{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20144286,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20144286,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20144286,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20144286,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20144286,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20144286,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20144286,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20144286,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20144286,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20144286,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20144286,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20144286,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20144286,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20144286,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20144286,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20144286,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20144286,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20144286,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"14.4286","BusinessType":6,"BusinessTypeName":"Postulato","BusinessTypeAbbreviation":"Po.","Title":"Impedire l'importazione e la vendita di prodotti di pellicceria ottenuti infliggendo sofferenze agli animali","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Il Consiglio federale \u00e8 incaricato di studiare alternative al pertinente obbligo di dichiarazione che consentano di arginare efficacemente l'importazione e la vendita di prodotti di pellicceria ottenuti infliggendo sofferenze agli animali. Pi\u00f9 precisamente, va studiato un apposito divieto di commercializzazione e ne vanno mostrati i vantaggi e gli svantaggi.</p>","ReasonText":"<p>Negli ultimi anni le vendite di articoli tessili con guarnizione in pelle prodotta all'estero sono notevolmente aumentate. D'altra parte \u00e8 noto che una larga maggioranza della popolazione svizzera \u00e8 nettamente contraria ai metodi di caccia e di abbattimento che infliggono sofferenze agli animali e alla produzione industriale di articoli di pellicceria palesemente incompatibili con i principi di protezione degli animali previsti dalla nostra legislazione in virt\u00f9 della Costituzione federale. Non per niente, nel 2009 il Parlamento ha adottato un obbligo di dichiarazione dei prodotti di pellicceria che avrebbe dovuto creare trasparenza e soprattutto arginare la produzione di articoli ottenuti infliggendo sofferenze agli animali.</p><p>Come dimostrano diverse rilevazioni a campione svolte da media e organizzazioni della protezione degli animali e i controlli del competente ufficio federale, l'obbligo di dichiarazione entrato in vigore il 1\u00b0 marzo 2013 fallisce nettamente il suo obiettivo. Un rapporto dell'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria dell'11 settembre 2014 constata gravi carenze nell'attuazione dell'ordinanza. A 41 dei 48 punti vendita sono state contestate dichiarazioni mancanti, incomplete o errate.</p><p>Considerata la scarsa incisivit\u00e0 delle sanzioni previste, migliorare l'applicazione dell'ordinanza \u00e8 possibile soltanto in misura limitata. Inoltre, anche se attuata correttamente, l'ordinanza non garantisce la trasparenza. Cos\u00ec, clienti attenti possono ritenere in coscienza che l'espressione \"allevamento in branco\" definisca una forma di allevamento adeguata alla specie, bench\u00e9 valga anche per due visoni (che in natura sono animali solitari) allevati in una gabbia con fondo a griglia. Non da ultimo dai campioni citati emerge che agli acquirenti critici che pongono domande vengono spesso date risposte incompetenti se non addirittura fuorvianti. Da quanto precede risultata chiaramente che l'obbligo di dichiarazione introdotto non solo non garantisce ai consumatori la necessaria trasparenza, ma non \u00e8 nemmeno in grado di contribuire tangibilmente ad arginare la produzione di articoli di pellicceria ottenuti infliggendo sofferenze agli animali. Non pu\u00f2 infatti impedire che questi prodotti continuino ad essere importati e venduti.</p><p>Il Consiglio federale \u00e8 pertanto invitato a studiare alternative efficaci e pi\u00f9 precisamente un divieto di commercializzazione dei prodotti di pellicceria ottenuti infliggendo sofferenze agli animali. Nella valutazione dei vantaggi e degli svantaggi di un tale divieto vanno considerate anche le eventuali ripercussioni positive sulla promozione di risorse autoctone (p. es. attraverso la caccia).</p><p>In Svizzera vige gi\u00e0 il divieto di importare pelli di cane e di gatto (art. 14 cpv. 2 LPAn). Nella primavera del 2014, l'OMC ha riconosciuto che il divieto di commercializzare prodotti ricavati da pelli di foca emanato dall'Unione europea \u00e8 compatibile con gli impegni internazionali (norme OMC). Lo stesso vale per le pellicce di altre specie ottenute infliggendo sofferenze agli animali. Il diritto internazionale non osta dunque all'introduzione di un divieto di commercializzare i prodotti di pellicceria ottenuti infliggendo sofferenze agli animali.</p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>Il Consiglio federale condanna la produzione di articoli ottenuti infliggendo sofferenze agli animali. Infatti, in adempimento della mozione Moser 08.3675, \"Obbligo di dichiarazione delle pellicce\", accolta dal Parlamento nel 2009, e in virt\u00f9 della legge federale del 5 ottobre 1990 sull'informazione dei consumatori (RS 944.0), il 7 dicembre 2012 ha emanato l'ordinanza sulla dichiarazione delle pellicce (RS 944.022). Tale ordinanza prevede obblighi di dichiarazione relativi alla specie animale, all'origine e al modo di ottenimento dei prodotti di pellicceria e mira a rendere pi\u00f9 consapevoli i consumatori e a consentire loro di poter decidere con cognizione di causa di acquistare o meno determinati prodotti di pellicceria. Con il tempo questo influenzer\u00e0 la domanda sul mercato elvetico e a medio termine dovrebbe ripercuotersi anche sulle importazioni di prodotti di pellicceria.</p><p>L'ordinanza sulla dichiarazione delle pellicce \u00e8 entrata in vigore il 1\u00b0 marzo 2013, ma prevedeva un termine transitorio fino al 28 febbraio 2014. Il rispetto delle sue prescrizioni \u00e8 dunque verificato solo dal marzo del 2014. I risultati dei controlli svolti dall'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria rilevano che l'attuazione presenta ancora lacune, pur evidenziando come la sensibilizzazione sia gi\u00e0 progredita e come in genere le lacune non siano sostanzialmente gravi. Per il momento non \u00e8 ancora possibile una valutazione completa e fondata degli effetti dell'ordinanza. Una valutazione significativa sar\u00e0 possibile solo dopo tre anni di controlli. Nell'ambito della valutazione prevista a inizio 2017 si dovranno considerare anche possibili alternative all'obbligo di dichiarazione. A tal riguardo \u00e8 importante ricordare che eventuali restrizioni alle importazioni devono essere compatibili con il diritto internazionale, in particolare con i principi dell'Accordo generale su le tariffe doganali e il commercio (GATT; RS 0.632.21). In questo senso il Consiglio federale \u00e8 disposto ad accogliere il postulato.</p>  Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.","FederalCouncilProposal":18,"FederalCouncilProposalText":"Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.","FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1423612800000)\/","SubmittedBy":"Bruderer Wyss Pascale","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1559779200000)\/","ResponsibleDepartment":4,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento dell'interno","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFI","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"15|52","Category":null,"Modified":"\/Date(1750809452493)\/","SubmissionDate":"\/Date(1418342400000)\/","SubmissionCouncil":2,"SubmissionCouncilName":"Consiglio degli Stati","SubmissionCouncilAbbreviation":"CS","SubmissionSession":4916,"SubmissionLegislativePeriod":49,"FirstCouncil1":2,"FirstCouncil1Name":"Consiglio degli Stati","FirstCouncil1Abbreviation":"CS","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Economia|Ambiente"}}