{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143472,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143472,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143472,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143472,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143472,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143472,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143472,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143472,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143472,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143472,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143472,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143472,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143472,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143472,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143472,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143472,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143472,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20143472,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"14.3472","BusinessType":8,"BusinessTypeName":"Interpellanza","BusinessTypeAbbreviation":"Ip.","Title":"Ultracinquantenni. Promuoverne l'occupazione anzich\u00e9 discriminarli","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Diversamente da quanto avviene in altri Paesi, secondo la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) in Svizzera il tasso di disoccupazione degli ultracinquantenni non \u00e8 pi\u00f9 elevato di quello registrato in altre fasce d'et\u00e0. I lavoratori meno giovani, per\u00f2, devono affrontare problemi difficili come il reinserimento dopo la perdita del posto di lavoro, gli ostacoli nella ricerca di un impiego, le eventuali discriminazioni sull'et\u00e0 inserite negli annunci di lavoro, ecc. Alla luce di tutto ci\u00f2 chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. Ricerca di un impiego</p><p>a. Un ultracinquantenne che perde il lavoro ha molte pi\u00f9 difficolt\u00e0 a trovare una nuova occupazione. Per le persone di questa et\u00e0 la ricerca di un impiego dura una volta e mezzo in pi\u00f9 rispetto alla media.</p><p>Quali misure intende adottare il Consiglio federale per risolvere questo problema che affligge le persone in et\u00e0 avanzata che vogliono reinserirsi nel mercato del lavoro?</p><p>b. Spesso, implicitamente o esplicitamente, gli annunci di lavoro indicano un'et\u00e0 massima per i candidati. Dal punto di vista degli ultracinquantenni si tratta di una vera e propria discriminazione.</p><p>Come valuta la situazione il Consiglio federale? Reputa necessario intervenire? Ritiene utile attirare l'attenzione sul problema degli annunci di lavoro discriminatori o, in alcuni casi, addirittura vietarli?</p><p>c. In altri Paesi non \u00e8 consentito inserire limiti d'et\u00e0 negli annunci di lavoro senza motivi validi, ad esempio in Germania dove il principio \u00e8 sancito nella legge sul pari trattamento (Allgemeines Gleichbehandlungsgesetz).</p><p>Una legge simile non permetterebbe forse anche in Svizzera di evitare la discriminazione delle persone meno giovani sul mercato del lavoro?</p><p>2. Disoccupazione di lunga durata ed esaurimento del diritto all'indennit\u00e0</p><p>Secondo la SECO circa il 41 per cento dei disoccupati di lunga durata e oltre un quarto delle 34 681 persone che hanno esaurito il diritto all'indennit\u00e0 nel 2013 hanno superato i 50 anni. </p><p>a. Con quali misure il Consiglio federale pensa di limitare il rischio, particolarmente alto in et\u00e0 avanzata, di essere iscritti all'URC per pi\u00f9 di 12 mesi?</p><p>b. Cosa ne pensa del fatto che la percentuale di ultracinquantenni che hanno esaurito il diritto all'indennit\u00e0 \u00e8 maggiore di quella dei disoccupati nella stessa fascia d'et\u00e0, anche se in determinate situazioni dai 55 anni in poi si ha diritto a 120 indennit\u00e0 giornaliere supplementari?</p><p>3. Promuovere l'occupazione</p><p>Alla luce dell'andamento demografico e dei suoi effetti sul mercato del lavoro, il Consiglio federale \u00e8 disposto a lanciare un'offensiva per promuovere l'occupazione dei lavoratori svizzeri ultracinquantenni?</p>","ReasonText":null,"DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>I problemi che riguardano i lavoratori in et\u00e0 avanzata sono molti e molto diversi. In linea di massima in Svizzera queste persone sono ben inserite nel mercato del lavoro. In base alla rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera nel 2013 il tasso d'occupazione nella fascia d'et\u00e0 compresa tra 55 e 64 anni era del 74 per cento, ovvero tra i pi\u00f9 alti a livello internazionale. Tra il 2003 e il 2013 la percentuale degli occupati tra i 45 e i 64 anni \u00e8 aumentata dal 35 al 40 per cento (generazione baby boom) facendo aumentare contestualmente anche il numero di lavoratori anziani disoccupati. Ad ogni modo, il tasso di disoccupazione degli ultracinquantenni \u00e8 stato sempre inferiore a quello delle altre fasce d'et\u00e0. In particolare, nel 2013 ammontava al 2,6 per cento, ovvero 0,6 punti percentuali al di sotto della media svizzera.</p><p>1a./2a. Il Consiglio federale \u00e8 consapevole dell'elevato rischio di disoccupazione di lunga durata per gli ultracinquantenni e agisce di conseguenza. Le autorit\u00e0 cantonali dell'assicurazione contro la disoccupazione (AD) impostano le loro strategie di consulenza e intermediazione sui gruppi target pertinenti. Per i disoccupati pi\u00f9 anziani, che rientrano nel gruppo con un elevato rischio di disoccupazione di lunga durata, la maggior parte dei cantoni segue specifiche strategie di reinserimento. Inoltre, i consulenti degli uffici regionali di collocamento (URC) ricorrono, se necessario, a provvedimenti mirati inerenti al mercato del lavoro (PML).</p><p>Rispetto alle persone pi\u00f9 giovani, gli assicurati che hanno pi\u00f9 di 55 anni possono riscuotere le indennit\u00e0 giornaliere per un periodo pi\u00f9 lungo. Sempre rispetto ai giovani, gli assicurati che hanno pi\u00f9 di 50 anni possono partecipare ai provvedimenti di formazione e di occupazione fino alla conclusione del loro termine quadro, indipendentemente dal diritto all'indennit\u00e0 di disoccupazione. Parimenti, possono ricevere gli assegni per il periodo di introduzione (API) per una durata che si protrae fino a 12 mesi in pi\u00f9 e dunque la quota cofinanziata del salario, in media, \u00e8 superiore del 50 per cento rispetto a quella dei giovani.</p><p>1b./1c. Se da un lato il divieto di discriminazione (art. 8 cpv. 2 della Costituzione) si applica alle relazioni tra lo Stato e i cittadini, dall'altro vale per le relazioni tra persone private soltanto in presenza di un'apposita base legale. Attualmente il diritto svizzero non contempla alcuna norma di legge che vieterebbe una discriminazione per motivi anagrafici tra datori di lavoro e lavoratori. Viceversa l'uguaglianza salariale \u00e8 sancita sia nella Costituzione dall'articolo 8 capoverso 3 terza frase, sia nel diritto federale. Il Consiglio federale non ravvisa la necessit\u00e0 di intervenire per legge, ma ritiene comunque che la sensibilizzazione \u00e8 importante. Nel quadro dell'iniziativa sul personale qualificato le parti sociali, la Confederazione e i cantoni stanno studiando le modalit\u00e0 per sensibilizzare le aziende, incentivare il coinvolgimento delle persone pi\u00f9 anziane nel mondo del lavoro e incoraggiare lo scambio delle \"buone pratiche\". Questi lavori si prefiggono di mobilitare meglio il potenziale presente sul territorio, il che \u00e8 significativo anche in vista dei lavori di attuazione dell'iniziativa \"contro l'immigrazione di massa\" (art. 121a della Costituzione). Il ruolo dello Stato si limita a istituire un quadro ottimale affinch\u00e9 le condizioni lavorative offerte dalle imprese si adeguino progressivamente ai lavoratori pi\u00f9 anziani.</p><p>2b. Il rischio di disoccupazione di lunga durata \u00e8 direttamente proporzionale all'et\u00e0. Appositi indicatori che misurano l'efficacia delle misure permettono di pilotare l'azione degli organi esecutivi dell'AD per permettere un reinserimento rapido e duraturo. In questo modo gli organi hanno un incentivo maggiore a utilizzare i loro strumenti per evitare la disoccupazione di lunga durata.</p><p>Il programma nazionale di prevenzione e lotta alla povert\u00e0 approvato dal Consiglio federale il 15 maggio 2013 prevede la valutazione delle offerte nei settori dell'integrazione sociale e professionale dei disoccupati di lunga durata (la maggior parte dei quali sono anziani).</p><p>3b. Poich\u00e9 la popolazione sta invecchiando, nei prossimi anni anche coloro che raggiungono l'et\u00e0 della pensione costituiranno un serbatoio di specialisti da valorizzare. Se l'iniziativa sul personale qualificato permettesse di impiegare un maggior numero di lavoratori tra i 55 e i 64 anni (+20 per cento) migliorando i requisiti dell'attivit\u00e0 lucrativa fino al pensionamento e oltre, l'economia disporrebbe di 96 000 posti a tempo pieno in pi\u00f9. Nell'autunno 2014 il Consiglio federale sottoporr\u00e0 al Parlamento il messaggio sulla riforma della previdenza per la vecchiaia 2020, che prevede diverse misure per conciliare meglio l'attivit\u00e0 lucrativa e il pensionamento e incoraggiare il proseguimento dell'attivit\u00e0 lavorativa tra i 62 e i 70 anni.</p>  Risposta del Consiglio federale.","FederalCouncilProposal":8,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1409702400000)\/","SubmittedBy":"Bruderer Wyss Pascale","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1411430400000)\/","ResponsibleDepartment":8,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DEFR","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"15","Category":null,"Modified":"\/Date(1690526482240)\/","SubmissionDate":"\/Date(1403049600000)\/","SubmissionCouncil":2,"SubmissionCouncilName":"Consiglio degli Stati","SubmissionCouncilAbbreviation":"CS","SubmissionSession":4914,"SubmissionLegislativePeriod":49,"FirstCouncil1":2,"FirstCouncil1Name":"Consiglio degli Stati","FirstCouncil1Abbreviation":"CS","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Economia"}}