{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20174029,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20174029,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20174029,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20174029,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20174029,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20174029,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20174029,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20174029,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20174029,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20174029,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20174029,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20174029,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20174029,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20174029,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20174029,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20174029,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20174029,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20174029,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"17.4029","BusinessType":5,"BusinessTypeName":"Mozione","BusinessTypeAbbreviation":"Mo.","Title":"Iscrizione nei registri dello stato civile dei cognomi contenenti titoli. Sopprimere un divieto obsoleto","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>Il Consiglio federale \u00e8 incaricato di proporre le modifiche legislative necessarie a permettere l'iscrizione nei registri dello stato civile dei titoli nobiliari compresi nei cognomi in virt\u00f9 del diritto del Paese di provenienza del cognome.</p>","ReasonText":"<p>Il diritto al nome \u00e8 una componente della libert\u00e0 personale e un diritto fondamentale la cui restrizione \u00e8 sottoposta alle condizioni di cui all'articolo 36 della Costituzione federale. Il rifiuto di iscrivere una parte del cognome in un registro ufficiale rappresenta pertanto una violazione di un diritto fondamentale. </p><p>Nel nostro ordinamento giuridico sussiste tuttavia una discriminazione obsoleta. L'articolo 25 dell'ordinanza sullo stato civile (OSC) vieta infatti l'iscrizione dei titoli nei registri. Questa restrizione pu\u00f2 riguardare persone che portano cognomi di origine estera il cui diritto nazionale riconosce tali titoli (in particolare i diritti tedesco, belga, britannico e italiano) e che vorrebbero che il loro cognome fosse iscritto integralmente nei registri svizzeri. </p><p>Oggigiorno queste peculiarit\u00e0 storiche e familiari non procurano pi\u00f9 alcun diritto o vantaggio, perlomeno in Svizzera. A parte una forma di allergia viscerale degli Svizzeri nei confronti dei titoli nobiliari, non si trova da nessuna parte, al di fuori del principio di uguaglianza, alcuna dimostrazione dettagliata che permetta di comprendere in che modo il divieto di cui all'articolo 25 OSC sia parte dell'ordinamento giuridico svizzero al punto da giustificare questa violazione fondamentale rappresentata dall'amputazione di un cognome. Il Tribunale federale stesso ha peraltro constatato che la rarit\u00e0 di un cognome esplica meglio la funzione distintiva e suggerisce meglio l'idea di appartenenza a una famiglia (DTF 129 III 369 consid. 3.3 pag. 372). Riallacciandosi a questa sentenza, la dottrina ha rilevato a quale punto un titolo nobiliare, per sua natura riservato a un numero limitato di persone, pu\u00f2 costituire la prova dell'appartenenza a una famiglia (Sandoz, Le dipl\u00f4me de la Baronne, M\u00e9langes Pierre Moor, pag. 493 segg.). </p><p>\u00c8 inoltre interessante rilevare che questo divieto arcaico viola indubbiamente gli articoli 8 e 14 CEDU, che sanciscono il diritto al rispetto della vita privata e familiare e il divieto di discriminazione. </p><p>\u00c8 pertanto ora di sopprimere questa restrizione desueta e ormai ingiustificabile.</p>","DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>Secondo il diritto vigente, i nomi di una persona sono iscritti nel registro dello stato civile senza titoli e gradi (art. 39 cpv. 2 n. 3 CC, art. 25 OSC). Questa \u00e8 l'espressione del principio dell'uguaglianza sancito nella Costituzione federale (art. 8 Cost.) Non sono pertanto iscritti i titoli nobiliari (lord, conte, barone, ecc.), l'indicazione della funzione (consigliere nazionale, ambasciatore, pastore, giudice, notaio, ecc.), la posizione gerarchica (colonnello, vicedirettore, ecc.), i titoli onorifici (console onorario, cittadino onorario, ecc.) o i titoli accademici (lic. phil., dr. med., ing. dipl., MAS o BA, ecc.).</p><p>Se una persona possiede una cittadinanza straniera, pu\u00f2 chiedere che il suo nome sia retto dal suo diritto nazionale (art. 37 cpv. 2 LDIP). Tuttavia, anche in questo caso il nome \u00e8 iscritto nel registro dello stato civile secondo i principi svizzeri sulla tenuta dei registri (art. 40 LDIP).</p><p>Alcuni ordinamenti giuridici, ad esempio quello tedesco, considerano determinati titoli e gradi componenti del nome. Come in Svizzera, altri ordinamenti giuridici, ad esempio quello austriaco, non ammettono l'iscrizione di titoli e gradi nel registro dello stato civile. La Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE) ha stabilito, in una decisione del 2010, che questa soluzione non \u00e8 discriminatoria (sentenza CGUE C-208/09 del 22 dicembre 2010 nella causa Ilonka Sayn-Wittgenstein), ritenendo ammissibile che un nome portato validamente con un titolo nobiliare secondo il diritto tedesco (nome in Germania: \"F\u00fcrstin von Sayn-Wittgenstein\") sia amputato del titolo (\"F\u00fcrstin\") e della particella nobiliare (\"von\") nel diritto austriaco (nome in Austria: \"Sayn-Wittgenstein\"). Una tale prassi non \u00e8 nemmeno contraria alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo.</p><p>Alla luce di quanto precede non vi \u00e8 motivo di rivedere l'ordinanza sullo stato civile.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.","FederalCouncilProposal":21,"FederalCouncilProposalText":"Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.","FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1518566400000)\/","SubmittedBy":"Addor Jean-Luc","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1521158400000)\/","ResponsibleDepartment":5,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento di giustizia e polizia","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFGP","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"28|1211","Category":null,"Modified":"\/Date(1690516814690)\/","SubmissionDate":"\/Date(1512604800000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":5011,"SubmissionLegislativePeriod":50,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Questioni sociali|Diritto civile"}}