{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170069,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170069,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170069,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170069,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170069,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170069,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170069,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170069,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170069,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170069,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170069,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170069,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170069,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170069,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170069,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170069,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170069,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20170069,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"17.069","BusinessType":1,"BusinessTypeName":"Oggetto del Consiglio federale","BusinessTypeAbbreviation":"OCF","Title":"Legge sul diritto d\u2019autore. Modifica","Description":"Messaggio del 22 novembre 2017 concernente la modifica della legge sul diritto d\u2019autore nonch\u00e9 l\u2019approvazione e l\u2019attuazione di due trattati dell\u2019Organizzazione mondiale della propriet\u00e0 intellettuale","InitialSituation":"<p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 22.11.2017</b></p><p><b>Il Consiglio federale adegua il diritto d'autore all'era digitale </b></p><p><b>Per rafforzare i diritti e gli interessi degli operatori della cultura e dell'industria culturale il Consiglio federale vuole rendere pi\u00f9 efficace la lotta alla pirateria illegale su Internet. Il principio secondo cui i consumatori di offerte illegali non devono essere criminalizzati viene tuttavia mantenuto e funge da base per la pertinente revisione della legge sul diritto d'autore. Con le misure a favore della ricerca e delle biblioteche il Consiglio federale intende inoltre sfruttare le opportunit\u00e0 offerte dalla digitalizzazione anche nel quadro del diritto d'autore. Il Consiglio federale ha adottato il disegno e il messaggio concernenti la modifica della legge sul diritto d'autore nella seduta del 22 novembre 2017. L'intero progetto si fonda su un compromesso concordato tra vari gruppi d'interesse nel quadro di un gruppo di lavoro istituito dal Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP). </b></p><p>Su numerosi siti Internet sono messi illegalmente a disposizione film, pezzi musicali, videogame e libri, il che costituisce per gli operatori della cultura e i produttori un problema non soltanto economico. Un'utilizzazione non autorizzata lede per\u00f2 anche i diritti di diversi attori. Ridurre le possibilit\u00e0 di abuso \u00e8 quindi un bene per tutti. Ecco perch\u00e9 la lotta alla pirateria \u00e8 aspetto centrale della revisione della legge sul diritto d'autore.</p><p>Le misure di lotta alla pirateria intendono garantire, da un lato, il rispetto dei diritti degli operatori della cultura assicurando loro un adeguato compenso per il lavoro svolto e, dall'altro, una migliore tutela dei diritti dei produttori e, di conseguenza, dei loro investimenti. Una lotta pi\u00f9 efficace alla pirateria permette altres\u00ec di incentivare la nascita di offerte legali per i consumatori.</p><p>Le misure sono dirette contro coloro che rendono accessibili in maniera illegale dei contenuti, non contro i loro consumatori, il che significa, ad esempio, che un brano musicale messo a disposizione su Internet potr\u00e0 continuare a essere scaricato, per uso privato, anche senza l'autorizzazione del titolare dei diritti.</p><p></p><p>Potenziare la lotta alla pirateria</p><p>La pirateria va contrastata laddove \u00e8 possibile farlo nel modo pi\u00f9 efficace, ossia presso gli hosting provider. Questi ultimi sono servizi Internet che mettono a disposizione dei clienti uno spazio su cui possono salvare informazioni. \u00c8 compito loro accertarsi che sui loro server non si insedino piattaforme pirata e rimuovere tempestivamente i contenuti lesivi del diritto d'autore. Un hosting provider che crea le condizioni per un rischio particolare di violazione del diritto d'autore deve pertanto premurarsi che i contenuti abusivi rimossi rimangano tali. Sottost\u00e0 quindi a un obbligo di \"stay down\". Inoltre, il disegno autorizza esplicitamente il trattamento dei dati teso al perseguimento penale delle violazioni del diritto d'autore. Queste nuove basi legali mettono la parola fine al lungo dibattito riguardante gli obblighi degli hosting provider e garantiscono la certezza del diritto per tutti gli attori coinvolti. Restano fuori dal progetto le cosiddette misure di blocco.</p><p></p><p>Sfruttare le opportunit\u00e0 offerte dalla digitalizzazione</p><p>Oltre alle misure sulla lotta alla pirateria, il disegno prevede diverse novit\u00e0 che permettono di adeguare il diritto d'autore ai pi\u00f9 recenti sviluppi tecnologici. Il Consiglio federale intende cos\u00ec sfruttare anche in questo settore le opportunit\u00e0 offerte dalla digitalizzazione. Ad esempio, i ricercatori e le biblioteche potranno utilizzare i loro fondi per determinati scopi anche senza un'autorizzazione esplicita del titolare dei diritti. </p><p>In compenso, varie novit\u00e0 migliorano la situazione degli operatori della cultura e dei produttori, riducendo il divario esistente tra l'aumento delle utilizzazioni online delle opere e il ristagno dei compensi versati. A titolo di esempio, le esecuzioni saranno protette per 70 e non pi\u00f9 solo per 50 anni. L'estensione della protezione d\u00e0 ai produttori pi\u00f9 tempo per ammortizzare gli investimenti. </p><p>Gli operatori della cultura approfittano inoltre dell'estensione della protezione per le fotografie, nonch\u00e9 di una gestione pi\u00f9 efficiente dei diritti sui video a richiesta, mentre non \u00e8 previsto alcun rincaro per coloro che fruiscono di video a richiesta.</p><p>Le novit\u00e0 proposte sono il frutto di un compromesso tra diversi gruppi di interesse raggiunto in seno a un gruppo di lavoro istituito dal DFGP per la revisione del diritto d'autore (AGUR). </p>","Proceedings":"<p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 13.12.2018</b></p><p><b>Iniziate discussioni su revisione diritto d'autore </b></p><p><b>La legislazione sul diritto d'autore va aggiornata agli sviluppi tecnologici e completata con nuove misure per lottare contro la pirateria su Internet. \u00c8 l'opinione del Consiglio nazionale che \u00e8 entrato oggi in materia sulla revisione della relativa legge. Per mancanza di tempo la camera non ha potuto terminare l'esame del dossier. </b></p><p>Se la digitalizzazione ha portato notevoli vantaggi per i consumatori, lo stesso non vale per i produttori e creatori di cultura che hanno visto i loro redditi erodersi a causa della pirateria su internet, ha spiegato Min Li Marti (PS/ZH). La nuova legge permetter\u00e0 di conciliare i diversi interessi in materia.</p><p>Le misure previste dal governo sono dirette contro coloro che rendono accessibili in maniera illegale dei contenuti. \u00c8 previsto di agire sugli hosting provider in Svizzera, ovvero su coloro che mettono a disposizione dei clienti uno spazio su Internet su cui possono salvare informazioni (pagine, siti o applicazioni web).</p><p>Sar\u00e0 compito loro accertarsi che sui loro server non si insedino piattaforme pirata e rimuovere tempestivamente i contenuti lesivi del diritto d'autore. Un provider che crea le condizioni per un rischio particolare di violazione del diritto d'autore deve pertanto premunirsi che i contenuti abusivi rimossi non vengano ripubblicati. Cos\u00ec facendo, non \u00e8 necessario che il titolare segnali di nuovo la violazione dei suoi diritti.</p><p>Oltre alle misure sulla lotta alla pirateria, il progetto governativo prevede che i ricercatori e le biblioteche possano approfittare appieno della digitalizzazione, ossia che possano per esempio utilizzare i loro fondi - musicali, video o libreschi - anche senza un'autorizzazione esplicita del titolare dei diritti.</p><p>In poche parole, dev'essere possibile per i clienti delle biblioteche poter visionare spezzoni di film o ascoltare parte di brani musicali senza che l'istituzione che li propone corra pericoli.</p><p>Quale contropartita, varie novit\u00e0 migliorano la situazione degli operatori della cultura e dei produttori, riducendo il divario esistente tra l'aumento delle utilizzazioni online delle opere e il ristagno dei compensi versati. A titolo di esempio, le esecuzioni saranno protette per 70 e non pi\u00f9 solo per 50 anni.</p><p>L'estensione della protezione d\u00e0 ai produttori pi\u00f9 tempo per ammortizzare gli investimenti. Gli operatori della cultura approfitteranno inoltre di una gestione pi\u00f9 efficiente dei diritti sui video a richiesta e dell'estensione della protezione per le fotografie (tutte e non solo quelle prodotte dai media). Oggi si possono trovare foto su internet o su libri senza il consenso del fotografo, ha spiegato la consigliera federale Simonetta Sommaruga.</p><p>I provvedimenti proposti dal disegno di legge non intendono tuttavia \"criminalizzare\" i consumatori. Ci\u00f2 significa, per esempio, che un brano musicale messo a disposizione su internet potr\u00e0 continuare a essere scaricato, per uso privato, anche senza l'autorizzazione del detentore dei diritti.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 14.12.2018</b></p><p><b>\"S\u00ec\" revisione legge diritti autore, \"no\" a limitare Replay-TV </b></p><p><b>La funzione Replay-TV continuer\u00e0 in futuro ad essere utilizzabile cos\u00ec come oggi. Il Consiglio nazionale, durante il dibattito sulla modifica della legge sul diritto d'autore (revisione approvata all'unanimit\u00e0), ha infatti bocciato le proposte di limitare l'uso della televisione in differita.</b></p><p>Le norme pi\u00f9 restrittive sulla Replay-TV - ossia subordinare la possibilit\u00e0 di saltare la pubblicit\u00e0 al consenso dell'emittente televisiva interessata - non figuravano nel disegno di legge del Consiglio federale ed erano state introdotte dalla Commissione degli affari giuridici.</p><p>La questione \u00e8 controversa: le emittenti televisive sostengono di aver subito un calo delle entrate pubblicitarie a causa delle trasmissioni in differita. Accuse respinte dai servizi TV quali UPC, Sunrise e Swisscom.</p><p>Questo emendamento porter\u00e0 alla morte della televisione in differita, ha sostenuto Sibel Arslan (Verdi/BL). Per la basilese, inoltre, i consumatori non devono essere forzati a guardare le r\u00e9clame. \"La prossima tappa cosa sar\u00e0, impedire ai telespettatori di andare in bagno durante la pubblicit\u00e0?\", ha chiesto Isabelle Chevalley (PVL/VD).</p><p>Primo di esprimersi su tale questione, ha poi aggiunto Andrea Gm\u00fcr (PPD/LU), bisognerebbe condurre una indagine approfondita: le cifre avanzate, ad esempio, sono contestate. Diversi parlamentari hanno anche affermato che questo non \u00e8 il momento giusto per discutere del tema: \"si tratta di un problema di politica dei media non del diritto d'autore\", ha ad esempio sostenuto Christa Markwalder (PLR/BE).</p><p>Nessuno vuole vietare la Replay-TV, la questione riguarda unicamente la destinazione degli introiti pubblicitari, ha poi precisato Bernhard Guhl (PBD/AG). \"Detto ci\u00f2 - ha aggiunto - ritengo che il tema debba essere regolato tra le parti e che non deve figurare in una legge\".</p><p>Grazie alle trasmissioni in differita i grandi gruppi come UPC e Swisscom incassano 250 milioni di franchi all'anno e ne riversano solo 10 alle emittenti, ha per\u00f2 ricordato Matthias Aebischer (PS/BE) a nome della commissione. Le reti televisive vogliono avere voce in capitolo.</p><p>\"Grazie alle proposte della commissione, i diffusori, che finora rifiutavano il dialogo, hanno accettato di incontrare la controparte\", ha poi affermato il socialista bernese. La maggioranza non ne ha per\u00f2 voluto sapere e ha nettamente bocciato le disposizioni proposte con 182 voti contro 6 e 9 astenuti.</p><p>Le disposizioni sulla Replay-TV sono comunque solo un aspetto della revisione della legge sul diritto d'autore il cui obiettivo \u00e8 aggiornare le disposizioni in essa contenuta sul diritto d'autore agli sviluppi tecnologici. L'attuale legge risale al 1992 quando si andava ancora in videoteca a noleggiare videocassette VHS, aveva affermato ieri Philippe Bauer (PLR/NE). La legislazione sar\u00e0 cos\u00ec anche completata con nuove misure per lottare contro la pirateria su Internet.</p><p>La legge prevede di agire sugli \"hosting provider\" in Svizzera, ovvero su coloro che mettono a disposizione dei clienti uno spazio su Internet su cui possono salvare informazioni (pagine, siti o applicazioni web). Sar\u00e0 compito loro accertarsi che sui loro server non si insedino piattaforme pirata e rimuovere tempestivamente i contenuti lesivi del diritto d'autore.</p><p>I provvedimenti proposti dalla legge non intendono tuttavia \"criminalizzare\" i consumatori. Ci\u00f2 significa, per esempio, che un brano musicale messo a disposizione su internet potr\u00e0 continuare a essere scaricato, per uso privato, anche senza l'autorizzazione del detentore dei diritti.</p><p>Oggi il Nazionale ha inoltre esteso - con 132 voti contro 53 e 4 astenuti - la definizione di \"uso privato\" anche alle utilizzazioni \"dinanzi a un gruppo ristretto di persone in aree private di alberghi, appartamenti di vacanza, ospedali o prigioni\". \"Ieri sera ho guardato un film nella mia stanza d'hotel ed ero solo, \u00e8 quindi chiaro che si tratta di un luogo privato\", ha sostenuto Philippe Nantermod (PLR/VS).</p><p>Riferendosi alle stanze degli hotel, Lisa Mazzone (Verdi/GE) ha sostenuto, invece, che si tratta di una attivit\u00e0 commerciale e che quindi la tassa sui diritti d'autore \u00e8 giustificata. La ginevrina ha invano ricordato che mancheranno da 3 a 6 milioni di franchi ai creatori di opere culturali.</p><p>Altra novit\u00e0 prevista dalla nuova legge: i ricercatori e le biblioteche possono utilizzare i loro fondi - musicali, video o di libri - anche senza un'autorizzazione esplicita del titolare dei diritti. In poche parole, dev'essere possibile per i clienti delle biblioteche poter visionare spezzoni di film o ascoltare parte di brani musicali senza che l'istituzione che li propone corra pericoli.</p><p>Da notare, infine, che il Nazionale ha dato il via libera - senza opposizioni - alla ratifica del Trattato di Pechino sulle interpretazioni ed esecuzioni audiovisive e di quello di Marrakech volto a facilitare l'accesso alle opere pubblicate per le persone non vedenti, con disabilit\u00e0 visive o con altre difficolt\u00e0 nella lettura di testi a stampa.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 12.03.2019</b></p><p><b>Legge diritto d'autore rinviata in commissione </b></p><p><b>La revisione della legislazione sul diritto d'autore \u00e8 necessaria, in particolare per aggiornarla agli sviluppi tecnologici degli ultimi decenni e per contrastare pi\u00f9 efficacemente la pirateria su Internet. Ne \u00e8 convinto il Consiglio degli Stati che ha tacitamente approvato l'entrata in materia sulla modifica legislativa. Prima di discuterne i dettagli, la camera ha per\u00f2 chiesto alla commissione preparatoria di chiarire alcuni punti.</b></p><p>La Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura dovr\u00e0 in particolare riesaminare la modifica legislativa alla luce del compromesso trovato dal gruppo di lavoro sul diritto d'autore, il cosiddetto AGUR. Dovr\u00e0 anche tenere conto dell'evoluzione del diritto in materia in seno all'Unione europea.</p><p>La Svizzera non deve fare da apripista su questo tema, non ha senso, ha spiegato la \"senatrice\" G\u00e9raldine Savary (PS/VD), precisando che una decisione dell'UE \u00e8 attesa ancora questo mese. Vista l'importanza della revisione, bisogna agire con precauzione, ha aggiunto l'autore della proposta di rinvio in commissione Pirmin Bischof (PPD/SO).</p><p>La misure contenute nella Legge sul diritto d'autore proposta dal governo sono dirette contro coloro che rendono accessibili in maniera illegale dei contenuti. \u00c8 previsto di agire sugli hosting provider in Svizzera, ovvero su coloro che mettono a disposizione dei clienti uno spazio su internet su cui possono salvare informazioni (pagine, siti o applicazioni web).</p><p>Sar\u00e0 compito loro accertarsi che sui loro server non si insedino piattaforme pirata e rimuovere tempestivamente i contenuti lesivi del diritto d'autore. Un provider che crea le condizioni per un rischio particolare di violazione del diritto d'autore deve pertanto premunirsi che i contenuti abusivi rimossi non vengano ripubblicati. Cos\u00ec facendo, non \u00e8 necessario che il titolare segnali di nuovo la violazione dei suoi diritti.</p><p>Quale contropartita, le esecuzioni saranno protette per 70 e non pi\u00f9 solo per 50 anni. L'estensione della protezione d\u00e0 ai produttori pi\u00f9 tempo per ammortizzare gli investimenti. Gli operatori della cultura approfitteranno inoltre di una gestione pi\u00f9 efficiente dei diritti sui video a richiesta e dell'estensione della protezione per le fotografie (tutte e non solo quelle prodotte dai media). Oggi si possono trovare foto su internet o su libri senza il consenso del fotografo.</p><p>I provvedimenti proposti dal disegno di legge non intendono tuttavia \"criminalizzare\" i consumatori. Ci\u00f2 significa, per esempio, che un brano musicale messo a disposizione su internet potr\u00e0 continuare a essere scaricato, per uso privato, anche senza l'autorizzazione del detentore dei diritti.</p><p>Nell'esaminare il dossier, la Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Consiglio degli Stati ha introdotto un emendamento che impone ai gestori di piattaforme di comunicazione in Internet (come Google o Facebook) di pagare ai giornalisti un compenso per il loro lavoro.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 04.06.2019</b></p><p><b>Diritto d'autore, no compenso articoli giornalistici sul web </b></p><p><b>Diversamente dall'Ue, i gestori di piattaforme di comunicazione in Internet (come Google o Facebook) in Svizzera non devono pagare ai giornalisti un compenso per il loro lavoro. Lo ha stabilito oggi il Consiglio degli Stati che, ritornando su una precedente decisione della sua commissione preparatoria, non ha voluto inserire una simile disposizione nella revisione della Legge sul diritto d'autore, poi adottata al voto finale per 36 voti e 3 astensioni. Il dossier ritorna al Consiglio nazionale.</b></p><p>In una prima riunione risalente al febbraio scorso, la commissione aveva stabilito che per un periodo di 10 anni gli editori di media disponessero nei confronti degli offerenti commerciali di servizi elettronici il diritto esclusivo di mettere a disposizione tutta o parte della loro produzione mediatica.</p><p>Gli offerenti avrebbero tuttavia potuto pubblicarne singole parole senza un significato giornalistico proprio insieme al link che consente agli utenti di accedere direttamente alla pubblicazione originale.</p><p>Per il relatore della commissione, Ruedi Noser (PLR/ZH), se anche in un primo momento questa soluzione sembrava sensata anche alla luce delle difficolt\u00e0 che attanagliano i media, a un secondo esame ci \u00e8 sembrato che un simile cambiamento, in linea con quanto deciso a Bruxelles, potesse \"essere controproducente\". Le piattaforme potrebbero infatti, facendo ricorso per esempio a dei robot, rendere pi\u00f9 difficile la ricerca di certi contenuti sul web, e ci\u00f2 a spese degli editori.</p><p>Noser ha fatto riferimento a un incontro con i rappresentanti di alcune piattaforme in Svizzera, come Google, e spiegato che sarebbe meglio attendere gli sviluppi della situazione in seno all'Unione europea. Per questo motivo, il plenum ha accolto un postulato che chiede al Consiglio federale di monitorare la situazione.</p><p>A met\u00e0 aprile, l'Ue ha adottato nuove regole circa la protezione del diritto d'autore nell'era digitale. Gli Stati membri avranno due anni di tempo per adeguarsi. La riforma prevede la possibilit\u00e0 (non l'obbligo) per gli editori di negoziare accordi con le piattaforme come Google o Facebook per farsi pagare l'utilizzo dei contenuti. Gli introiti dovranno essere condivisi con i giornalisti. I link restano liberi e gratuiti.</p><p>Il Consiglio nazionale, che ha trattato la legge lo scorso dicembre, aveva bocciato una proposta della sinistra di far passare alla cassa le grandi piattaforme per indennizzare i media e i giornalisti.</p><p></p><p>No esenzione per alberghi, ospedali o prigioni</p><p>Nel corso del dibattito odierno, la Camera dei Cantoni ha poi deciso, diversamente dal Nazionale, di non voler esonerare dal pagamento dei diritti d'autore alberghi, appartamenti di vacanza, ospedali o prigioni. Il Nazionale si era invece espresso per estendere anche a questi luoghi la nozione di \"uso privato\" di un'opera \"dinanzi a un gruppo ristretto di persone\".</p><p>Per Noser, la scelta della Camera del popolo vuole fare della Svizzera un'eccezione a livello internazionale. Una simile esenzione sarebbe inoltre, a suo dire, contraria alle regole dell'Organizzazione mondiale del commercio (WTO). Per il \"senatore\" zurighese non \u00e8 sensato mettere in pericolo un difficile compromesso raggiunto in seno all'AGUR - il gruppo di lavoro ad hoc sul diritto d'autore - per un milione di franchi circa l'anno.</p><p></p><p>Musica da film, no compenso in principio</p><p>Circa la regolamentazione in materia di video a richiesta, la maggioranza ha voluto esentare la musica nei film dall'obbligo del compenso.</p><p>In questo modo, s'intende preservare il modello attuale secondo cui, su mandato dei musicisti, gi\u00e0 oggi si svolgono trattative tra le societ\u00e0 di gestione e le piattaforme di video a richiesta. In Nazionale aveva deciso per un compenso.</p><p></p><p>Biblioteche</p><p>Le biblioteche pubbliche dovrebbero poter beneficiare di un trattamento speciale, come le scuole, per quanto riguarda il pagamento di un compenso agli autori. Il noleggio di copie dovrebbe essere soggetto ad una tariffa preferenziale.</p><p>L'idea di esonerare le biblioteche da una tassa, come chiesto da Stefan Engler (PPD/GR) con una sua proposta, \u00e8 stata respinta con 27 voti a 14. Nel suo intervento, Engler ha fatto riferimento a tutte quelle piccole biblioteche che gi\u00e0 ora fanno fatica a stare in piedi. Anche in questo caso, G\u00e9raldine Savary (PS/VD) ha sottolineato l'importanza di non scostarsi dal compromesso elaborato in seno all'AGUR.</p><p></p><p>Nessun \"privilegio\" per ricercatori</p><p>Il plenum ha anche respinto una proposta sostenuta dalle universit\u00e0 elvetiche che avrebbe voluto concedere ai ricercatori di pubblicare sul web i loro articoli, gi\u00e0 apparsi in rivista, mettendoli cos\u00ec gratuitamente a disposizione della comunit\u00e0 scientifica.</p><p>La proposta, difesa in aula da Olivier Fran\u00e7ais (PLR/VD) e Didier berberat (PS/NE), prevedeva la possibilit\u00e0 di pubblicazione trascorso un certo periodo di tempo dalla pubblicazione cartacea per quelle ricerche finanziate con soldi pubblici.</p><p>La maggioranza ha tuttavia sostenuto che una simile disposizione farebbe della Svizzera \"un isola\" e che per quanto riguarda l'Open Access - ossia la possibilit\u00e0 di accedere liberamente ai risultati della scienza - figura tra i Paesi pi\u00f9 liberali. Non vi \u00e8 quindi necessit\u00e0 di legiferare.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 10.09.2019</b></p><p><b>Diritto d'autore; esenzione per alberghi, ospedali o prigioni </b></p><p><b>Hotel, abitazioni di vacanza, ospedali e prigioni non vanno sottoposte al pagamento della tassa sui diritti d'autore. L'utilizzo di un'opera, ad esempio un film, nei loro locali deve essere definita come uso privato. Lo ha ribadito oggi il Consiglio nazionale - con 108 voti contro 68 e 12 astenuti - nell'affrontante le divergenze che l'oppongono agli Stati in merito alla revisione della Legge sul diritto d'autore.</b></p><p>Queste strutture pagano gi\u00e0 un contributo attraverso il canone radio-tv, si tratta quindi di evitare una doppia imposizione, ha spiegato Giovanni Merlini (PLR/TI). La sinistra voleva invece eliminare l'esonero: l'imposizione appare giustificata visto che si tratta di una attivit\u00e0 commerciale, ha affermato, invano, Laurence Fehlmann Rielle (PS/GE).</p><p>Bocciata invece - con 106 voti contro 61 e 6 astenuti - l'idea di esonerare le biblioteche dalla tassa. Nel suo intervento, Philipp Bregy (PPD/VS) ha fatto riferimento a tutte quelle piccole biblioteche che gi\u00e0 ora fanno fatica a stare in piedi. Non bisogna dimenticare gli interessi degli autori, ha replicato Lisa Mazzone (Verdi/GE) ricordando che le biblioteche beneficiano gi\u00e0 di tariffe preferenziali.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 12.09.2019</b></p><p><b>CSt: diritto d'autore; \"no\" a esenzione per alberghi e ospedali </b></p><p><b>Le camere d'hotel, le abitazioni di vacanza, le stanze degli ospedali e le celle delle prigioni sono spazi pubblici o privati? A questa domanda, essenziale per sapere se questi luoghi vanno tassati in base alla Legge sul diritto d'autore, Consiglio nazionale e degli Stati danno risposte diverse.</b></p><p>Oggi la maggioranza dei \"senatori\", con 31 voti contro 9 e 2 astenuti, ha ribadito che tali spazi sono da considerare pubblici. \u00c8 giusto rimunerare i produttori di opere coperte dal diritto d'autore quando queste sono messe a disposizione di altri, ha sostenuto G\u00e9raldine Savary (PS/VD): \"se un albergatore mette delle mele nelle camere, il contadino viene pagato anche se il cliente non le mangia\", ha sottolineato la vodese.</p><p>Queste strutture, e il cliente se svizzero, pagano per\u00f2 gi\u00e0 un contributo attraverso il canone radio-tv, si tratta quindi di evitare una doppia imposizione, ha replicato, invano, Hannes Germann (UDC/SH). La revisione della legge sul diritto d'autore torna pertanto al Consiglio nazionale.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 16.09.2019</b></p><p><b>CN: diritto d'autore, revisione legge pronta per voto finale </b></p><p><b>Le camere d'hotel, le abitazioni di vacanza, le stanze degli ospedali e le celle delle prigioni sono da considerarsi spazi pubblici e, in quanto tali, sottoposti alla tassa sui diritti d'autore.</b></p><p>Lo ha deciso oggi - tacitamente - il Consiglio nazionale eliminando cos\u00ec l'ultima divergenza che l'opponeva agli Stati in merito alla revisione della legge in materia. L'oggetto \u00e8 pronto per le votazioni finali.</p><p>Il Nazionale finora aveva sempre difeso la tesi secondo cui questi spazi sono da considerare privati. Vista la ferma opposizione degli Stati, la Camera del popolo ha fatto un passo indietro per consentire l'adozione della Legge sul diritto d'autore riveduta.</p><p>La questione \u00e8 comunque solo rinviata: \u00e8 infatti pendente una iniziativa parlamentare di Philippe Nantermod (PLR/VD), alla quale la Commissione degli affari giuridici del Nazionale ha gi\u00e0 dato seguito, che chiede proprio di esentare dalla tassa lo spazio privato di alberghi, alloggi di vacanze, ospedali e carceri, ha ricordato il relatore commissionale Matthias Aebischer (PS/BE).</p>","DraftText":null,"SubmittedText":null,"ReasonText":null,"DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":null,"FederalCouncilProposal":null,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":null,"SubmittedBy":null,"BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1569542400000)\/","ResponsibleDepartment":5,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento di giustizia e polizia","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFGP","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"8|12|34|2831","Category":"IIIa/IV","Modified":"\/Date(1770757883307)\/","SubmissionDate":"\/Date(1511308800000)\/","SubmissionCouncil":null,"SubmissionCouncilName":null,"SubmissionCouncilAbbreviation":null,"SubmissionSession":5011,"SubmissionLegislativePeriod":50,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica internazionale|Diritto generale|Media e comunicazione|Cultura"}}