{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20150438,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20150438,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20150438,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20150438,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20150438,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20150438,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20150438,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20150438,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20150438,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20150438,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20150438,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20150438,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20150438,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20150438,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20150438,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20150438,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20150438,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20150438,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"15.438","BusinessType":4,"BusinessTypeName":"Iniziativa parlamentare","BusinessTypeAbbreviation":"Iv. pa.","Title":"Per una normativa volta a instaurare la trasparenza in materia di lobbismo nel Parlamento federale","Description":null,"InitialSituation":"<p><b>Rapporto della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati dell'11 ottobre 2018</b></p><p>Quali sono le modalit\u00e0 secondo cui i rappresentanti di interessi hanno accesso al Palazzo del Parlamento? Attualmente essi possono rivolgersi a un membro dell'Assemblea federale che pu\u00f2 farsi rilasciare tessere di accesso per due persone. L'iniziativa parlamentare del consigliere agli Stati Didier Berberat chiede di modificare questa prassi mediante l'introduzione di un accreditamento dei lobbisti.</p><p>Le modifiche della legge sul Parlamento proposte in questa sede prevedono, come finora, che la responsabilit\u00e0 riguardante l'accesso dei rappresentanti di interessi spetti ai parlamentari. L'iniziativa parlamentare chiede per\u00f2 che i rappresentanti di interessi forniscano ora indicazioni inerenti ai loro datori di lavoro e ai loro mandati. Occorrer\u00e0 poi disciplinare a livello legislativo che i parlamentari saranno tenuti ad accompagnare i visitatori di giornata da essi accolti al Palazzo del Parlamento: in tale modo s'intende precludere ai rappresentanti di interessi la possibilit\u00e0 di accedere al Palazzo del Parlamento in veste di visitatori di giornata aggirando cos\u00ec le nuove regole di accesso. Il sistema proposto in questa sede \u00e8 semplice, economico e facilmente applicabile. Consente ai cittadini di informarsi consultando un registro che riporta chiaramente non soltanto i mandanti e i mandati dei lobbisti operativi presso il Palazzo del Parlamento bens\u00ec anche di sapere chi ha concesso loro l'accesso. Dalle analisi svolte sulle normative in materia di accesso vigenti in altri Paesi emerge che i sistemi in cui la decisione di attribuire l'accesso a rappresentanti di interessi spetta a un organo parlamentare si rivelano insoddisfacenti. Non esistendo criteri appropriati per la concessione o il rifiuto dell'accesso, chi se lo vede negare risulta infatti discriminato rispetto ad altri e adirebbe verosimilmente le vie legali, possibilit\u00e0 finora non contemplata dal sistema svizzero quando si tratta di decisioni del Parlamento. Di conseguenza la maggioranza dei Paesi esaminati prevede le registrazioni automatizzate: in tal senso, chi fornisce tutte le indicazioni riceve l'accesso. Questa formula \u00e8 stata per\u00f2 accantonata nel timore che avrebbe consentito l'accesso a troppe persone.</p><p>Una minoranza auspica per contro che la responsabilit\u00e0 per il rilascio di tessere di accesso sia conferita a un organo parlamentare, perlomeno quando si tratti di rappresentanti di interessi operanti a livello commerciale. Un'altra minoranza vorrebbe dal canto suo che si ponesse fine a quello che considera un \"bazar dei badge\". Chiede che i parlamentari non abbiano pi\u00f9 la possibilit\u00e0 di distribuire alcuna tessera di accesso ai rappresentanti di interessi e che quest'ultimi siano tenuti a registrarsi qualora intendano avere accesso al Palazzo del Parlamento per la durata di una sessione.</p><p></p><p><b>Parere dei Consiglio federale</b></p><p>Secondo il Consiglio federale spetta anzitutto al Parlamento decidere corne disciplinare l'accesso al Palazzo del Parlamento e il lobbismo al suo interno. In simili questioni preferisce quindi esprimersi con prudenza nel suo parere.</p><p>Afinch\u00e9 la collaborazione fra Consiglio federale, Amministrazione federale e Parla mento possa continuare a funzionare corne finora, il Govemo ritiene importante che l'attuale prassi concemente il rilascio di tessere di accesso permanente e di tessere giomaliere a impiegati federali possa continuare anche dopo il trasferimento della norma dell'articolo 16a Oparl nell'articolo 69a LParl e non subisca limitazioni.</p>","Proceedings":"<p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 16.03.2017</b></p><p><b>Lobbismo; ribadito s\u00ec a normativa per maggiore trasparenza </b></p><p><b>\u00c8 necessaria una maggiore trasparenza per i lobbisti che frequentano Palazzo federale. Lo ha ribadito oggi - con 29 voti contro 13 - il Consiglio degli Stati proponendo di adottare un progetto di legge elaborato sulla base di un'iniziativa popolare del \"senatore\" Didier Berberat (PS/NE). La commissione delle istituzioni politiche - che, seppur di misura, aveva raccomandato di archiviarla - dovr\u00e0 quindi rimettersi al lavoro.</b></p><p>Attualmente, i deputati hanno la possibilit\u00e0 di far accreditare due persone esterne, siano essi collaboratori personali oppure rappresentanti di gruppi di interesse. Questa regolamentazione \u00e8 per\u00f2 stata pi\u00f9 volte criticata.</p><p>Con il suo atto parlamentare - che era stato approvato (20 a 17) una prima volta nel marzo del 2016 dalla Camera dei cantoni - Berberat chiedeva l'accreditamento obbligatorio per i lobbisti e l'adozione di un'eventuale limite alla loro presenza sotto il \"Cupolone\", prendendo spunto da quanto gi\u00e0 avviene per i giornalisti che seguono da vicino l'attivit\u00e0 parlamentare.</p><p>Anche la commissione delle istituzioni politiche del Nazionale si era espressa a favore dell'iniziativa parlamentare. Tuttavia lo scorso febbraio - per 6 voti a 5 e 1 astenuto, con il voto decisivo del suo presidente Peter Fohn (UDC/SZ) - la sua omologa degli Stati aveva proposto di non entrare in materia sul progetto di legge.</p><p>Oggi, per\u00f2, i \"senatori\" non hanno seguito la raccomandazione della propria commissione preparatoria. Con la nuova normativa, si intende istituire un registro degli accreditamenti in cui i lobbisti sono tenuti a indicare il nome del datore di lavoro e i loro mandati. Inoltre un numero limitato di lobbisti riceverebbero l'autorizzazione ad accedere a Palazzo federale per la durata della sessione.</p><p>In commissione avevano prevalso gli argomenti secondo cui un simile sistema risulta troppo complicato e non apporta alcun valore aggiunto. Secondo la maggioranza commissionale, spetta ai parlamentari assumersi la responsabilit\u00e0 delle persone che intendono dare accesso al \"Cupolone\".</p><p>Sebbene la soluzione sia molto complessa e le conseguenze difficili da valutare, la commissione pu\u00f2 riprendere il dossier e proporre una soluzione pi\u00f9 intuitiva, ha rilevato Pascale Bruderer (PS/AG). A sua volta, Rapha\u00ebl Comte (PLR/NE) ha sottolineato come vi sia la necessit\u00e0 di agire in questo ambito. Il \"senatore\" neocastellano ha invitato con successo il plenum a dare una nuova chance alla sua commissione.</p><p>Il \"senatore\" Thomas Minder (Indipendente/SH) ha sottolineato invano che agenzie e grandi associazioni potrebbero sempre rivendicare un accesso per una sessione. A suo avviso, si corre inoltre il rischio che sempre pi\u00f9 persone esterne possano accedere a Palazzo federale, poich\u00e9 i deputati attualmente non distribuiscono tutte le carte d'accesso.</p><p><b></b></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 11.12.2018</b></p><p>Il Consiglio degli Stati ha approvato, con 25 voti contro 10 e 2 astenuti, una iniziativa parlamentare di Didier Berberat (PS/NE) che chiede una prassi pi\u00f9 restrittiva nell'accesso a Palazzo federale dei lobbisti.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 18.06.2019</b></p><p><b>Lobbisti in parlamento, nessun inasprimento delle norme </b></p><p><b>Un inasprimento delle norme relative ai lobbisti in Parlamento non \u00e8 necessario. \u00c8 l'opinione del Consiglio nazionale che, con 103 voti contro 72, ha bocciato un progetto di legge elaborato dagli Stati elaborata sulla base di un'iniziativa del \"senatore\" Didier Berberat (PS/NE).</b></p><p>Attualmente i deputati hanno la possibilit\u00e0 di far accreditare due persone esterne, siano essi collaboratori personali oppure rappresentanti di gruppi di interesse. Questa regolamentazione \u00e8 per\u00f2 stata pi\u00f9 volte criticata.</p><p>Con il suo atto parlamentare, Berberat chiede l'accreditamento obbligatorio per i lobbisti e l'adozione di un eventuale limite alla loro presenza sotto il \"Cupolone\", prendendo spunto da quanto gi\u00e0 avviene per i giornalisti che seguono da vicino l'attivit\u00e0 parlamentare.</p><p>Intervenendo in questo modo non si farebbe altro che aumentare l'onere amministrativo, ha per\u00f2 sostenuto in aula il relatore commissionale Micha\u00ebl Buffat (UDC/VD) chiedendo al plenum di bocciare la revisione legislativa. A suo avviso, c'\u00e8 inoltre il rischio che il fenomeno venga istituzionalizzato favorendo le grosse agenzie di lobbisti, a scapito di altri.</p><p>\"Nei corridori di Palazzo si vede benissimo chi discute con chi\", ha aggiunto Ruth Humbel (PPD/AG) ricordando che anche gli stessi parlamentari rappresentano interessi particolari. \u00c8 soprattutto fuori dal Palazzo federale che agiscono i lobbisti, ha aggiunto Marco Romano (PPD/TI) sottolineando i meriti dell'autoregolazione del settore.</p><p>I cittadini devono sapere quali interessi si nascondano dietro ai lobbisti che hanno accesso al Parlamento, ha replicato, invano, Nadine Masshardt (PS/BE). Commentando il rifiuto Nicolas Rochet Fernandez (PS/VD) ha sostenuto che ci\u00f2 non far\u00e0 altro che portare acqua ai sostenitori dell'iniziativa popolare \"Per pi\u00f9 trasparenza nel finanziamento della politica\".</p><p>L'oggetto torna quindi al Consiglio degli Stati.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 09.09.2019</b></p><p><b>Lobbisti in parlamento, necessario inasprimento norme </b></p><p><b>Un inasprimento delle norme relative ai lobbisti in Parlamento \u00e8 necessario. \u00c8 l'opinione del Consiglio degli Stati che, per 29 voti a 9, ha ribadito la necessit\u00e0 di legiferare in materia sulla base di un'iniziativa del \"senatore\" Didier Berberat (PS/NE).</b></p><p>Il Nazionale dovr\u00e0 quindi trattare nuovamente questo dossier, dopo che la stessa camera non era entrata nel merito lo scorso giugno, giudicando le regole in vigore pi\u00f9 che sufficienti.</p><p>Oggi in aula, Berberat ha ribadito l'urgenza di inasprire le regole attuali, anche per evitare che il popolo decida di prendere in mano la questione. Una non entrata in materia, come proposto da una minoranza di \"senatori\", \u00e8 contraria a suo dire all'opinione comune.</p><p>Attualmente i deputati hanno la possibilit\u00e0 di far accreditare due persone esterne, siano essi collaboratori personali oppure rappresentanti di gruppi di interesse.</p><p>Con il suo atto parlamentare, il consigliere agli Stati socialista chiede l'accreditamento obbligatorio per i lobbisti e l'adozione di un eventuale limite alla loro presenza sotto il \"Cupolone\", prendendo spunto da quanto gi\u00e0 avviene per i giornalisti che seguono da vicino l'attivit\u00e0 parlamentare.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 02.12.2019</b></p><p>Il Consiglio nazionale ha approvato, con 107 voti contro 66 e 4 astenuti, l'entrata in materia sulla revisione della Legge sul Parlamento volta a inasprire le norme relative ai lobbisti in Parlamento. L'oggetto torna quindi in commissione per l'esame particolareggiato.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 30.10.2020</b></p><p><b>CN: lobbismo, silurato intero progetto per pi\u00f9 trasparenza </b></p><p><b>Un progetto andato ben al di l\u00e0 delle intenzioni del suo propugnatore, l'ex Consigliere agli Stati Didier Berberat (PS/NE). Questa la motivazione di fondo che ha spinto oggi una maggioranza del Consiglio nazionale a respingere, in votazione finale, il disegno di legge volto ad instaurare maggiore trasparenza nelle attivit\u00e0 dei lobbisti in Parlamento.</b></p><p>Dal momento che il progetto, elaborato dal Consiglio degli Stati, \u00e8 stato respinto per la seconda volta durante il voto sul complesso, il dossier \u00e8 liquidato, come ha tra l'altro ricordato la presidente del Nazionale, Isabelle Moret (PLR/VD).</p><p>D'altronde il risultato non ha veramente sorpreso. Come indicato da Marco Romano (PPD/TI) illustrando la posizione del suo gruppo, il disegno di legge all'esame del parlamento \"va ben oltre le intenzioni dell'autore dell'iniziativa parlamentare\". Parole pesanti come macigni sfociate alla fine su un voto negativo che archivia quattro anni di lavori. Dopo essere entrati in materia e aver discusso articolo per articolo il progetto, il plenum ha quindi preferito optare per lo statu quo giudicando il progetto troppo complesso da applicare e burocratico.</p><p>Attualmente, i deputati hanno la possibilit\u00e0 di far accreditare due persone esterne, siano essi collaboratori personali oppure rappresentanti di gruppi di interesse. Questa regolamentazione \u00e8 per\u00f2 stata pi\u00f9 volte criticata.</p><p>Con il suo atto parlamentare, Berberat chiedeva l'accreditamento obbligatorio per i lobbisti e l'adozione di un eventuale limite alla loro presenza sotto il \"Cupolone\", prendendo spunto da quanto gi\u00e0 avviene per i giornalisti che seguono da vicino l'attivit\u00e0 parlamentare.</p><p>Con la nuova normativa, si intendeva istituire un registro degli accreditamenti in cui i lobbisti erano tenuti a indicare il nome del datore di lavoro e i loro mandati. Inoltre un numero limitato di lobbisti avrebbe ricevuto l'autorizzazione ad accedere a Palazzo federale per la durata della sessione.</p><p>La destra ha sempre criticato il progetto giudicandolo troppo burocratico. Non c'\u00e8 bisogno di pi\u00f9 trasparenza nei corridoi di palazzo dal momento che si vede benissimo chi discute con chi, anche perch\u00e9 \u00e8 soprattutto fuori dal Palazzo federale che agiscono i lobbisti.</p><p>Il campo rosso-verde si \u00e8 sempre battuto per una maggiore trasparenza, anche a livello di indennizzi per i parlamentari. A suo avviso, i cittadini devono sapere quali interessi si nascondano dietro ai lobbisti che hanno accesso al Parlamento.</p>","DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Fondandomi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento, presento la seguente iniziativa parlamentare:</p><p>Il diritto parlamentare dev'essere modificato affinch\u00e9:</p><p>1. i lobbisti che intendono avere accesso al Palazzo del Parlamento siano accreditati secondo condizioni da stabilire e il loro numero sia eventualmente limitato;</p><p>2. i Servizi del Parlamento provvedano ad allestire e ad aggiornare un registro pubblico di questi accreditamenti;</p><p>3. il registro obblighi i lobbisti a segnalare ogni mandato e, all'occorrenza, i loro datori di lavoro;</p><p>4. in caso di violazione o di elusione di queste regole siano prese misure appropriate.</p>","ReasonText":"<p>Che piaccia o no, il lobbismo esiste ed \u00e8 un elemento di cui bisogna tener conto nel funzionamento della nostra democrazia. </p><p>Oggi, tuttavia, la situazione del lobbismo non \u00e8 affatto soddisfacente per quanto riguarda la trasparenza, come si \u00e8 potuto constatare in seguito a un recente affare. In effetti, le persone che esercitano questa attivit\u00e0 agiscono spesso nell'ombra, non sono riconosciute ufficialmente e devono ottenere il diritto di accedere al Parlamento tramite deputati che mettono a loro disposizione, in condizioni poco chiare, le autorizzazioni permanenti d'accesso per terzi a cui hanno diritto. </p><p>Con questa iniziativa parlamentare vorrei rendere questa attivit\u00e0 pi\u00f9 trasparente, analogamente a quanto \u00e8 stato fatto, per esempio, per i giornalisti. In effetti, nel nostro sistema democratico e parlamentare \u00e8 normale che i lobbisti esercitino le loro attivit\u00e0 in maniera trasparente nei confronti dei membri del Parlamento, dei Servizi del Parlamento e della popolazione in generale. </p><p>Pertanto i lobbisti dovranno ottenere un accreditamento duraturo o provvisorio che consenta loro di svolgere l'attivit\u00e0 in seno al Parlamento a condizioni che rimangono da definire ma che non dovranno rendere difficile o troppo burocratico l'esercizio di tale attivit\u00e0. Ne consegue che i lobbisti non avranno pi\u00f9 il diritto di utilizzare le autorizzazioni permanenti d'entrata a disposizione dei deputati e, in caso di abusi, saranno prese misure appropriate.</p><p>Al fine di limitare il numero delle persone che possono accedere liberamente al Palazzo del Parlamento, se i lobbisti riceveranno un accreditamento, sarebbe opportuno accordare ai parlamentari federali un'unica autorizzazione permanente d'accesso, pur rimanendo inteso che avranno sempre la possibilit\u00e0, in qualsiasi momento, di accogliere altri visitatori non muniti di una carta d'accesso permanente.</p><p>Inoltre, i Servizi del Parlamento dovranno allestire e aggiornare un registro pubblico, liberamente consultabile.</p><p>Per i lobbisti che lavorano in modo indipendente il registro menzioner\u00e0 tutti i mandati che essi esercitano direttamente; per coloro che sono salariati indicher\u00e0 invece i datori di lavoro.</p><p>In caso di violazione di queste regole potranno essere prese sanzioni - rispettando il principio di proporzionalit\u00e0 - che potranno giungere fino all'esclusione dalla sede del Parlamento.</p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":null,"FederalCouncilProposal":null,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":null,"SubmittedBy":"Berberat Didier","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1604016000000)\/","ResponsibleDepartment":10,"ResponsibleDepartmentName":"Cancelleria federale","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"CaF","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"4|421","Category":null,"Modified":"\/Date(1770758485130)\/","SubmissionDate":"\/Date(1433894400000)\/","SubmissionCouncil":2,"SubmissionCouncilName":"Consiglio degli Stati","SubmissionCouncilAbbreviation":"CS","SubmissionSession":4919,"SubmissionLegislativePeriod":49,"FirstCouncil1":2,"FirstCouncil1Name":"Consiglio degli Stati","FirstCouncil1Abbreviation":"CS","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica nazionale|Parlamento"}}