{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20154070,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20154070,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20154070,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20154070,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20154070,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20154070,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20154070,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20154070,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20154070,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20154070,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20154070,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20154070,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20154070,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20154070,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20154070,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20154070,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20154070,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20154070,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"15.4070","BusinessType":8,"BusinessTypeName":"Interpellanza","BusinessTypeAbbreviation":"Ip.","Title":"Libera circolazione delle persone e controllo del dumping salariale. Promuovere in Svizzera l'esempio ginevrino delle commissioni paritetiche d'ispezione","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Il 2 settembre 2015 la Communaut\u00e9 genevoise d'action syndicale (CGAS), l'Union des associations patronales de Gen\u00e8ve (UAPG) e il Consiglio di Stato ginevrino hanno annunciato di aver trovato un accordo in merito a una revisione della legge cantonale sull'ispezione e le relazioni di lavoro (LIRT) che rafforzer\u00e0 i controlli sul mercato del lavoro. Si tratta del primo accordo tripartito di questo genere in Svizzera ed \u00e8 volto a istituire un ispettorato paritetico delle imprese (IPE) composto da 24 ispettori, di cui 12 designati dai sindacati e 12 dai datori di lavoro. Tale organo avr\u00e0 le stesse prerogative dell'ufficio cantonale ginevrino dell'ispezione delle relazioni di lavoro (Ocirt), che l'accordo intende rafforzare creando otto nuovi posti di lavoro. Saranno quindi in totale 42 gli ispettori che sorveglieranno il mercato del lavoro, ovvero circa 1 ispettore per 7000 impieghi. </p><p>Rafforzando il controllo delle imprese, Ginevra si dota cos\u00ec dei mezzi necessari per individuare le infrazioni nel mercato del lavoro e migliorare la protezione dei salari, rispondendo alle forti preoccupazioni della popolazione emerse in particolare in occasione del voto del 9 febbraio 2014 e facendo s\u00ec che la libera circolazione delle persone venga di nuovo percepita in modo positivo.</p><p>1. Qual \u00e8 l'opinione del Consiglio federale in merito a tale iniziativa? </p><p>2. \u00c8 d'accordo sul fatto che misure di questo tipo siano necessarie se desidera che la popolazione rimanga favorevole alla libera circolazione e se intende rispondere alle legittime preoccupazioni dei lavoratori e delle lavoratrici del nostro Paese circa le ripercussioni di quest'ultima sulle loro condizioni di lavoro?</p><p>3. \u00c8 disposto a incoraggiare la conclusione di tali accordi nel resto della Svizzera?</p><p>4. Oltre a lanciare una campagna di sensibilizzazione,</p><p>- \u00e8 disposto ad accompagnare le parti sociali a livello nazionale e/o cantonale, eventualmente con degli incentivi finanziari alle pi\u00f9 diligenti?</p><p>- \u00e8 disposto, tramite la SECO, a farsi carico almeno in parte dei costi supplementari dei cantoni?</p>","ReasonText":null,"DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>Innanzitutto, il Consiglio federale desidera ricordare che le questioni sollevate nella presente interpellanza riguardano un progetto di revisione di una legge cantonale (il controprogetto all'iniziativa IN 151, \"Pour un renforcement du contr\u00f4le des entreprises. Contre la sous-ench\u00e8re salariale\"). Quest'ultimo sar\u00e0 discusso nel Gran Consiglio ginevrino durante l'ultimo trimestre del 2015. Sarebbe dunque prematuro esprimersi in merito a un progetto che non \u00e8 definitivo e, soprattutto, valutarne gli effetti sull'attuazione delle misure collaterali alla libera circolazione delle persone.</p><p>1. A livello federale le misure collaterali sono disciplinate dal Codice delle obbligazioni (CO; RS 220) nonch\u00e9 dalla legge sui lavoratori distaccati (LDist, RS 823.20). La legislazione prevede in particolare la ripartizione delle competenze tra le parti sociali e i cantoni. In tale contesto, le autorit\u00e0 cantonali possono definire autonomamente la loro strategia di osservazione del mercato del lavoro e l'organizzazione dei controlli nel rispetto della legislazione federale. </p><p>2. Le misure collaterali devono principalmente garantire il rispetto dei salari in vigore in Svizzera. L'obiettivo \u00e8 stato raggiunto: finora nel Paese non \u00e8 infatti stata constatata una pressione generalizzata sui salari. Peraltro, mediante ordinanza il Consiglio federale ha fissato a 27 000 il numero di controlli da effettuare e, con i 40 442 controlli condotti sulle imprese nel 2014 (in parte indennizzati dalla Confederazione), tale obiettivo pu\u00f2 dirsi ampiamente raggiunto. In passato il Consiglio federale si \u00e8 sempre dimostrato disposto, qualora fossero state chiaramente identificate esigenze particolari a livello regionale o settoriale, a prendere parte al finanziamento di controlli supplementari. Occorre tuttavia mantenere una certa proporzionalit\u00e0 tra il numero di controlli realizzati e l'obiettivo finale, ossia garantire la lotta efficiente contro il dumping salariale.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che le misure collaterali si siano dimostrate valide. Tuttavia si preoccupa costantemente di migliorarne l'attuazione, come lo attestano d'altronde i numerosi adeguamenti degli ultimi anni. Il futuro ci dir\u00e0 se la soluzione proposta dal progetto in questione pu\u00f2 rendere ancora pi\u00f9 efficace la lotta contro il dumping salariale nel cantone di Ginevra.</p><p>3. Visto quanto illustrato, il Consiglio federale non ritiene opportuno incoraggiare la conclusione di accordi di questo tipo nel resto della Svizzera prima di essere in grado di misurare l'impatto di un simile strumento sull'attuazione delle misure collaterali. In linea di principio si possono immaginare diversi modelli organizzativi: sta poi al cantone definire la sua strategia di controllo in un quadro legale specifico.</p><p>Il Consiglio federale \u00e8 tuttavia consapevole che il rischio di dumping salariale e il livello di protezione delle condizioni lavorative e salariali che ne deriva possono variare a seconda della regione e del settore. Se viene accertato un particolare rischio e l'organo d'esecuzione competente elabora, nel rispetto della legislazione, una soluzione per farvi fronte, il Consiglio federale si \u00e8 sempre mostrato disposto a fornire il suo sostegno.</p><p>4. Il finanziamento delle attivit\u00e0 di controllo dipende dal mandato legale nonch\u00e9 dagli obiettivi fissati con ogni cantone e tiene conto delle relative specificit\u00e0 e proposte. L'indennizzo versato deve permettere all'organo d'esecuzione di raggiungere i suoi obiettivi di controllo e di organizzare il suo sistema di controllo di conseguenza. In tale ottica il Consiglio federale ha sostenuto i cantoni di Ginevra e Ticino, in seguito alla loro richiesta e sulla base di un maggiore rischio accertato, nello sviluppo dei loro sistemi d'esecuzione, aumentando i finanziamenti della Confederazione. Pertanto, il Consiglio federale considera in maniera adeguata le specificit\u00e0 regionali, rispettando i principi del finanziamento attuale.</p>  Risposta del Consiglio federale.","FederalCouncilProposal":8,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1449187200000)\/","SubmittedBy":"Sommaruga Carlo","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1506643200000)\/","ResponsibleDepartment":8,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DEFR","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"10|44","Category":null,"Modified":"\/Date(1690522892843)\/","SubmissionDate":"\/Date(1443139200000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":4920,"SubmissionLegislativePeriod":49,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica europea|Occupazione e lavoro"}}