{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20174156,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20174156,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20174156,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20174156,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20174156,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20174156,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20174156,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20174156,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20174156,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20174156,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20174156,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20174156,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20174156,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20174156,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20174156,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20174156,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20174156,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20174156,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"17.4156","BusinessType":8,"BusinessTypeName":"Interpellanza","BusinessTypeAbbreviation":"Ip.","Title":"Piano di azione nazionale per prevenire e combattere la radicalizzazione e l'estremismo violento. Esercizio da completare","Description":null,"InitialSituation":null,"Proceedings":null,"DraftText":null,"SubmittedText":"<p>E stato presentato il 4 dicembre 2017 dal Consiglio federale il \"Piano di azione nazionale per prevenire e combattere la radicalizzazione e l'estremismo violento\". I principi espressi nel titolo e le finalit\u00e0 del piano sono molto importanti alla luce del contesto internazionale, tuttavia scorrendo il contenuto di questo piano emergono una serie di aspetti a dir poco lacunosi che coinvolgono direttamente la Confederazione, i Cantoni, i Comuni e tutte le autorit\u00e0 di polizia. </p><p>A questo proposito il Consiglio federale \u00e8 invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Perch\u00e9 non si \u00e8 voluto svolgere un approfondimento sul complesso e presente tema dei finanziamenti a moschee e associazioni islamiche provenienti dall'estero?</p><p>2. Essendo provato da inchieste giudiziarie che la radicalizzazione avviene anche attraverso i gruppi che fanno proselitismo nelle strade - ad esempio \"Lies!\", \"We Love Muhammad\" e altri - perch\u00e9 in un piano completo volto a migliorare la prevenzione, la problematica non viene affrontata proponendo misure per contenere il fenomeno?</p><p>3. Perch\u00e9 nel piano non vi \u00e8 nessun accenno alle decine di predicatori \"itineranti\" che entrano con visti turistici o permessi di soggiorno nel nostro Paese? La problematica non \u00e8 reale? Il fenomeno non va controllato, gestito e limitato?</p><p>4. I maggiori oneri finanziari (personale, infrastrutture, mezzi) derivanti dalle misure proposte graveranno massicciamente sui Cantoni, sulle Citt\u00e0 e sui Comuni. I budget per la sicurezza dovranno essere aumentati. Il Consiglio federale ha valutato o previsto misure di sostegno finanziario o compensazione verticale?</p><p>5. Globalmente \u00e8 stata eseguita una valutazione complessiva dei costi generati dalle misure proposte nel piano? Se non \u00e8 il caso, si intende procedere ad allestire una stima? Esiste una scala di priorit\u00e0?</p><p>6. Il piano prevede numerose misure che necessitano un coinvolgimento politico delle Citt\u00e0 e dei Comuni (cfr. pagine 15-17). Come sar\u00e0 garantito il contatto? Coinvolgimento presuppone coordinamento, a chi \u00e8 affidato questo compito? Si prevede un'obbligatoriet\u00e0 delle misure o vi \u00e8 margine d'apprezzamento politico? Non vi \u00e8 un rischio di implementazione \"a macchie\" a causa di divergenze locali?</p>","ReasonText":null,"DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":"<p>Il Piano d'azione nazionale per prevenire e combattere la radicalizzazione e l'estremismo violento \u00e8 l'elemento centrale del dispositivo svizzero di lotta al terrorismo. Questo dispositivo prevede misure preventive e repressive. Al fine di rafforzare le misure gi\u00e0 esistenti, sono attualmente in corso due progetti legislativi volti sia alla prevenzione sia alla repressione: la legge federale sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo nonch\u00e9 il pacchetto di misure volto al potenziamento del dispositivo penale contro il terrorismo e la criminalit\u00e0 organizzata. \u00c8 essenziale individuare tempestivamente e, se possibile, prevenire o interrompere un processo di radicalizzazione che potrebbe sfociare in atti terroristici. \u00c8 questo l'obiettivo a cui mirano le misure preventive contenute nel Piano d'azione nazionale. Tali misure prevedono ad esempio la creazione e il potenziamento di servizi specializzati, la formazione di uno specifico gruppo di destinatari quali gli insegnanti o gli operatori giovanili e sociali, l'attuazione di misure di reinserimento destinate alle persone radicalizzate, progetti di ricerca, ecc.</p><p>1. Il Piano d'azione nazionale non mira ad esaminare le attivit\u00e0 e il finanziamento delle associazioni islamiche o di adottare eventuali misure nei confronti di determinate persone e organizzazioni. A eccezione di singoli casi rilevanti per la sicurezza, la Confederazione non dispone della competenza costituzionale per rilevare in modo capillare i dati sul finanziamento di associazioni religiose. Ad oggi, inoltre, non esiste alcuna norma generale che obblighi le associazioni che svolgono attivit\u00e0 religiose a garantire la trasparenza in merito al loro finanziamento. Nell'ambito dei lavori successivi al quarto rapporto di valutazione sulla Svizzera del Gruppo d'azione finanziaria (GAFI), si intende esaminare l'obbligo d'iscrizione nel registro di commercio per le associazioni che presentano un rischio elevato di finanziamento del terrorismo nonch\u00e9, per le associazioni che risultano gi\u00e0 iscritte nel registro di commercio, l'eventuale tenuta di un elenco contenente i nomi dei rispettivi membri. Per quanto riguarda le moschee presenti in Svizzera, il SIC non dispone attualmente di indizi concernenti finanziamenti esterni rilevanti per la protezione dello Stato.</p><p>2. Per quanto riguarda i singoli individui oppure organizzazioni sospettate di minacciare concretamente la sicurezza interna o esterna oppure di contribuire direttamente o indirettamente a propagare, sostenere o favorire in altro modo attivit\u00e0 terroristiche o di estremismo violento, vi \u00e8, oltre la via della procedura penale, la possibilit\u00e0 di pronunciare un divieto di esercitare determinate attivit\u00e0 o un divieto di organizzazioni ai sensi degli articoli 73 e 74 della legge federale sulle attivit\u00e0 informative (LAIn; RS 121). Nel quadro del pacchetto di misure volto a potenziare il dispositivo penale contro il terrorismo e la criminalit\u00e0 organizzata, sar\u00e0 sottoposta al Parlamento una modifica della comminatoria penale e delle regole di competenza di cui all'articolo 74 LAIn. Sar\u00e0 pure esaminato il legame tra il divieto di cui all'articolo 74 LAIn e le decisioni dell'OSCE e dell'ONU.</p><p>3. I predicatori provenienti dall'estero possono essere autorizzati a soggiornare in Svizzera per i motivi pi\u00f9 disparati (p. es. ricongiungimento familiare, libera circolazione delle persone, asilo). Agli stranieri che intendono lavorare come consulenti religiosi in Svizzera, la Confederazione e i Cantoni rilasciano permessi di dimora soltanto se le severe condizioni di ammissione previste dalla legge federale sugli stranieri sono rispettate. Gi\u00e0 oggi non \u00e8 consentito entrare in Svizzera con un visto turistico ai fini della predicazione. Il fatto di servirsi di un visto turistico per un fine diverso da quello dichiarato pu\u00f2 essere sanzionato con una pena pecuniaria o detentiva nonch\u00e9 con la multa, l'espulsione o un divieto di entrata. Pu\u00f2, tuttavia, anche accadere che una persona entri in Svizzera per altri motivi (p. es. come turista) e solo successivamente diventi un predicatore.</p><p>4.-6. La maggior parte delle misure contenute nel Piano d'azione nazionale sar\u00e0 attuata e anche finanziata su base volontaria dalle autorit\u00e0 locali in collaborazione con attori e servizi specializzati non governativi. Il Piano d'azione nazionale mira a sostenere i servizi specializzati locali rafforzando tra l'altro i contatti tra Confederazione, Cantoni e Comuni e perseguendo obiettivi congiunti. Ai fini dell'attuazione del Piano d'azione nazionale, gli attori locali elaborano progetti adeguati alle esigenze locali. Per coordinare l'attuazione del Piano d'azione nazionale e gestire il sostegno finanziario dei progetti, sar\u00e0 creata una struttura di accompagnamento a tre livelli. Gli esponenti governativi di Confederazione, Cantoni e Comuni vigilano sull'attuazione e, in tale contesto, beneficiano del sostegno di rappresentanti delle autorit\u00e0 federali e delle conferenze dei direttori cantonali. La Confederazione intende adottare un programma d'impulso che dar\u00e0 ai competenti servizi cantonali, cittadini e comunali l'impulso necessario all'attuazione del piano d'azione. Grazie a questo programma, cinque milioni di franchi potranno essere utilizzati sull'arco di cinque anni per sostenere progetti avviati su scala cantonale o comunale e dalla societ\u00e0 civile. La Rete integrata svizzera per la sicurezza (RSS) funge da servizio di coordinamento, valuta i progetti presentati, promuove i contatti tra i vari attori e si occupa inoltre di verificare l'attuazione del Piano d'azione nazionale. Il servizio di coordinamento ha inoltre il compito di presentare i progetti a livello nazionale e di metterli a disposizione di altri attori.</p>  Risposta del Consiglio federale.","FederalCouncilProposal":8,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":"\/Date(1518566400000)\/","SubmittedBy":"Romano Marco","BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1521158400000)\/","ResponsibleDepartment":5,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento di giustizia e polizia","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DFGP","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"9|2831","Category":null,"Modified":"\/Date(1690517832730)\/","SubmissionDate":"\/Date(1513209600000)\/","SubmissionCouncil":1,"SubmissionCouncilName":"Consiglio nazionale","SubmissionCouncilAbbreviation":"CN","SubmissionSession":5011,"SubmissionLegislativePeriod":50,"FirstCouncil1":1,"FirstCouncil1Name":"Consiglio nazionale","FirstCouncil1Abbreviation":"CN","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica di sicurezza|Cultura"}}