{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20140307,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20140307,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20140307,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20140307,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20140307,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20140307,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20140307,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20140307,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20140307,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20140307,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20140307,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20140307,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20140307,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20140307,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20140307,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20140307,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20140307,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20140307,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"14.307","BusinessType":3,"BusinessTypeName":"Iniziativa cantonale","BusinessTypeAbbreviation":"Iv. ct.","Title":"Ripristino della sovranit\u00e0 cantonale su questioni elettorali. Modifica della Costituzione federale","Description":null,"InitialSituation":"<p><b>Comunicato stampa della commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati del 21.11.2017</b></p><p>Dopo aver effettuato la procedura di consultazione, la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati ha deciso di sottoporre alla sua Camera una proposta di modifica della Costituzione che estende il margine di manovra di cui dispongono i Cantoni nella determinazione delle loro procedure elettorali. In tal modo la Commissione provvede all'attuazione di quanto richiesto da due iniziative presentate dai Cantoni di Zugo e Uri. </p><p>Con queste iniziative, i Cantoni di Zugo e Uri hanno manifestato il proprio malcontento nei confronti dei requisiti troppo severi elaborati dal Tribunale federale per la determinazione delle procedure elettorali dei Cantoni (<a href=\"https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20140307\">14.307</a> /<a href=\"https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20140316\">14.316</a> s Iv. ct. ZG. Ripristino della sovranit\u00e0 cantonale su questioni elettorali. Modifica della Costituzione federale / Iv. ct. UR. Sovranit\u00e0 in materia elettorale). Dopo aver preso atto dei risultati della procedura di consultazione svolta nel periodo fra il 22 giugno e il 13 ottobre 2017, la Commissione ha deciso con 7 voti contro 3 e 2 astensioni di presentare alla Camera un progetto di modifica dell'articolo 39 della Costituzione federale. Il nuovo articolo stabilisce che i Cantoni sono liberi di determinare le procedure d'elezione delle loro autorit\u00e0 e non consente al Tribunale federale di stabilire requisiti relativi alle dimensioni dei circondari elettorali.</p><p>Nella procedura di consultazione, 17 Cantoni su 26 si sono pronunciati a favore di una modifica della Costituzione, e 13 di questi (BE, LU, UR, SZ, OW, ZG, SO, AR, AI, GR, AG, TI, VS) hanno sostenuto la proposta di modifica elaborata dalla maggioranza della Commissione che si prefigge di evitare che in futuro il Tribunale federale possa fissare requisiti per la determinazione delle procedure elettorali cantonali. 4 Cantoni (ZH, SG, VD, GE) si sono invece pronunciati a favore della proposta di inserire nella Costituzione l'attuale prassi del Tribunale federale.</p><p>I partiti rappresentati alle Camere federali hanno invece accolto il progetto con meno entusiasmo. Solo il PPD e l'UDC reputano infatti opportuno procedere a una modifica della Costituzione e si pronunciano a favore rispettivamente della proposta di minoranza e di quella della maggioranza. Il PLR, il PS, i Verdi, il PVL, il PEV e 5 sezioni cantonali di partito sono invece contrarie a una modifica della Costituzione. Infine 4 organizzazioni su 5 si sono espresse a favore di una modifica costituzionale.</p><p>I pareri in prevalenza favorevoli espressi dai Cantoni hanno indotto la Commissione a mantenere la sua proposta. Con 7 voti contro 5 la Commissione ha inoltre deciso di confermare il testo gi\u00e0 votato dalla maggioranza che concede ai Cantoni la libert\u00e0 di determinare le loro procedure elettorali. Una minoranza della Commissione sostiene invece la proposta che consente al Tribunale federale di fissare dei requisiti attenendosi per\u00f2 ai principi elaborati nell'ambito dell'attuale prassi.</p><p>Il Consiglio federale \u00e8 ora invitato ad esprimere il suo parere. La Commissione discuter\u00e0 tale parere all'inizio del 2018 e l'oggetto potr\u00e0 quindi essere messo all'ordine del giorno della sessione primaverile delle Camere.</p><p>Il rapporto, il progetto di decreto e il rapporto sui risultati della consultazione possono essere consultati al sito Internet seguente:</p><p><a href=\"https://www.parlament.ch/it/organe/commissioni/commissioni-tematiche/commissioni-cip/rapporti-consultazioni-cip/consultazione-cip-14-307\">https://www.parlament.ch/it/organe/commissioni/commissioni-tematiche/commissioni-cip/rapporti-consultazioni-cip/consultazione-cip-14-307</a></p><p></p><p><b>Parere del Consiglio federale del 17 gennaio 2018 </b></p><p>(...) Dopo aver esaminato gli argomenti a favore e quelli contrari al progetto della Commissione, il Consiglio federale ha deciso di non presentare una proposta favorevole o contraria al progetto. Secondo il Governo i sistemi elettorali devono poter garantire l'osservanza dei principi fondamentali della democrazia e l'aderenza al contesto storico e sociale della collettivit\u00e0 interessata. </p>","Proceedings":"<p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 15.03.2018</b></p><p><b>Sistemi elettorali, pi\u00f9 margine di manovra per i Cantoni </b></p><p><b>La Costituzione federale dovrebbe essere modificata per lasciare liberi i Cantoni di determinare il proprio diritto elettorale. Il Consiglio degli Stati ha adottato oggi - con 26 voti contro 15 - una proposta in tal senso, nata da due iniziative cantonali di Zugo e Uri. Il Nazionale deve ancora pronunciarsi. Se il Parlamento dar\u00e0 il suo benestare, il popolo sar\u00e0 chiamato a pronunciarsi sul nuovo articolo costituzionale.</b></p><p>Il progetto \u00e8 controverso: la maggioranza dei partiti \u00e8 contraria, la maggioranza dei cantoni favorevole. Durante la consultazione, PLR, PS, Verdi, Verdi liberali e PEV hanno respinto la proposta di modifica costituzionale. Dal canto loro 17 cantoni - tra cui Ticino e Grigioni - su 26 hanno sostenuto l'idea.</p><p></p><p>Giurisprudenza contestata</p><p>All'origine delle due iniziative cantonali vi sono alcune decisioni del Tribunale federale (TF) che hanno fatto arricciare pi\u00f9 di un naso. Nell'ottobre 2016, i supremi giudici avevano accolto un ricorso contro il sistema di elezione del parlamento urano criticando soprattutto il quorum del 10% - giudicato troppo elevato - in quei comuni dove si votava secondo il sistema proporzionale.</p><p>Nel luglio 2013, il TF aveva annullato una disposizione costituzionale di Zugo relativa al sistema proporzionale di elezione del parlamento cantonale giudicandola contraria alla libert\u00e0 di voto e di elezione garantita dalla Costituzione. Il TF aveva in particolare contestato il diverso peso che hanno i singoli voti nei piccoli circondari elettorali.</p><p>Da queste decisioni sono nate le due iniziative cantonali che chiedono di riformulare in modo pi\u00f9 preciso l'articolo 34 della Costituzione in modo da riaffermare le autonomie cantonali. Visto che entrambe erano state approvate dalla Commissione delle istituzioni politiche degli Stati (CIP-S), e poi anche dal Nazionale, la CIP-S \u00e8 stata chiamata a redigere il progetto in materia.</p><p>Secondo tale modifica costituzionale, Il Tribunale federale (TF) non potr\u00e0 cos\u00ec pi\u00f9 intervenire per stabilire i requisiti relativi alle dimensioni dei circondari elettorali.</p><p></p><p>Decisione politica</p><p>Questa giurisprudenza aveva aveva condotto l'Assemblea federale a rifiutarsi di concedere la garanzia federale alla Costituzione svittese a causa del sistema per l'elezione del Parlamento. La questione rimane tuttavia controversa. Secondo la maggioranza del Consiglio degli Stati, la decisione deve essere presa a livello politico.</p><p>La sovranit\u00e0 cantonale deve essere rispettata, ha detto oggi Peter F\u00f6hn (UDC/SZ) a nome della commissione. Imponendo procedure opache di ripartizione dei mandati e minacciando di sanzioni un cantone, i giudici non contribuiscono alla legittimazione democratica. Secondo il democentrista, occorre inoltre che la maggioranza della popolazione accetti, e soprattutto comprenda, la procedura in vigore.</p><p>Robert Cramer (Verdi/GE), a nome della minoranza commissionale, ha invece rimesso in discussione la legittimit\u00e0 di legiferare. Solo due partiti, UDC e PPD, sostengono il progetto e la maggioranza dei cantoni favorevoli sono cantoni alpini, ha aggiunto il ginevrino. A suo avviso, occorre evitare una disputa con i cantoni di pianura. Secondo Cramer, non spetta inoltre al Parlamento inviare segnali al Tribunale federale, invocando la separazione dei poteri.</p><p></p><p>Governo non prende posizione</p><p>Il Consiglio federale non ha dal canto suo preso posizione sulle iniziative cantonali per una maggiore libert\u00e0 nell'organizzazione delle procedure elettorali. Secondo il Governo \"i sistemi elettorali devono poter garantire l'osservanza dei principi fondamentali della democrazia e l'aderenza al contesto storico e sociale della collettivit\u00e0 interessata\".</p><p>Secondo il nuovo articolo costituzione, i cantoni sono liberi di \"definire i loro circondari elettorali e potranno emanare disposizioni speciali in materia di diritto elettorale, ad esempio per tutelare le minoranze\". \u00c8 il caso di Berna, per esempio, che garantisce al Giura bernese un rappresentante in seno al Consiglio di Stato.</p><p>Alla fine ha prevalso la versione pi\u00f9 federalistica difesa dalla maggioranza. Solo 16 \"senatori\" hanno sostenuto lo status quo.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 19.09.2018</b></p><p><b>I Cantoni devono disporre di una libert\u00e0 assoluta nel scegliere il proprio diritto elettorale. Il Nazionale \u00e8 entrato oggi in materia su un progetto di modifica della Costituzione federale del Consiglio degli Stati con 93 contro 90 e due astensioni. Il dossier passa ora alla commissione preparatoria per l'esame di dettaglio.</b></p><p>L'idea \u00e8 frutto di due iniziative cantonali di Zugo e Uri che si erano visti bocciare dal Tribunale federale (TF) le rispettive leggi in materia. </p><p>Per i consiglieri nazionali, il Tribunale federale dovrebbe lasciare maggiore margine di manovra ai Cantoni. La Svizzera non \u00e8 uno stato centrale con norme applicabili in modo uniforme, il federalismo deve poter permettere queste differenze, ha sostenuto Gregor Rutz (UDC/ZH).</p><p>Non \u00e8 un caso se la stessa Costituzione federale protegge l'autonomia cantonale, ha aggiunto Gerhard Pfister (PPD/ZG). Alcuni sistemi scelti dai cantoni per soddisfare le esigenze del TF sono problematici e non danno piena soddisfazione ai comuni, ha affermato lo zughese.</p><p>\"Occorre rispettare i diritti fondamentali\", ha replicato Isabelle Moret (PLR/VD) a nome della commissione. \"Il Consiglio nazionale - ha aggiunto - ha il compito di assicurare l'uguaglianza di trattamento di ogni cittadino\".</p><p>Se un Cantone opta per un sistema proporzionale, deve prevedere regole che consentano di applicare davvero il sistema. Se ad esempio i circondari sono troppo piccoli, occorre riequilibrare la ripartizione. Il Tribunale federale non prende decisioni alla leggera, ha spiegato, invano, Matthias Jauslin (PLR/AG).</p><p>\"Nella Costituzione non figura solo il diritto all'autonomia cantonale ma anche quello della garanzia dei diritti politici\", ha da parte sua affermato la ministra di giustizia e polizia Simonetta Sommaruga. Insomma, \"se siamo tutti molto attaccati alla sovranit\u00e0 cantonale \u00e8 altres\u00ec vero che i cantoni devono rispettare la Costituzione federale\", ha aggiunto la consigliera federale precisando che il governo non si \u00e8 espresso pro o contro la proposta in discussione oggi.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 10.12.2018</b></p><p><b>Sistemi elettorali, Cantoni potranno definirli come vogliono </b></p><p><b>I Cantoni devono disporre di una libert\u00e0 assoluta nel scegliere il proprio diritto elettorale. Dopo gli Stati, anche il Nazionale ha approvato - con 106 voti contro 81 e 2 astenuti - una modifica della Costituzione federale nata da due iniziative cantonali di Zugo e Uri. L'ultima parola spetter\u00e0 al Popolo.</b></p><p>All'origine delle due iniziative cantonali vi sono alcune decisioni del Tribunale federale (TF) che hanno fatto arricciare pi\u00f9 di un naso. Nell'ottobre 2016, i supremi giudici avevano accolto un ricorso contro il sistema di elezione del parlamento urano criticando soprattutto il quorum del 10% - giudicato troppo elevato - in quei comuni dove si votava secondo il sistema proporzionale.</p><p>Nel luglio 2013, il TF aveva annullato una disposizione costituzionale di Zugo relativa al sistema proporzionale di elezione del parlamento cantonale giudicandola contraria alla libert\u00e0 di voto e di elezione garantita dalla Costituzione. Il TF aveva in particolare contestato il diverso peso che hanno i singoli voti nei piccoli circondari elettorali.</p><p>Questa giurisprudenza aveva aveva condotto l'Assemblea federale a rifiutarsi di concedere la garanzia federale alla Costituzione svittese a causa del sistema per l'elezione del Parlamento.</p><p>Dalle decisioni del TF sono nate le due iniziative cantonali che chiedono di riformulare in modo pi\u00f9 preciso l'articolo 34 della Costituzione in modo da riaffermare le autonomie cantonali. Secondo la modifica costituzionale adottata oggi, il Tribunale federale non potr\u00e0 cos\u00ec pi\u00f9 intervenire per stabilire i requisiti relativi alle dimensioni dei circondari elettorali.</p><p>E a tal proposito oggi, con 104 voti contro 83 e due astenuti, la Camera del popolo non ha voluto sopprimere nella revisione costituzionale la frase secondo cui i Cantoni \"sono liberi di definire i loro circondari elettorali e di prevedere disposizioni particolari in materia elettorale\".</p><p>Se questa precisazione venisse tolta, la formulazione dell'articolo costituzionale sarebbe troppo vaga lasciando la porta aperta a nuovi ricorsi al TF, ha sostenuto Gerhard Pfister (PPD/ZG). Pi\u00f9 in generale, Gregor Rutz (UDC/ZH) ha sostenuto che non deve essere il Tribunale federale a verificare la costituzionalit\u00e0 dei sistemi elettorali cantonali ma le Camere federali.</p><p>\"Ma gi\u00e0 oggi i Cantoni possono organizzarsi come vogliono\", ha replicato Matthias Jauslin (PLR/AG) sostenendo che nella Costituzione non figura solo il diritto all'autonomia cantonale ma anche quello della garanzia dei diritti politici. Per Balthasar Gl\u00e4ttli (Verdi/ZH) il progetto in discussione non rispetta il principio della separazione dei poteri.</p><p>Come detto, al voto la camera ha per\u00f2 scelto la versione che lascia il margine pi\u00f9 ampio possibile ai Cantoni. Come per tutte le revisioni della Costituzione, anche in questo caso la modifica dovr\u00e0 essere approvata in votazione da popolo e cantoni.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 14.12.2018</b></p><p><b>CN: bocciata revisione diritto elettorale cantonale </b></p><p>I Cantoni non disporranno di una libert\u00e0 assoluta nel scegliere il proprio diritto elettorale. Oggi, durante le votazioni finali, il Consiglio nazionale ha bocciato - con 103 voti contro 90 e 3 astenuti - una modifica della Costituzione federale scaturita da due iniziative cantonali di Zugo e Uri.</p><p>L'opposizione \u00e8 venuta dalla sinistra e dalla maggioranza del PLR. Se il Parlamento approva questo progetto, ci sar\u00e0 una votazione in ogni caso visto che si tratta di una modifica costituzionale. Bisogner\u00e0 allora dare delle spiegazioni alla popolazione e dubito che ci si potr\u00e0 riuscire con successo, ha affermato il capo del gruppo socialista Roger Nordmann (VD).</p><p>Favorevoli al progetto erano in particolare UDC e PPD. \"La popolazione dei piccoli cantoni poco popolosi potr\u00e0 cos\u00ec scegliere il sistema di voto che preferisce mantenendo cos\u00ec la propria sovranit\u00e0\", ha replicato, invano, il presidente del PPD Gerhard Pfister (ZG).</p>","DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Fondandosi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale, il cantone di Zugo presenta la seguente iniziativa:</p><p>La Costituzione federale del 18 aprile 1999 (RS 101) va modificata in modo tale da lasciare liberi i cantoni di determinare il proprio diritto elettorale.</p>","ReasonText":"<p>Il principio secondo cui il diritto federale prevale sul diritto cantonale \u00e8 un principio giuridico del diritto federale ed \u00e8 pertanto intrinsecamente legato alla forma dello Stato. Esso \u00e8 iscritto implicitamente nell'articolo 3 della Costituzione che sancisce la sovranit\u00e0 dei cantoni fatte salve le competenze federali previste nel diritto costituzionale (messaggio del Consiglio federale concernente la revisione della Costituzione federale del 20 novembre 1996, FF 1997 I 1, qui 202). Inoltre anche l'articolo 49 della Costituzione sancisce il principio della preminenza e del rispetto del diritto federale. Questa disposizione garantisce l'unit\u00e0 interna e la coerenza dell'ordinamento giuridico svizzero, realizzando cos\u00ec aspetti basilari dello Stato di diritto e della certezza del diritto (Alexander Ruch, St. Galler Kommentar zu Art. 49 BV, Zurigo/San Gallo 2008, n. marg. 3 con altre indicazioni).</p><p>Per l'elezione del Consiglio nazionale ogni cantone forma un circondario elettorale (art. 149 cpv. 3 della Costituzione). Dato che la popolazione viaria notevolemente da un cantone all'altro e, quindi, anche il numero di seggi loro attribuiti in Consiglio nazionale, i circondari elettorali sono fra loro molto diversi. Secondo la prassi consolidata anche i cantoni sono ampiamente liberi di organizzare il proprio sistema politico e la procedura d'elezione (cfr. DTF 136 I 376 consid. 4.1; DTF 136 I 352 consid. 2 con rinvii), cio\u00e8 le elezioni e le votazioni devono tenere conto dell'articolo 34 della Costituzione. La constatazione che a livello cantonale esistono svariati sistemi per l'elezione dei legislativi mostra che anche in questo ambito i cantoni dispongono di una certa autonomia. Occorre comunque constatare che la recente giurisprudenza del Tribunale federale nell'ambito del diritto elettorale cantonale tende sempre pi\u00f9 a limitare l'operato dei cantoni e a rendere impossibile la loro autonomia. Ma \u00e8 proprio espressione di un federalismo effettivo accettare e consentire determinate differenze fra i cantoni. Non per niente la Costituzione impone alla Confederazione di tutelare l'autonomia dei Cantoni (art. 47 cpv. 1 della Costituzione).</p><p>In virt\u00f9 della Costituzione tutte le autorit\u00e0 federali, anche quelle giudiziarie, sono tenute a rispettare l'autonomia cantonale garantita costituzionalmente e quindi il federalismo. Una certa autonomia dei cantoni nel determinare il proprio diritto elettorale appare quindi evidente nel quadro dell'articolo 34 della Costituzione. Non si capisce perch\u00e9 non si debba accordare una certa autonomia ai cantoni che tengono in considerazione le particolarit\u00e0 regionali o le minoranze linguistiche: l'articolo 3 della Costituzione sancisce la sovranit\u00e0 dei cantoni per quanto non sia limitata dalla Costituzione. Anche se garantisce i diritti politici, l'articolo 34 capoverso 2 della Costituzione \u00e8 tuttavia formulato in senso generale in modo che la protezione costituzionale comprenda la libera formazione della volont\u00e0 e l'espressione fedele del voto. Col tempo il Tribunale federale ne ha sviluppato una prassi focalizzandosi su aspetti fondamentali come la protezione del diritto di eleggere e di essere eletti, il principio della parit\u00e0 di trattamento o le pari opportunit\u00e0. I principi valgono per le votazioni e per le elezioni.</p><p>L'iniziativa cantonale non vuole mettere in discussione il collaudato sistema dello Stato federale, ma persegue una formulazione pi\u00f9 precisa dell'articolo 34 della Costituzione e quindi una riaffermazione delle autonomie cantonali. Essa manifesta il proprio disaccordo nei confronti della giurisprudenza del Tribunale federale in materia di diritto elettorale cantonale. L'interpretazione estensiva che il Tribunale federale d\u00e0 dell'articolo 34 della Costituzione \u00e8 problematica anche perch\u00e9 alcune modifiche del diritto elettorale cantonale non seguono pi\u00f9 la via della democrazia diretta, non essendo effettuate mediante gli strumenti politici nel rispetto delle decisioni della maggioranza. Direttive di tribunali nell'ambito del diritto elettorale cantonale sono facilmente percepite come ingerenze nella sovranit\u00e0 cantonale e suscitano conflitti politici e reazioni di difesa.</p><p>L'iniziativa cantonale intende innanzitutto mandare un segnale affinch\u00e9 il Tribunale federale interpreti con cautela la Costituzione in questioni di diritto elettorale senza mettere in discussione il modello dello Stato federale della Confederazione svizzera.</p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":null,"FederalCouncilProposal":null,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":null,"SubmittedBy":"Zugo","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1544745600000)\/","ResponsibleDepartment":5,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento di giustizia e polizia","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFGP","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"4","Category":"IV","Modified":"\/Date(1779243026710)\/","SubmissionDate":"\/Date(1395964800000)\/","SubmissionCouncil":null,"SubmissionCouncilName":null,"SubmissionCouncilAbbreviation":null,"SubmissionSession":4913,"SubmissionLegislativePeriod":49,"FirstCouncil1":2,"FirstCouncil1Name":"Consiglio degli Stati","FirstCouncil1Abbreviation":"CS","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica nazionale"}}