{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143826,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143826,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143826,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143826,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143826,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143826,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143826,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143826,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143826,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143826,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143826,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143826,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143826,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143826,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143826,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143826,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20143826,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20143826,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"14.3826","BusinessType":5,"BusinessTypeName":"Mozione","BusinessTypeAbbreviation":"Mo.","Title":"Lotta alla discriminazione religiosa tramite la politica di sviluppo","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Il Consiglio federale \u00e8 invitato a prodigarsi anche per la protezione delle minoranze religiose nei relativi Paesi. Nell'ambito della politica di sviluppo e dei crediti disponibili, gli uffici federali competenti sono chiamati a coinvolgere in modo pi\u00f9 intenso rispetto a quanto fatto finora i corrispondenti gruppi della societ\u00e0 civile degli Stati nei quali le minoranze religiose sono chiaramente discriminate e a tener maggiormente conto delle minoranze religiose nell'assegnazione delle risorse.</p>","ReasonText":"<p>L'articolo 54 della Costituzione federale impone alla Confederazione, nelle sue relazioni con l'estero, di contribuire a far rispettare i diritti umani. La libert\u00e0 di religione, messa a dura prova negli ultimi anni, vi rientra a pieno titolo. Questa nuova forma di minaccia ai diritti dell'uomo deve spingere la Svizzera a riregolare la sua politica di sviluppo.</p><p>Grazie alla sua lunga tradizione umanitaria e all'impegno, fortemente intensificatosi negli ultimi anni, nel campo dell'aiuto allo sviluppo, la Svizzera ha notevoli possibilit\u00e0 di favorire il rispetto della libert\u00e0 di religione come diritto fondamentale dell'uomo. Le situazioni in cui si trovano le persone coinvolte sono estremamente difficili; il nostro Paese \u00e8 tenuto quindi a dare con urgenza maggior peso alla protezione dei perseguitati religiosi nelle sue attivit\u00e0 nel campo della politica di sviluppo. L'impegno per il rafforzamento delle minoranze religiose svantaggiate deve divenire una parte importante delle attivit\u00e0 della DSC. A tal proposito, va cercata in misura ancora maggiore rispetto a oggi la collaborazione con attori della societ\u00e0 civile, per non essere costretti a cooperare con i governi responsabili delle violazioni dei diritti dell'uomo.</p><p>Nel suo rapporto all'ONU del 13 agosto 2012, Heiner Bielefeldt, relatore speciale sulla libert\u00e0 di religione e di credo del Consiglio dei diritti umani dell'ONU, individua tre aspetti vincolanti ai sensi del diritto internazionale pubblico che vanno quindi garantiti da tutti gli Stati: il diritto di cambiare liberamente il proprio credo, il diritto di non essere costretti a convertirsi e la possibilit\u00e0 di esortare alla conversione. Il diritto alla libert\u00e0 di religione cos\u00ec definito \u00e8 violato in molti Paesi. Per l'aiuto svizzero allo sviluppo \u00e8 dunque opportuno, negli Stati in questione, collaborare maggiormente con la societ\u00e0 civile e coinvolgere attori civili.</p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>L'articolo 54 della Costituzione federale impone alla Confederazione di contribuire a far rispettare i diritti dell'uomo, ma anche a lottare contro la povert\u00e0 nel mondo, a promuovere la democrazia, ad assicurare la convivenza pacifica dei popoli nonch\u00e9 a salvaguardare le basi naturali della vita. La promozione dei diritti dell'uomo \u00e8 un obiettivo della politica estera della Svizzera. La libert\u00e0 di religione nonch\u00e9 la protezione delle minoranze religiose ed etniche sono parte integrante della sua politica dei diritti dell'uomo. In passato il Consiglio federale si \u00e8 espresso pi\u00f9 volte su questioni riguardanti la cooperazione allo sviluppo, la libert\u00e0 di religione e le minoranze (interpellanza 12.3067, domanda 13.5317, interpellanza 13.3699, interrogazione 13.1052 e in particolare postulato Graber Jean-Pierre 11.3197). La questione \u00e8 diventata pi\u00f9 pressante alla luce di quanto sta accadendo in Siria e Iraq.</p><p>Per proteggere e promuovere la libert\u00e0 religiosa, ma anche per prevenire qualsiasi forma d'intolleranza religiosa, la Svizzera partecipa attivamente al lavoro degli organismi competenti delle organizzazioni internazionali, quali l'ONU o l'OSCE, e in questo ambito sostiene le risoluzioni adottate dal Consiglio dei diritti umani e dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il Consiglio federale invita i Paesi interessati a rispettare i diritti delle minoranze religiose ed etniche ed esorta inoltre gli Stati nei quali gruppi estremistici compiono attentati e stragi contro i cristiani e altre minoranze a fare tutto il possibile per impedire atti di questo genere e portare i responsabili davanti al tribunale.</p><p>Anche la cooperazione svizzera allo sviluppo opera in base alle norme in materia di diritti dell'uomo e ribadisce il principio della non discriminazione. Il rispetto dei diritti dell'uomo, compresa la libert\u00e0 di religione, \u00e8 considerato uno degli elementi chiave per uno sviluppo sostenibile che vada a beneficio di tutte le fasce della popolazione. La Svizzera, nel quadro della sua cooperazione allo sviluppo, offre anche un sostegno diretto per lottare contro l'esclusione delle minoranze. L'obiettivo della cooperazione svizzera allo sviluppo non \u00e8 di aiutare i governi, bens\u00ec di sostenere le fasce pi\u00f9 sfavorite della popolazione nel loro cammino verso lo sviluppo. Se un governo non dispone delle strutture democratiche necessarie per una cooperazione efficace, questa si svolge prevalentemente tramite organizzazioni non governative. Spesso il sostegno a fasce della popolazione sfavorite ed escluse si rivela particolarmente necessario, segnatamente quando esistono gravi carenze in fatto di democrazia, diritti dell'uomo e stato di diritto.</p><p>L'aiuto umanitario della Svizzera basa la sua attivit\u00e0 in Siria e Iraq sulla rigorosa applicazione dei quattro principi umanitari: umanit\u00e0, indipendenza, neutralit\u00e0 e imparzialit\u00e0. L'aiuto umanitario tiene conto delle esigenze delle fasce pi\u00f9 vulnerabili della popolazione senza fare alcuna distinzione fondata sull'appartenenza politica, il colore della pelle, l'etnia o la religione. Nessun gruppo religioso viene dunque considerato a priori come un target a parte, ma ogni minoranza minacciata pu\u00f2 rientrare tra i beneficiari di aiuto umanitario. Per i motivi su esposti il Consiglio federale non ritiene vi sia attualmente alcuna necessit\u00e0 di accogliere la mozione. \u00c8 tuttavia pronto, nel quadro del rapporto di politica estera, a mettere maggiormente in evidenza la situazione delle minoranze religiose minacciate e le relative misure prese in questo ambito in adempimento del postulato von Siebenthal 14.3823, che propone di accogliere.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.","FederalCouncilProposal":21,"FederalCouncilProposalText":"Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.","FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1416355200000)\/","SubmittedBy":"von Siebenthal Erich","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1473724800000)\/","ResponsibleDepartment":3,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento degli affari esteri","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFAE","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"8|1236|2831","Category":null,"Modified":"\/Date(1763110485157)\/","SubmissionDate":"\/Date(1411603200000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":4915,"SubmissionLegislativePeriod":49,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica internazionale|Diritti umani|Cultura"}}