{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143206,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143206,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143206,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143206,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143206,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143206,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143206,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143206,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143206,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143206,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143206,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143206,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143206,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143206,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143206,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143206,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143206,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20143206,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"14.3206","BusinessType":8,"BusinessTypeName":"Interpellanza","BusinessTypeAbbreviation":"Ip.","Title":"Il parco svizzero dell'innovazione, la base dell'economia svizzera e le scuole universitarie professionali","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Il Consiglio federale \u00e8 invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quale importanza rivestono per il Consiglio federale le 27 000 piccole e medie imprese tecnologiche e industriali e i loro 500 000 dipendenti in relazione alla ricerca, all'innovazione e allo sviluppo nel nostro Paese?</p><p>2. Il Consiglio federale \u00e8 consapevole che molte PMI, viste le loro dimensioni, spesso non dispongono di risorse sufficienti per l'innovazione o non possono partecipare ai progetti nell'ambito della ricerca di punta delle scuole universitarie?</p><p>3. Il Consiglio federale ha notato che in molti casi sono proprio le PMI ad applicare, sfruttare, integrare nei processi e nei modelli aziendali le tecnologie pi\u00f9 avanzate, contribuendo cos\u00ec alla creazione di valore aggiunto tramite la ricerca e l'innovazione?</p><p>4. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui il concetto del parco svizzero dell'innovazione dovrebbe estendersi anche alla creazione di piattaforme che consentano di mettere a disposizione efficacemente le risorse critiche per l'innovazione (manodopera, tecnica)?</p><p>5. In che modo il Consiglio federale intende garantire che nell'istituzione del parco svizzero dell'innovazione - e in particolare nella selezione delle sedi di rete - non vengano considerati soltanto gli hub di Zurigo e Losanna, la cui eccellenza internazionale \u00e8 assolutamente incontestata, e le grandi multinazionali dai budget miliardari per la ricerca e lo sviluppo, ma siano incluse anche le PMI e le nostre rinomate scuole universitarie professionali, che sono la \"base\" dell'innovazione?</p><p>6. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui un vero e proprio concetto di rete con sedi complementari dal punto di vista dei contenuti e della funzionalit\u00e0 possa trarre il meglio dall'idea di un parco svizzero dell'innovazione?</p>","ReasonText":"<p>La legge federale sulla promozione della ricerca e dell'innovazione, agli articoli 32 e seguenti, ha posto le basi per il progetto generazionale \"Parco svizzero dell'innovazione\".</p><p>L'articolo 32, al capoverso 1 lettera a, stabilisce che il parco dell'innovazione deve rispondere a un interesse nazionale superiore e contribuire alla competitivit\u00e0, alla gestione efficiente delle risorse e allo sviluppo sostenibile. Lo stesso articolo, al capoverso 1 lettera b, accorda la possibilit\u00e0 di suddividerlo sin dall'inizio, nel rispetto dell'equilibrio tra le regioni, in pi\u00f9 sedi regionali che siano interconnesse tra loro e collaborino con le scuole universitarie, comprese le scuole universitarie professionali. Nelle linee direttive e nei principi del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca per l'istituzione e la configurazione del parco svizzero dell'innovazione si precisa inoltre che \u00e8 necessario attrarre verso la piazza economica svizzera nuovi attori, in particolare esponenti della ricerca stranieri dell'economia privata.</p><p>Anche i documenti per la procedura di selezione relativi al progetto del parco svizzero dell'innovazione approvati il 7 novembre 2013 dalla CDEP prevedono, al punto 2.7 Sedi di rete, che le sedi:</p><p>a. dispongano di spiccate competenze in materia di ricerca; e </p><p>b. si collochino in un contesto internazionale.</p><p>Sarebbe in contraddizione con la volont\u00e0 del legislatore voler stabilire in tal modo che soltanto gli istituti universitari devono essere presi in considerazione. Nella trattazione della legge \u00e8 stato infatti espressamente riconosciuto che anche le scuole universitarie professionali avrebbero dovuto essere incluse nella selezione.</p><p>Non vi \u00e8 inoltre alcuna base legale che giustifichi la condizione del \"contesto internazionale\".</p><p>\u00c8 assolutamente necessario che anche le PMI svizzere e le scuole universitarie professionali siano rappresentate presso almeno una sede di rete e che possano cos\u00ec fornire il loro irrinunciabile contributo allo sviluppo del parco svizzero dell'innovazione a vantaggio dell'intera economia svizzera.</p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>Il Consiglio federale ha spiegato in diverse occasioni la procedura in corso riguardante il parco svizzero dell'innovazione, sia nel suo parese sul postulato de Courten 13.3396, sia nel quadro di diverse sedute informative, anche all'attenzione delle Camere federali: poich\u00e9 la Confederazione riveste un ruolo sussidiario, il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR), in qualit\u00e0 di dipartimento competente, ha incaricato la Conferenza dei Direttori cantonali dell'economia pubblica (CDEP) di elaborare un progetto di attuazione in collaborazione con gli attori coinvolti, ossia le regioni e il mondo economico. Ora tocca ai cantoni, nel quadro della procedura approvata dalla CDEP, individuare le possibili sedi di rete. Per poter garantire sin dall'inizio una procedura trasparente e mirata, il DEFR ha reso noti in anticipo i propri principi e direttive. In tal modo i cantoni godono della massima libert\u00e0 d'azione in un quadro chiaramente predefinito.</p><p>Alla luce di quanto esposto il Consiglio federale prende posizione come segue:</p><p>1./2. Il Consiglio federale attribuisce enorme importanza a un sistema economico misto, costituito da grandi gruppi, imprese di medie dimensioni nonch\u00e9 piccole e microimprese. \u00c8 l'equilibrio fra PMI e grandi gruppi a rendere l'economia svizzera competitiva e forte dal punto di vista dell'innovazione. I grandi gruppi, per quanto riguarda la ricerca e lo sviluppo, godono di maggiore disponibilit\u00e0 finanziaria e di personale, mentre le piccole imprese spesso si muovono pi\u00f9 rapidamente e agilmente nel contesto economico nazionale e internazionale. Le PMI innovative, che in ragione delle loro ridotte dimensioni spesso non dispongono delle risorse necessarie, vengono sostenute dalla Confederazione, tra l'altro, tramite la Commissione per la tecnologia e l'innovazione (CTI). Nel 50 per cento dei casi il partner di ricerca dei progetti CTI \u00e8 costituito dalle scuole universitarie professionali. Tramite il sostegno a progetti di ricerca, progetti pilota, progetti di dimostrazione e progetti faro anche l'Ufficio federale dell'energia fornisce un contributo diretto al pieno sfruttamento della forza innovativa delle PMI. I cantoni possono inoltre sostenere i progetti di innovazione non basati sulla scienza delle PMI locali tramite la politica regionale della Confederazione.</p><p>3. Il rilevamento sull'innovazione 2011 del Centro di ricerche congiunturali (KOF) dimostra che le imprese svizzere con meno di 250 dipendenti sono nel complesso pi\u00f9 innovative della stessa tipologia di imprese dell'UE; di conseguenza, le PMI svizzere possono essere definite particolarmente innovative. Non \u00e8 invece possibile affermare, a livello statistico, che le PMI siano generalmente pi\u00f9 innovative delle grandi imprese svizzere. Nella sua analisi e nelle correlazioni fra attivit\u00e0 legate all'innovazione e dimensioni dell'impresa, il rilevamento citato giunge a una conclusione diversa. Tuttavia, a seconda del settore e dell'indicatore scelto, le correlazioni sono di volta in volta molto diverse.</p><p>4./5. Stando al procedimento citato in apertura, spetta ai principali attori coinvolti decidere quali proposte far approvare dalla CDEP. Il DEFR, responsabile sul piano federale, \u00e8 informato del fatto che i progetti attualmente presentati per le sedi di rete tengono conto senza eccezioni delle competenze delle scuole universitarie e delle scuole universitarie professionali delle diverse sedi.</p><p>6. Il parco svizzero dell'innovazione rappresenta una rete che deve rafforzare le competenze svizzere in materia d'innovazione verso l'interno (reti formali e informali) e verso l'esterno (concorrenza internazionale). Non fa concorrenza alle iniziative locali e alle strutture esistenti, ma le integra con la componente internazionale menzionata. Deve in tal modo favorire a medio e lungo termine la creazione di unit\u00e0 di ricerca e di imprese e garantire un migliore accesso alle tecnologie e alla ricerca d'avanguardia per le numerose PMI svizzere. Spetta alla CDEP far s\u00ec che le sedi e le competenze siano fra loro complementari e provvedere cos\u00ec a un progetto di attuazione consolidato.</p>  Risposta del Consiglio federale.","FederalCouncilProposal":8,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1400025600000)\/","SubmittedBy":"St\u00f6ckli Hans","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1402876800000)\/","ResponsibleDepartment":8,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DEFR","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"15|36","Category":null,"Modified":"\/Date(1690527107607)\/","SubmissionDate":"\/Date(1395273600000)\/","SubmissionCouncil":2,"SubmissionCouncilName":"Consiglio degli Stati","SubmissionCouncilAbbreviation":"CS","SubmissionSession":4912,"SubmissionLegislativePeriod":49,"FirstCouncil1":2,"FirstCouncil1Name":"Consiglio degli Stati","FirstCouncil1Abbreviation":"CS","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Economia|Scienza e ricerca"}}