{"d":{"__metadata":{"id":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20180056,Language='IT')","uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20180056,Language='IT')","type":"itsystems.Pd.DataServices.DataModel.Business"},"BusinessResponsibilities":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20180056,Language='IT')/BusinessResponsibilities"}},"RelatedBusinesses":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20180056,Language='IT')/RelatedBusinesses"}},"BusinessRoles":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20180056,Language='IT')/BusinessRoles"}},"Publications":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20180056,Language='IT')/Publications"}},"LegislativePeriods":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20180056,Language='IT')/LegislativePeriods"}},"Sessions":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20180056,Language='IT')/Sessions"}},"Preconsultations":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20180056,Language='IT')/Preconsultations"}},"Bills":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20180056,Language='IT')/Bills"}},"Councils":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20180056,Language='IT')/Councils"}},"BusinessTypes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20180056,Language='IT')/BusinessTypes"}},"Votes":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20180056,Language='IT')/Votes"}},"SubjectsBusiness":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20180056,Language='IT')/SubjectsBusiness"}},"BusinessStates":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20180056,Language='IT')/BusinessStates"}},"Council":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20180056,Language='IT')/Council"}},"Transcripts":{"__deferred":{"uri":"https://ws.parlament.ch/OData.svc/Business(ID=20180056,Language='IT')/Transcripts"}},"ID":20180056,"Language":"IT","BusinessShortNumber":"18.056","BusinessType":1,"BusinessTypeName":"Oggetto del Consiglio federale","BusinessTypeAbbreviation":"OCF","Title":"Legge federale sull\u2019utilizzazione delle forze idriche. Modifica","Description":"Messaggio del 23 maggio 2018 concernente la modifica della legge sulle forze idriche","InitialSituation":"<p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 23.05.2018</b></p><p><b>Il Consiglio federale propone di mantenere l'aliquota massima del canone annuo sino al 2024 </b></p><p><b>Nella sua seduta del 23 maggio 2018 il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente la modifica della legge federale sull'utilizzazione delle forze idriche. Fino alla fine del 2024 l'aliquota massima del canone annuo sar\u00e0 mantenuta, come sinora, a 110 franchi per chilowatt lordo (fr./kWl). Stando al Consiglio federale verr\u00e0 elaborato un nuovo modello per il canone annuo non appena saranno noti i principi basilari del nuovo design del mercato elettrico, da definire nel quadro della prossima revisione della legge federale sull'approvvigionamento elettrico. </b></p><p>L'aliquota massima del canone annuo fissata attualmente nella legge federale sulle forze idriche (LUFI) \u00e8 pari a 110 franchi/kWl. La durata di validit\u00e0 di questa norma \u00e8 limitata a fine 2019. La legge federale sull'utilizzazione delle forze idriche incarica il Consiglio federale di sottoporre per tempo all'Assemblea federale un progetto di atto legislativo volto a definire l'aliquota massima del canone annuo per il periodo successivo al 1\u00b0 gennaio 2020.</p><p>Nel 2016, ai Cantoni e agli operatori del settore \u00e8 stata data l'opportunit\u00e0 di inoltrare congiuntamente delle proposte per un nuovo sistema di canone annuo. I relativi si sono tuttavia conclusi senza esito concreto.</p><p>In occasione della procedura di consultazione relativa alla revisione della LUFI il Consiglio federale aveva proposto di ridurre l'aliquota massima per tre anni a 80 fr./kWl, ponendo inoltre in discussione l'introduzione successiva di un modello per un canone annuo flessibile nonch\u00e9 la riduzione di tale canone unicamente per le centrali deficitarie.</p><p></p><p>Esiti della consultazione</p><p>La consultazione, durante la quale sono stati inoltrati 215 pareri, si \u00e8 svolta dal 22 giugno al 13 ottobre 2017. La riduzione temporanea dell'aliquota massima del canone annuo non ha raccolto i consensi della maggioranza. La proposta flessibilizzazione del canone annuo \u00e8 s\u00ec stata accolta positivamente nelle sue grandi linee, ma ritenuta prematura. Negli anni scorsi i gestori e le aziende di approvvigionamento energetico avevano richiamato l'attenzione sulle lacune finanziarie nel settore idroelettrico; gran parte dei Cantoni e dei Comuni ritiene che le ragioni di tali lacune non siano da ricondurre al canone annuo bens\u00ec a decisioni errate a livello politico e imprenditoriale. Per questo motivo in sede di consultazione si sono espressi a favore del mantenimento dell'attuale aliquota massima del canone. La maggioranza degli operatori del settore elettrico definisce la regolamentazione attuale (modello di canone annuo rigido e finanziamento da parte dei produttori in un mercato parzialmente liberalizzato) un errore di sistema. Si esprime pertanto a favore dell'immediata introduzione di una normativa flessibile in materia di canone annuo nonch\u00e9 di un finanziamento solidale di una parte o di tutto il canone annuo. L'idea di ridurre il canone annuo soltanto per le centrali deficitarie \u00e8 stata respinta da gran parte degli ambienti consultati, che ritengono l'attuazione discriminatoria e onerosa. E` stata inoltre oggetto di forti critiche la rigida limitazione temporale della norma a tre anni. Quale alternativa, si propone di attendere la definizione delle future condizioni quadro, ad es. con un nuovo design del mercato.</p><p></p><p>Elementi chiave del progetto </p><p>Nel suo messaggio concernente la revisione della LUFI il Consiglio federale propone la seguente regolamentazione:</p><p>- l'aliquota massima del canone, prevista dal diritto federale dal 1\u00b0 gennaio 2015, viene mantenuta sino a fine 2024 a 110 fr./kWl; </p><p>- le nuove centrali elettriche a beneficio di un contributo d'investimento conformemente all'articolo 26 della legge sull'energia sono esentate dal canone annuo per i primi dieci anni di esercizio; gli impianti esistenti, che vengono ampliati o rinnovati in misura considerevole, sono esentati, per la potenza lorda supplementare, dal canone annuo durante un periodo di 10 anni a partire dalla messa in esercizio dell'impianto ampliato o rinnovato;</p><p>- le competenze del DATEC nel settore dell'utilizzazione delle forze idriche per procedure che interessano le centrali idroelettriche di frontiera vengono precisate e fissate nella legge. La competenza per la stipula di accordi internazionali nell'ambito dell'utilizzazione delle forze idriche di corsi d'acqua di frontiera \u00e8 delegata al Consiglio federale.</p><p></p><p>Motivazione</p><p>Con la proposta revisione della LUFI, il Consiglio federale, adempiendo il mandato conferitogli, presenta tempestivamente un disegno di atto legislativo per il periodo successivo al 1\u00b0 gennaio 2020. Si evita cos\u00ec una lacuna nella regolamentazione.</p><p>Alla luce degli esiti della procedura non appare opportuno mantenere la variante posta in consultazione. L'attuale regolamentazione viene pertanto prorogata sino a fine 2014. Una nuova normativa in materia di canone annuo verr\u00e0 elaborata non appena saranno note le future condizioni quadro, da definire nel quadro degli attuali lavori di revisione della legge sull'approvvigionamento elettrico. Tale revisione \u00e8 incentrata su temi quali il design e la liberalizzazione del mercato elettrico, la presentazione di un modello orientato al mercato, richiesto dalla legge sull'energia, e il previsto accordo sull'elettricit\u00e0 tra la Svizzera e l'UE. Il Consiglio federale incarica sin d'ora il DATEC di analizzare e sviluppare diversi nuovi modelli per il canone annuo. </p><p>Nel 1908 la Confederazione ha ottenuto una competenza di principio per poter legiferare in materia di utilizzazione delle risorse idriche (cfr. art. 24bis, oggi art. 76 cpv. 2 Cost.). La sovranit\u00e0 sulle acque e sulla riscossione di tasse, invece, era rimasta una prerogativa dei Cantoni. Con l'emanazione della legge sulle forze idriche del 1916 la Confederazione ha fissato prescrizioni generali in materia di utilizzazione delle risorse idriche, introducendo anche l'aliquota massima del canone annuo. Il canone annuo \u00e8 una tassa pubblica per il diritto di sfruttamento di un corso d'acqua pubblico, in un determinato luogo, esclusivamente per produrre energia elettrica. Il canone annuo massimo ammesso per una centrale idroelettrica si calcola moltiplicando la potenza lorda media per l'aliquota massima del canone annuo, conformemente alla legge sulle forze idriche. La potenza lorda media si calcola sulla base dei salti utili e dei deflussi medi utili di una centrale idroelettrica.Nel diritto federale vengono definiti soltanto il metodo di calcolo e l'aliquota massima del canone annuo. Nel quadro della normativa federale i Cantoni sono liberi di fissare il canone annuo da riscuotere sul proprio territorio.</p>","Proceedings":"<p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 20.09.2018</b></p><p><b>Aliquota massima canoni d'acqua mantenuta a 110 franchi/kWl </b></p><p><b>I cantoni, in particolare quelli di montagna, possono tirare un sospiro di sollievo: il Consiglio degli Stati ha deciso oggi - con 37 voti favorevoli e 5 astenuti - di mantenere invariata a 110 franchi per chilowatt lordo (fr./kWl) l'aliquota massima dei canoni d'acqua annui fino al 2024.</b></p><p>In un primo tempo, il Governo proponeva di ridurla a 80 fr./kWl dal 2020. Il Nazionale deve ancora pronunciarsi.</p><p>Il progetto di revisione transitoria della legge sull'utilizzazione delle forze idriche aveva suscitato numerose critiche durante la consultazione. I Cantoni, tra cui il Ticino e i Grigioni, e i Comuni avrebbero incassato 150 milioni di franchi l'anno in meno. Per questo le autorit\u00e0 cantonali si erano espresse a favore del mantenimento dell'attuale aliquota. Attualmente, dei 556,6 milioni che fruttano all'anno i canoni d'acqua, il Ticino ne incassa 55,1, i Grigioni 124, il Vallese 164, Uri 26, Berna 45 e Argovia 49.</p><p>Come detto, nelle intenzioni originali della consigliera federale Doris Leuthard, dal 2020 il canone massimo annuo sarebbe passato dagli attuali 110 a 80 fr./kWl. Di fronte a queste critiche il Governo aveva allora abbandonato il progetto iniziale. Nel suo messaggio, trasmesso al Parlamento e accolto oggi dagli Stati, si limita a cambiamenti minimi.</p><p></p><p>Minoranza per 90 fr./kWl</p><p>Oggi una minoranza eteroclita ha tentato invano di ridurre da 110 a 90 fr./kWl l'aliquota massima dei canoni d'acqua, ma il suo tentativo \u00e8 fallito con 30 voti a 13. Secondo Damian M\u00fcller (PLR/LU), la solidariet\u00e0 spesso evocata con i cantoni di montagna non ha pi\u00f9 luogo d'esistere con l'introduzione della nuova perequazione finanziaria. A suo avviso, i gestori di centrali idroelettriche, alcuni dei quali sono al momento in difficolt\u00e0 a causa del basso prezzo della corrente, hanno bisogno di prezzi pi\u00f9 vicini a quelli di mercato.</p><p>Secondo il progetto originale, a partire dal 2023 il regime transitorio sarebbe stato sostituito da un modello flessibile, con un'aliquota massima del canone annuo composta da una parte fissa e da una parte variabile, dipendente dal prezzo di mercato. La flessibilizzazione non deve attendere cinque anni, ha spiegato invano Werner L\u00fcginb\u00fchl (PBD/LU), anch'egli favorevole a una riduzione a 90 franchi.</p><p>Ma i rappresentanti dei cantoni alpini, come Beat Rieder (PPD/VS), hanno fatto valere con successo che \"l'aliquota massima dei canoni d'acqua non \u00e8 una sovvenzione alle regioni di montagna, bens\u00ec il prezzo per l'utilizzazione di una risorsa sempre pi\u00f9 preziosa\".</p><p></p><p>Parte fissa e variabile</p><p>In previsione dei futuri negoziati, i \"senatori\" hanno invece precisato nel progetto - con 22 voti contro 20 - che il Consiglio federale dovr\u00e0 elaborare dal 2025 una regolamentazione che preveda una parte fissa e una parte variabile.</p><p>In consultazione taluni gestori avevano proposto un'immediata introduzione di una normativa flessibile. \"Sarebbe pi\u00f9 saggio mantenere tutte le porte aperte vista l'evoluzione imprevedibile del mercato elettrico\", ha sottolineato invano Werner H\u00f6sli (UDC/GL).</p><p>In attesa di una nuova consultazione prevista per questo autunno, i \"senatori\" hanno inoltre previsto che l'aliquota massima di 110 franchi sar\u00e0 prolungata qualora il nuovo modello vicino alla realt\u00e0 del mercato non entrasse in vigore entro il primo gennaio 2015.</p><p>Robert Cramer si \u00e8 opposto invano a questa aggiunta affermando che \"si tratta di un incitamento estremamente potente nei confronti dei cantoni alpini, che combattono ogni proposta di modifica\". Alla fine il plenum non l'ha seguito con 20 voti contro 15 e 5 astenuti.</p><p></p><p>Resto del progetto immutato</p><p>Il resto del progetto non \u00e8 stato modificato dagli Stati. L'esecutivo prevede di esonerare dal canone annuo per i primi dieci anni le nuove centrali idroelettriche che beneficiano di un contributo d'investimento.</p><p>Un alleggerimento \u00e8 pure accordato agli impianti che hanno effettuato grossi lavori di ampliamento. Dal canto suo il Consiglio federale potr\u00e0 concludere accordi internazionali legati all'utilizzazione delle forze idriche situate nelle vicinanze della frontiera.</p><p><b></b></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 12.03.2019</b></p><p><b>Aliquota massima canoni d'acqua mantenuta a 110 franchi/kWl </b></p><p><b>I cantoni, in particolare quelli di montagna, possono tirare un sospiro di sollievo: dopo il Consiglio degli Stati, anche il Nazionale ha deciso oggi - con 187 voti favorevoli e 2 contrari - di mantenere invariata a 110 franchi per chilowatt lordo (fr./kWl) l'aliquota massima dei canoni d'acqua annui fino al 2024.</b></p><p>In un primo tempo, il Governo proponeva di ridurla a 80 fr./kWl dal 2020. Il dossier ritorna agli Stati per una divergenza minore.</p><p>Il progetto di revisione transitoria della legge sull'utilizzazione delle forze idriche aveva suscitato numerose critiche durante la procedura di consultazione. I Cantoni, tra cui il Ticino e i Grigioni, e i Comuni avrebbero incassato 150 milioni di franchi l'anno in meno. Per questo le autorit\u00e0 cantonali si erano espresse a favore del mantenimento dell'attuale aliquota. Attualmente, dei 556,6 milioni che fruttano all'anno i canoni d'acqua, il Ticino ne incassa 55,1, i Grigioni 124, il Vallese 164, Uri 26, Berna 45 e Argovia 49.</p><p>Come detto, nelle intenzioni originali dell'ex consigliera federale Doris Leuthard, dal 2020 il canone massimo annuo sarebbe passato dagli attuali 110 a 80 fr./kWl. Di fronte alle critiche emerse in consultazione, il Governo aveva allora abbandonato il progetto iniziale. Nel suo messaggio, trasmesso al Parlamento, si limita a cambiamenti minimi.</p><p></p><p>Minoranza per 80 fr./kWl</p><p>Oggi una minoranza eteroclita (composta da PLR, Verdi liberali e taluni UDC) ha tentato invano di riproporre una riduzione da 110 a 80 fr./kWl dell'aliquota massima dei canoni d'acqua, ma il suo tentativo \u00e8 fallito con 133 voti contro 53 e 2 astenuti. Secondo Christian Wasserfallen (PLR/BE), la solidariet\u00e0 spesso evocata con i cantoni di montagna non ha pi\u00f9 luogo d'esistere. A suo avviso, i gestori di centrali idroelettriche, alcuni dei quali sono al momento in difficolt\u00e0 a causa del basso prezzo della corrente, hanno bisogno di prezzi pi\u00f9 vicini a quelli di mercato e competitivi sul mercato europeo.</p><p>Secondo il progetto originale, a partire dal 2023 il regime transitorio sarebbe stato sostituito da un modello flessibile, con un'aliquota massima del canone annuo composta da una parte fissa e da una parte variabile, dipendente dal prezzo di mercato. La flessibilizzazione non deve attendere cinque anni, ha spiegato invano Wasserfallen.</p><p>Ma i vari relatori succedutisi, in particolare dai ranghi del PPD e del PS, come Mathias Reynard (VS), hanno fatto valere con successo che \"l'aliquota massima dei canoni d'acqua non \u00e8 una sovvenzione alle regioni di montagna, bens\u00ec il prezzo per l'utilizzazione di una risorsa sempre pi\u00f9 preziosa\".</p><p></p><p>Parte fissa e variabile</p><p>In previsione dei futuri negoziati, la Camera del popolo non ha invece precisato nel progetto - come aveva fatto quella dei Cantoni - che il Consiglio federale dovr\u00e0 elaborare dal 2025 una regolamentazione che preveda una parte fissa e una parte variabile.</p><p>\"Una flessibilizzazione dei canoni d'acqua \u00e8 prematura\", ha sottolineato Silva Semadeni (PS/GR). I deputati hanno preferito prendersi il tempo necessario per elaborare un nuovo modello.</p><p></p><p>Resto del progetto immutato</p><p>Il resto del progetto non \u00e8 stato modificato dal Parlamento. L'esecutivo prevede di esonerare dal canone annuo per i primi dieci anni le nuove centrali idroelettriche che beneficiano di un contributo d'investimento.</p><p>Un alleggerimento \u00e8 pure accordato agli impianti che hanno effettuato grossi lavori di ampliamento. Dal canto suo il Consiglio federale potr\u00e0 concludere accordi internazionali legati all'utilizzazione delle forze idriche situate nelle vicinanze della frontiera.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 18.03.2019</b></p><p><b>Aliquota massima canoni d'acqua mantenuta a 110 franchi/kWl </b></p><p><b>I cantoni, in particolare quelli di montagna, possono tirare un sospiro di sollievo: il Parlamento ha deciso a larga maggioranza di mantenere invariata a 110 franchi per chilowatt lordo (fr./kWl) l'aliquota massima dei canoni d'acqua annui fino al 2024. In un primo tempo, il Governo proponeva di ridurla a 80 fr./kWl dal 2020.</b></p><p>Oggi, nell'esaminare la revisione della legge sull'utilizzazione delle forze idriche, la Camera dei cantoni ha appianato tacitamente anche l'ultima divergenza minore che l'opponeva a quella del popolo. L'oggetto \u00e8 quindi pronto per le votazioni finali.</p><p>Parte fissa e variabile</p><p>In previsione dei futuri negoziati, oggi i \"senatori\" si sono allineati al Nazionale e non hanno voluto precisare nel progetto che il Consiglio federale dovr\u00e0 elaborare dal 2025 una regolamentazione che preveda una parte fissa e una parte variabile.</p><p>\"Una flessibilizzazione dei canoni d'acqua \u00e8 prematura\", aveva sottolineato la scorsa settimana Silva Semadeni (PS/GR). Il Parlamento ha preferito prendersi il tempo necessario per elaborare un nuovo modello.</p>","DraftText":null,"SubmittedText":null,"ReasonText":null,"DocumentationText":null,"MotionText":null,"FederalCouncilResponseText":null,"FederalCouncilProposal":null,"FederalCouncilProposalText":null,"FederalCouncilProposalDate":null,"SubmittedBy":null,"BusinessStatus":229,"BusinessStatusText":"Liquidato","BusinessStatusDate":"\/Date(1553212800000)\/","ResponsibleDepartment":9,"ResponsibleDepartmentName":"Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni","ResponsibleDepartmentAbbreviation":"DATEC","IsLeadingDepartment":true,"Tags":"4|15|66|2446","Category":"IIIa/IV","Modified":"\/Date(1770754794930)\/","SubmissionDate":"\/Date(1527033600000)\/","SubmissionCouncil":null,"SubmissionCouncilName":null,"SubmissionCouncilAbbreviation":null,"SubmissionSession":5013,"SubmissionLegislativePeriod":50,"FirstCouncil1":2,"FirstCouncil1Name":"Consiglio degli Stati","FirstCouncil1Abbreviation":"CS","FirstCouncil2":null,"FirstCouncil2Name":null,"FirstCouncil2Abbreviation":null,"TagNames":"Politica nazionale|Economia|Energia|Imposte"}}