{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20163406,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20163406,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20163406,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20163406,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20163406,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20163406,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20163406,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20163406,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20163406,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20163406,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20163406,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20163406,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20163406,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20163406,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20163406,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20163406,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20163406,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20163406,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"16.3406","BusinessType":5,"BusinessTypeName":"Mozione","BusinessTypeAbbreviation":"Mo.","Title":"Facilitare l'accesso dei rifugiati alle scuole universitarie svizzere","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Il Consiglio federale \u00e8 incaricato di:</p><p>1. adottare le misure necessarie, in collaborazione con i politecnici federali e i cantoni che ospitano le altre scuole universitarie, affinch\u00e9 i rifugiati sul suolo svizzero possano continuare gli studi che hanno interrotto nei lori Paesi a causa della guerra;</p><p>2. adottare le misure necessarie affinch\u00e9 i rifugiati in possesso di un titolo di studio equipollente a un attestato di maturit\u00e0 svizzera possano intraprendere una formazione nel nostro Paese. A tale proposito, potrebbero essere organizzati dei corsi di preparazione all'universit\u00e0 (ad es. corsi di preparazione all'esame complementare delle universit\u00e0 svizzere \"ECUS\") e dei corsi appositi per il livello di conoscenze linguistiche richieste dalle universit\u00e0 oppure introdotte delle misure che permettano ai rifugiati di spostarsi con maggiore facilit\u00e0 nei vari cantoni per motivi di studio.</p>","ReasonText":"<p>La Confederazione e i cantoni hanno il difficile compito di agevolare l'integrazione dei rifugiati nel nostro Paese. Molti di loro sono in possesso di un titolo di studio universitario oppure erano gi\u00e0 studenti nel loro Paese d'origine. A causa dei numerosi ostacoli amministrativi e linguistici, molto spesso insormontabili, questi rifugiati riescono assai raramente ad avere accesso alle scuole universitarie svizzere. I requisiti da soddisfare per potersi iscrivere a un ciclo di formazione sono molti e questo impedisce loro di intraprendere una formazione che sarebbe in realt\u00e0 indispensabile alla loro integrazione. Coloro che dispongono gi\u00e0 al loro arrivo di tutta la documentazione necessaria per l'ammissione (ad es. la copia originale del diploma) o che riescono a ottenere il riconoscimento dei loro titoli di studio esteri sono infatti molto pochi. Anche le conoscenze linguistiche richieste rappresentano un altro ostacolo: i corsi di lingue che potrebbero seguire sono cari e difficilmente accessibili. In questi casi, l'esame complementare delle universit\u00e0 svizzere ECUS rimane comunque poco adatto perch\u00e9 i rifugiati devono disporre, in condizioni gi\u00e0 difficili, di conoscenze non strettamente correlate agli studi che intendono fare. Infine, nel momento in cui ricevono un permesso (N o F), non possono pi\u00f9 spostarsi con facilit\u00e0. A volte devono stabilirsi in un cantone che non necessariamente ospita una scuola universitaria, il che implica delle spese supplementari.</p><p>I progetti pilota per i rifugiati, avviati nelle universit\u00e0 di Ginevra e Basilea, attestano l'esistenza di questo problema. In tal senso, si potrebbero adottare delle misure per facilitare l'accesso dei rifugiati alle scuole universitarie del nostro Paese.</p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>1./2. Il Consiglio federale concorda con l'autore della mozione sull'importanza dell'integrazione sociale ed economica dei rifugiati riconosciuti e delle persone ammesse provvisoriamente. Negli ultimi anni, infatti, ha varato una serie di misure per favorire l'integrazione di queste persone nel mercato del lavoro. Anche i programmi cantonali d'integrazione, lanciati nel 2014 in collaborazione con i cantoni, e il programma pilota per gli anni 2018-2021, deciso il 18 dicembre 2015 dal Consiglio federale, attribuiscono grande importanza alla questione. Nella sua dichiarazione del 23 giugno 2016, la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) ha adottato, d'intesa con la Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione e la Segreteria di Stato della migrazione, una serie di principi che intendono promuovere una solida integrazione nel mercato del lavoro e nella societ\u00e0 degli adolescenti e dei giovani adulti arrivati in Svizzera in un'et\u00e0 in cui normalmente si segue una formazione post-obbligatoria. In questo senso, \u00e8 bene fare leva sul sistema svizzero della formazione post-obbligatoria che, grazie alla sua flessibilit\u00e0 e permeabilit\u00e0 e agli ottimi partenariati con le associazioni attive nel campo della formazione professionale, dispone di ottimi presupposti.</p><p>A loro volta, anche le scuole universitarie devono promuovere l'integrazione dei rifugiati nella societ\u00e0 e nell'economia. In Svizzera, la competenza in materia di ammissione spetta fondamentalmente alle scuole universitarie stesse, autonome, e alle collettivit\u00e0 cui fanno capo. In un comunicato stampa del 15 settembre 2015, tutte le scuole universitarie svizzere hanno dichiarato, tramite la Conferenza svizzera dei rettori delle scuole universitarie (Swissuniversities), la loro volont\u00e0 di accogliere tutti rifugiati che sono in grado di svolgere una formazione. Molte sono gi\u00e0 in cerca di soluzioni che permettano a questa categoria specifica di rifugiati di accedere a un ciclo di studi universitario e hanno deciso di riesaminare - ciascuna individualmente ma con il sostegno di Swissuniversities - la procedura di valutazione delle competenze non certificate e delle conoscenze linguistiche richieste. Inoltre, i rifugiati che non sono in grado di presentare tutta la documentazione comprovante le loro qualifiche potranno richiedere una descrizione del loro diploma a Swissuniversities. Nel documento viene descritta la formazione universitaria conseguita dal richiedente e precisato il livello a cui lo Swiss ENIC avrebbe posizionato il diploma qualora questo fosse stato disponibile. Tutte informazioni, queste, che si rivelano assai utili per poter svolgere una formazione continua oppure cercare un posto di lavoro.</p><p>Per quanto riguarda la promozione di percorsi formativi individuali, la dichiarazione della CDPE cui si fa riferimento sopra precisa che \u00e8 necessario intervenire il prima possibile e impegnarsi affinch\u00e9 ogni studente sia indirizzato verso un'offerta formativa adatta al suo caso (analisi della situazione personale/classificazione) e sia seguito in maniera opportuna (accompagnamento/coaching). Attualmente, Confederazione e cantoni si impegnano per l'applicazione di questi principi e sono alla ricerca di soluzioni in grado di migliorare la mobilit\u00e0 - ad oggi limitata - dei rifugiati che vorrebbero studiare in Svizzera. Si sta inoltre valutando l'introduzione di corsi di lingua specifici e di corsi di preparazione all'esame complementare delle universit\u00e0 svizzere ECUS.</p><p>Per questi motivi, il Consiglio federale ritiene che siano gi\u00e0 state varate delle misure per facilitare l'accesso dei rifugiati alle scuole universitarie.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.","FederalCouncilProposal":21,"FederalCouncilProposalText":"Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.","FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1471392000000)\/","SubmittedBy":"Reynard Mathias","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1519776000000)\/","ResponsibleDepartment":8,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DEFR","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"32|2811","Category":null,"Modified":"\/Date(1690520730603)\/","SubmissionDate":"\/Date(1465344000000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":5004,"SubmissionLegislativePeriod":50,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Formazione|Migrazione"}}