{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20154122,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20154122,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20154122,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20154122,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20154122,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20154122,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20154122,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20154122,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20154122,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20154122,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20154122,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20154122,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20154122,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20154122,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20154122,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20154122,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20154122,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20154122,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"15.4122","BusinessType":8,"BusinessTypeName":"Interpellanza","BusinessTypeAbbreviation":"Ip.","Title":"Piazza produttiva svizzera a rischio? Quali contromisure vengono adottate per contrastare la deindustrializzazione?","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Lo sgancio del franco dall'euro ha arrecato da un giorno all'altro all'industria svizzera uno svantaggio concorrenziale di circa il 20 per cento, aggravando nel contempo i problemi gi\u00e0 esistenti. La piazza produttiva svizzera \u00e8 a rischio, non da ultimo perch\u00e9 le piazze estere sono pi\u00f9 a buon mercato e praticano una politica d'acquisizione particolarmente aggressiva. </p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Si dice che il settore industriale svizzero dia lavoro al 20 per cento della popolazione attiva nel nostro Paese e che contribuisca al PIL in misura persino superiore. A guardar bene, per\u00f2, si nota che una gran parte delle aziende industriali svizzere non sono pi\u00f9 attive nella produzione vera e propria, bens\u00ec nel settore dei servizi. Il Consiglio federale \u00e8 in grado di calcolare la percentuale di lavoratori e di contribuzione al PIL dell'industria, imputabile direttamente al settore dei servizi (p. es. Holding).</p><p>2. Nel nostro Paese gli oneri burocratici figurano tra gli svantaggi concorrenziali pi\u00f9 denunciati dalle aziende svizzere. Quali sono gli altri fattori che, secondo il Consiglio federale, causano l'esodo delle nostre imprese industriali?</p><p>3. Il Consiglio federale ritiene forse che la deindustrializzazione non possa pi\u00f9 essere arrestata perch\u00e9 ha ormai raggiunto un \"punto di non ritorno\"? O pensa che la Svizzera abbia i mezzi per contrastare efficacemente questo sviluppo? </p><p>4. Quali misure propone il Consiglio federale per rafforzare il settore industriale in Svizzera nel segno di un diritto economico e del lavoro liberale. Nel concreto, il Consiglio federale \u00e8 disposto a:</p><p>a. introdurre un sistema moderno di registrazione dell'orario di lavoro?</p><p>b. arginare l'aumento degli oneri salariali accessori?</p><p>c. promuovere agevolazioni in ambito doganale?</p><p>d. considerare con occhio di riguardo, nell'ambito della sua politica energetica, il \"trilemma\": ecologia, finanziabilit\u00e0 e sicurezza d'approvvigionamento?</p><p>5. Il Consiglio federale sa che alcuni Stati - tra cui non solo la Germania (dell'est), ma in particolare certi Stati dell'Europa orientale come la Polonia e la Repubblica ceca - stanno praticando una politica d'acquisizione molto aggressiva presso le imprese svizzere nell'intento di indurle a trasferirsi nei loro Paesi? Alla luce di questo fatto, il Consiglio federale \u00e8 disposto ad adottare misure adeguate (potenziando p. es. la promozione delle piazze industriali cantonali?). Sarebbe anche pronto a tematizzare questa strategia d'acquisizione di alcuni Paesi europei nell'ambito del comitato misto dell'UE?</p>","ReasonText":null,"DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>1. Negli ultimi anni le persone impiegate nell'industria manifatturiera lavoravano per circa il 50 per cento nelle categorie \"Fabbricazione e trasformazione di prodotti\" e \"Messa in servizio, regolazione e mantenimento di macchine\" e, quindi, nella produzione effettiva. La distinzione tra attivit\u00e0 di produzione e prestazioni di servizio, tuttavia, sta perdendo la sua validit\u00e0, perch\u00e9 anche la produzione richiede tutta una serie di servizi (tra cui la manutenzione, la logistica, il marketing, la ricerca e lo sviluppo). Per la produttivit\u00e0 e competitivit\u00e0 di un'impresa questi servizi hanno un'importanza fondamentale. Anche in termini statistici \u00e8 difficile operare una distinzione netta. Infatti, la ripartizione delle aziende in base ai settori economici viene effettuata secondo la loro attivit\u00e0 principale, anche nel caso in cui le attivit\u00e0 svolte sono diverse. Questi problemi, tuttavia, sussistono anche in altri Paesi, per cui i raffronti internazionali vanno presi con le pinze.</p><p>2. Il calo della quota industriale rispetto all'insieme delle attivit\u00e0 economiche \u00e8 dovuto soltanto in piccola parte all'\"esodo\" o trasferimento delle attivit\u00e0 industriali all'estero (cfr. \"Una politica industriale per la Svizzera\". Rapporto del Consiglio federale del 16.04.2014 in adempimento del postulato Bischof 11.3461). La causa ben pi\u00f9 importante \u00e8 il naturale cambiamento strutturale dal settore secondario al terziario. La possibilit\u00e0 di poter produrre in diverse sedi aziendali in Svizzera e all'estero \u00e8 per\u00f2 estremamente rilevante ai fini della competitivit\u00e0 delle nostre imprese. Diverse analisi dimostrano che l'economia elvetica \u00e8 finora riuscita a posizionarsi con successo nell'ambito della suddivisione internazionale del lavoro e che ha saputo specializzarsi su attivit\u00e0 ad alto valore aggiunto. Oltre all'esistenza di condizioni quadro favorevoli, sono fondamentali in questo contesto l'accesso ai mercati delle materie prime e ai mercati di sbocco nonch\u00e9 l'eliminazione degli ostacoli al commercio.</p><p>3. Il calo della quota industriale rispetto all'intera prestazione economica \u00e8 un fenomeno che si osserva in tutte le economie avanzate: si tratta di un trasferimento di quote di produzione e occupazione dal settore industriale a quello dei servizi. In Svizzera questo processo ha avuto inizio in particolare verso la fine degli anni Novanta. Da allora il cambiamento strutturale nel nostro Paese si \u00e8 sviluppato in modo relativamente moderato.</p><p>La causa principale \u00e8 il forte aumento di produttivit\u00e0 nell'industria stessa. Nel settore dei servizi, che per sua stessa natura \u00e8 ad alta intensit\u00e0 di capitale umano, la produttivit\u00e0 non pu\u00f2 essere aumentata come nell'industria attraverso tecnologie che richiedono grandi investimenti, ma rendono obsoleta una parte del lavoro richiesto. Diminuiscono, quindi, i prezzi relativi dei beni industriali e, per sopperire alla medesima domanda, l'industria necessita di meno forza lavoro. Gli sviluppi salariali e delle quote di disoccupazione non denotano che negli ultimi anni ci sia stato in Svizzera un cambiamento strutturale particolarmente problematico. Non si pu\u00f2 escludere, per\u00f2, che il trasferimento di posti di lavoro causato dall'apprezzamento del franco possa accelerare il cambiamento strutturale.</p><p>Nell'ambito della sua politica di crescita, il Consiglio federale punta pertanto a migliorare le condizioni quadro in misura tale da fare in modo che in tutti i settori si possano realizzare aumenti di produttivit\u00e0. Questi miglioramenti gioveranno anche all'industria.</p><p>Nell'ambito dei rapporti sulle strutture economiche, la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) osserva da vicino il cambiamento strutturale e analizza la competitivit\u00e0 dell'economia elvetica al fine di indentificare eventuali campi d'intervento e adottare, se del caso, misure adeguate volte ad ammortizzare le conseguenze di questo cambiamento.</p><p>4.a. Il 4 novembre 2015 il Consiglio federale ha approvato la revisione dell'ordinanza 1 concernente la legge sul lavoro (RS 822.111). Essa consente di introdurre a partire dal 1\u00b0 gennaio 2016 nuove modalit\u00e0 di registrazione dell'orario di lavoro, il che viene incontro alle esigenze del mondo del lavoro. Questa soluzione \u00e8 stata convenuta dalle parti sociali.</p><p>b. Nel raffronto internazionale gli oneri salariali accessori in Svizzera sono relativamente bassi. Fortemente intenzionato a salvaguardare questo vantaggio competitivo, il Consiglio federale far\u00e0 il possibile per considerare in modo equilibrato gli interessi delle parti e sgravare le imprese laddove se ne presenti l'occasione. In autunno 2015 il nostro collegio aveva deciso, ad esempio, di ridurre i contributi alle indennit\u00e0 per perdita di guadagno da 0,50 a 0,45 punti percentuali.</p><p>c. Convinto della necessit\u00e0 di semplificare il settore doganale, il Consiglio federale intende, ad esempio, realizzare un portale Internet per le formalit\u00e0 doganali (mozione 14.3011) e rendere flessibile la scelta del valico di confine (mozione 14.3012). Il nostro collegio sta inoltre elaborando il rapporto \"Riscossione semplificata dell'IVA all'importazione di merci. Sistema danese\" (postulato 14.3015). Il Consiglio federale ha inoltre deciso di ridurre a zero per quattro anni, a partire dal 1\u00b0 gennaio 2016, le aliquote di dazio di 60 voci di tariffa del settore tessile. Migliorano cos\u00ec le condizioni commerciali in questo settore, dato che i prodotti preliminari esteri possono essere acquistati a minor prezzo. Anche le regole d'origine previste negli accordi di libero scambio (ALS) saranno impostate in maniera pi\u00f9 compatibile con le esigenze degli ambienti economici. L'inclusione di un rinvio alla Convenzione regionale sulle norme di origine preferenziali paneuromediterranee (Convenzione PEM) nell'ALS con l'UE ammette il cumulo diagonale dei materiali originari provenienti da Svizzera, UE e Stati dei Balcani occidentali. Sar\u00e0 soprattutto l'industria tessile svizzera a beneficiare di questa novit\u00e0.</p><p>d. Attraverso la riduzione progressiva delle misure di promozione esistenti, prevista nel suo messaggio concernente l'articolo costituzionale su un sistema d'incentivazione nel settore del clima e dell'energia (SICE; FF 2015 6395), e il passaggio verso un sistema d'incentivazione, il Consiglio federale mira a ridurre i costi economici legati al conseguimento degli obiettivi climatici ed energetici e a ripartirli pi\u00f9 equamente in funzione del principio di causalit\u00e0. Nel farlo, il Consiglio federale tratter\u00e0 con il debito riguardo le imprese il cui esercizio o la cui produzione generano elevati volumi di gas serra o sono particolarmente dispendiosi in termini energetici. Nell'ambito della sua politica ambientale ed energetica, quindi, il Consiglio federale prende in considerazione i tre obiettivi dichiarati: ecologia, finanziabilit\u00e0 e sicurezza di approvvigionamento.</p><p>5. Le strategie d'acquisizione praticate da taluni organismi di promozione economica stranieri presso certe imprese svizzere sono il risultato della forte concorrenza tra le piazze internazionali. Pur consapevole che alcuni di questi organismi sono operativi anche nel nostro Paese, il Consiglio federale non vede la necessit\u00e0 di intervenire presso gli Stati interessati n\u00e9 presso l'UE, salvo che le attivit\u00e0 svolte dai loro organismi non contravvengano palesemente al principio dell'equit\u00e0. Oltre a salvaguardare le nostre buone condizioni quadro, si tratta in questo caso di far fronte a tali iniziative straniere avanzando argomenti ancora pi\u00f9 validi a favore della nostra piazza economica, come del resto fa la promozione della piazza nazionale, compito comune di Confederazione e cantoni. Per svolgerlo, il Parlamento ha stanziato un maggior volume di fondi nell'ambito del messaggio concernente la promozione della piazza economica negli anni 2016-2019. Nel concreto si tratta di un aumento pari a 2 milioni di franchi rispetto al periodo precedente. Con questi fondi supplementari si potranno intensificare e potenziare in modo mirato le misure di promozione della piazza elvetica e sostenere i cantoni nelle loro attivit\u00e0 di promozione degli insediamenti.</p>  Risposta del Consiglio federale.","FederalCouncilProposal":8,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1455667200000)\/","SubmittedBy":"Fiala Doris","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1513296000000)\/","ResponsibleDepartment":8,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DEFR","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"15|24|44","Category":null,"Modified":"\/Date(1763104128210)\/","SubmissionDate":"\/Date(1450051200000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":5001,"SubmissionLegislativePeriod":50,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Economia|Finanze|Occupazione e lavoro"}}