{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20173276,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20173276,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20173276,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20173276,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20173276,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20173276,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20173276,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20173276,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20173276,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20173276,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20173276,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20173276,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20173276,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20173276,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20173276,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20173276,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20173276,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20173276,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"17.3276","BusinessType":8,"BusinessTypeName":"Interpellanza","BusinessTypeAbbreviation":"Ip.","Title":"Quale responsabilit\u00e0 in caso di pubblicit\u00e0 su Internet illegale, incitante all'odio o volta a finanziare attivit\u00e0 criminali?","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Qual \u00e8 la responsabilit\u00e0 civile e penale di una piattaforma di condivisione di video o di un'agenzia di pubblicit\u00e0 su Internet in caso di diffusione di una pubblicit\u00e0 connessa a un video illegale?</p><p>2. Qual \u00e8 la responsabilit\u00e0 civile e penale di una tale piattaforma o agenzia nel caso in cui pubblicit\u00e0 contenenti immagini violente o scioccanti siano diffuse in relazione a video destinati a minorenni?</p><p>3. Qual \u00e8 la responsabilit\u00e0 civile e penale di una tale piattaforma o agenzia nel caso in cui organizzazioni criminali si finanzino con i redditi provenienti dalle pubblicit\u00e0?</p><p>4. Le sanzioni in caso di violazioni della responsabilit\u00e0 menzionate nelle domande 1 a 3 esplicano un effetto dissuasivo sufficiente?</p><p>5. Il Consiglio federale ritiene che questa responsabilit\u00e0 debba coincidere con quella di un editore di media?</p><p>6. In caso negativo, perch\u00e9 no? Non significa forse svantaggiare i media, che hanno una responsabilit\u00e0 editoriale, anche in materia pubblicitaria?</p><p>7. Qual \u00e8 la responsabilit\u00e0 delle imprese che commissionano o inseriscono una pubblicit\u00e0 nei casi citati nelle domande 1 a 3?</p>","ReasonText":"<p>Di recente \u00e8 emerso che sulla piattaforma Youtube pubblicit\u00e0 commissionate da imprese svizzere sono state diffuse in relazione a video contenenti messaggi d'odio (p. es. jihadismo radicale) o persino illegali (incitazione all'odio razziale), senza che le imprese in questione ne fossero informate. I medesimi problemi sono stati constatati con l'agenzia di pubblicit\u00e0 in rete Google Ads. Inoltre, spesso accade che organizzazioni criminali facciano soldi grazie alle entrate pubblicitarie provenienti da video commissionati da imprese che svolgono attivit\u00e0 legali e onorevoli, senza che n\u00e9 queste n\u00e9 la piattaforma o l'agenzia sappiano a chi vengano versati gli introiti pubblicitari. Infine, accade che pubblicit\u00e0 violente o scioccanti siano diffuse con video destinati a minorenni, in violazione della legislazione in materia di protezione della giovent\u00f9.</p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>Le nuove piattaforme di comunicazione comportano nuove sfide sia per i fornitori di contenuti, i gestori e gli utenti di piattaforme sia per le autorit\u00e0. Questo dipende in particolare dall'amministrazione automatizzata, ma anche dal volume dei dati scambiati su queste piattaforme. A titolo di esempio, soltanto su Youtube ogni ora sono scaricate 24 000 ore di video (\"NZZ\" del 27 marzo 2017, pag. 19). In queste condizioni, \u00e8 evidente che i modelli tradizionali di amministrazione, controllo e sorveglianza nonch\u00e9 la definizione di responsabilit\u00e0 hanno raggiunto i loro limiti.</p><p>Il Consiglio federale si \u00e8 gi\u00e0 occupato a pi\u00f9 riprese di queste sfide, come nel rapporto del 10 maggio 2017 \"Base legale per i media sociali: nuova analisi della situazione\" (rapporto complementare del Consiglio federale in adempimento del postulato Amherd 11.3912, \"Diamo un quadro legale ai social media\"). Ha parimenti esaminato la questione della responsabilit\u00e0 civile degli attori di Internet nel rapporto dell'11 dicembre 2015 sulla responsabilit\u00e0 civile dei provider (disponibile in tedesco e francese).</p><p>Un aspetto essenziale per la responsabilit\u00e0, nel diritto penale e civile, \u00e8 il ruolo tipicamente svolto dai diversi partecipanti alla comunicazione in rete. Semplificando, vale il principio seguente: pi\u00f9 un attore pu\u00f2, tramite la sua attivit\u00e0, influire sui contenuti, pi\u00f9 dovr\u00e0 essergli addossata una responsabilit\u00e0 giuridica in caso di diffusione di contenuti illeciti (cfr. rapporto sulla responsabilit\u00e0 civile dei provider, pag. 16 seg.). Va pure rilevato che in caso di violazione del diritto su Internet, l'esecuzione della legge \u00e8 spesso limitata, in quanto la comunicazione in rete \u00e8 sovente sovranazionale e il principio dell'applicabilit\u00e0 territoriale del diritto nazionale pone difficolt\u00e0 (cfr. il parere del Consiglio federale relativo alle mozioni Schwaab 16.4080 e Levrat 16.4082).</p><p>1. In linea di massima chi utilizza una piattaforma per mettere contenuti in rete \u00e8 il principale responsabile sul piano giuridico. La responsabilit\u00e0 del gestore della piattaforma \u00e8 minore, ma comunque maggiore di quella dell'agenzia pubblicitaria che diffonde un annuncio di per s\u00e9 conforme al diritto, ma accanto al quale sono affiancati contenuti illeciti.</p><p>Nel caso in cui l'utente o il gestore della piattaforma \u00e8 domiciliato all'estero, \u00e8 lecito interrogarsi in merito all'applicabilit\u00e0 del diritto penale svizzero, determinata in base al principio di territorialit\u00e0 (art. 3 cpv. 1 CP). Se l'autore o la vittima sono cittadini svizzeri, si applica perlopi\u00f9 il diritto penale svizzero (principio attivo o passivo della personalit\u00e0, art. 7 cpv. 2 del Codice penale a contrario).</p><p>I reati d'odio (p. es. art. 135, 173 segg., 259, 261bis del Codice penale) sono punibili soltanto se commessi intenzionalmente. La punibilit\u00e0 dei collaboratori del gestore della piattaforma o dell'agenzia pubblicitaria (p. es. per complicit\u00e0 fisica o psichica) presuppone pertanto che siano a conoscenza del contenuto in questione. Un commerciante \u00e8 punibile per complicit\u00e0 (art. 25 del Codice penale) se la sua impresa mette a disposizione un'infrastruttura tecnica e sa che tale infrastruttura serve a commettere un reato concreto (DTF 121 IV 109). Chi inconsapevolmente mette o fa mettere in rete una pubblicit\u00e0 accanto a contenuti illegali di norma non \u00e8 punibile.</p><p>Nel diritto civile, gli attori di Internet possono in linea di massima, a seconda della loro prossimit\u00e0 al contenuto, essere obbligati a eliminare i contenuti che violano il diritto. Se hanno colpa, possono essere ritenuti responsabili di eventuali danni. La responsabilit\u00e0 civile presuppone, nel diritto svizzero, che quest'ultimo sia applicabile nel caso concreto. Il tribunale svizzero adito deve inoltre essere competente sul piano internazionale.</p><p>2. Se la pubblicit\u00e0 include contenuti rilevanti sul piano penale, si pu\u00f2 supporre che i collaboratori dell'agenzia o del cliente pubblicitario agiscano in maniera intenzionale. Se la pubblicit\u00e0 pu\u00f2 essere vista anche da bambini e adolescenti contrariamente alla volont\u00e0 dei suddetti collaboratori, non pu\u00f2 essere attribuita loro l'intenzione di cui all'articolo 197 capoverso 1 del Codice penale. I collaboratori del gestore della piattaforma possono invece - a seconda dei casi - essere ritenuti punibili.</p><p>Sul piano del diritto civile, chi \u00e8 illecitamente leso nella sua personalit\u00e0 pu\u00f2, a sua tutela, chiedere l'intervento del giudice contro chiunque partecipi all'offesa (art. 28 cpv. 1 del Codice civile). Occorre un nesso di causalit\u00e0 adeguato e - se \u00e8 chiesto un risarcimento o una riparazione morale - una colpa dell'attore interessato (cfr. rapporto sulla responsabilit\u00e0 civile dei provider, pag. 29 segg. e 60 segg.).</p><p>3. Il finanziamento del terrorismo (art. 260quinquies del Codice penale) esige non soltanto il dolo diretto, bens\u00ec anche l'intenzione di finanziare un reato violento. Si pu\u00f2 supporre che questo elemento soggettivo del reato non sussista o sia difficile da dimostrare nel caso dei collaboratori di piattaforme o di agenzie pubblicitarie.</p><p>4. Visto il dinamismo del settore rilevante in questo contesto, \u00e8 difficile valutare in maniera definitiva se le norme penali esplichino un effetto (dissuasivo) sufficiente. Per di pi\u00f9, in ragione del principio di territorialit\u00e0 il diritto penale svizzero non \u00e8 applicabile ai comportamenti adottati all'estero. Soltanto le regole internazionali possono esplicare un effetto.</p><p>5./6. Gli attori di Internet assumono ruoli diversi e variegati. Se alcuni fornitori sono assolutamente comparabili ai media tradizionali, altri si limitano a mettere a disposizione dei loro utenti supporti per i loro contenuti. La responsabilit\u00e0 di questi contenuti va determinata nel caso concreto, secondo il criterio della prossimit\u00e0.</p><p>Il diritto penale dei media (art. 28 e 322bis del Codice penale) privilegia i media e tiene pertanto conto del diritto fondamentale della libert\u00e0 d'opinione, garantito dalla Costituzione (art. 17 della Costituzione). Pertanto, non aumenta la responsabilit\u00e0, ma la limita (responsabilit\u00e0 a cascata) nei casi di contenuti illeciti come quelli lesivi dell'onore. Il diritto penale dei media non \u00e8 applicabile nei casi di finanziamento del terrorismo (art. 260quinquies del Codice penale). Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale (DTF 125 IV 206), lo stesso vale per i casi di rappresentazione della violenza (art. 135 del Codice penale), pornografia dura (art. 197 cpv. 4 del Codice penale) e discriminazione razziale (art. 261bis del Codice penaleP).</p><p>Il semplice fatto di fornire un servizio tecnico o di fare pubblicit\u00e0 su una piattaforma in Internet non costituisce un'attivit\u00e0 mediatica ai sensi del diritto penale che possa giustificare l'applicazione del diritto penale dei media.</p><p>Il diritto civile prevede soltanto rare norme speciali destinate ai media. Secondo la dottrina, il diritto di risposta in caso di lesione della personalit\u00e0 (art. 28g segg. CC) si applica anche alle pubblicazioni su Internet destinate a un pubblico comparabile. Peraltro, le regole e i principi generali del Codice civile sono applicabili anche ai media.</p><p>7. Le imprese hanno interesse, in particolare per motivi di reputazione, a non essere associate a contenuti punibili (si vedano gli esempi forniti dalla \"NZZ\" del 27 marzo 2017, pag. 19). Fanno pertanto bene ad assicurare la loro posizione sul piano contrattuale quando fanno pubblicit\u00e0 su Internet.</p><p>Il diritto penale riguarda prioritariamente le persone fisiche; nel Codice penale le imprese sono responsabili soltanto alle condizioni particolari di cui all'articolo 102 del Codice penale. I reati d'odio possono motivare una punibilit\u00e0 di questo tipo.</p>  Risposta del Consiglio federale.","FederalCouncilProposal":8,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1502841600000)\/","SubmittedBy":"Schwaab Jean Christophe","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1506643200000)\/","ResponsibleDepartment":5,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento di giustizia e polizia","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFGP","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"34|1211|1216","Category":null,"Modified":"\/Date(1690519202710)\/","SubmissionDate":"\/Date(1493683200000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":5008,"SubmissionLegislativePeriod":50,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Media e comunicazione|Diritto civile|Diritto penale"}}