{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20163234,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20163234,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20163234,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20163234,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20163234,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20163234,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20163234,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20163234,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20163234,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20163234,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20163234,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20163234,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20163234,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20163234,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20163234,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20163234,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20163234,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20163234,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"16.3234","BusinessType":5,"BusinessTypeName":"Mozione","BusinessTypeAbbreviation":"Mo.","Title":"Per una lotta efficace al terrorismo. Precisare ed estendere il divieto di servizio e arruolamento per servizi militari esteri","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Il Consiglio federale \u00e8 incaricato di integrare come segue il Codice penale:</p><p>1. Chiunque arruola persone per servire gli interessi di una potenza estera in un'organizzazione militare o paramilitare, invia persone in tali organizzazioni o vi presta personalmente servizio \u00e8 punito con una pena detentiva fino a cinque anni.</p><p>2. Il tentativo \u00e8 punibile.</p><p>3. \u00c8 punibile anche chi commette il reato all'estero.</p>","ReasonText":"<p>Questa mozione \u00e8 depositata di nuovo, poich\u00e9 la mozione 14.3223, \"Precisare ed estendere il divieto di servizio e arruolamento per servizi militari esteri\", non \u00e8 stata trattata per due anni. In questi due anni il tema \u00e8 diventato di drammatica attualit\u00e0 in seguito agli attentati terroristici in Europa e all'ulteriore aumento dei jihadisti svizzeri. In contraddizione con la risposta del Consiglio federale alla mozione 14.3223 tolta dal ruolo senza votazione o dibattito, i due rapporti della task force TETRA sulla lotta contro il terrorismo con finalit\u00e0 jihadiste in Svizzera (disponibili in tedesco e francese) evidenziano che le disposizioni legali non sono sufficienti per combattere efficacemente i terroristi. Ad esempio, a pagina 18 del primo rapporto si osserva che secondo la giurisprudenza attuale, la sola intenzione dichiarata di voler partire a combattere all'estero in seno a un gruppo jihadista non basta a giustificare l'apertura di un procedimento penale per sostegno e/o partecipazione a un'organizzazione criminale (art. 260ter del Codice penale). Pertanto, le misure attualmente impiegate in Svizzera dipendono dalla partecipazione volontaria della persona in questione. Con le audizioni preventive, le autorit\u00e0 svizzere dispongono soltanto di un'unica misura d'intervento mirata in grado di contrastare la radicalizzazione che potrebbe portare alla partenza per una zona di conflitto.</p><p>In assenza di possibilit\u00e0 penali, l'attuale risposta svizzera al terrorismo si fonda su colloqui volontari, non vincolanti con i terroristi. In tal modo si ignora pericolosamente il rischio reale costituito dal terrorismo. Anche il processo IS attualmente in corso presso il Tribunale penale federale, la cui sentenza \u00e8 attesa oggi, mostra che nella lotta contro il terrorismo il diritto penale deve essere inasprito ed esteso. Numerose lacune giuridiche che aiutano soltanto i terroristi sono oggi note. Una condanna in virt\u00f9 dell'articolo 260ter del Codice penale, come proposto dal Consiglio federale, \u00e8 regolarmente esclusa a causa del capoverso 3 proprio per le persone che intraprendono viaggi a fini jihadisti: infatti \u00e8 punibile soltanto se l'organizzazione commette o intende commettere l'attivit\u00e0 criminale integralmente o parzialmente in Svizzera.</p><p>Resta pertanto valida la motivazione della mozione 14.3223:</p><p>\"In caso di ritorno in Svizzera, tali combattenti terroristi sono considerati particolarmente pericolosi, in quanto sono ancora pi\u00f9 radicalizzati, hanno acquisito esperienza sul campo di battaglia e non esitano a ricorrere alla violenza e al terrore anche in Svizzera. Occorre porre fine a tale situazione. Chi vuole tornare deve essere punito duramente. Solo cos\u00ec \u00e8 possibile impedire a un numero ancor pi\u00f9 elevato di combattenti terroristi, indipendentemente dalla loro cittadinanza, di soggiornare in Svizzera\". Anche chi commette, tenta di commettere, finanzia, contribuisce o incita a eseguire un atto terroristico senza sottostare a una catena di comando militare deve subire pienamente le sanzioni legali.</p><p>\"Le autorit\u00e0 necessitano urgentemente di strumenti chiari e certi per procedere contro i combattenti terroristi. Non si giunger\u00e0 mai a una condanna senza estendere l'applicabilit\u00e0 del divieto del mercenarismo. Non basta punire il tentativo. Nel caso specifico \u00e8 difficile determinare se una persona sottost\u00e0 o no a una catena di comando militare. Ogni imputato negher\u00e0 di essere stato subordinato a un'autorit\u00e0 e sosterr\u00e0 di aver combattuto volontariamente e per convinzione personale. Non \u00e8 chiaro in quali circostanze i gruppi terroristici e di opposizione rientrano nella fattispecie. Occorre pertanto una precisazione ...\" e un'integrazione della legislazione in vigore.</p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>La legislazione svizzera offre mezzi d'azione efficaci contro le minacce terroristiche. Permette di prevenire i reati e di punire a monte gli atti preparatori a un atto terroristico concreto. Le condanne giudiziarie di ampia risonanza mediatica pronunciate negli ultimi mesi, ad esempio dal Tribunale penale federale il 18 marzo 2016 per sostegno e partecipazione a un'organizzazione terroristica, sono la prova che le basi legali esistono e che le autorit\u00e0 inquirenti dispongono dei mezzi per perseguire e punire anche attivit\u00e0 a monte di atti terroristici. Tra questi strumenti legali, occorre menzionare in particolare l'articolo 2 della legge federale che vieta i gruppi \"Al-Qa\u00efda\" e \"Stato islamico\" nonch\u00e9 le organizzazioni associate (RS 122), che punisce, oltre alla partecipazione, anche il sostegno, la promozione, il reclutamento e la propaganda per tali organizzazioni. Vi sono anche l'articolo 260ter del Codice penale (RS 311.0) diretto contro le organizzazioni criminali e terroristiche e la norma penale contro il finanziamento del terrorismo (art. 260quinquies del Codice penale). A ci\u00f2 si aggiunge l'articolo 94 del Codice penale militare (RS 321.0), che dispone di un ampio campo di applicazione, in quanto punisce i cittadini svizzeri che si arruolano in un esercito straniero o qualsiasi altro gruppo armato straniero, come pure il reclutamento di svizzeri, a prescindere dalla cittadinanza dell'arruolatore, il tentativo, l'istigazione e la complicit\u00e0 in relazione a tali atti.</p><p>Alla luce degli sviluppi constatati negli anni scorsi sul fronte dei viaggi con finalit\u00e0 terroristiche, \u00e8 in fase di elaborazione un progetto volto ad attuare due convenzioni del Consiglio d'Europa del 2005 e del 2015 sulla prevenzione del terrorismo, conformemente agli obiettivi del Consiglio federale per il 2016 (obiettivo 14). In tale contesto sono vagliate tra l'altro anche nuove norme penali specifiche contro l'addestramento e il reclutamento a fini terroristici.</p><p>Il terrorismo non pu\u00f2 tuttavia essere combattuto soltanto con misure legislative. Una lotta efficace presuppone l'impiego di risorse sufficienti. Di conseguenza, il 18 dicembre 2015 il Consiglio federale ha deciso di creare 86 nuovi posti destinati alla lotta al terrorismo.</p><p>Il testo di legge proposto nella mozione non conseguirebbe peraltro l'effetto auspicato: il fatto di sanzionare in generale il reclutamento per un'istituzione militare estera, indipendentemente dal luogo di commissione, riguarderebbe anche il reclutamento legale per forze armate regolari. In ragione del carattere universale della norma, il giudice penale svizzero avrebbe anche l'oneroso compito di perseguire atti commessi in tutta legalit\u00e0 all'estero e senza alcun legame con il nostro Paese. Consiglio federale e Parlamento hanno sempre rinunciato, a ragione, ad estendere la competenza.</p><p>Il Consiglio federale ritiene pertanto che il nuovo articolo di legge proposto non sia n\u00e9 necessario n\u00e9 opportuno per combattere in modo mirato il terrorismo e i relativi atti preparatori. Il diritto vigente costituisce gi\u00e0 oggi una base efficace e proporzionata per prevenire e combattere questi reati. I progetti legislativi in corso tengono conto degli sviluppi attuali nella lotta al terrorismo.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.","FederalCouncilProposal":21,"FederalCouncilProposalText":"Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.","FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1462924800000)\/","SubmittedBy":"Reimann Lukas","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1519776000000)\/","ResponsibleDepartment":5,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento di giustizia e polizia","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFGP","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"9|1216","Category":null,"Modified":"\/Date(1690555881130)\/","SubmissionDate":"\/Date(1458259200000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":5002,"SubmissionLegislativePeriod":50,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica di sicurezza|Diritto penale"}}