{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170061,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170061,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170061,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170061,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170061,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170061,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170061,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170061,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170061,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170061,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170061,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170061,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170061,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170061,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170061,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170061,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170061,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20170061,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"17.061","BusinessType":1,"BusinessTypeName":"Oggetto del Consiglio federale","BusinessTypeAbbreviation":"OCF","Title":"Sviluppo dell'acquis di Schengen. Accordo aggiuntivo al Fondo per la sicurezza interna","Description":"Scambio di note del 19 settembre 2017 tra la Svizzera e l\u2019Unione europea concernente il recepimento del regolamento (UE) n. 514/2014 recante disposizioni generali per l\u2019esecuzione del Fondo sicurezza interna (Sviluppo dell\u2019acquis di Schengen)","InitialSituation":"<p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 15.09.2017</b></p><p><b>Fondo per la sicurezza interna: adottato l'accordo aggiuntivo </b></p><p><b>La Svizzera intende partecipare al Fondo europeo per la sicurezza interna (ISF Frontiere), che mira ad aumentare la sicurezza nello spazio Schengen, impedire l'entrata illegale e agevolare quella legale e sostiene gli Stati Schengen che devono assumersi costi elevati per proteggere le frontiere esterne dello spazio. Le modalit\u00e0 di partecipazione della Svizzera sono stabilite in un accordo aggiuntivo che il nostro Paese ha negoziato con l'Unione europea. Nella riunione del 15 settembre 2017, il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente l'approvazione di tale accordo. La Svizzera potr\u00e0 pertanto partecipare al Fondo a partire dalla seconda met\u00e0 del 2018. </b></p><p>L'ISFFrontiere \u00e8 stato istituito per il periodo 20142020 ed \u00e8 lo strumento che subentra al Fondo per le frontiere esterne, giunto a scadenza alla fine del 2013, a cui aveva aderito anche la Svizzera. Si tratta di un fondo di solidariet\u00e0 a favore degli Stati membri di Schengen che, a causa delle loro estese frontiere marittime o terrestri o della presenza sul proprio territorio di importanti aeroporti internazionali, devono sostenere costi elevati per la protezione delle frontiere esterne dello spazio Schengen. </p><p>Il Fondo intende contribuire a migliorare la protezione delle frontiere esterne e a impedire l'entrata illegale nello spazio Schengen, agevolando e velocizzando al contempo l'entrata legale. Anche la Svizzera trae profitto da queste misure tese a migliorare la sicurezza in tutto lo spazio Schengen. Nei sette anni della durata del Fondo, il nostro Paese vi contribuir\u00e0 presumibilmente con un importo di 20,6 milioni di franchi all'anno e ricever\u00e0 circa 20 milioni di franchi per finanziare misure nazionali.</p><p>Lo scorso dicembre, il Consiglio federale e il Parlamento hanno creato le basi legali per la partecipazione al Fondo e il termine di referendum \u00e8 scaduto inutilizzato il 7 aprile 2017. Come nel caso del Fondo per le frontiere esterne, per la partecipazione della Svizzera \u00e8 necessario un accordo aggiuntivo che ne fissa le modalit\u00e0 e costituisce pertanto il presupposto affinch\u00e9 la Svizzera possa essere parte del nuovo Fondo in quanto Stato associato a Schengen. </p>","Proceedings":"<p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 13.12.2017</b></p><p><b>20 milioni per Fondo sicurezza Schengen </b></p><p><b>Bisogna contribuire al Fondo europeo per la sicurezza interna (ISF Frontiere) con un importo pari a 20,6 milioni di franchi all'anno. Lo ha deciso oggi - con 33 voti contro 1 e 5 astensioni - il Consiglio degli Stati. Il dossier passa al Nazionale.</b></p><p>L'ISF (Internal Security Fund) \u00e8 un fondo di solidariet\u00e0 per il periodo 2014-2020, istituito in favore degli Stati Schengen particolarmente sollecitati, ossia gravati da costanti costi elevati per la protezione delle frontiere esterne a causa di confini terrestri e marittimi estesi o di importanti aeroporti internazionali.</p><p>\"Si tratta di proteggere le frontiere esterne e impedire le entrate illegali nello spazio Schengen\", ha spiegato Isidor Baumann (PPD/UR) a nome della commissione preparatoria, invitando i \"senatori\" ad approvare il testo.</p><p>La dotazione finanziaria per l'attuazione del Fondo ammonta a 2,76 miliardi di euro. I contributi finanziari degli Stati associati non sono compresi in tale importo e andranno ad aumentare ulteriormente le risorse. Nei sette anni di validit\u00e0 del Fondo, si prevede che la Svizzera - che potr\u00e0 parteciparvi dalla seconda met\u00e0 del 2018, ma retroattivamente dal 2014 - verser\u00e0 una media di 20,6 milioni di franchi all'anno.</p><p>Secondo il governo, per il quale ha parlato la consigliera federale Simonetta Sommaruga, anche la Svizzera trae profitto da partecipazioni di questo tipo. \"Riuscire ad aumentare la circolazione legale di persone, diminuendo quella illegale, non pu\u00f2 che essere positivo\", ha detto.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 07.03.2018</b></p><p><b>Schengen, approvato Fondo europeo per la sicurezza interna </b></p><p><b>La Svizzera contribuir\u00e0 al Fondo europeo per la sicurezza interna (ISF Frontiere) con un importo pari a 20,6 milioni di franchi all'anno. Lo deciso oggi il Consiglio nazionale ratificando, con 107 voti contro 74 e 9 astenuti, l'accordo concluso con l'Ue concernente le modalit\u00e0 di partecipazione elvetiche.</b></p><p>L'ISF (Internal Security Fund) \u00e8 un fondo di solidariet\u00e0 per il periodo 2014-2020, istituito in favore degli Stati Schengen particolarmente sollecitati, ossia gravati da permanenti costi elevati per la protezione delle frontiere esterne a causa di confini terrestri e marittimi estesi o di importanti aeroporti internazionali.</p><p>Il Fondo ha un budget di 3,8 miliardi di euro per sette anni ed \u00e8 composto di due strumenti, ISF Frontiere (2,76 miliardi) e ISF-Polizia (1 miliardo circa), ha ricordato Jean-Paul Gschwind (PPD/JU) a nome della commissione. A ISF Frontiere partecipano tutti gli Stati Ue (salvo Gran Bretagna e Irlanda) cui si aggiungono i quattro Paesi extra Ue associati a Schengen (Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera).</p><p>Il Fondo intende contribuire a migliorare la protezione delle frontiere esterne e a impedire l'entrata illegale nello spazio Schengen. Secondo il governo, anche la Svizzera trae profitto da queste misure volte a migliorare la sicurezza. Per i sette anni della durata del Fondo, oltre a versare un contributo annuo, ricever\u00e0 in totale circa 20 milioni di franchi per finanziare misure nazionali, ha precisato Gschwind.</p><p>La Svizzera - ha ricordato il giurassiano - \u00e8 tenuta ad aderire all'ISF, pena l'esclusione dallo spazio Schengen. Le conseguenze sarebbero gravi: il numero di richiedenti asilo aumenterebbe del 40%, senza contare le ripercussioni per il turismo, ha sostenuto Gschwind. I visitatori provenienti da Paesi extra-Ue avrebbero infatti bisogno di un visto specifico per la Svizzera. \"\u00c8 semplicemente impensabile\", ha aggiunto Beat Flach (PVL/AG).</p><p>I Verdi hanno tentato invano di bocciare l'accordo sostenendo che il Fondo contribuir\u00e0 a rafforzare la cosiddetta \"fortezza Europa\". Siamo vivendo una grave crisi umanitaria, i soldi impiegati per la sorveglianza e la repressione potrebbero essere meglio utilizzati per esempio per creare rotte sicure per i migranti, ha sottolineato Lisa Mazzone (Verdi/GE) ricordando che 3000 persone hanno perso la vita nel Mediterraneo lo scorso anno.</p><p>Anche l'UDC ha espresso scetticismo, ma per altri motivi: il progetto in discussione non contiene nessuna misura concreta per proteggere le frontiere di Schengen. Non sar\u00e0 quindi possibile fermare l'immigrazione illegale, ha sostenuto Adrian Amstutz (UDC/BE) che si \u00e8 anche lamentato per il continuo aumento dei costi legati allo sviluppo dell'acquis di Schengen.</p>","DraftText":null,"SubmittedText":null,"ReasonText":null,"DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":null,"FederalCouncilProposal":null,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":null,"SubmittedBy":null,"BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1521158400000)\/","ResponsibleDepartment":5,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento di giustizia e polizia","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFGP","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"8|9|10","Category":"IIIb/IV","Modified":"\/Date(1770757826047)\/","SubmissionDate":"\/Date(1505433600000)\/","SubmissionCouncil":null,"SubmissionCouncilName":null,"SubmissionCouncilAbbreviation":null,"SubmissionSession":5010,"SubmissionLegislativePeriod":50,"FirstCouncil1":2,"FirstCouncil1Name":"Consiglio degli Stati","FirstCouncil1Abbreviation":"CS","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica internazionale|Politica di sicurezza|Politica europea"}}