{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170423,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170423,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170423,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170423,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170423,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170423,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170423,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170423,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170423,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170423,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170423,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170423,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170423,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170423,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170423,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170423,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20170423,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20170423,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"17.423","BusinessType":4,"BusinessTypeName":"Iniziativa parlamentare","BusinessTypeAbbreviation":"Iv. pa.","Title":"Obbligo di collaborare dei richiedenti l'asilo e possibilit\u00e0 di controllare i loro cellulari","Description":null,"InitialSituation":"<p><b>Comunicato stampa della commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale del 26.10.2020</b></p><p>Il progetto preliminare per il controllo dei supporti elettronici di dati ai fini dell'accertamento dell'identit\u00e0 ha trovato il sostegno della maggioranza dei partecipanti alla consultazione. La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-N) sottopone ora alla propria Camera la pertinente modifica della legge sull'asilo. </p><p>In adempimento dell'iniziativa parlamentare <a href=\"https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20170423\">17.423</a> n (Iv. Pa. Rutz Gregor. Obbligo di collaborare dei richiedenti l'asilo e possibilit\u00e0 di controllare i loro cellulari), con 13 voti contro 8 e 2 astensioni la CIP-N ha adottato un progetto di modifica della legge sull'asilo che conferisce alla Segreteria di Stato della migrazione (SEM) maggiori competenze per controllare i supporti mobili di dati ai fini dell'accertamento dell'identit\u00e0. L'obbligo di collaborare fatto ai richiedenti l'asilo viene dunque esteso a questo settore. La maggioranza della Commissione ritiene che la valutazione dei supporti mobili di dati, come cellulari o tablet sia un metodo efficace per ricavare informazioni sull'identit\u00e0 di una persona. Una minoranza della Commissione chiede invece di non entrare in materia sul progetto, ritenendo che l'ingerenza nei diritti fondamentali della persona interessata sia sproporzionata. Inoltre, a suo parere, il progetto non soddisfa sufficientemente i requisiti legali in materia di protezione dei dati e le misure sono troppo onerose.</p><p>La maggioranza dei partecipanti alla consultazione, svoltasi dal 20 febbraio al 4 giugno 2020, condivide il progetto preliminare. 24 Cantoni lo sostengono di principio mentre il Cantone di Neuch\u00e2tel lo ha respinto. I partiti favorevoli al progetto preliminare sono l'UDC, il PLR e il PPD, i contrari sono viceversa il PS e i Verdi. La stragrande maggioranza delle altre cerchie interessate ha invece respinto il progetto preliminare. La Commissione ha ora ripreso nel suo progetto le raccomandazioni scaturite dalla consultazione, in particolare per quanto riguarda la protezione dei dati.</p><p>Sul progetto dovr\u00e0 ora esprimersi il Consiglio federale prima della trattazione da parte della Camera presumibilmente durante la sessione primaverile.</p><p>Sono stati pubblicati oggi il <a href=\"https://www.parlament.ch/it/organe/commissioni/commissioni-tematiche/commissioni-cip/rapporti-consultazioni-cip/consultazione-cip-17-423\">rapporto sui risultati della consultazione</a> e il <a href=\"https://www.parlament.ch/centers/documents/_layouts/15/DocIdRedir.aspx?ID=DOCID-773489785-7736\">progetto definitivo</a> della Commissione.</p><p></p><p><b>Parere del Consiglio federale del 20.01.2021</b></p><p>Durante la seduta del 20 gennaio 2021 il Consiglio federale ha preso posizione sull'iniziativa parlamentare 17.423 \"Obbligo di collaborare dei richiedenti l'asilo e possibilit\u00e0 di controllare i loro cellulari\". Sostiene in via di principio la richiesta di revisione legislativa e approva le regole proposte per rispettare il principio della proporzionalit\u00e0.</p>","Proceedings":"<p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 04.05.2021</b></p><p><b>Identit\u00e0 \"asilanti\", agevolare accesso a cellulari e tablet </b></p><p><b>Determinare l'identit\u00e0 di un richiedente asilo, senza documenti o che non coopera, giustifica un'intrusione, sebbene regolata e quale \"ultima ratio\", nella sua sfera privata.</b></p><p>In casi specifici, insomma, dev'essere possibile accedere al suo cellulare, computer o tablet, come prevede una revisione di legge approvata oggi per 123 voti a 65 dal Consiglio nazionale, da cui si \u00e8 dissociata una minoranza rosso-verde che giudica invece sproporzionata, costosa e poco efficace una simile possibilit\u00e0 concessa alla Segreteria di Stato della migrazione (SEM)</p><p>La ricerca di dati nei cellulari o altri supporti deve avvenire col benestare del diretto interessato. Dovrebbe consentire di determinare l'identit\u00e0 della persona in questione, il paese di provenienza e l'itinerario seguito per raggiungere la Svizzera.</p><p>Mantenere proporzionalit\u00e0</p><p>La revisione della Legge sull'asilo adottata oggi, e che dovr\u00e0 passare al vaglio degli Stati, realizza un'iniziativa parlamentare del consigliere nazionale Gregor Rutz (UDC/ZH), ispiratosi a una prassi in uso in Germania.</p><p>La proposta, sostenuta anche dal Consiglio federale, \u00e8 stata combattuta da una minoranza rosso-verde che ha tentato anche la carta della non entrata nel merito, venendo per\u00f2 agevolmente superata (122 voti a 65 i contrari) da un emiciclo convinto della giustezza della revisione.</p><p></p><p>Ok intrusione, ma senza esagerazioni</p><p>Tuttavia, se la sinistra non \u00e8 riuscita a far desistere la maggioranza di centro-destra dai suoi propositi, nemmeno la destra \"conservatrice\", tradizionalmente favorevole a maggiore severit\u00e0 nei confronti dei richiedenti asilo, \u00e8 riuscita a far breccia con le sue proposte di ulteriori inasprimenti.</p><p>S\u00ec quindi all'analisi di cellulari e altri supporti, ma solo col consenso del diretto interessato, ha stabilito il plenum bocciando una proposta dello stesso Rutz che avrebbe dare la possibilit\u00e0 alle autorit\u00e0 di ordinare il sequestro di telefonini e quant'altro. Ci\u00f2 vale anche quando un richiedente asilo ha ottenuto una risposta negativa e deve venir allontanato dal Paese.</p><p>La maggioranza desidera anche che le autorit\u00e0 considerino ogni caso individualmente, tenendo conto del principio di necessit\u00e0 e proporzionalit\u00e0, prima di far capo a questa procedura. Un aggiunta combattuta, invano, dai democentristi. Oltre a ci\u00f2, la persona interessata va informata della procedura che l'attende: Gregor Rutz avrebbe voluto stralciare questa parte dalla legge, ma \u00e8 stato sconfessato.</p><p></p><p>Anche dati di terzi</p><p>Il campo rosso-verde non \u00e8 nemmeno riuscito ad impedire che le autorit\u00e0 preposte all'esame delle domande di asilo, possano controllare i dati personali di terzi qualora l'esame delle informazioni nel cellulare del diretto interessato abbiano dato esito negativo.</p><p>La sinistra teme che in questo modo si possa, per esempio, violare il segreto professionale del legale del richiedente, per non parlare delle sfera privata dei famigliari. I sostenitori di questo provvedimento pensano invece che, in questo modo, sia possibile, ricavare informazioni utili dalle persone che hanno accompagnato il richiedente nel suo viaggio, o su eventuali passatori.</p><p>I dati raccolti potranno inoltre essere conservati per un anno, come deciso dalla maggioranza. La sinistra avrebbe voluto ridurre questo termine a sei mesi, ma ha dovuto inchinarsi.</p><p></p><p>Revisione inutile</p><p>Prima dell'esame dettagliato del dossier, la minoranza ha fustigato una revisione che s'intromette pesantemente nei diritti fondamentali delle persone e che non rispetterebbe sufficientemente i requisiti legali in materia di protezione dei dati. Anche l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati ha criticato il progetto di legge bollandolo come una grave violazione della sfera privata, protetta dai diritti umani, ha ricordato Balthasar Gl\u00e4ttli (Verdi/ZH).</p><p>Secondo lo zurighese, che ha sovente menzionato il caso tedesco, le ricerche di questo tipo hanno dato esito tutto sommato modesto, a fronte di mezzi importanti messi in campo. Anche nel corso del progetto pilota condotto dalla SEM, solo nel 15% dei casi \u00e8 stato possibile ottenere informazioni utili. Insomma, la riforma \u00e8 troppo onerosa a fronte degli sforzi profusi.</p><p>Il deputato ecologista ha espresso inoltre un certo sgomento per la possibilit\u00e0 di accedere a dati di terzi, che potenzialmente riguardano i famigliari, ma anche avvocati e giornalisti. A suo dire, per un'intrusione cos\u00ec profonda nella sfera privata di una persona sarebbe perlomeno necessario il benestare di un giudice.</p><p></p><p>Preservare credibilit\u00e0 politica di asilo</p><p>La maggioranza di centro destra, invece, ha rammentato che i richiedenti asilo, come dice la legge attuale, hanno l'obbligo di cooperare con le autorit\u00e0 per determinare le ragioni della loro domanda e fare luce su chi sono e da dove vengono.</p><p>Solo cos\u00ec \u00e8 possibile decidere con cognizione di causa se la persona in questione sia degna o meno di ottenere protezione. In caso contrario rischia di venir meno anche l'accettazione nella popolazione del diritto di asilo.</p><p>A nome della commissione, Marco Romano (Centro/TI) ha affermato che la possibilit\u00e0 di accedere a cellulari e altri supporti rappresenta un tassello importante per accertare rapidamente l'identit\u00e0 di una persona e agevolare l'esame rapido e equo della domanda di asilo.</p><p>Oggi l'80% dei richiedenti non dichiara la propria identit\u00e0 oppure non dispone di documenti, ha spiegato Romano. Il progetto pilota della SEM ha permesso di ottenere elementi concreti in alcuni casi per far avanzare la procedura. Vi \u00e8 insomma un interesse pubblico che giustifica tale revisione di legge, a parere del deputato di Mendrisio. \u00c8 pacifico, ha spiegato ancora il ticinese, che i funzionari terranno conto nella loro decisione finale anche del grado di collaborazione della persona interessata.</p><p>Ad ogni modo, Romano ha rammentato che la decisione di far capo a strumenti simili va considerata quale \"ultima ratio\", ossia dopo che tutti i tentativi di ottenere informazioni sono risultati inutili.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 15.09.2021</b></p><p><b>CSt: identit\u00e0 \"asilanti\", agevolare accesso a cellulari e tablet</b></p><p><b>Determinare l'identit\u00e0 di un richiedente asilo, senza documenti o che non coopera, giustifica un'intrusione, sebbene regolata e quale \"ultima ratio\", nella sua sfera privata.</b></p><p>In casi specifici, insomma, dev'essere possibile accedere al suo cellulare, computer o tablet, come prevede una revisione di legge approvata oggi anche dal Consiglio degli Stati, al termine di un esame velocissimo del dossier, per 30 voti a 12. Il dossier \u00e8 pronto per le votazioni finali.</p><p>La ricerca di dati nei cellulari o altri supporti deve avvenire col benestare del diretto interessato. Dovrebbe consentire di determinare l'identit\u00e0 della persona in questione, il Paese di provenienza e l'itinerario seguito per raggiungere la Svizzera.</p><p>Una minoranza di sinistra si \u00e8 dissociata da una revisione che giudica sproporzionata e costosa. Ritiene anche poco efficace una simile possibilit\u00e0 concessa alla Segreteria di Stato della migrazione (SEM).</p><p>La revisione della Legge sull'asilo adottata realizza un'iniziativa parlamentare del consigliere nazionale Gregor Rutz (UDC/ZH), ispiratosi a una prassi in uso in Germania, ha ricordato a nome della commissione Marco Chiesa (UDC/TI).</p><p>La proposta, sostenuta anche dal Consiglio federale, \u00e8 stata combattuta da una minoranza di sinistra che ha tentato anche la carta della non entrata nel merito, venendo per\u00f2 agevolmente superata da un emiciclo convinto della giustezza della revisione.</p><p>Come ricordato, l'analisi di cellulari e altri supporti pu\u00f2 solo avvenire col consenso del diretto interessato. Ci\u00f2 vale anche quando un richiedente asilo ha ottenuto una risposta negativa e deve venir allontanato dal Paese. Il plenum desidera anche che le autorit\u00e0 considerino ogni caso individualmente, tenendo conto del principio di necessit\u00e0 e proporzionalit\u00e0, prima di far capo a questa procedura.</p><p>Le revisione di legge consente anche di controllare i dati personali di terzi qualora l'esame delle informazioni nel cellulare del diretto interessato abbiano dato esito negativo. Per le camere, in questo modo dovrebbe essere possibile, ricavare informazioni utili dalle persone che hanno accompagnato il richiedente nel suo viaggio, o su eventuali passatori. I dati raccolti potranno essere conservati per un anno.</p><p>Prima dell'esame particolareggiato della revisione, Hans St\u00f6ckli (PS/BE) ha criticato una revisione che s'intromette pesantemente nei diritti fondamentali delle persone e che non rispetterebbe sufficientemente i requisiti legali in materia di protezione dei dati.</p><p>Per la maggioranza, invece, i richiedenti asilo, come dice la legge attuale, hanno l'obbligo di cooperare con le autorit\u00e0 per determinare le ragioni della loro domanda e fare luce su chi sono e da dove vengono.</p><p>Solo cos\u00ec \u00e8 possibile decidere con cognizione di causa se la persona in questione sia degna o meno di ottenere protezione. In caso contrario rischia di venir meno anche l'accettazione nella popolazione del diritto di asilo. Oggi l'80% dei richiedenti non dichiara la propria identit\u00e0 oppure non dispone di documenti.</p>","DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Fondandomi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento, presento la seguente iniziativa:</p><p>Gli articoli 8 e seguenti della legge sull'asilo (LAsi; RS 142.31) vanno modificati in modo tale che gli obblighi di collaborazione dei richiedenti l'asilo o i poteri di perquisizione e sequestro delle autorit\u00e0 competenti includano anche il diritto di controllare i telefoni cellulari e i computer del richiedente o l'obbligo di consegnare tali apparecchi nel caso in cui non sia possibile accertare altrimenti l'identit\u00e0 dell'interessato.</p>","ReasonText":"<p>Nel 2016 sono giunti in Svizzera circa 20 000 richiedenti l'asilo privi di documenti, vale a dire senza una carta d'identit\u00e0 o un passaporto che ne potesse attestare l'identit\u00e0. Complessivamente, nel 2016 sono entrati in Svizzera senza documenti 8 richiedenti su 10; nel 2015 tale percentuale era superiore al 75 per cento. Questa situazione - unita al fatto che spesso l'identit\u00e0 degli interessati non pu\u00f2 essere affatto stabilita o determinata con certezza - non solo risulta problematica sotto il profilo della sicurezza, ma si traduce in un'enorme mole di lavoro per gli uffici dello stato civile, ad esempio quando i migranti hanno figli.</p><p>Molti di questi richiedenti l'asilo sono privi di documenti ma hanno con s\u00e9 un telefono cellulare, un tablet o un computer portatile. Sorprendentemente, i cellulari vanno perduti meno spesso dei documenti d'identit\u00e0.</p><p>\u00c8 assurdo che le autorit\u00e0 brancolino nel buio quando si tratta di determinare l'identit\u00e0 di un richiedente, ma non possano ricorrere in sede di procedura agli apparecchi da questi posseduti, che contengono una gran quantit\u00e0 di dati importanti. Secondo le norme vigenti, la Segreteria di Stato della migrazione non ha infatti la possibilit\u00e0 di controllare i contenuti del cellulare o del computer di un richiedente per acquisire ulteriori informazioni circa la reale identit\u00e0 dell'interessato. In altri Paesi, come ad esempio la Germania e la Norvegia, il controllo dei cellulari e dei computer non solo \u00e8 permesso, ma costituisce a volte una misura di routine. La modifica di legge proposta renderebbe pi\u00f9 efficienti le procedure d'asilo svizzere e permetterebbe di attenuare i problemi esistenti.</p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":null,"FederalCouncilProposal":null,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":null,"SubmittedBy":"Rutz Gregor","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1633046400000)\/","ResponsibleDepartment":5,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento di giustizia e polizia","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFGP","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"34|2811","Category":"V","Modified":"\/Date(1770758769067)\/","SubmissionDate":"\/Date(1489708800000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":5007,"SubmissionLegislativePeriod":50,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Media e comunicazione|Migrazione"}}