{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20160027,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20160027,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20160027,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20160027,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20160027,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20160027,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20160027,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20160027,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20160027,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20160027,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20160027,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20160027,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20160027,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20160027,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20160027,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20160027,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20160027,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20160027,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"16.027","BusinessType":1,"BusinessTypeName":"Oggetto del Consiglio federale","BusinessTypeAbbreviation":"OCF","Title":"Legge federale sugli stranieri. Regolazione deII\u2018immigrazione e miglioramenti neII\u2018esecuzione degli accordi sulla libera circolazione","Description":"Messaggio del 4 marzo 2016 concernente la modifica della legge federale sugli stranieri (Regolazione deII\u2018immigrazione e miglioramenti neII\u2018esecuzione degli accordi sulla libera circolazione)","InitialSituation":"<p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 04.03.2016</b></p><p><b>Il Consiglio federale presenta il disegno di legge sulla regolazione dell'immigrazione </b></p><p><b>In data odierna, il Consiglio federale ha adottato diversi disegni di legge da sottoporre al Parlamento e tesi ad attuare le disposizioni costituzionali sull'immigrazione. Il Consiglio federale mira tuttora a una soluzione consensuale con l'Unione europea (UE), ma visto che non \u00e8 ancora stato raggiunto un accordo in tal senso, come annunciato, propone ora di regolare l'immigrazione con una clausola di salvaguardia unilaterale: una volta superata una determinata soglia, il Consiglio federale dovr\u00e0 fissare tetti massimi annui. Per sfruttare meglio il potenziale di lavoratori residenti in Svizzera, il Consiglio federale intende inoltre agevolare l'accesso a un'attivit\u00e0 lucrativa alle persone del settore dell'asilo che possono rimanere in Svizzera. Nel contempo ha adottato una modifica della legge federale sugli stranieri volta a impedire che gli stranieri in cerca di lavoro percepiscano prestazioni di aiuto sociale. Infine, il Consiglio federale ha adottato il messaggio sull'estensione dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) alla Croazia. La ratifica del relativo Protocollo \u00e8 una condizione per l'ulteriore partecipazione della Svizzera al programma di ricerca Horizon 2020. </b></p><p>In data odierna, il Consiglio federale ha confermato le sue decisioni del 4 dicembre 2015. Proseguir\u00e0 pertanto i colloqui in corso con l'UE, continuando a cercare una soluzione consensuale che garantisca la via bilaterale. Non \u00e8 stato tuttavia ancora raggiunto un accordo. Le consultazioni proseguiranno celermente al pi\u00f9 tardi dopo il referendum sulla permanenza della Gran Bretagna nell'UE. Se si raggiunger\u00e0 un accordo, il Consiglio federale lo presenter\u00e0 in maniera adeguata nel corso dei dibattiti parlamentari. Al fine di rispettare i termini costituzionali per la regolazione dell'immigrazione, nel disegno di legge il Consiglio federale propone ora una clausola di salvaguardia unilaterale.</p><p></p><p>Clausola di salvaguardia unilaterale per i cittadini degli Stati UE/AELS</p><p>La clausola di salvaguardia unilaterale prevede che, se l'immigrazione supera un determinato valore limite, il Consiglio federale fissi tetti massimi annui per i permessi dei cittadini degli Stati UE e AELS. Nel farlo tiene conto degli interessi economici globali della Svizzera, conformemente a quanto previsto nella Costituzione, e si basa sulle raccomandazioni della nuova commissione della migrazione, la cui istituzione \u00e8 prevista dal disegno di legge. Nel contempo il Consiglio federale adotta provvedimenti per promuovere in particolare il potenziale di lavoratori residenti e adeguare, se necessario, l'esecuzione della legislazione sugli stranieri. In tal modo il Consiglio federale intende ridurre il fabbisogno di lavoratori stranieri.</p><p></p><p>Misure contro gli abusi di prestazioni sociali</p><p>La modifica della legge federale sugli stranieri comprende anche provvedimenti tesi a migliorare l'esecuzione dell'ALC vigente. Concretamente s'intende escludere che gli stranieri in cerca di lavoro in Svizzera percepiscano prestazioni di aiuto sociale. Il disegno di legge definisce inoltre quando uno straniero disoccupato perde il suo diritto di soggiorno in Svizzera. Il disegno di legge prevede anche lo scambio di dati tra le autorit\u00e0 nel caso in cui uno straniero percepisca prestazioni complementari.</p><p>Il Consiglio federale ha altres\u00ec adottato un messaggio aggiuntivo alle disposizioni sull'integrazione della legge federale sugli stranieri. A complemento del gi\u00e0 deciso consolidamento dell'iniziativa sul personale qualificato, tesa a sfruttare maggiormente il potenziale di personale qualificato di cui dispone la Svizzera, il Consiglio federale propone ulteriori misure nel settore dell'asilo. Il disegno di legge prevede di agevolare l'accesso a un'attivit\u00e0 lucrativa alle persone che possono rimanere in Svizzera, semplificando le procedure di autorizzazione e abolendo l'obbligo di versare il contributo speciale.</p><p></p><p>Estensione dell'ALC alla Croazia</p><p>Sempre in data odierna, il Consiglio federale ha adottato anche il messaggio concernente l'estensione dell'ALC alla Croazia, che \u00e8 membro dell'UE dal 1\u00b0 luglio 2013. In futuro la libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l'UE andr\u00e0 pertanto applicata anche a questo Paese. Il relativo Protocollo III \u00e8 stato firmato in data odierna e sar\u00e0 sottoposto al Parlamento per approvazione. La ratifica, ossia l'entrata in vigore giuridicamente vincolante, avverr\u00e0 nel momento in cui si sar\u00e0 trovata una soluzione compatibile con l'ALC.</p><p>La firma del Protocollo III e il relativo dibattito parlamentare sono importanti per due motivi: da una parte creano le condizioni per un equo trattamento della Croazia rispetto agli altri Stati membri dell'UE e dall'altra costituiscono un passo importante per l'adesione completa della Svizzera all'accordo quadro di ricerca Horizon 2020. Senza la ratifica entro febbraio 2017, la Svizzera avrebbe, con effetto retroattivo dal 1\u00b0gennaio 2017, soltanto lo statuto di uno Stato terzo in questo programma di ricerca d'importanza fondamentale per l'economia e la ricerca del nostro Paese. I ricercatori svizzeri potrebbero unirsi soltanto a progetti in corso, in qualit\u00e0 di ricercatori di Stati terzi, senza finanziamenti da parte dell'UE, compromettendo il polo di ricerca svizzero.</p><p></p><p>Scarse ripercussioni della crisi dell'euro sull'immigrazione in Svizzera</p><p>Il Consiglio federale ha inoltre preso atto di uno studio sulle ripercussioni della crisi dell'euro sull'immigrazione in Svizzera. Secondo lo studio, immigrano in Svizzera soprattutto le persone provenienti dai Paesi pi\u00f9 colpiti dalla crisi dell'euro, che gi\u00e0 prima erano Paesi d'emigrazione (Portogallo, Spagna, Italia). L'immigrazione concerne innanzitutto i settori stagionali, quali la ristorazione e l'edilizia, nei quali \u00e8 impiegato soprattutto personale poco qualificato. Alla luce di tali conclusioni, nei menzionati settori la promozione del potenziale di lavoratori residenti assume un'importanza particolare.</p><p>Infine, il Consiglio federale ha deciso ulteriori provvedimenti per combattere gli abusi sul mercato del lavoro. Con un piano d'azione intende migliorare l'esecuzione delle misure collaterali e ha inoltre adottato il messaggio concernente la modifica del Codice delle obbligazioni (Proroga di contratti normali di lavoro che prescrivono salari minimi).</p><p></p><p><b>Vedi anche:</b><a href=\"https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20120098\">12.098</a> Contro l'immigrazione di massa. Iniziativa popolare</p>","Proceedings":"<p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 21.09.2016</b></p><p><b>Immigrazione, no tetti e contingenti per cittadini Ue/Aels </b></p><p><b>(ats) L'immigrazione da Paesi Ue e dall'Associazione europea di libero scambio (AELS) non deve sottostare a tetti massimi e contingenti. Ne \u00e8 convinta la maggioranza del Consiglio nazionale che, dopo oltre sette ore di discussioni, ha approvato oggi (126 voti a 67 e 3 astensioni) il disegno di legge volto ad applicare l'iniziativa UDC sull'immigrazione di massa. L'oggetto va agli Stati.</b></p><p>Il progetto della commissione delle istituzioni politiche uscito vincente dalle deliberazioni vuole preservare la libera circolazione con gli Stati Ue e, con essa, tutti gli accordi bilaterali I siglati con Bruxelles.</p><p>Il piano della commissione si distanzia nettamente dal disegno del Consiglio federale che prevede la possibilit\u00e0 di ricorrere alla clausola di salvaguardia, introducendo massimi e contingenti a partire da determinati valori soglia, cos\u00ec come stabilisce l'articolo 121a della Costituzione federale approvato il 9 di febbraio 2014.</p><p>Sfruttare la manodopera interna</p><p>La proposta della commissione si articola in tre punti. Essa prevede prima di tutto che il Consiglio federale elabori misure per sfruttare al meglio il potenziale di manodopera indigena (cittadini svizzeri e stranieri gi\u00e0 domiciliati nel paese).</p><p>Il governo dovr\u00e0 anche determinare, tenendo conto di diversi fattori tra cui l'immigrazione, la situazione a livello di mercato del lavoro e la congiuntura, valori soglia a partire dai quali potr\u00e0 essere introdotto un obbligo di comunicazione da parte delle imprese dei posti di lavoro vacanti (preferenza nazionale \"light\")</p><p>Gli uffici regionali di collocamento (URC) dovranno svolgere un ruolo centrale di coordinamento e trasmissione delle informazioni relative ai posti vacanti. Questo provvedimento potr\u00e0 anche essere limitato ad alcune categorie professionali, ad alcuni settori o ad alcuni cantoni. Il testo non fissa tuttavia un obbligo vincolante di assunzione del personale residente.</p><p></p><p>Misure correttive in caso di forte immigrazione</p><p>Se queste misure non si rivelassero sufficienti e l'immigrazione dall'Unione europea e dall'AELS superasse un certo livello sul piano regionale o nazionale, l'esecutivo potr\u00e0 infine ricorrere a \"misure correttive appropriate\". Sar\u00e0 il Consiglio federale stesso a decidere a partire da quale limite adottarle, per quanto tempo mantenerle in vigore, di che tipo esse dovranno essere e a che categorie professionali dovranno venire applicate.</p><p>Qualora queste misure (per esempio anche tetti massimi), che dovranno essere limitate al minimo indispensabile, non dovessero risultare compatibili con l'accordo sulla libera circolazione delle persone, dovranno essere discusse da un comitato misto Svizzera/Ue. I cantoni possono anch'essi proporre misure correttive al Consiglio federale, in caso di problemi economici o sociali gravi causati dai frontalieri: l'ultima parola spetterebbe al comitato misto qualora non rispettassero l'accordo di libera circolazione delle persone.</p><p></p><p>No a misure unilaterali</p><p>La proposta del presidente del PPD Gerhard Pfister (ZG) di permettere al Consiglio federale di adottare misure correttive se il comitato misto non riesce a trovare un accordo dopo 60 giorni \u00e8 stata bocciata per 98 voti a 93 e cinque astensioni. Non \u00e8 compatibile con l'accordo di libera circolazione, hanno sostenuto diversi oratori.</p><p>Per Pfister invece \u00e8 importante non concedere all'UE un diritto di veto unilaterale per poter mantenere una gestione autonoma dell'immigrazione. Questo indebolirebbe il Consiglio federale nei negoziati con Bruxelles, ha argomentato</p><p>Anche una proposta di Hans-Peter Portmann (PLR/ZH) per autorizzare il governo a proporre al Parlamento misure correttive unilaterali in caso di mancato accordo del comitato misto \u00e8 stata respinta</p><p>Dopo aver tentato invano di rinviare il progetto in commissione, l'UDC ha presentato una serie di emendamenti. Il partito non \u00e8 riuscito a far abolire la clausola di salvaguardia per introdurre i contingenti anche ai cittadini dei paesi Ue/Aels.</p><p></p><p>Soggiorni brevi esentati da misure correttive</p><p>Un'alleanza UDC, PPD e PBD ha fatto in modo che il Consiglio federale non possa limitare le autorizzazioni di soggiorno fino a nove mesi. La proposta di Gerhard Pfister (PPD/ZG) \u00e8 stata accolta con 99 voti a 92 e 5 astensioni. Bisogna evitare che settori che dipendono dai lavoratori stagionali, come la gastronomia, il turismo o l'edilizia, risultino penalizzati, ha spiegato il presidente del PPD. Questa eccezione render\u00e0 vane le limitazioni decise dalla maggioranza, ha sottolineato Tiana Moser (PVL/ZH) criticando questa nuova concessione fatta all'agricoltura.</p><p>La commissione rifiuta un ritorno allo statuto dello stagionale, ha avvertito la relatrice Cesla Amarelle (PS/VD). Questa eccezione non \u00e8 coerente e far\u00e0 aumentare l'immigrazione, ha sostenuto la ministra della giustizia Simonetta Sommaruga.</p><p>Inoltre si tratta di manodopera poco qualificata che si ritroverebbe in disoccupazione in caso di problemi congiunturali, ha aggiunto ma senza riuscire a convincere la maggioranza dei deputati.</p><p></p><p>No contingenti per studenti</p><p>Il progetto della commissione prevede anche misure nei confronti degli stranieri non Ue/Aels, la cui immigrazione in Svizzera \u00e8 gi\u00e0 oggi sottoposta a contingenti.</p><p>Tuttavia, la Camera del popolo ha respinto l'idea di sottoporre a contingenti gli studenti e i pensionati di Stati terzi che intendono stabilirsi in Svizzera senza esercitare un'attivit\u00e0 lucrativa come voleva invece il Consiglio federale.</p><p>Queste persone non fanno concorrenza ai lavoratori indigeni, ha argomentato Cesla Amarelle (PS/VD) a nome della commissione. Unica condizione per poter venire in Svizzera: devono disporre di mezzi finanziari sufficienti per vivere nel Paese che li accoglie. Anche i permessi concessi per via del raggruppamento famigliare non saranno sottoposti a contingenti.</p><p></p><p>Funerale della democrazia diretta</p><p>L'esame particolareggiato del progetto legislativo \u00e8 stato preceduto da un dibattito di entrata in materia alquanto emotivo al termine del quale il plenum ha respinto una richiesta di rinvio in commissione presentata dal capogruppo democentrista Adrian Amstutz (BE).</p><p>Per il Consigliere nazionale bernese, il progetto elaborato dalla commissione delle istituzioni politiche rappresenta una \"violazione mai vista prima della Costituzione federale\" e \"il funerale della democrazia diretta\". Esso non prevede infatti n\u00e9 tetti massimi n\u00e9 contingenti per i lavoratori stranieri, frontalieri compresi. Insomma, \"\u00e8 vuoto come questa Coca-Cola light\", ha aggiunto Amstutz brandendo una bottiglia della nota bevanda.</p><p>Per PPD, PBD, PLR, Verdi, Verdi liberali e socialisti, il progetto della commissione si pone quale obiettivo di pilotare l'immigrazione nel rispetto della libera circolazione delle persone con l'Ue preservando in questo modo gli accordi bilaterali I con Bruxelles essenziali per la nostra prosperit\u00e0.</p><p>Oltre a ci\u00f2, una soluzione che rispetti l'intesa sulla libera circolazione con Bruxelles permetter\u00e0 alla Svizzera di ratificare l'accordo con la Croazia che estende a Zagabria questo importante principio dell'Ue e consentir\u00e0 la piena partecipazione elvetica al programma di ricerca europeo Orizzonte 2020.</p><p>La Svizzera, \u00e8 stato ripetuto pi\u00f9 volte in aula, ha bisogno finalmente di sicurezza giuridica e stabilit\u00e0 delle relazioni col suo principale partner economico. L'applicazione letterale dell'iniziativa UDC \u00e8 contraria alla libera circolazione e quindi inaccettabile. Se cade la libera circolazione, cadono tutti i bilaterali I con conseguenze gravi a livello economico per l'intero Paese.</p><p></p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 30.11. e 01.12.2016</b></p><p><b>Immigrazione, imprenditori obbligati a sentire disoccupati </b></p><p><b>(ats) In caso di forte disoccupazione in determinati gruppi professionali o settori di attivit\u00e0, i datori di lavoro dovrebbero essere obbligati a convocare i disoccupati residenti il cui profilo corrisponde all'impiego e, se non li assumono, a giustificarsi.</b></p><p>Lo ha deciso oggi il Consiglio degli Stati per 26 voti a 15 (1 astenuto) durante l'esame particolareggiato riguardante l'applicazione dell'iniziativa UDC contro l'immigrazione di massa accolta dal popolo il 9 di febbraio 2014. Il dossier ritorna al Nazionale.</p><p>Come prevedibile, la maggioranza del plenum composta da PLR e PS ha deciso di \"stravolgere\" il progetto di applicazione uscito dalle deliberazioni del Consiglio nazionale lo scorso settembre, pronunciandosi per il modello messo a punto dal \"senatore\" Philipp M\u00fcller (PLR/AG).</p><p>In quest'ultima proposta, rispetto a quello della Camera del popolo difesa in aula da Pirmin Bischof (PPD/SO), non si parla di soglie o di immigrazione, ma solo del tasso di disoccupazione superiore alla media che farebbe scattare il meccanismo di protezione - limitato nel tempo - per i residenti iscritti a un ufficio regionale di collocamento (preferenza indigena).</p><p>La proposta del \"senatore\" Filippo Lombardi di completare questo criterio con altri indicatori, come la pressione sui salari, oppure il numero di autorizzazioni per frontalieri e di soggiorno, \u00e8 stata bocciata dal plenum.</p><p></p><p>No soluzione ad hoc per Ticino</p><p>Con questa aggiunta, il \"senatore\" ticinese desiderava che si tenesse conto maggiormente della caratteristiche cantonali del mercato del lavoro, e in particolare di quanto accade a Sud delle Alpi, dove la pressione dei frontalieri ha spinto ulteriormente al ribasso il salario medio dei Ticinesi rispetto a quello degli altri lavoratori svizzeri. Il \"senatore\" Pirmin Bischof ha difeso questa argomentazione, rinfacciando al modello M\u00fcller di essere troppo centralistico.</p><p>A Lombardi ha risposto l'ecologista Robert Cramer, secondo cui i problemi del Ticino non sono gli stessi di tutta la Svizzera. Ginevra, per esempio, non potrebbe sopravvivere senza i frontalieri, i quali tra l'altro non possono essere nemmeno considerati degli immigrati. A nome della commissione, M\u00fcller ha sostenuto che i criteri evocati da Lombardi, rispetto al solo tasso di disoccupazione, sono troppi e per di pi\u00f9 poco trasparenti. Insomma, il meccanismo per regolare l'immigrazione dev'essere il pi\u00f9 semplice possibile.</p><p>Paul Rechsteiner (PS/SG) ha fatto notare poi che il modello M\u00fcller tiene gi\u00e0 conto delle esigenze dei cantoni. Quest'ultimi, in effetti, possono chiedere al Consiglio federale il caso di disoccupazione superiore alla media di far scattare l'obbligo di comunicazione dei posti vacanti. Questo comma, ha sostenuto il socialista, \u00e8 stato introdotto nella legge su esplicito desiderio del Consigliere di Stato ticinese Christian Vitta, capo del Dipartimento dell'economia.</p><p></p><p>Proposte Bischof e F\u00f6hn bocciate</p><p>Come detto, la proposta M\u00fcller, difesa dalla maggioranza della commissione, ha avuto la meglio su quella di Bischof, ma anche su quella proposta dal democentrista Peter F\u00f6hn (SZ). Lo svittese avrebbe voluto reintrodurre contingenti e tetti massimi, nonch\u00e9 la precedenza per i residenti sul mercato del lavoro.</p><p>Nonostante gli appelli a non tradire la Costituzione e il voto del 9 di febbraio 2014, il tentativo del democentrista ha raccolto solo il voto degli UDC in aula. Gi\u00e0 al Nazionale, questo partito aveva dovuto ingoiare il rospo.</p><p>Il modello messo a punto da Pirmin Bischof - pi\u00f9 vicino alla soluzione escogitata dal Nazionale - \u00e8 stato invece respinto per 26 voti a 16 (1 astenuto). Bischof non prevedeva per esempio l'obbligo del colloquio tra disoccupato e datore di lavoro, anche se il Consiglio federale avrebbe potuto introdurre un simile provvedimento.</p><p>Inoltre, il Consiglio federale avrebbe potuto adottare misure appropriate limitate nel tempo e nello spazio in caso di problemi economici e sociali importanti (per esempio un forte afflusso di frontalieri) che fossero il meno possibile in conflitto con l'accordo sulla libera circolazione delle persone.</p><p>Se tuttavia il comitato misto Svizzera-Ue si fosse detto contrario alle misure adottate da Berna, passati 60 giorni, secondo il \"senatore\" PPD, il parlamento avrebbe dovuto esprimersi sul seguito della procedura, limitando, se necessario in maniera unilaterale l'immigrazione.</p><p></p><p>Mantenere i bilaterali</p><p>Nel suo modello M\u00fcller prevede soltanto, qualora i problemi dovessero persistere, la possibilit\u00e0 per il Consiglio federale di sottoporre al Parlamento misure supplementari rispettose degli impegni della Svizzera derivanti dal diritto internazionale.</p><p>L'idea che la Svizzera possa optare per misure unilaterali anche contro il parere di Bruxelles \u00e8 stata combattuta da PS e PLR, per i quali la legge di applicazione non deve ledere gli accordi bilaterali, e in particolare quello sulla libera circolazione.</p><p>Per Bischof, invece si tratta di essere pi\u00f9 vicini al dettato costituzionale il quale prevede che la Svizzera gestisca in modo autonomo l'immigrazione. A detta del Solettese, l'intero modello M\u00fcller \"\u00e8 semplicemente una nuova misura collaterale per la gestione del mercato del lavoro\".</p><p></p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 05.12.2016</b></p><p><b>Nessun obbligo di giustificarsi se non si assume residente </b></p><p><b>(ats) In caso di disoccupazione \"molto superiore alla media\" in determinati gruppi professionali, settori di attivit\u00e0 o regioni economiche, i datori di lavoro dovrebbero essere obbligati a convocare i disoccupati residenti il cui profilo corrisponde all'impiego. Se non li assumono, non dovrebbero tuttavia giustificarsi.</b></p><p>Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale per 99 voti a 66 e 29 astenuti (tutti PPD), durante l'esame particolareggiato riguardante l'applicazione dell'iniziativa UDC contro l'immigrazione di massa accolta dal popolo il 9 di febbraio 2014. Il dossier ritorna agli Stati per l'eliminazione delle divergenze.</p><p>Senza sorprese, seguendo le raccomandazioni della sua commissione preparatoria, oggi il Nazionale ha aderito - correggendola in alcuni punti - alla versione della legge approvata la settimana scorsa dagli Stati su proposta del \"senatore\" Philipp M\u00fcller (PLR/SO). In questo modello non si parla n\u00e9 di soglie n\u00e9 di immigrazione, come invece deciso in prima lettura dal Nazionale durante la sessione autunnale.</p><p>Come detto, grazie a una maggioranza PLR, PS, Verdi, Verdi liberali e Partito borghese democratico, il plenum ha corretto alcuni punti della versione licenziata dalla Camera dei cantoni.</p><p>Rispetto ai \"senatori\", il Nazionale vuole che le misure a livello di mercato del lavoro scattino in caso di disoccupazione \"molto superiore alla media\", e non solo in caso di \"un tasso di disoccupazione superiore alla media\". Spetter\u00e0 al Consiglio federale per via di ordinanza precisare questo passaggio della legge.</p><p>Il tasso dei senza lavoro, inoltre, non dovr\u00e0 essere considerato solo a livello di gruppi professionali o settori di attivit\u00e0, ma anche pi\u00f9 in generale di regioni economiche. Questa aggiunta \u00e8 stata voluto affinch\u00e9 si tenesse conto delle differenze cantonali: \"la situazione del Ticino - ha dichiarato Isabelle Moret (PLR/VD) - \u00e8 diversa da quella degli altri Cantoni\".</p><p>Il Nazionale vuole s\u00ec obbligare i datori di lavoro a sentire i disoccupati iscritti agli Uffici regionali di collocamento (URC) il cui profilo corrisponde a quello del posto vacante, ma non intende costringerli a giustificarsi se hanno optato per un'altra soluzione, magari un lavoratore estero o un frontaliere. Stralciando questa disposizione, il plenum non ha voluto sovraccaricare eccessivamente le societ\u00e0, specie le piccole e medie imprese, di burocrazia.</p><p>Il tentativo dell'UDC e PPD di favorire i disoccupati domiciliati in Svizzera nella ricerca di un impiego \u00e8 stata bocciata. Secondo la maggioranza del plenum, sostenuta dalla Consigliera federale Simonetta Sommaruga, si tratta di un aggiunta discriminatoria nei confronti dei lavoratori Ue, quindi contraria all'Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC).</p><p>Diversi oratori UDC e PPD hanno fatto notare che tutti si possono iscrivere agli URC, frontalieri e lavoratori esteri in cerca di lavoro compresi. La tanto strombazzata preferenza indigena \"\u00e8 una presa in giro degli elettori\", ha tuonato invano Natalie Rickli (UDC/ZH).</p><p>La Camera del popolo ha inoltre voluto fare un gesto nei confronti dei Cantoni di frontiera. Quest'ultimi, in caso di problemi economici e sociali causati dai frontalieri, dovrebbero poter proporre misure correttive al Consiglio federale, nel rispetto tuttavia degli impegni internazionali del Paese, ossia della libera circolazione delle persone.</p><p>Il rispetto dell'ALC \u00e8 stato il leitmotiv dell'intero dibattito odierno. Per la maggioranza del plenum \u00e8 fuori discussione mettere in forse questo accordo, col rischio di far cedere l'intero pacchetto dei Bilaterali I.</p><p>Da qui la bocciatura della camera sia del modello proposto dall'UDC di un applicazione letterale - ossia con tetti massimi, contingenti e preferenza indigena - dell'articolo 121a della Costituzione federale, sia del modello di applicazione proposto dal PPD, e simile a quello votato dal Nazionale lo scorso autunno.</p><p>Il modello democristiano, difeso in aula dal consigliere nazionale ticinese Marco Romano, prevede per esempio la possibilit\u00e0 per il Consiglio federale di adottare misure appropriate limitate nel tempo e nello spazio in caso di problemi economici e sociali importanti (per esempio un forte afflusso di frontalieri) che siano il meno possibile in conflitto con l'accordo sulla libera circolazione delle persone. Se tuttavia il comitato misto Svizzera-Ue fosse contrario alle misure adottate da Berna, passati 60 giorni il parlamento dovrebbe potersi esprimersi sul seguito della procedura, limitando, se necessario in maniera unilaterale l'immigrazione.</p><p>Un'opzione, quest'ultima, invisa alla maggioranza e alla stessa Sommaruga poich\u00e9 contraria agli impegni internazionali della Svizzera.</p><p></p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 07.12.2016</b></p><p><b>No obbligo giustificarsi se non si assume disoccupato iscritto </b></p><p><b>(ats) Si stanno avvicinando le posizioni dei due rami del Parlamento circa l'applicazione dell'iniziativa UDC sull'immigrazione di massa. Al pari del Nazionale, anche la Camera dei cantoni ha deciso di non obbligare i datori di lavoro a giustificarsi se non assumono un disoccupato consigliato dall'Ufficio regionale di collocamento (URC).</b></p><p>Diversamente dal Nazionale, i \"senatori\" vogliono che l'obbligo per i datori di lavoro di convocare i disoccupati iscritti all'URC il cui profilo corrisponde all'impiego scatti in presenza di una disoccupazione \"superiore alla media\", e non \"molto superiore alla media\". Ad essere interessati da questa misura sarebbero determinati gruppi professionali, settori di attivit\u00e0 o regioni economiche.</p><p>Su quest'ultimo aspetto la Consigliera federale Simonetta Sommaruga ha voluto rassicurare il \"senatore\" Fabio Abate (PLR/TI) sostenendo che il Ticino verr\u00e0 considerato come regione a s\u00e9 stante.</p><p>Quanto al tasso di disoccupazione esso verr\u00e0 fissato per via di ordinanza, ha sostenuto la ministra di giustizia e polizia. Non dovrebbe in ogni caso essere del 10-15% (percentuale citata durante il dibattito al Nazionale), ci\u00f2 che renderebbe l'intera legge di applicazione praticamente inutile, ma un valore mediano.</p><p>Per quanto riguarda gli URC, i \"senatori\" hanno introdotto alcune divergenze rispetto al Nazionale. Gli Uffici di collocamento dovranno inviare \"in tempi brevi\" - per esempio 5 giorni - ai datori di lavoro dei dossier pertinenti - da 3 a 5 dossier - di disoccupati. I datori di lavoro potranno convocare per un colloquio \"o per un test attitudinale\" i candidati il cui profilo corrisponde al posto vacante.</p><p>Come per il Nazionale, anche gli Stati desiderano che l'obbligo di annuncio dei posti vacanti decada quando il datore di lavoro assume una persona gi\u00e0 iscritta all'URC.</p><p>Una minoranza avrebbe voluto aggiungere nella legge anche la nozione di \"lavoratori in Svizzera\" dal momento che agli URC possono iscriversi anche i frontalieri e i lavoratori Ue; gli Svizzeri non iscritti rischierebbero insomma di essere discriminati.</p><p>A nome della commissione, Philipp M\u00fcller (PLR/AG) ha precisato che dall'entrata in vigore della libera circolazione nel 2002, in media da 90 a 160 stranieri all'anno si sono iscritti a un URC. Egli non teme una corsa all'iscrizione come paventato ad alcuni. Al voto, la proposta della minoranza \u00e8 stata respinta per 28 voti a 7 e 8 astenuti.</p><p>Qualora tutte queste misure a livello di mercato del lavoro non dovessero generare alcun effetto, il Consiglio federale potr\u00e0 sottoporre al Parlamento misure supplementari. Rispetto alla sua prima versione, il plenum ha stralciato la precisazione \"nel rispetto degli impegni derivanti dal diritto internazionale\". Per la maggioranza tale sottolineatura \u00e8 inutile dal momento che la Svizzera intende rispettare i propri impegni, in particolare la libera circolazione delle persone.</p><p>Nelle intenzioni dei \"senatori\", in caso di problemi seri, specie se causati dai frontalieri, anche i cantoni potranno proporre misure supplementari al Consiglio federale.</p><p>Come noto, questo dossier dovr\u00e0 essere approvato dal Parlamento entro il 16 di dicembre, in modo che la Svizzera possa ratificare l'accordo sulla libera circolazione con la Croazia e poter quindi partecipare a pieno titolo al programma europeo di ricerca Orizzonte 2020.</p><p></p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 12.12.2016</b></p><p><b>Immigrazione, legge pronta per voto finale </b></p><p><b>(ats) La legge di applicazione dell'iniziativa UDC contro l'immigrazione di massa accolta dal popolo nel 2014 \u00e8 pronta per le votazioni finali. Oggi il Consiglio nazionale ha eliminato le ultime divergenze con gli Stati. Il progetto prevede misure a livello di mercato del lavoro con obblighi limitati per i datori di lavoro.</b></p><p>Se i due rami del parlamento approveranno la legge nel corso delle votazioni finali di venerd\u00ec prossimo, 16 dicembre, la Confederazione potr\u00e0 ratificare l'accordo sulla libera circolazione con la Croazia, condizione \"sine qua non\" affinch\u00e9 la Svizzera possa partecipare a pieno titolo al programma di ricerca europeo Orizzonte 2020.</p><p>Dopo lunghi dibattiti, alla fine si \u00e8 imposto il modello - emendato nel corso dell'esame sulle divergenze - messo a punto dal consigliere agli stati Philipp M\u00fcller (PLR/AG) che non prevede n\u00e9 soglie di immigrazione, n\u00e9 tetti massimi n\u00e9 contingenti.</p><p>Il Parlamento intende limitare l'immigrazione dai paesi europei incitando i datori di lavoro a reclutare disoccupati piuttosto che ricorrere a manodopera estera.</p><p></p><p>Nessuna preferenza nazionale</p><p>In caso di disoccupazione superiore alla media - principio che il Consiglio federale dovr\u00e0 definire per ordinanza, n.d.r. - in gruppi professionali, settori di attivit\u00e0 o regioni economiche, i datori di lavoro sarebbero quindi obbligati - se non lo faranno potranno essere punti con una multa fino a 40 mila franchi - ad annunciare i posti vacanti agli Uffici regionali di collocamento (URC).</p><p>Quest'ultimi dovranno selezionare una serie di candidati idonei al posto e i datori di lavoro saranno tenuti a convocare i disoccupati iscritti all'URC il cui profilo corrisponde all'impiego oppure potranno sottoporli a un test attitudinale.</p><p>Va detto per inciso che gli imprenditori, contrariamente a quanto previsto inizialmente dal \"modello M\u00fcller\", non saranno tenuti a giustificarsi se, invece di una persona annunciata all'URC, dovessero decidere di assumere uno straniero proveniente dall'estero.</p><p>Qualora tutte queste misure a livello di mercato del lavoro non dovessero generare effetto alcuno, il Consiglio federale potr\u00e0 sottoporre al Parlamento misure supplementari nel rispetto degli impegni internazionali della Svizzera (leggi: accordo sulla libera circolazione delle persone, ALC). In caso di problemi seri, specie se causati dai frontalieri, anche i cantoni potranno proporre provvedimenti supplementari al Consiglio federale.</p><p>Il democentrista Gregor Rutz (ZH) avrebbe voluto favorire le persone domiciliate in Svizzera iscritte agli URC, ma la sua proposta \u00e8 stata bocciata. Lo Zurighese ha fatto notare che agli URC possono iscriversi tutti, residenti ma anche stranieri o frontalieri in cerca di lavoro. Insomma, a suo dire, la soluzione della maggioranza fa strame del concetto di preferenza nazionale iscritto nel nuovo articolo costituzionale 121a adottato nel 2014. Egli teme che la Svizzera, con la soluzione della maggioranza, si trasformer\u00e0 in una \"calamita\" per milioni di disoccupati europei in cerca di lavoro.</p><p>Per quanto attiene ai colloqui con i datori di lavoro, il consigliere nazionale ticinese Marco Romano (PPD) avrebbe voluto privilegiare invece quei dossier di persone a beneficio della disoccupazione (quindi non solo semplicemente iscritte agli URC) e dell'assistenza sociale. Al voto, tuttavia, anche la proposta del democristiano \u00e8 stata silurata.</p><p></p><p>Un tradimento del popolo?</p><p>Nel corso del dibattito gli esponenti dell'UDC hanno parlato di una soluzione escogitata da una maggioranza del Parlamento (PS e PLR) che non ha nulla a che vedere con l'iniziativa contro l'immigrazione di massa. \"Si tratta di una capitolazione senza condizioni davanti a Bruxelles\", ha tuonato Gregor Rutz.</p><p>A nome del PPD, Marco Romano ha tacciato socialisti e radicali di \"arroganza e nessuna propensione al compromesso\". Questa alleanza ha prodotto a suo parere un \"costrutto\" inefficace che non diventer\u00e0 mai realt\u00e0 e in contrasto con l'articolo costituzionale 121a.</p><p>Per PS e PLR, invece, la legge ha quale obiettivo di preservare l'accordo sulla libera circolazione delle persone con Bruxelles e, di riflesso, gli accordi bilaterali I mediante l'adozione di provvedimenti eurocompatibili a livello di mercato del lavoro.</p><p>Tetti massimi e contingenti per gli stranieri come voluto dai democentristi sono in contraddizione con l'accordo sulla libera circolazione sottoscritto con l'Ue e pi\u00f9 volte confermato dal popolo in votazione, \u00e8 stato detto in aula.</p>","DraftText":null,"SubmittedText":null,"ReasonText":null,"DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":null,"FederalCouncilProposal":null,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":null,"SubmittedBy":null,"BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1481846400000)\/","ResponsibleDepartment":5,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento di giustizia e polizia","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFGP","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"8|10|2811","Category":"IIIa/IV","Modified":"\/Date(1770756334500)\/","SubmissionDate":"\/Date(1457049600000)\/","SubmissionCouncil":null,"SubmissionCouncilName":null,"SubmissionCouncilAbbreviation":null,"SubmissionSession":5002,"SubmissionLegislativePeriod":50,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica internazionale|Politica europea|Migrazione"}}