{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20173278,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20173278,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20173278,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20173278,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20173278,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20173278,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20173278,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20173278,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20173278,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20173278,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20173278,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20173278,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20173278,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20173278,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20173278,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20173278,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20173278,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20173278,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"17.3278","BusinessType":8,"BusinessTypeName":"Interpellanza","BusinessTypeAbbreviation":"Ip.","Title":"Quanto sono serie le intenzioni del Consiglio federale di introdurre degli imam dell'esercito?","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>In occasione del suo bilancio per i primi 100 giorni il capo dell'esercito, comandante di corpo Philippe Rebord, ha parlato della possibilit\u00e0 di assumere nell'esercito degli imam per l'assistenza spirituale ai militari musulmani. A prescindere dal fatto che gli imam sono in contraddizione con il regolamento di servizio in vigore (art. 20 cpv. 4) e che in Svizzera l'islam non dispone di un riconoscimento di diritto pubblico, ritengo che il capo dell'esercito abbia questioni ben pi\u00f9 importanti di cui occuparsi.</p><p>Il Consiglio federale \u00e8 pertanto invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Qual \u00e8 la percentuale dei cittadini svizzeri incorporati nell'esercito che pratica attivamente la religione musulmana? </p><p>2. \u00c8 veramente l'esercito a dover spianare la strada a un riconoscimento di diritto pubblico dell'islam? Chi ha attribuito al capo dell'esercito la facolt\u00e0 di prendere tale iniziativa che difficilmente raccoglierebbe il consenso della maggioranza nel nostro Paese?</p><p>3. Come giudica la problematica che l'islam non \u00e8 solo una religione, ma anche un'ideologia politica con un proprio sistema giuridico, ovvero la sharia? </p><p>4. Ci\u00f2 potrebbe rappresentare un problema nel quadro dell'impiego militare? </p><p>5. In quali circostanze un imam verrebbe effettivamente impiegato nell'esercito svizzero? </p><p>6. Come immaginano il Consiglio federale e il capo dell'esercito l'impiego concreto di un imam, ad esempio in un caso di difesa? Il cappellano celebrer\u00e0 come di consueto una messa da campo per i nostri soldati, mentre l'imam pregher\u00e0 con i soldati musulmani in direzione della Mecca e li esorter\u00e0 alla Jihad in nome del profeta Maometto?</p><p>7. Se la Confederazione riconosce pubblicamente l'islam - praticamente in modo arbitrario - in futuro l'esercito svizzero rispetter\u00e0 anche il Ramadan e provveder\u00e0 al vitto dei soldati musulmani esclusivamente di notte? Quali ulteriori tradizioni e regole musulmane intende adottare l'esercito svizzero?</p>","ReasonText":null,"DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>1. La libert\u00e0 di credo e di coscienza \u00e8 un diritto costituzionale di cui godono tutti i militari. Pertanto l'esercito non opera distinzioni per quanto riguarda l'appartenenza religiosa dei militari, n\u00e9 registra tale appartenenza nel Sistema di gestione del personale dell'esercito (PISA). Il Consiglio federale non ravvisa alcun motivo per procedere a cambiamenti (interpellanza Addor 16.4159, \"Musulmani nell'esercito svizzero\"). L'esercito \u00e8 lo specchio della societ\u00e0. Si pu\u00f2 pertanto ritenere che negli ultimi anni il numero di militari di fede musulmana sia aumentato e che continuer\u00e0 ad aumentare.</p><p>2. Il riconoscimento di diritto pubblico di una comunit\u00e0 religiosa compete ai Cantoni (art. 72 Cost.). Il capo dell'esercito non ha fatto alcuna dichiarazione concernente un qualsivoglia riconoscimento di diritto pubblico di comunit\u00e0 religiose musulmane. Le sue dichiarazioni riguardavano esclusivamente l'assistenza spirituale dei militari musulmani.</p><p>3. L'ordinamento giuridico svizzero si applica a tutti senza riserve. I membri di comunit\u00e0 religiose non possono far valere norme religiose per sottrarsi al sistema giuridico statale. Il Consiglio federale rimanda inoltre al suo rapporto dell'8 maggio 2013 sulla situazione dei musulmani in Svizzera nell'ottica delle numerose relazioni con le autorit\u00e0 statali in risposta ai postulati Amacker-Amann 09.4027 del 30 novembre 2009, Leuenberger-Gen\u00e8ve 09.4037 del 2 dicembre 2009 e Malama 10.3018 del 1\u00b0 marzo 2010. Le considerazioni contenute in tale rapporto sono tuttora valide.</p><p>4. Il comportamento dei militari di fede musulmana non \u00e8 pi\u00f9 appariscente di quello dei militari di altre comunit\u00e0 religiose. Adempiono il loro obbligo, possono porre in secondo piano le esigenze personali e riconoscono la necessit\u00e0 imperativa di garantire il corretto svolgimento del servizio. Se ci\u00f2 non dovesse essere il caso, le autorit\u00e0 militari applicheranno le misure e le sanzioni previste.</p><p>5./6. Secondo la legge militare (art. 31) i militari hanno diritto all'assistenza spirituale, indipendentemente dal loro credo. Ci\u00f2 rientra nell'ambito dei compiti dell'Assistenza spirituale dell'esercito, che si fonda sul principio dell'ecumenismo. Nel luogo in cui operano sulla base della loro incorporazione, i cappellani militari sono disponibili nei confronti di tutti per le esigenze inerenti all'assistenza spirituale. In determinati casi possono contattare specialisti musulmani di fiducia per adempiere ancora meglio ai loro compiti di assistenza. Questi contatti sono consolidati. Tuttavia per l'Assistenza spirituale dell'esercito sussiste la necessit\u00e0 di poter ricorrere rapidamente in situazioni straordinarie (p. es. decessi) a specialisti che conoscono l'esercito, le sue procedure, ecc. Il sistema attuale ha dato sostanzialmente buone prove. Tuttavia, senza il reclutamento di personale musulmano specializzato, in futuro l'Assistenza spirituale dell'esercito non sar\u00e0 pi\u00f9 in grado di adempiere in modo soddisfacente il proprio compito a favore di tutti i militari. Attualmente mancano per\u00f2 le condizioni per integrare religiosi musulmani in seno all'Assistenza spirituale dell'esercito. Sono necessari: una formazione teologica riconosciuta - di preferenza universitaria - in Svizzera o negli Stati limitrofi, una lealt\u00e0 inequivocabile nei confronti del nostro Paese e delle sue istituzioni, la disponibilit\u00e0 a sottostare alle strutture dell'esercito e ad assistere spiritualmente tutti i militari, indipendentemente dalla loro confessione, quali cappellani militari con il grado di capitano.</p><p>7. L'adempimento del diritto all'assistenza spirituale nell'esercito non implica alcun riconoscimento di diritto pubblico di una comunit\u00e0 religiosa poich\u00e9 esso \u00e8 di competenza dei Cantoni. Il principio fondamentale dell'esercito \u00e8 l'adempimento dei compiti e quindi uno svolgimento ordinato del servizio che deve essere accettato da tutti. Non vi sar\u00e0 alcun allentamento di questo principio.</p>  Risposta del Consiglio federale.","FederalCouncilProposal":8,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1503446400000)\/","SubmittedBy":"Arnold Beat","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1506643200000)\/","ResponsibleDepartment":6,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DDPS","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"9|2831","Category":null,"Modified":"\/Date(1690519026437)\/","SubmissionDate":"\/Date(1493683200000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":5008,"SubmissionLegislativePeriod":50,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica di sicurezza|Cultura"}}