{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20160043,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20160043,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20160043,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20160043,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20160043,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20160043,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20160043,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20160043,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20160043,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20160043,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20160043,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20160043,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20160043,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20160043,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20160043,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20160043,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20160043,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20160043,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"16.043","BusinessType":1,"BusinessTypeName":"Oggetto del Consiglio federale","BusinessTypeAbbreviation":"OCF","Title":"Rapporto Servizio pubblico","Description":"Rapporto del 17 giugno 2016 sulla verifica della definizione e delle prestazioni del servizio pubblico della SSR in considerazione dei media privati eletronici. Rapporto in risposta al postulato 14.3298 della Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio degli Stati (CTT-S)","InitialSituation":"<p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 17.06.2016</b></p><p><b>Adeguare alla digitalizzazione il servizio pubblico nell'ambito dei media </b></p><p><b>Anche nell'era di Internet e della digitalizzazione, la Svizzera deve poter contare su un servizio pubblico nell'ambito dei media indipendente e ampio. Per poter soddisfare quest'esigenza, le condizioni quadro per le emittenti radiotelevisive concessionarie devono essere adeguate a livello nazionale e regionale. Nel suo rapporto pubblicato oggi, il Consiglio federale giunge alla conclusione che il modello attuale, con la SSR quale grande fornitore presente in tutte le regioni linguistiche, si \u00e8 rivelato efficace per la nostra democrazia diretta caratterizzata dalla diversit\u00e0 linguistica e culturale, garantendo un servizio pubblico di qualit\u00e0. Questo modello \u00e8 il pi\u00f9 idoneo anche per il futuro. Le esigenze poste alla SSR dovranno tuttavia essere rafforzate mantenendone il budget invariato. La SSR \u00e8 inoltre chiamata a raggiungere meglio i giovani che sono maggiormente orientati a Internet. </b></p><p>Con il postulato 14.3298, la Commissione dei trasporti e delle comunicazioni del Consiglio degli Stati (CTT-S) ha incaricato il Consiglio federale di presentare e analizzare le prestazioni del servizio pubblico della SSR tenendo in considerazione le emittenti radiotelevisive private. Il rapporto traccia il quadro di un paesaggio dei media in profonda trasformazione in cui la digitalizzazione ha cambiato le abitudini di fruizione dei media e le offerte mediatiche si sono moltiplicate. \u00c8 soprattutto la nuova generazione ad allontanarsi sempre pi\u00f9 dai media tradizionali. I giovani fruiscono decisamente meno dei programmi del servizio pubblico. La televisione SRF, ad esempio, \u00e8 seguita soltanto da due persone su dieci di et\u00e0 inferiore ai 24 anni, mentre tra gli ultrasessantenni ne raggiunge sette su dieci.</p><p></p><p>Il servizio pubblico finanziato dal canone rimane indispensabile</p><p>Oggigiorno grazie a possibilit\u00e0 di diffusione pi\u00f9 semplici, oltre alle emittenti concessionarie del servizio pubblico, vi sono numerose offerte radiotelevisive che non devono adempiere alcun mandato di prestazioni e non ricevono proventi del canone. Generalmente i loro programmi commerciali sono orientati all'intrattenimento. Per contro, le offerte dispendiose in ambiti quali l'informazione, la cultura e la formazione non possono essere finanziate unicamente tramite il mercato pubblicitario, ovvero senza partecipazione al canone. </p><p>Per motivi di ordine politico e al fine di adempiere il mandato costituzionale, il Consiglio federale ritiene indispensabile che la Svizzera disponga anche in futuro di un servizio pubblico indipendente e vasto, finanziato da un sistema solidale. Il nostro Paese federalista e plurilingue necessita di un paesaggio audiovisivo che tenga conto di tutti i gruppi della popolazione. Questo aspetto \u00e8 essenziale per l'integrazione di tutti i gruppi della societ\u00e0 (le comunit\u00e0 linguistiche, le persone con disabilit\u00e0 sensoriali, le diverse generazioni o le persone con un retroterra di migrazione) e il buon funzionamento della democrazia diretta. Nell'era di Internet, con la sua offerta globale e immensa, le offerte di qualit\u00e0 del servizio pubblico nell'ambito dell'informazione, della cultura, della formazione e dell'intrattenimento rappresentano un importante punto di riferimento per la popolazione svizzera. \u00c8 allora necessario proporre contenuti attrattivi che possano fare concorrenza ai programmi esteri.</p><p></p><p>Adeguamento delle concessioni</p><p>Il Consiglio federale \u00e8 convinto che un servizio pubblico indipendente e vasto possa essere realizzato soltanto grazie a un grande fornitore affermato in tutte le regioni linguistiche e a emittenti private regionali. Il modello esistente ha dato buoni risultati e soddisfa le esigenze, deve per\u00f2 essere adeguato al contesto digitale.</p><p>Il rilascio delle nuove concessioni nel 2019 offre la possibilit\u00e0 di attuare adeguamenti concreti. Per le radio locali e le televisioni regionali finanziate dal canone devono essere definite prescrizioni pi\u00f9 precise per esigere prestazioni nell'informazione regionale. Il Consiglio federale si aspetta dalla SSR che i suoi programmi e le sue offerte online si differenzino ancora di pi\u00f9 rispetto ad oggi dai contenuti commerciali. Nella concessione della SSR deve rimanere di centrale importanza l'ampia portata e l'elevata qualit\u00e0 dell'informazione. Nell'intrattenimento occorrono prescrizioni che assicurino la funzione editoriale cardine della SSR nonch\u00e9 la differenziabilit\u00e0 del servizio pubblico rispetto alle emittenti puramente commerciali. Inoltre, vanno accresciute le esigenze nei confronti della SSR in termini di integrazione. Con le sue offerte la SSR deve essere presente dove si trova il pubblico - anche quello giovane. </p><p></p><p>Mantenimento dell'attuale volume di finanziamento</p><p>Il Consiglio federale giunge alla conclusione che i fondi versati attualmente alla SSR sono sufficienti per garantire il servizio pubblico. Se i proventi del canone di ricezione dovessero continuare ad aumentare a causa della crescita demografica, il Consiglio federale esaminer\u00e0 una diminuzione del canone per le economie domestiche. Per soddisfare le nuove prescrizioni, si esige che la SSR concentri la produzione e la diffusione sull'essenziale e che impieghi i propri mezzi in modo ancora pi\u00f9 efficiente. </p><p></p><p>Considerare la situazione dei media privati</p><p>Affinch\u00e9 si possa continuare a mantenere la concorrenza tra i media svizzeri, il Consiglio federale sostiene la cooperazione tra la SSR e i media privati come pure tra le emittenti televisive regionali titolari di una concessione. Le attuali limitazioni pubblicitarie, anche quelle nel settore online, vanno per il momento mantenute. In questo modo si crea un certo equilibrio economico nei confronti dei media privati.</p><p></p><p>Rafforzare la legittimazione</p><p>Il Consiglio federale pretende dal servizio pubblico che in futuro si legittimi meglio in quanto servizio rivolto alla societ\u00e0 ed evidenzi maggiormente il suo valore aggiunto per la societ\u00e0. In tal senso risulta indispensabile potenziare il dialogo con la collettivit\u00e0 e gli ambienti politici.</p><p></p><p><b>Legge convergente a medio termine</b></p><p>Considerate la digitalizzazione e la mutata fruizione dei media, a medio termine il Consiglio federale intende adeguare l'attuale legge sulla radiotelevisione per trasformarla in una legge sui media elettronici. Una legge che contempla soltanto la radiotelevisione, infatti, non \u00e8 pi\u00f9 al passo con i tempi.</p>","Proceedings":"<p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 26.09.2016</b></p><p><b>Governo non deve rivedere rapporto su servizio pubblico </b></p><p><b>(ats) Il Consiglio degli Stati non vuole obbligare il governo a rivedere il suo rapporto sul servizio pubblico radiotelevisivo. Contrariamente al Nazionale, la Camera dei cantoni - con 37 voti contro 5 e un astenuto - ha respinto una proposta democentrista in tal senso.</b></p><p>\"In seno alla commissione delle telecomunicazioni il dibattito \u00e8 stato molto emotivo\", ha sottolineato il suo presidente Olivier Fran\u00e7ais (PLR/VD). </p><p>A suo avviso il rapporto presentato in giugno dal Consiglio federale, che invita la SSR a svolgere anche in futuro un ruolo cardine nel panorama mediatico pur adattandosi alla rivoluzione digitale, \u00e8 completo. \"Prendiamo atto del rapporto, pur sapendo che il Consiglio federale ritorner\u00e0 sul tema con nuove proposte\", ha aggiunto.</p><p>Rifiutandosi di adeguarsi \"alla moda attuale che consiste semplicemente nell'attaccare la SSR\", diversi oratori hanno sottolineato l'importanza del servizio pubblico fornito dall'ente radiotelevisivo e il ruolo svolto dall'azienda per la coesione del Paese.</p><p>Se il governo difende lo status quo, significa che il servizio pubblico radiotelevisivo svolge bene la sua funzione, ha precisato G\u00e9raldine Savary (PS/VD). L'esecutivo sostiene una SSR stabile dal punto di vista finanziario, grazie al canone e alla pubblicit\u00e0. \"Difendere la SSR non significa minacciare l'esistenza dei media privati\", ha aggiunto.</p><p></p><p>Maggiore attenzione ai giovani</p><p>\"\u00c8 vero che il pubblico della SSR \u00e8 un pubblico piuttosto anziano\", ha ammesso la \"senatrice\" vodese, ma il rapporto incarica proprio la SSR a rivolgere maggiore attenzione ai giovani, ai quali il servizio pubblico deve proporre offerte di qualit\u00e0 in materia di informazione, di cultura e di divertimento.</p><p>Il rapporto invita pure la SSR a collaborare con i privati, ci\u00f2 che \u00e8 positivo agli occhi di G\u00e9raldine Savary. La socialista ha ricordato che in Svizzera \"anche i grandi media sono troppo piccoli se li si paragona alla concorrenza estera\".</p><p>Il dibattito sulla SSR si inserisce in una discussione pi\u00f9 ampia sul futuro del paesaggio mediatico elvetico, in cui in special modo la stampa \u00e8 confrontata con enormi difficolt\u00e0, ha sottolineato la vodese, precisando che \"domani i giornali romandi 24heures e la Tribune de Gen\u00e8ve potrebbero annunciare tagli drastici degli effettivi\".</p><p>Il rapporto insiste anche sulla solidariet\u00e0 tra le regioni linguistiche, alla quale la SSR contribuisce ampiamente. Questa solidariet\u00e0 non \u00e8 acquisita ma \u00e8 frutto di un sforzo costante, hanno sottolineato vari \"senatori\" fra cui i ticinesi Fabio Abate (PLR) e Filippo Lombardi (PPD). \"Sarebbe fatale per il Paese intaccare tale principio, in un contesto di discordia sull'insegnamento precoce del francese\", ha avvertito Konrad Graber (PDC/LU).</p><p></p><p>Rivoluzione non necessaria</p><p>La SSR non \u00e8 \"una piccola regina che dilapida i suoi soldi\", come pretendono i suoi detrattori, ha aggiunto Claude H\u00eache (PS/JU). Non occorre quindi fare una rivoluzione: l'attribuzione di nuove concessioni nel 2019 offrir\u00e0 l'occasione di procedere ad adattamenti del suo mandato.</p><p>Il rapporto non fa che constatare la validit\u00e0 - tuttora attuale - del mandato costituzionale della SSR, ha dichiarato la ministra delle telecomunicazioni Doris Leuthard.</p><p>In seno alla SSR non tutto funziona bene, ha aggiunto la consigliera federale, ma non si pu\u00f2 addossarle tutte le colpe, come ad esempio di contribuire alla situazione talvolta drammatica in cui versano taluni media privati. </p><p>Secondo la Leuthard, occorre garantire un grado di indipendenza elevato al fine di assicurare una qualit\u00e0 altrettanto elevata. Con la riscossione di 1,2 miliardi annui di canone, la SSR ha per mandato di fornire un servizio pubblico di qualit\u00e0.</p><p>Alla fine, e dopo quasi tre ore di dibattito, il Consiglio degli Stati ha respinto una proposta di rinvio del rapporto al governo depositata da Hannes Germann (UDC/SH). Il \"senatore\" sciaffusano si \u00e8 difeso dall'accusa di \"voler semplicemente attaccare la SSR\".</p><p>Il democentrista auspicava unicamente di incaricare il Consiglio federale di meglio definire il servizio di base della SSR di fronte al passaggio all'era numerica e alla concorrenza dei privati.</p><p>Lo sciaffusano invitava pure il governo a precisare meglio la nozione di \"informazione pertinente per la democrazia\" e i \"temi della stampa di boulevard\" in un futuro rapporto.</p><p></p><p>Il Nazionale vuole un nuovo rapporto</p><p>La settimana scorsa, il Consiglio nazionale ha chiesto invece al Consiglio federale un rapporto complementare sul servizio pubblico entro la fine dell'anno. La maggioranza di destra della Camera del popolo ha giudicato \"incompleto\" e \"poco prospettico\" il documento presentato in giugno. A suo avviso, esso non mette abbastanza l'accento sulle recenti evoluzioni tecnologiche.</p><p>Il Nazionale ha accolto di misura - 93 a 92 e con il voto decisivo della sua presidente Christa Markwalder - un postulato di Christian Wasserfallen (PLR/BE) che chiede al governo un'analisi secondo il principio della sussidiariet\u00e0. Secondo il liberale-radicale bernese, la SSR dovrebbe essere attiva \"solo laddove non \u00e8 presente un'offerta corrispondente dei media privati\". Inoltre, la piattaforma online della SSR dovrebbe fungere esclusivamente da video-audioteca.</p><p>In un altro postulato di Natalie Rickli (UDC/ZH), accolto dal Nazionale, si invita il Consiglio federale a presentare quattro varianti di budget dell'azienda radiotelevisiva di servizio pubblico, in funzione degli introiti provenienti dal canone. Secondo la Rickli, lo Stato deve chiedersi se la SSR non possa fornire le prestazioni obbligatorie con meno soldi.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 14.03.2017</b></p><p><b>Parlamento non ha voce in capitolo nel rilascio concessione SSR </b></p><p><b>Il Parlamento non deve avere voce in capitolo nel rilascio della concessione alla SSR. Con 99 voti contro 87 e 4 astenuti, il Consiglio nazionale ha respinto oggi una mozione della sua commissione delle telecomunicazioni che voleva affidare maggiori competenze all'Assemblea federale in questo ambito.</b></p><p>Con 116 voti contro 71 e 4 astenuti, la Camera del popolo ha pure bocciato un'iniziativa parlamentare di Thomas M\u00fcller (UDC/SG) con la quale si chiedeva che in futuro il rilascio della concessione spettasse unicamente all'Assemblea federale e non pi\u00f9 come finora al governo.</p><p>Il Nazionale ha invece accolto tacitamente un postulato della sua commissione delle telecomunicazioni che chiede al governo di istituire un'Autorit\u00e0 di vigilanza indipendente per la radiotelevisione. Sono queste le principali decisioni prese oggi durante le discussioni concernenti il rapporto sul servizio pubblico radiotelevisivo.</p><p></p><p>Fronti divisi sul rapporto</p><p>Per il resto, dopo un dibattito animato e durato quasi tre ore, la Camera del popolo ha preso atto del rapporto presentato nel giugno scorso dal Consiglio federale, che invita la SSR a svolgere anche in futuro un ruolo cardine nel panorama mediatico pur adattandosi alla rivoluzione digitale.</p><p>Diversi oratori del centro e della sinistra hanno sottolineato l'importanza del servizio pubblico fornito dall'ente radiotelevisivo e il ruolo svolto dall'azienda per l'informazione, la formazione, la cultura e il divertimento, nonch\u00e9 per la coesione nazionale. \"Gli attacchi che prendono di mira l'indipendenza della SSR sono un tentativo di indebolirla in favore dei media privati\", ha rilevato Jacques-Andr\u00e9 Maire (PS/NE).</p><p>Dal canto loro, vari deputati di UDC e PLR hanno sottolineato la situazione di quasi monopolio della SSR, mostrandosi favorevoli a limitare il suo raggio d'azione. \"La SSR fa sempre di pi\u00f9\", nell'ambito del divertimento, dello sport e ben presto della pubblicit\u00e0. \"Occorre frenare tale espansione pagata con le imposte dei cittadini e che falsa la concorrenza\", ha affermato Nathalie Rickli (UDC/ZH).</p><p>\"S\u00ec, \u00e8 vero che la SSR fa molto\", ha replicato la consigliera federale Doris Leuthard. Ma, a suo avviso, l'informazione resta primordiale per fornire un servizio pubblico di qualit\u00e0 in tutte le regioni linguistiche, come prevede la concessione attuale.</p><p></p><p>Situazione romanda</p><p>Non solo la destra ha espresso critiche al rapporto. In aula c'\u00e8 chi - come Ad\u00e8le Thorens (Verdi/VD) - ha giudicato il documento incompleto, perch\u00e9 non prende sufficientemente in considerazione la situazione dei media nella Svizzera romanda. \"La sparizione dell'Hebdo e i tagli massicci a Le Temps provengono da decisioni prese lontano da noi\", ha aggiunto.</p><p>Altri, come Fr\u00e9d\u00e9ric Borloz (PLR/VD), hanno giudicato il rapporto poco prospettico poich\u00e9 non tiene conto della convergenza dei media. A suo avviso, lo status quo descritto nel testo non \u00e8 un'opzione.</p><p></p><p>Limitare attivit\u00e0 SSR?</p><p>Rimangono tuttavia da trattare altri interventi parlamentari, approvati in sede commissionale, che mirano a limitare l'attivit\u00e0 della SSR. Per 13 voti contro 11 e 2 astensioni, la Commissione delle telecomunicazioni del Nazionale ha in particolare adottato un testo che chiede al Consiglio federale di ridurre il numero di canali tematici delle radio della SSR (ad esempio \"Option Musique\" della RTS) che non assolvono in senso stretto un mandato di servizio pubblico.</p><p>La commissione ha anche proposto, con 13 voti contro 10 e 2 astensioni, di introdurre un cosiddetto modello \"Open-Content\", che permetta ai media privati di utilizzare le produzioni disponibili nella mediateca SSR.</p><p>Inoltre, per 12 voti contro 5 e 6 astenuti, ha presentato una mozione che incarica l'esecutivo di potenziare le offerte elettroniche del servizio pubblico al di fuori della SSR. La regola che limita a due il numero di concessioni TV o radio per impresa privata dovrebbe essere abrogata.</p><p>La maggioranza di destra ha pure ribadito - con 12 voti contro 10 e 2 astenuti - il sostegno a un'iniziativa parlamentare di Gregor Rutz (UDC/ZH) - che era stata respinta dalla commissione del Consiglio degli Stati. Il testo mira a vietare, salvo necessit\u00e0 impellente, le attivit\u00e0 non previste dalla concessione SSR.</p>","DraftText":null,"SubmittedText":null,"ReasonText":null,"DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":null,"FederalCouncilProposal":null,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":null,"SubmittedBy":null,"BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1489449600000)\/","ResponsibleDepartment":9,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DATEC","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"34","Category":null,"Modified":"\/Date(1712742982513)\/","SubmissionDate":"\/Date(1466121600000)\/","SubmissionCouncil":null,"SubmissionCouncilName":null,"SubmissionCouncilAbbreviation":null,"SubmissionSession":5004,"SubmissionLegislativePeriod":50,"FirstCouncil1":2,"FirstCouncil1Name":"Consiglio degli Stati","FirstCouncil1Abbreviation":"CS","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Media e comunicazione"}}