{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20153802,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20153802,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20153802,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20153802,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20153802,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20153802,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20153802,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20153802,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20153802,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20153802,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20153802,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20153802,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20153802,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20153802,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20153802,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20153802,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20153802,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20153802,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"15.3802","BusinessType":5,"BusinessTypeName":"Mozione","BusinessTypeAbbreviation":"Mo.","Title":"Migliore cooperazione allo sviluppo nell'interesse della popolazione eritrea e della Svizzera","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Il Consiglio federale \u00e8 incaricato di avviare trattative con l'Eritrea finalizzate a iniziarvi eventuali progetti di aiuto allo sviluppo e discutere la possibilit\u00e0 di attribuirle lo status di \"Paese prioritario\". Fin dall'inizio l'aiuto allo sviluppo deve essere concesso solo a condizione che la situazione dei diritti umani migliori e che alle organizzazioni internazionali venga consentito un accesso regolare al Paese per valutarla. Se la situazione dei diritti umani \u00e8 ritenuta adeguata, il sostegno deve inoltre essere vincolato a un accordo sulla riammissione con la Svizzera.</p>","ReasonText":"<p>Secondo alcune fonti la situazione dei diritti umani in Eritrea appare precaria. \u00c8 risaputo che al momento l'Eritrea impedisce l'accesso nel suo territorio alla maggior parte delle organizzazioni internazionali, rendendo cos\u00ec praticamente impossibile analizzare le condizioni effettivamente vigenti nel Paese. Le informazioni fornite da cittadini eritrei emigrati possono dal canto loro essere distorte poich\u00e9 vi \u00e8 un interesse a far apparire la situazione peggio di quanto sia realmente per ottenere un permesso di soggiorno all'estero. </p><p>Investire una parte dell'aiuto allo sviluppo svizzero in questo Paese potrebbe portare vantaggi sia alla popolazione eritrea che alla Svizzera. Attraverso progetti di aiuto allo sviluppo, in particolare nel quadro dello status di \"Paese prioritario\", si deve pervenire a un miglioramento della situazione economica e politica in loco a favore della popolazione eritrea. In compenso l'Eritrea dovrebbe dimostrarsi disposta a concedere un accesso regolare alle organizzazioni internazionali e alle istituzioni pertinenti, affinch\u00e9 possa essere valutata la situazione dei diritti umani. Ci\u00f2 dovrebbe consentire alla Svizzera di concludere, al momento opportuno, un accordo sulla riammissione con l'Eritrea.   </p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>La Svizzera presta aiuto nel Corno d'Africa sin dagli anni 1990. L'aiuto umanitario della DSC \u00e8 stato attivo in Eritrea dal 1997 al 2006. Come altri Paesi donatori, organizzazioni internazionali e organizzazioni non governative (ONG), nel portare avanti i propri programmi anche la DSC si \u00e8 vista confrontata con crescenti difficolt\u00e0. Il regime eritreo ha ad esempio imposto restrizioni alle attivit\u00e0 delle ONG e alla libert\u00e0 di movimento degli operatori dell'intera comunit\u00e0 internazionale, ha confiscato beni di prima necessit\u00e0 e ha espulso ONG internazionali. Il contesto ha reso seriamente insostenibile l'attuazione dei progetti. Dato il ridotto margine d'azione, nel 2006 la DSC \u00e8 stata costretta a chiudere il proprio ufficio ad Asmara e ad abbandonare il suo programma in Eritrea.</p><p>Per ragioni di efficacia e di efficienza dei costi, la cooperazione svizzera allo sviluppo sceglie i propri Paesi prioritari in base a criteri ben precisi, tra cui in particolare l'apertura del Paese partner alla collaborazione e al dialogo, la disponibilit\u00e0 al cambiamento e la presenza sul posto di un capitale d'esperienza e di possibili partner. Nel caso dell'Eritrea queste premesse sono tuttora assenti. Senza un chiaro miglioramento dei presupposti fondamentali per una costruttiva collaborazione da parte dell'Eritrea, un nuovo impegno svizzero nel Paese non potrebbe dare alcun frutto.</p><p>Secondo il messaggio concernente la cooperazione internazionale 2013-2016 e in linea con il rafforzato impegno della Svizzera negli Stati fragili, nel 2013 il Corno d'Africa \u00e8 entrato a far parte delle regioni prioritarie del nostro Paese. Il DFAE, il DFGP e il DDPS hanno definito obiettivi comuni e sfruttano le possibili sinergie. Nell'ambito della strategia a favore del Corno d'Africa, la Svizzera combina strumenti di aiuto umanitario e di cooperazione allo sviluppo, misure politiche e diplomatiche e strumenti di politica migratoria e in materia di sicurezza in un approccio globale, collaborando con tutta una serie di partner e di modalit\u00e0. Conformemente ai quattro temi prioritari definiti nella strategia (buongoverno e promozione della pace, migrazione, sicurezza alimentare, salute), l'Eritrea \u00e8 inclusa nelle analisi regionali della situazione politica, umanitaria e di sviluppo.</p><p>La Svizzera \u00e8 tuttora decisa a cercare di nuovo il dialogo con l'Eritrea in collaborazione con la comunit\u00e0 internazionale e a impegnarsi per rafforzare il coinvolgimento del Paese africano in seno a quest'ultima. Ma sinora il governo eritreo non ha dimostrato alcuna volont\u00e0 politica in tal senso. Il nostro Paese intensificher\u00e0 ulteriormente i propri sforzi. Il 18 settembre 2015 il Consiglio federale ha incaricato il DFAE e il DFGP di attivarsi in questa direzione insieme ad altri Stati interessati. \u00c8 inoltre disposto a elaborare un rapporto sull'Eritrea. Tale rapporto dovr\u00e0 presentare un'analisi della situazione e delineare possibili orientamenti politici che la Svizzera potrebbe seguire a medio e lungo termine, illustrando infine anche le esperienze e le difficolt\u00e0 della cooperazione svizzera allo sviluppo con l'Eritrea (cfr. parere del Consiglio federale sul postulato Pfister Gerhard 15.3954, \"Informazioni chiare sull'Eritrea\").</p><p>Occorre sfruttare tutte le possibilit\u00e0 di dialogo (Assemblea generale e Conferenze dell'ONU, visite in loco, missioni diplomatiche e contatti) per riuscire ad avviare trattative a tutti i livelli. Per il resto la Svizzera continuer\u00e0, sul piano bilaterale come su quello multilaterale, a lanciare chiari messaggi a favore del rispetto dei diritti umani e della cooperazione con le istituzioni dell'ONU e con il CICR.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.","FederalCouncilProposal":21,"FederalCouncilProposalText":"Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.","FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1447804800000)\/","SubmittedBy":"Gruppo liberale radicale","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1481760000000)\/","ResponsibleDepartment":3,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento degli affari esteri","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFAE","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"8|2811","Category":null,"Modified":"\/Date(1763103207653)\/","SubmissionDate":"\/Date(1441584000000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":4920,"SubmissionLegislativePeriod":49,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica internazionale|Migrazione"}}