavoro (LL) e della legge sull'assicurazione contro gli infortuni (LAINF) le notificano agli ispettori cantonali del lavoro rispettivamente agli ispettori della SUVA. Questi svolgono ulteriori controlli e provvedono a sanzionare le infrazioni accertate.</p><p>6. Il Consiglio federale non \u00e8 a conoscenza di simili casi di corruzione. Dal rapporto sulle misure collaterali pubblicato dalla SECO il 26 aprile 2013 emerge che i casi di offerte abusive di salari inferiori a quelli in uso sono scoperti e sanzionati. La scarsa recidivit\u00e0, il numero elevato di multe pagate e la quota importante di procedure amichevoli con esito positivo mostrano che buona parte dei prestatori di servizi esteri \u00e8 intenzionata a rispettare le condizioni salariali e lavorative in uso in Svizzera.</p><p>In seno a comitati, gruppi di lavoro e altri organi di contatto l'Unione europea, gli Stati confinanti con la Svizzera e anche i rappresentanti delle camere di commercio estere vengono regolarmente informati sulle condizioni salariali e lavorative vigenti nel nostro Paese. </p><p>7. Gi\u00e0 prima dell'entrata in vigore dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone le regioni di confine svizzere erano interessate da questo fenomeno, e pertanto ne conoscono gli aspetti problematici. Il Consiglio federale ritiene perci\u00f2 che una campagna di sensibilizzazione destinata alle imprese non sarebbe opportuna.</p><p>Il 9 febbraio 2014 popolo e cantoni hanno accettato l'iniziativa \"No all'immigrazione di massa\". Il Consiglio federale esaminer\u00e0 entro il prossimo mese di giugno 2014 le possibili modalit\u00e0 di mantenere le misure collaterali in un sistema di contingentamento.</p>  Risposta del Consiglio federale.","FederalCouncilProposal":8,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1392768000000)\/","SubmittedBy":"Gruppo BD","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1403222400000)\/","ResponsibleDepartment":8,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DEFR","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"15","Category":null,"Modified":"\/Date(1690527740903)\/","SubmissionDate":"\/Date(1386806400000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":4911,"SubmissionLegislativePeriod":49,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Economia"}}